mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 9: Restart



Capitolo 9: Restart

23 Aprile 2011 Ore 9:10

Bella pov.

Ero sveglia e mi beavo del tepore delle lenzuola sul mio corpo. Rose aprì in velocità la porta della camera sedendosi sul letto.
-Avanti Bella..alzati! – sembrava impaziente.
-Che vuoi Rose? Non ho un bel niente da fare stamattina…
-C’è Edward che ti aspetta di sotto! – mi alzai di scatto. Mi prendeva in giro?! Che diavolo ci faceva Edward sotto casa mia? Presi il telefono per vedere se mi aveva cercata e c’era un messaggio.

“Buongiorno principessa..hai aperto gli occhi? Io si..ed il primo pensiero sei stata tu. E.”

Era tornato dolce e romantico. Dio che bello! Sorrisi e poi andai in salotto a guardare alla finestra. Era appoggiato alla macchina, con le braccia incrociate e gli occhiali da sole addosso. Alzò lo sguardo e mi vide, sorrise. Aprii la finestra prima che prendesse il cellulare dalla tasca.
-Che ci fai qui? – domandai un po’ indispettita. Avevo deciso di perdonarlo..ma non volevo rendergli le cose semplici. Anche se il cuore batteva forte nel vederlo qui stamattina.
-Scendi principessa..ti porto a far colazione – e mi sorrise. Io sorrisi e scossi la testa.
-E’ tardi principe azzurro..La colazione l’ho fatta da un pezzo!
Mentii. Ma solo per vedere cosa avrebbe fatto. Scosse la testa ridendo..era bellissimo!
-Che bugiarda! Sei ancora in pigiama…Rosalie è appena venuta a svegliarti! – gli mostrai la mia faccia sorpresa e lui sorrise –L’ho mandata io! – sorrisi. –Dai scendi! – ci pensai un po’ e poi urlai ancora dalla finestra.
-Dammi cinque minuti per decidere..non sono sicura di voler uscire..e poi..mi ci vuole mezzora per prepararmi..Dovevi avvisarmi prima.. – cercai di essere seria.
Guardai ancora la sua reazione. Sorrise e scosse la testa.
-Non sai il significato della parola “sorpresa?” E comunque..indossa il primo jeans e la prima maglia che ti capita..sei stupenda così come sei! – sorrisi mentre il mio cuore era già volato da lui. Sapeva come farsi perdonare..e forse non era il caso di farlo attendere troppo.
-Adulatore! – gridai sorridendo –Arrivo!
Corsi in camera mentre lui rideva là sotto. Indossai il jeans della sera precedente e una maglietta diversa, solite converse. Un po’ di profumo, il cellulare e le chiavi di casa, poi corsi giù dalle scale.
Arrivata al portone d’ingresso però rallentai e mi comportai normalmente. Feci la faccia scocciata e camminai lentamente fino a lui. Non so se era solo per farlo attendere, per non fargli credere che morivo dalla voglia di vederlo, di abbracciarlo, di gettarmi tra le sue braccia e non lasciarlo andare via neppure un attimo. Forse..era anche per memorizzare ogni dettagli di lui. La t-shirt blu scura, con una faccia stampata e una camicia a quadri bianca e blu, fatta su sulle maniche, quei jeans chiari che lo fasciavano benissimo e gli occhiali da sole che celavano i suoi occhi ai miei.
-Ciao principessa.. – scossi la testa e sorrisi dolcemente. Non ce la facevo a resistere.
-Ciao Edward..come mai tutta questa fretta di portarmi a fare colazione? – chiesi e mi appoggiai alla macchina con il gomito. Lui si fece più vicino.
-Avevo voglia di vederti..e tu principessa, come mai tutta questa calma per raggiungermi? Credevo non saresti più arrivata.. – feci la faccia curiosa – l’altro sabato mi sei corsa incontro come se fossero giorni che non mi vedevi ed ora…una tartaruga ti ha superata..- sorrisi.
-Non ho nessuna fretta e neppure tanta voglia di gettarmi tra le tue braccia questa mattina.. – scrollai le spalle, ma lui non si fece scoraggiare e si avvicinò ancora di più.
-Dici? – la sua voce solo un sussurro, io annuii –Invece secondo me muori dalla voglia di baciarmi.. – risi forte.
-Presuntuoso..
