mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 12: Drawbacks



Capitolo 12: Drawbacks

24 Aprile 2011 Ore 20:20

Pov Bella.

Ero al lavoro già da due ore e più, il mio turno tra un’ora e mezza è terminato ed io, non vedo l’ora di andare a casa. Sono davvero stanca e ho bisogno di dormire profondamente. Il pomeriggio è passato velocemente, nell’appartamento di Edward ad amarci più volte e a coccolarci. Sapevo che poteva essere dolce, lo vedevo nei suoi modi timidi e impacciati, ma era come se i miei occhi fossero foderati..perchè quando ci siamo stesi nel letto e mi ha presa tra le braccia, sussurrandomi all’orecchio una moltitudine di frasi dolci, che hanno avuto il potere di farmi scoppiare il cuore..io sono proprio caduta dalle nuvole. Insomma..mi aspettavo quell’aspetto di lui..ma era come se in quel momento..non fossi preparata a sentirmi dire quelle parole. Mi ha accompagnata a casa ed ha atteso che fossi pronta, per poi accompagnarmi al lavoro. Non è tornato a casa..ha cenato qui con me, un panino veloce ed è stato tutta la sera ad osservarmi. Ogni tanto lasciavo che il mio sguardo si poggiasse al suo e dolcemente gli sorridevo. Sono davvero fortunata..l’ho capito quando Esme oggi mi ha parlato di lui, del fatto che non si era mai comportato così, che non ha mai portato a casa una ragazza da fargli conoscere..l’ho capito dal bisogno che ha ogni volta di cercare un contatto con me, che mi destabilizza.
Sono così contenta..che potrei perfino fregarmene di dover andare a lezione domani e passare la mattinata con lui..peccato..che debba andare a lavorare! Sorrido pensando ai miei pensieri..probabilmente lui starà pensando la stessa cosa! Forse non ci conosciamo ancora, forse abbiamo bisogno di più tempo ma la realtà è che ci basta uno sguardo..per capire cosa proviamo, per capire i nostri pensieri. Ed è fantastico..spettacolare..ineguagliabile.
-E così..il prossimo week-end andrete a Forks.. – ecco Emmett. Rosalie si era lasciata sfuggire quel particolare a pranzo e avevano litigato furiosamente. Lui non parlava con lei..lei non parlava con lui. Ma lui aveva anche evitato di parlarmi tutta la sera, per paura di dire qualcosa di sbagliato..per paura che mi arrabbiassi, per paura di sentirsi ripetere le stesse cose anche da me. Infondo..da una parte aveva ragione..sperava di poter venire anche lui, voleva venire anche lui e gli è dispiaciuto che avessimo deciso senza farglielo sapere. Rosalie non gli ha permesso di essere dei nostri..gli ha detto chiaramente di no. Ed io questo non lo capisco..O forse..forse lo immagino. Lei è molto fredda, reagisce al dolore mantenendo le distanze, cercando di non farsi toccare profondamente..ma dentro so che sta male. Charlie non ci ha mai fatto mancare la sua presenza ed è sempre stato, per noi, un buon padre. So cosa pensa di lui..so che gli voleva bene, so che era l’unica figura adulta che adorava avere vicino, anche se non viaggiavano sulla stessa linea d’onda..eppure..eppure avevano creato un buon legame ed ora lei soffre, forse più di me. Avere Emmett vicino potrebbe essere un bene, se volesse affrontare il dolore che prova..ma la realtà è che lei non vuole affrontarlo. Ha paura. Ed io..la capisco. Ma capisco anche il punto di vista di Emmett che vuole stare vicino a Rose, per farle da supporto, perché abbia una roccia al suo fianco..a cui appoggiarsi. Un po’ lo stesso discorso che mi ha fatto Edward, chiedendomi di portarlo con me, da mio padre. Ho pensato di rifiutare ma poi..poi ho capito che non era giusto.
-Si Emmett..andiamo a Forks..- Io non me la sentivo di discutere con lui, non volevo farlo neppure con Rose..ma vedevo quanto stava male per non poter venire e avevo voglia di fare qualcosa per lui, per loro. Non avevamo ancora comprato i biglietti, era una cosa da fare domattina..appena avevo la pausa dalle lezioni. E non avevo ancora detto a Rosalie che sarebbe venuto anche Edward..sapevo che probabilmente non le sarebbe piaciuta come idea.
-E..quando partite? Insomma..per sapere quanti giorni ti devo sostituire.. – Lasciai il bicchiere sul bancone, di fronte al cliente che aveva chiesto la birra alla spina, e mi voltai verso Emmett.
-Partiamo venerdì alle due del pomeriggio..e torneremo domenica in serata..Emmett io..mi dispiace.. – aveva alzato una mano e scosso la testa, con il capo chinato. Vedevo come stava male..e non potevo farci nulla.
-D’accordo..Troverò un modo per sostituirti quei tre giorni.. – aveva raccolto la spugna e il suo vassoio vuoto ed era andato a liberare dei tavoli. Non sorrideva, non rideva, non faceva più le sue solite battute. E cosa più importante..era davvero afflitto per camminare a testa bassa. Non volevo sapere cosa si erano detti quel pomeriggio, non volevo immaginare le parole di Rose..ma in qualche modo era come se le conoscessi bene. Un moto di rabbia prese soppravvento e tirai fuori il cellulare dalla tasca inviando un messaggio.