-Bellissima.. – ok. Ero irrimediabilmente compromessa. Come diavolo facevo a resistergli? Ammesso che avrei voluto resistere?
-Allora..questa colazione? Sto morendo di fame..e non ho ancora assunto la mia dose di caffeina! –feci il giro dell’auto, lasciandolo lì, mentre si era avvicinato pericolosamente alle mie labbra. Non potevo fargliela passare liscia.
-Senti..hai da fare oggi, intendo per il resto del pomeriggio, fino all’ora di andare al lavoro? – aveva messo in moto ed era partito.
-In realtà..dovrei studiare. L’esame della prossima settimana è vicino..e mi sono concentrata sulla tesi in questi giorni..
-Oh..Beh capisco! Allora dopo la colazione ti riporto a casa.. – sembrava un po’ deluso, ma non potevo farci nulla. Era vero che dovevo studiare..certo è che avevo mentito quando gli ho detto che avevo fatto solo la tesi, non era vero.
-Dove mi porti per la colazione?
-E’ particolare..mi sono informato stanotte e non so come sia..ma credo che possa piacerti.. – sorrideva enigmatico. Dove diavolo mi stava portando?
-Quanto ci mettiamo?
-Oh siamo quasi arrivati..ci siamo appena svoltiamo l’angolo! – eravamo davvero vicinissimi. Quando parcheggiò vidi l’insegna della cioccolateria. NO! Pazzesco. Era pure vicino a casa mia e non l’avevo mai vista.. gli occhi mi si illuminarono e scesi dalla macchina elettrizzata. Edward mi prese la mano e mi accompagnò all’interno, scegliendo un tavolino un po’ nascosto. Su ogni tavolo era presente il menu con ogni ben di dio. Ah il mio posto preferito! Aprii il depliant e cominciai a leggere ogni prodotto..avrei preso ogni cosa. Notai il mio classico drink mattutino, ornato di panna, chicchi di caffè ricoperti di cioccolata e nocciole. Quello, era decisamente il mio mondo!
-Allora..hai scelto? – lo guardai malamente.
-Non puoi portarmi qui e pretendere che scelga una sola cosa e anche in fretta.. – rise.
-La cameriera sta arrivando.. – non potei trattenermi.
-E’ qualcun’altra con cui hai condiviso anni di liceo?! – lui scosse la testa e si fece più vicino, prendendomi le mani.
-No..e comunque, non mi importerebbe di altro se non di te..- i suoi occhi mi bruciavano l’anima. Quei due pozzi verdi mi facevano tremare..Dio che sensazioni.
La cameriera arrivò qualche secondo dopo, consigliandomi il tris di torta al cioccolato, tre assaggi di torte al cioccolato diverse, da accompagnare alla mia cioccolata con caffè. Edward ordinò un caffè con panna e scaglie di cioccolato e una fetta di torta al cioccolato.
-Grazie..questo posto è meraviglioso..Penso che ci tornerò spesso! – sorrisi e richiusi il menu.
-Beh..insieme a me, spero..
-Oh..e te lo meriti secondo te? – mi guardò oltraggiato.
-Principessa, senza di me non sapevi neppure l’esistenza di questo posto cioccolatoso..per cui, come minimo che ci verrai con me! – sorrise e si avvicinò a me, ancora di più.
-Dipende da come ti comporterai Edward..l’ultima volta che abbiamo fatto colazione insieme non è finita bene..
-Bella..mi dispiace. Dimmi cosa posso fare per farmi perdonare, te l’ho detto…farei qualsiasi cosa. Mi sento..non so un coglione? Ecco moltiplica la sensazione per tre..
-Non ci ho ancora pensato..davvero. Ero così stanca ieri sera che sono crollata subito dopo l’ultimo messaggio..e stamattina eri già lì..
-Mi sei mancata in questi giorni.. – altro che lo zucchero. Lui si che era dolce. Dio..come potevo solo pensare di stare senza di lui? Non potevo farcela..
-Anche tu..e lavorare senza averti attorno non è stata la stessa cosa.. – prese a giocare con le mie dita sopra il tavolo. Come quella sera..
-E stare a casa, a torturarmi per non mandarti un messaggio, per non venire a seguirti e assicurarmi che stessi bene..è stato straziante. Alice aveva voglia sbattere la mia testa al muro..
-Perché non hai neppure continuato a scrivermi? Magari avresti scoperto tutto prima..