“Quando arrivo a casa dobbiamo parlare. Sono davvero incazzata con te..Emmett non se lo merita!”

Riposi il cellulare nella tasca e guardai Edward, che ora non era più solo ma c’era Jasper a tenergli compagnia. Chissà come sarebbero stati quei due giorni..chissà cosa avrebbe pensato di mio padre..chissà cosa avrebbe pensato Charlie di Edward.
Ero pensierosa, costretta a dover vedere Emmett afflitto e nel dover pensare a cosa dire a Rosalie una volta arrivata a casa. Ero arrabbiata. Andai in magazzino per prendere una cassa di birra, ma tornata al bancone inciampai rovinosamente sullo scalino in legno. Le bottiglie di birra, fortunatamente, non si erano rotte, ma erano sparse in giro ed alcune su sotto di me. Il dolore alla caviglia era forte, ma cercavo di non lamentarmi. Stavo cercando di alzarmi, quando una fitta mi costrinse a rimanere seduta a terra, non riuscivo ad appoggiare il piede. Cavoli..che sfiga infinita!
-Bellina..tutto ok? – Emmett era vicino a me, dietro al bancone e dietro di lui anche Edward e Jasper. Ed io che pensavo di non aver attirato l’attenzione di nessuno. Uffa..ma perché ero così imbranata?!
-Si tutto bene, sono solo inciampata..ora mi tiro su! – cercai di sorridergli ma il male alla caviglia era forte e dubitavo io stessa di riuscire ad alzarmi. Mi aggrappai comunque al bancone con le mani, tenendomi saldamente per poi alzarmi. Per fortuna ci riuscii, ma subito dopo dovetti appoggiarmi al bancone perché il piede non reggeva..cacchio potevo essermelo rotto!
-Non va tutto bene! Ti fa male il piede? – Questo era Edward, che aveva spostato Emmett e si era messo al mio fianco, passandomi un braccio attorno alla vita, per farmi sorreggere a lui. Emmett prese uno sgabello e mi ci fecero sedere sopra. Edward controllò lo stato della caviglia senza togliere la scarpa ed io mi mordevo il labbro per il male, ogni volta che la toccava. –Devo portarti in ospedale Bella.. – il mio sguardo inorridì. No..non poteva. Io odiavo gli ospedali..li odiavo con tutta me stessa! No no no! Scossi la testa più volte e chiusi gli occhi, sperando che servisse.
-Edward.. – la voce di Emmett arrivò alle mi spalle –Bella ha il terrore degli ospedali.. – per fortuna c’era lui! Come diavolo faceva Rose a non capirlo?! Arrrrrg…mi avrebbe sentita una volta arrivata a casa.
-Allora ti porto a casa mia, mio padre ti controllerà e poi deciderà cosa fare.. – Edward guardava Emmett, forse per avere conferma di potermi portare via. Non ci fu bisogno di girarmi, Edward porse le chiavi a Jasper.
-Vai ad aprire la macchina.. – poi mi prese in braccio ed io mi aggrappai al suo collo, inspirando il suo profumo.
-Edward no..davvero non importa. Torno a casa e ci metto del ghiaccio..vedrai che in un paio di giorni passerà tutto – cercavo di divincolarmi per farmi appoggiare a terra, ma non ci riuscii.
-Non se ne parla principessa. Ti porto da Carlisle..per stare più sicuro. – sbuffai ma lasciai correre, era inutile ribattere e poi mi faceva davvero male.
-Mi raccomando Edward..Fammi sapere qualcosa.. – il tono preoccupato di Emmett mi fece sorridere. Poteva essere mio fratello..e forse lo era davvero. Mi girai a guardarlo negli occhi e gli sorrisi, lanciandogli un bacio con le mani. Lui mi sorrise amaro, in risposta.
-Allora principessa..avevi bisogno di attirare un po’ l’attenzione?! – Edward scherzò con me ed io sorrisi e scossi la testa.
-In realtà volevo solo farmi portare un po’ in braccio dal mio ragazzo.. – lui sorrise ma sentivo chiaramente come si era irrigidito per un attimo. Il mio ragazzo..era strano anche per me. Mi fece accomodare in macchina, Jasper era lì di fianco a tenerci aperto lo sportello.