-Perché sono uno stupido Bella..Credevo che te ne fossi pentita, che fossi andata via da me contenta di usare la scusa del mio pranzo, per poi allontanarmi..insomma..non credevo che.. – lasciò la frase in sospeso e in quel momento la cameriera portò le nostre ordinazioni, augurandoci una felice giornata.
-Non credevi che mi fossi innamorata di te? – lui annuii. –Ma lo stesso..perchè hai abbandonato?! Potevi comunque..cercare di capire, parlare, indagare..e invece ti sei abbattuto, hai tratto le tue conclusioni e non ti sei fatto sentire per giorni.. – raccolsi con il cucchiaino un po’ di panna con le nocciole e i chicchi del caffè.
-Perché quando si tratta di te..non sono più sicuro di niente, magari faccio finta..ma in realtà..sono incerto, preoccupato, ansioso..e non è nel mio carattere.. – lo vedevo sconsolato, raccogliere la panna e portarsela alla bocca. Era una visione erotica. Mi schiarii la voce, leggermente imbarazzata..basta, avevo deciso! Ero determinata a lasciarmi tutto alle spalle.
-Cosa volevi fare questo pomeriggio? – alzò le spalle e poi si voltò a guardarmi.
-Pensavo di andare a fare shopping..in realtà..ho bisogno di alcune cose per la casa e di altri vestiti.. – lo guardai sorpresa.
-Mi prendi in giro? Hai come sorella una stilista che è contenta di farti da personal shopper e vorresti andare a fare compere con me? Ma mi vedi bene Edward, o devo portarti dall’oculista?! – lui scoppiò a ridere della mia frase altamente sorpresa.
-E’ che con mia sorella, chiederle di andare a far shopping equivale ad autodistruggersi..Lei è così maniaca che passerebbe un’intera giornata in un negozio di scarpe, una volta me ne ha fatte provare una ventina di paia..perché per una sua sfilata dovevo essere impeccabile..Le scarpe sono chiuse nella scatola, usate solo quella volta! – mi misi a ridere, dopo aver ingoiato un morso della mia torta.
-In realtà..potrei anche venire a fare shopping con te, ho bisogno di alcune cose per il prossimo week end.. – guardai la tazza, già pentita di ciò che avevo detto.
-Che succede il prossimo week end?
-Ecco..io e Rosalie andiamo a Forks. Allora cosa ne dici per lo shopping, si può fare? – capì la mia necessità di cambiare discorso e mi sorrise annuendo.
-D’accordo..a condizione che dopo tu venga a pranzare da me..ho ancora una promessa da mantenere! – lo guardai con il sopracciglio alzato.
-Poni questa condizione? Uh? Allora ne pongo una anche io..non voglio più bugie, mai più..devi sempre dirmi tutto, qualsiasi cosa ti passa per la testa..questa è la mia condizione..Ma non solo per il pranzo di oggi..per ogni singolo giorno! – tornò serio e si avvicinò di più, accarezzandomi la guancia dolcemente, con le dita.
-Te lo prometto..niente più bugie..- si avvicinò di più e prese ad accarezzare le mie labbra con le sue. Volevo quel contatto da ieri sera..mi era mancato terribilmente. La voglia e la passione repressa in quei giorni sfociò velocemente. Per fortuna aveva scelto un posto appartato o dalla strada ci avrebbero visto tutti. Non mi importava seriamente, di ciò che avrebbero visto le persone nella cioccolateria, ero molto più improntata a capire cosa mi faceva questo ragazzo. Non mi sono neppure resa conto di quando mi abbia fatto salire sulle sue gambe, e cominciato ad accarezzarmi la pelle della pancia sotto la maglia. Ero in confusione, non mi rendevo conto di dove mi trovavo, la testa era persa nelle mille emozioni che i suoi baci mi procuravano e le mie mani continuavano a graffiargli la testa, per avvicinarlo a me, e i suoi mugolii tra i baci mi facevano avvampare. Ci staccammo a fatica, con il fiatone, i suoi occhi erano lo specchio dei miei..leggevo desiderio, passione, amore..e lo volevo, disperatamente, con tutta me stessa. Ma quello non era ne il momento, ne il luogo adatto. Mi sedetti sulla mia sedia e finii la cioccolata, assicurandomi che non ne rimanesse neppure una goccia preziosa all’interno della tazza.
-Andiamo?! – una volta che si accorse che finii la colazione mi tese la mano per uscire dalla cioccolateria. Ok Bella, autocontrollo!
Salimmo in auto e ci dirigemmo verso il centro commerciale, per fortuna non era un tipo da boutique! Presi a ridere ricordando quella mattina e lui mi guardò confuso.
-Che c’è?
-Siamo due ragazzini..Ti rendi conto che abbiamo urlato di prima mattina e avremo rotto le palle a tutto il quartiere? – si mise a ridere anche lui.
-Beh..e’ normale..insomma..più o meno! – rise più forte. –Ma chi se ne frega! Sono felice e devono saperlo tutti! – lo guardai sorridendo e non potei essere più d’accordo con lui.
Ci mettemmo davvero poco, quella mattina di traffico, stranamente, ce n’era gran poco. Parcheggiammo e mano nella mano salimmo al primo piano dove c’era un negozio di arredamento.
-Allora..che devi comprare?
-Innanzi tutto mi servono delle tazze..ne ho rotte alcune in questi giorni.. – si grattò il sopracciglio. L’avevo già detto che amavo ogni suo gesto?! –E poi volevo prendere delle lenzuola..Alice mi ha fatto notare che quelle per gli ospiti sono orrende, con quei fiori strani…ma mi sono stati regalate da un collega di lavoro.. – risi, immaginandomele.
-Cos’altro?
-In realtà…non lo so. Volevo guardarmi attorno e scegliere.. – mi sorrise prendendo un piccolo carrello e iniziando a inoltrarsi tra le corsie.
Dopo un’ora circa, in cui discutemmo sul colore delle lenzuola per la camera degli ospiti, eravamo arrivati alle casse, piegati in due dalle risate. Ovviamente la situazione ci era parsa comica anche a noi, oltre che agli spettatori. Stavamo discutendo sugli oggetti per la casa, asciugamani, divani, tazze eccetera. Edward aveva pagato ogni cosa e poi aveva decretato che dovevamo portare il tutto in macchina..alla fine avevamo comprato un set di sei tazze con tanto di piattini, un set da bagno di asciugamani per gli ospiti, le lenzuola, un colore azzurro acqua marina e un colore rosa a fantasia astratta per Alice, principalmente. Poi aveva voluto comprare degli spazzolini e delle asciugamani nuove per il suo bagno e pure delle lenzuola color antracite.
-Adesso? Qual è la nostra meta? – avevamo messo tutto nel baule della macchina ed ora risalivamo al secondo piano, abbigliamento.
-Devo comprare qualche vestito.. vediamo uhm..mi affido a te va bene? – lo guardavo sorpresa.
-Cosa vuoi dire?
-Entriamo in quel negozio..provo qualcosa e mi dici cosa ti piace di più, ok? – io annuii. Appena varcammo le porte del negozio la commessa si avvicinò subito, chiedendo se avevamo bisogno del suo aiuto. Edward declinò la sua offerta, educatamente ed io sorrisi, tra me e me.
-Allora, secondo te cosa potrebbe andare bene per il lavoro? Alice dice che mi vesto troppo informale e che sembro uno dei miei ragazzi.. – sorrise
-E come dovresti vestirti scusa? Come uno di quei professoroni con il maglioncino infeltrito, con solo il colletto della camicia che si vede e un pantalone sgualcito che fa le pieghe da tutte le parti?! – lo feci ridere e lo seguii nella risata.
-La tua visione del docente è agghiacciante! – sorrisi e scossi le spalle.
-Da dove vengo io..non esistevano professori in giacca e cravatta. E non ho mai avuto un professore giovane come te..e sexy come te! – rise un’altra volta. Oggi era la mia giornata fortunata!
-Andiamo principessa..troviamo t-shirt e camice nuove..Lasciamo stare i maglioncini e i pantaloni eleganti, credo che un jeans possa andare bene! – prese alla velocità della luce tutto quello che gli interessava e poi andammo nei camerini. Mi ero seduta sullo sgabello ad aspettare che facesse ritorno con il primo look. Che poi era esattamente quello di prima, solo colori diversi! Dopo aver provato tutto la commessa ci fece due enormi buste con due paia di jeans, tre camicie, una a quadri e due a tinta unita e quattro t-shirt. Mi piaceva il suo stile, da morire!