-Vi raggiungo a casa.. – ci sorrise e poi raggiunse la sua auto. Era bello vedere quante persone si preoccupassero per me. Anche se non ce n’era bisogno..infondo era una misera storta..passava con un po’ di pomata e di riposo.
-Come fai ad avere paura degli ospedali? – mi domanda Edward sorridendo.
-Non lo so..ne ho visti così tanti da piccola che ora ne ho il terrore..sai Il mio equilibrio era già contaminato quando ero più piccola! – lui si mise a ridere..poi cambiò argomento.
-Che aveva Emmett stasera?! – sospirai pesantemente.
-Rose gli ha detto che il prossimo week-end saremo a Forks..e lui si è arrabbiato perché non gliel’abbiamo detto prima..senza considerare il fatto che è deluso perché Rose non lo vuole lì, con lei.
-Aww.. – dice facendo una smorfia strana. –Ora capisco..E..come mai? – chiusi gli occhi un secondo, per una fitta alla caviglia e poi gli risposi.
-Rose è fatta così..è brava nel suo lavoro, così brava che si psicanalizza da sola! Quando è successo di papà..lei ha versato qualche lacrima solo al funerale..per il resto era fredda, impassibile..è la sua maschera per non soffrire..credo che anni ed anni di psicologia le abbiano insegnato a essere forte..esteriormente! Questo però..non toglie il fatto che anche lei ha bisogno di qualcuno ed Emmett..lui è il suo qualcuno. Lo so per certo..
-Ti va di raccontarmi la loro storia? – sorrisi scuotendo la testa, ma non in senso di negazione..era più per fare ordine nella mia testa.
-Si sono incontrati al college, qui a New York..mia sorella aveva messo più distanze possibili con mia madre, perché era diventata un po’ troppo insistente. Così aveva studiato psicologia, al posto che giurisprudenza, proprio per andare contro a Reneè..e poi..un giorno mi chiama tutta arrabbiata dicendomi che si era scontrata con un ragazzone, moro, muscoloso e che lui le aveva fatto cadere tutti i libri e non le aveva neppure chiesto scusa.. – risi al pensiero di quel giorno..Rose era davvero furiosa.
-E poi?
-Poi non si sono visti per un bel po’ di tempo..lei continuava ad essere arrabbiata finchè un giorno, ha cominciato a trovare bigliettini in mezzo ai libri, rose sopra il banco in cui si sedeva, addirittura dei mazzi di fiori alla porta della stanza nel dormitorio..
-Emmett? – mi chiede sorridendo.
-Non si è fatto scoprire per un mese e mezzo..lei era completamente impazzita. Mi chiamava tutta contenta per questo ammiratore..Le scriveva delle cose talmente dolci..awww..se solo ci penso mi viene la glicemia!
-Ehi…anch’io sono dolce! – sorrisi guardandolo e appoggiai una mano sulla sua, sul cambio. Il suo tono era un po’ oltraggiato.
-Edward..tu sei ciò che di meglio poteva capitarmi! – volevo essere sincera con lui..anche perché non riuscivo proprio a mentirgli. –Comunque..dicevo..Un giorno poi si è fatto trovare di fronte alla sua aula con due caffè..e lei ha cominciato a urlargli addosso di tutto, ancora per lo scontro dei libri.. – scoppiai a ridere per la figuraccia di mia sorella. –E lui le ha dato il brick con il caffè, sorridente..per niente toccato dalle sue parole e le ha chiesto se voleva andare a cena con lui quella sera stessa..
-Wow..una storia davvero romantica.. – sembrava pensieroso e non capivo come mai.
-E’ molto buffa anche..ma si..è una bella storia! E se mia sorella non si sveglia rovinerà tutto! Emmett è stracotto di lei..voleva chiederle di sposarla già a Natale..E’ un anno che ha l’anello nascosto in camera mia e non si decide a darglielo..Dice che lei rifiuterà.. – scuoto la testa e lui mi guarda stranito. A che diavolo sta pensando?