-Tu cosa devi prendere? – storsi il naso.
-Cose pesanti..a Forks piove sempre e la temperatura è molto bassa..- mi fece un sorriso malizioso.
-Quindi..niente abitini sexy da provare? – lo guardai oltraggiata. Mi prendeva in giro? Oh…gliel’avrei combinata grossa!
-Mi dispiace..ma niente abitini..devo solo comprare della lingerie nuova! – aumentai il passo e mi inoltrai all’interno di un negozio di abbigliamento femminile. Lui mi seguì dopo poco con l’occhio furbo, immaginavo il perché! Per fortuna c’erano capi autunnali scontati. Così recuperai qualche maglione e felpa ed anche una sciarpa. Avevo appena pagato i miei acquisti che mi sentii afferrare per la mano e tirare verso l’uscita in gran fretta.
-Ehi piano.. – ormai ridevo, il mio giochetto aveva funzionato. E dannazione non vedevo l’ora di portarlo a termine. Risi più forte quando varcammo le porte del negozio di intimo. Era lo stesso in cui mi aveva portata Rosalie la prima volta qui a New York.
-Salve…posso aiutarvi? – la commessa cordiale si rivolse a noi, sorridendo. Edward aveva la faccia soddisfatta ed io talmente felice che non riuscivo a esprimerla.
-No grazie..credo che guarderò e proverò qualcosa..non so bene ancora cosa comprerò.. – sorrisi e Edward mi fulminò. –Allora Edward..aspettami fuori..ci metterò poco! – scoppiai a ridere alla sua faccia sconvolta sorpresa.
-Mi prendi in giro principessa? – si fece più vicino, le buste davano fastidio alla nostra vicinanza –Io pretendo di guardare ogni completo, come ti sta! Ed anzi..ti dirò di più..ne scelgo qualcuno pure io! – risi più forte e annui. Vediamo cosa tirerà fuori! Oddio che pensieri…certo che vorrei tirasse fuori qualcosa di diverso e..oh cielo Bella! Basta! Questi doppi sensi…!
Ci separammo e mi venne il dubbio, come poteva scegliere la taglia giusta se non la sapeva?! Avrebbe perso.. sorrisi. Presi qualche completino delicato, in raso blu e nero, e uno in cotone, rosa antico con dei ricami sul bordo. E ancora ne presi uno più audace, in pizzo, quasi trasparente color avorio. Che diavolo stavo facendo? Quello era proprio un chiaro invito a…Cielo. Non dovevo iniziare questo gioco! Quando lo vidi davanti al camerino con le dita della mano piene di appendini scoppiai a ridere. Aveva intenzione di passare qui tutta la giornata?!
-Stai scherzando? Devo provarli tutti? – il suo sguardo malizioso non permise al mio cuore neppure di attendere la sua risposta, ero già dentro il camerino con tutti i completi a scuotere la testa, incredula per quello che avevo fatto scatenare. Il camerino di quel negozio erano piccole camerette, con le porte a ventaglio e all’interno di queste c’era una sezione separata con la tendina, per permettere alle ragazze di cambiarsi. Edward mi aspettava fuori dalla tenda, seduto su uno sgabello. Indossai uno di quelli in raso, quello blu. La mutandina era molto casta, con i laccetti laterali. In complesso era semplice e delicato. Respirai profondamente, prima di uscire e farmi vedere da Edward. Tirai la tenda e vidi i suoi occhi restringersi e le labbra raccogliersi in un sorriso soddisfatto.
-Bello..è molto..elegante e semplice..insomma..ti sta bene..girati! – risi, ma feci come aveva detto, lo guardavo dallo specchio e i suoi occhi desiderosi mi fecero riscaldare il cuore. Era bello poter vedere nei suoi occhi quel lampo di desiderio. Mi piaceva che faceva il professionale, voleva dimostrarmi che poteva sopportare..ma volevo vedere alla fine, con tutti quei completini.