-E secondo te, cosa farà? – lo guardo alzando le sopracciglia.
-L’hai vista mia sorella con Emmett? – lui annuii. -Non potrebbe mai rifiutare..ma lui non lo capisce! – scuoto la testa ed Edward sorride.
-Siamo arrivati..- Mi aveva fatto chiacchierare in modo che non sentissi il dolore, dovevo ricordarmi di ringraziarlo. Venne dalla mia parte, aprendo lo sportello e prima ancora che potesse prendermi in braccio Carlisle è già vicino alla macchina.
-Che succede ragazzi? – indossa un semplice jeans con una camicia chiara, lo sguardo confuso, che passa da me e Edward. Poco dopo giunge anche Jasper.
-Bella è caduta..e si è fatta male, ma ovviamente testona com’è non è voluta andare in ospedale..puoi, dargli un’occhiata?! – lo sguardo di Carlisle si illuminò e mi sorrise.
-D’accordo..portiamola nel mio studio! – mi sentivo di troppo eppure ero io a dover essere visitata. Uffa..maledetto imbarazzo. Jasper raggiunse Edward e insieme mi portarono nello studietto di Carlisle, mettendomi seduta nel lettino. Sembrava aver ricreato un piccolo studio medico tutto suo lì in casa.
-Allora Bella..cosa ti fa male?
-La caviglia..- mi tolse la scarpa con delicatezza e prese a toccarmi il piede, cercando di farmi meno male possibile, ma tutti i minimi movimenti mi facevano male, davvero tanto.
-E’ troppo dolorante. Edward vai a prendermi del giacchio..- Edward sparì subito ed io rimasi sola con Carlisle.
-Mi dispiace averti disturbato..avevo detto a Edward che non era importante..ma ha fatto di testa sua.. – cercai di sorridere ma il suo sguardo dolce e risoluto mi fece ammutolire.
-Decisamente mio figlio ha preso una decisione saggia. Dobbiamo mettere delle stecche Bella..o la caviglia non guarirà.. – storsi il naso.
-Grazie Carlisle..- arrossì un po’. Ero imbarazzata..questa era la seconda volta che lo vedevo, nella stessa giornata per di più e non facevo altro che arrossire.
-Ecco il ghiaccio! – Edward rientrò con una bacinella con del ghiaccio. Io risi. Era una situazione comica..per solo una slogatura.
-Bella, tesoro! – Mi agitai di colpo. Esme era entrata subito dopo Edward ed era corsa ad abbracciarmi. Wow…che novità. Certo Edward mi aveva fatto capire che erano contenti di avermi conosciuta e che credevano io fossi meravigliosa..ma non credevo di arrivare a questo punto. –Ti fa tanto male? – si comportava come una madre..quella che io avevo lasciato a Phoenix e che non volevo neppure sentire. Storsi un po’ il naso.
-Insomma..- sorrisi mentre Carlisle pensava a posizionare il ghiaccio.
-Rimani un po’ così, senza muoverti..torno tra poco per fasciarla.. – sorrisi e lo ringraziai ancora. –Non ringraziarmi continuamente Bella.. – mi sorrise e chiamò Edward da parte. Ecco..ora ero ancora più a disagio.
-Allora Bella..raccontami cos’è successo? – Esme era dolcissima, si era seduta affianco a me sulla sedia e mi teneva la mano.
-Portavo la cassa con le birre, ero distratta e non ho visto lo scalino..ecco il risultato! – sorrisi scuotendo la testa. –Ma sono abituata..da piccola cadevo in continuazione..e crescendo il mio equilibrio non è migliorato! – sorrisi e lei sorrise a me. –Edward è stato così dolce, voleva portarmi al pronto soccorso subito..ma non mi piace molto..e Carlisle è davvero gentile..ed anche tu. Vi sono piombata in casa alle nove di domenica sera.. – ora ero un po’ dispiaciuta..in effetti non abbiamo pensato a disturbare.
-Figurati.. – sorrise – ci fa piacere averti qui, anche se non è l’occasione più adatta! – sorrise di nuovo e fece sorridere anche me.
-Esme..posso farti una domanda? – ora che non c’era Edward potevo permettermelo..era qualcosa che mi frullava nella testa da un po’.
-Certo tesoro! – ecco di nuovo che mi fa sciogliere. Dolcezza questa donna.
-Davvero lui..insomma..lui non vi ha mai parlato di me? – infondo se era due anni che mi seguiva con qualcuno doveva essersi sfogato, qualcuno a parte Alice e Jasper doveva saperlo no? Lei scosse la testa, un po’ desolata.
-No Bella..mai una parola. E ammetto di sentirmi un po’ delusa..infondo io sono sua madre, certe cose mi piacerebbe saperle..ma ha fatto tutto di nascosto.. – io annuii.
-Mi ha seguita per due anni Esme..due anni.. – scuoto la testa chiudendo gli occhi. Ancora non posso crederci.
-Non ti sei mai accorta di nulla? – sorrideva ora.
-Mai, mai una sola volta..neppure quando mi accompagnava a casa..mai. Mi chiedo come ho fatto..insomma era al pub ogni sera..e non si faceva vedere da me perché si nascondeva dietro una colonna..
-Gli hai chiesto spiegazioni? – io annuii, ma non era la vera verità.
-Insomma..più o meno..la seconda sera gli ho chiesto perché l’aveva fatto e lui mi aveva detto che era insicuro e che si vergognava..e che aveva paura..
-Cosa c’è che ti turba tesoro? – ecco che se n’era accorta, potevo mai riuscire a tenermi qualcosa per me? No naturalmente..
-Temo che possa capire che non sono io quella che vuole..infondo lui si è innamorato di me vedendomi al bar ogni sera, non ha mai parlato con me, non siamo mai usciti assieme..e se si sbagliasse? – ora il suo sguardo tenero sembrava anche un po’ sorpreso.
-Perché dici questo? Perché pensi questo? – abbassai lo sguardo sulle mie mani. Sconsolata.
-Perché e’ il primo ragazzo di cui mi innamoro Esme e mi sento così inesperta e così felice che credo questa fortuna mi volerà via..
-Sai Bella..io sono davvero felice che Edward abbia trovato te..e te l’ho già detto questa mattina..ma la cosa che mi fa più felice è che tu abbia deciso di parlare con me di questo, come se fossi riuscita a trasmetterti la sicurezza giusta per confidarti..Sei talmente dolce, bella e intelligente che dubito mio figlio vorrebbe qualcos’altro..- la guardai sorridendo.
-Grazie Esme..- lei scosse la testa e mi abbracciò stretta.
-Grazie a te..
-Allora..vediamo questa caviglia! – Carlisle era rientrato con Edward, il quale sembrava un po’ preoccupato. Cosa si erano detti quei due? –Allora..il gonfiore per fortuna si è fermato, però è ancora un po’ rigonfio..Adesso ti metto la stecca e la fascio ben stretta..tu comunque cerca di non sforzarlo! – mi sorrideva tranquillo mentre Edward stava appoggiato al muro.
-Grazie Carlisle..Sei stato gentilissimo..- lui scosse il capo e mi sorrise.
-Smettila di ringraziarmi Bella.. – finì per mettere una clip sulla benda, dopo avermi inserito due pezzi di ferro, parte per parte, ed avermi chiusa per bene. Ma potevo essere così incompetente?
-Sentite..che ne dite di qualcosa di caldo? – la dolcissima Esme. Stavo per annuire, e non sembrare scortese quando Edward prese la parola al posto mio.
-No mamma, grazie..accompagno a casa Bella e poi vado a riposare. Domattina ho lezione alla prima ora.. – era venuto vicino a me e passando un braccio sulla mia vita mi fece scendere per poi accompagnarmi verso l’entrata.
-Grazie infinite..e scusate per il disturbo.. – ero arrossita per l’imbarazzo. Sarebbe mai finita quella storia? Uffa..
-Tesoro, smettila di ripeterlo..Non è stato niente e sono felice di averti rivista! – mi prese la mano libera e la strinse forte.