-Perfetto..non provare neppure quello nero..questo blu notte ti sta d’incanto, forse è uno dei colori che ti dona di più.. – mi sorrise. –Ora prova gli altri.. – incrociò le braccia al petto, soddisfatto. Troppo tranquillo, troppo professionale! Tornai dentro e chiusi la tenda, prendendo un profondo respiro. Bene un completino scelto..Presi un altro dei miei, tralasciai volontariamente quello in cotone, troppo semplice e classico, quasi da nonna. Presi invece quello color avorio in pizzo. Quando mi guardai allo specchio divenni tutta rossa. Non potevo uscire con quello..ero praticamente quasi nuda! Non si vedeva tutto..ma quasi! Cielo non potevo, no davvero! Però forse…per smontare la sua sicurezza…
-Bella..tutto bene? – evidentemente ci mettevo troppo. Decisi allora di respirare a fondo. Spostai la tenda e lo vidi perdere l’equilibrio sullo sgabello. I suoi occhi sgranati su di me, la bocca semi aperta. Le mani tra i capelli. Il mio viso completamente arrossato dall’imbarazzo. Il giochetto si era ritorto contro di me..Uffa!
-Come mi sta questo? – Dai Bella, audace e sensuale..Appoggiai la spalla al muro del camerino e incrociai le gambe. Edward chiuse gli occhi e prese un respiro profondo.
-Girati.. – la sua voce roca un lieve sussurro, se non ci fosse stato tutto quel silenzio non l’avrei mai sentito. Ah guarda la professionalità! Mi girai, con il respiro trattenuto. Il pezzo di sotto oltre essere semi-trasparente era anche un perizoma e lasciava la vista del mio sedere scoperta. Lo guardai come prima dallo specchio del camerino, gli occhi socchiusi, respirava a fatica, come se avesse il fiatone. Le mani passavano velocemente tra i suoi capelli, torturandoli. –E’…divino. Sei bellissima con questo addosso, estremamente sensuale, sexy e..bellissima. – faceva fatica a trovare le parole per darmi il suo parere. Sorrisi soddisfatta e ritornai dietro la tenda per cambiarmi. Ok..era la volta di provarne uno dei suoi.. Ne presi uno color nero. Il reggiseno era trasparente, così come il perizoma, che era più striminzito di quello che avevo scelto io. Quando vidi l’effetto che faceva indosso, diventai paonazza. Avrebbe fatto un infarto. Se la reazione di prima mi aveva spaventata..questa..era peggio. Non sono mai stata modesta o obiettiva su di me..soprattutto per il mio aspetto e sensualità. Ma questo..Questi due pezzi di stoffa striminziti e completamente trasparenti mi facevano una bomba sexy. Il reggiseno mi valorizzava il seno e in pratica..ero nuda, come avere carta velina, pure bucherellata, su di me. –Sei pronta Bella? – la voce risentiva ancora dell’eccitazione di prima. Sarebbe morto, sarebbe morto ed io ero la causa. Oppure..avremmo fatto una pessima figura perché mi sarebbe saltato addosso. Una delle due..ma era comunque colpa mia! Sorrisi compiaciuta..Ero una pervertita!
-Ehm..Edward sei sicuro che sei pronto a vedermi?
-Bella..mi prendi in giro? Esci su.. – tirai la tenda e aspettai la sua reazione, che non tardò ad arrivare. Le sue mani stringevano lo sgabello, il rigonfiamento nei suoi jeans era evidente. Gli occhi sbarrati, fissi su di me, la bocca chiusa, con le labbra serrate.
-Te l’ho detto che non eri pronto a vedermi con questo addosso…e comunque..ammetto che hai davvero dei buoni gus.. – non riuscii a terminare ciò che volevo dire perché ero appoggiata completamente al muro del camerino con Edward incollato su di me, che mi baciava violentemente. Le sue mani vagavano sul mio corpo, coperto solo da quei piccoli pezzetti di pizzo nero, estremamente sensuali.
-Rivestiti e usciamo di qui..o rischiamo una denuncia.. – sorrisi sulle sue labbra, che erano ancora vicine alle mie. La sua voce roca dal desiderio e sensuale mi faceva rabbrividire. Lo desideravo, almeno quanto lui desiderava me. Annuii e lui si staccò da me, velocemente. Tirando la tenda dietro di lui. Scossi la testa per darmi una svegliata e poi mi rivestii velocemente. Portai fuori il tutto, incontrando Edward addirittura fuori dal piccolo stanzino.
-Quale preferisci? – sorrisi alzando le mani piene di completino sexy, verso di lui. Mi fece uno sguardo malizioso e poi prese gli ultimi due che avevo provato e li mise sulla cassa, di fronte alla commessa. Io risi e poggiai anche quello in raso e quello in cotone. Il suo sguardo di disapprovazione mi fece sorridere e mi avvicinai al suo orecchio –E’ per quando non sono con te.. – lui annuii soddisfatto ed io risi.