Dopo mezz’ora ero sotto casa, con Edward che mi accompagnava al portone. Il viaggio in macchina è stato silenzioso, se non per la radio che continuava a trasmettere qualche canzone moderna che le mie orecchie poco sopportavano. Avevo guardato fuori dal finestrino tutto il tempo, per non dover incrociare il suo sguardo. Mi chiedevo cosa fosse successo, cosa gli aveva detto Carlisle?
-Grazie Edward..Ora..posso continuare da sola.. – il suo sguardo si fece più stretto e le sopracciglia convogliarono tutte verso il centro. Non era d’accordo evidentemente.
-Ti accompagno di sopra..e non discutere! – annuii solamente. Aprii il portone con le chiavi e una volta dentro mi fece salire sulla sua schiena.
-Reggiti scimmietta! – l’aveva detto scherzando e sorridendo ed io mi beavo di quella vista, di quel tono così sereno. Se penso che fino a un attimo prima era cupo e silenzioso. Provai a domandarglielo..giusto per espiare ogni sospetto.
-Senti..c’è qualcosa che non va? – lui si irrigidì un attimo e poi tornò a percorrere le scale.
-No..perchè me lo chiedi? – ora ero imbarazzata.
-Perché..insomma..tuo padre ti ha detto qualcosa di brutto? Ti sei incupito d’un colpo ed io..insomma..ecco.. – non sapevo più come andare avanti. Ma non mi rispose..segno che effettivamente era successo qualcosa. Arrivati di fronte all’appartamento mi fece scendere e aprii la porta di casa. Rose era seduta sul divano, con il telecomando in mano a fare zapping.
-Bella..ma che è successo? – aveva visto che ero aggrappata alla vita di Edward e che avevo una caviglia fasciata.
-Sono caduta al locale..e Edward mi ha accompagnato a farmi medicare..Niente di grave comunque.. – mi sistemai sul divano e sorrisi a Edward che sembrava un po’ impacciato.
-Ti posso offrire qualcosa Edward? – Rose era una meraviglia a fare gli onori di casa. Lui scosse la testa e si inginocchiò accanto a me.
-Posso lasciarti o combinerai qualche altro guaio? – sorrisi e mi avvicinai alla sua faccia, per lasciargli un bacio sulle labbra, che non approfondì.
-Mi faccio accompagnare da Rose a letto.. – lui annuii e mi diede un altro bacio.
-Buonanotte principessa! – un altro bacio a fior di labbra..i migliori e i peggiori allo stesso momento.
Una volta che la porta fu chiusa mi pentii..aveva sviato l’argomento e non mi aveva risposto! Arrrrrrg! Vedevo Rose che si agitava sul divano..bene..sarebbe stato il nostro momento.
-A proposito di questa sera…ti pare normale litigare con Emmett per questo? – Non ci potevo fare nulla..la sua questione mi stava a cuore!
-Bella..non voglio discutere anche con te.. – si passò una mano tra i capelli.
-Oh no cara mia! Non serve proprio che discuti con me..perchè per una volta ho scelto io e farò io tutto. Sei una scema..quando lo capirai sarà tardi. Voleva solo esserti vicino in un momento triste..come per me ci sarà Edward..e tu non lo vuoi perché? Perché sei troppo occupata a crearti il tuo muro attorno, per non farti scalfire?
-Edward cosa c’entra?
-Ci sarà anche lui questo week-end..me l’ha chiesto e voglio che ci sia. E tu..tu dovresti portare Emmett..non si merita questo trattamento da te. Non se lo merita affatto. Ed ora portami a letto che sono stanca. – incrociai le braccia sul petto e aspettai che si alzasse all’in piedi per aiutarmi. Sbuffando ad ogni passo ero riuscita a stendermi sul letto, avevo tolto la maglia e infilato quella del pigiama mentre Rose pensava ai pantaloni. Mi augurò la buonanotte e poi andò via, chiudendo la porta e non dicendo altro. Speravo solo di farla ragionare.

“Sono arrivato a casa principessa..E”

“Alla fine non mi hai più detto cos’è successo..”

“Non è importante principessa..Sono molto stanco ora, Buonanotte…ti amo”

Gli risposi anch’io, cercando di respirare tranquillamente. Era così diverso.

25 Aprile 2011 Ore 16:45

Mi ero svegliata presto quella mattina e mi ero fatta accompagnare all’università da Rose in macchina, per non dover camminare troppo. Ovviamente aveva sbuffato anche quella mattina. Emmett per fortuna aveva raccattato le sue stampelle vecchie, di quando si era ferito al piede..così ora andavo in giro, cercando di mantenermi in equilibrio su quelle due cose. Era ancora più difficile che andare a piedi, ma non dovevo sforzarlo e questo..era l’unico modo.
Edward mi aveva chiamato intorno alle otto e mezzo quella mattina, prima di cominciare la sua lezione, per sapere come stavo..e poi non l’avevo più sentito. Proprio vicino alla facoltà c’era l’agenzia viaggi e durante la pausa pranzo ero andata ad acquistare i biglietti per tornare a Forks..speravo solo che Edward fosse sempre dello stesso avviso.
Per fortuna il lunedì era giorno di chiusura del pub, così stasera potevo starmene tranquillamente a casetta, riposandomi. Oggi avevo studiato molto e la biblioteca ormai era diventata la mia seconda casa, insieme al pub..volevo solamente riposarmi, guardarmi un film e..

“Ti va se ci vediamo stasera, principessa? E.”

E vedere Edward naturalmente! Quella era una cosa a cui non avrei rinunciato per nulla al mondo!

“Vieni a cena da noi? Vorrei stare un po’ a casa..per rilassarmi..ma se hai altro in mente d’accordo! – smile – “

“Va bene casa tua..Ci può venire anche Alice? (E’ qui a tartassarmi..) – smile – “

Risi tra me e me, aspettando che Rose mi venisse a prendere. Certo, dovevo chiedere il loro permesso..ma avere degli amici in casa mi piaceva e sapevo piacere anche a Rose.

“Porta pure Alice e Jasper.. – smile – “

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