Presi le buste che la commessa mi porgeva e uscimmo dal negozio, mi prese per mano conducendomi verso il parcheggio.
-Andiamo già via?! – ero un po’ sorpresa..ma nel suo sguardo, ancora pieno di desiderio, leggevo determinazione.
-Improvvisamente..mi è venuta fame! – scoppiammo a ridere insieme. Non protestai, perché avevo fame anch’io…di lui! Il percorso verso casa fu abbastanza lento..colpa del traffico di quelle ore. E l’attesa salì. Io portai su alcune buste e lui le altre..prendendo velocemente l’ascensore fino al suo appartamento. Appena superammo la porta di ingresso, lasciammo andare le buste per terra, assicurandoci di chiudere la porta, in modo che Alice non potesse entrare, quello che mi diceva lui tra i baci. Ci fiondammo sul divano, completamente nudi, avvinghiati l’uno all’altra.
-Dio Bella…quel completo era..da orgasmo! – sorrisi tra i baci, mentre le sue mani continuavano ad accarezzarmi ovunque. –Dio ti voglio..ti desidero principessa.. – scendeva sul mio collo, con quelle labbra umide e sensuali, mi ero tirata più in alto, a cavalcioni su di lui per fargli capire cosa desideravo..e non ci mise molto a raggiungere i miei monti rosa con la sua lingua dolce. Ma non li venerò abbastanza, aveva altre idee in mente. Infatti mi fece alzare, le gambe divaricate ai lati del suo corpo e il mio centro caldo di fronte alla sua faccia. Non aspettò molto prima di cominciare ad assaggiarmi, portando le mani sul mio sedere e massaggiandolo, con quelle sue mani così intraprendenti. Le gambe tremavano, non sarei riuscita a reggermi così ancora per molto..e volevo sentirlo dentro di me.
-Edward.. – bofonchiai con la voce resa irriconoscibile dal desiderio. Ma lui non mi prese in considerazione. Continuava a succhiare il mio clitoride e a immergere la lingua dentro di me. Finché non sentii i muscoli andare in una direzione diversa rispetto al mio cervello e iniziai a tremare leggermente. Il piacere mi stava avvolgendo tra le sue braccia ed io non volevo altro che riceverne ancora, ancora e ancora. Mi lasciai andare lentamente su Edward che mi sollevò velocemente e mi portò fino al suo letto. Gli occhi chiusi a godermi le sensazioni che mi aveva fatto provare. Mi risvegliai dal mio intorpidimento sensoriale quando lo sentii aprire il cassetto. Eh no..non così in fretta.. Mi mossi velocemente sul letto, fino a raggiungere le sue spalle e mi sedetti proprio dietro di lui, appoggiando il mio seno sulla sua schiena morbida e definita. Persi ad accarezzargli i pettorali, a graffiarlo, fino a scendere sulla pancia, con le stesse operazioni..raggiunsi la sua asta e iniziai ad accarezzarlo, dandogli umidi baci sulle spalle. I suoi mugolii mi facevano piacere e continuai, aumentando il ritmo.. finchè non disse il mio nome, rocamente. Allora presi l’iniziativa e scesi dal letto, mettendomi tra le sue gambe e baciandogli la punta con la mia bocca. Lo sentii gemere il mio nome un’altra volta. Non faceva altro che stimolare ancora di più il mio desiderio di lui..Lo avvolsi con le mie labbra e scesi giù, in fondo, per tutta la lunghezza della sua durezza. Mi piacevano i suoi gemiti e guardare la sua faccia contorcersi dal piacere che gli stavo donando, mi faceva eccitare. Aumentai il ritmo, finché le sue mani arrivarono alla mia testa, tra i miei capelli a darmi il ritmo che gli piaceva.
-Dio Bella..si..così..Ooohh.. – diminuii la velocità e lasciai la presa su di lui, volevo che resistesse per sentirlo dentro di me..avevo troppa voglia di far l’amore con lui. Ci mise un attimo a infilarsi il preservativo e prendermi trascinandomi di nuovo sul letto, aprendomi le gambe velocemente ed entrando in me, con una spinta decisa. Inarcai la schiena, sorpresa da quell’irruenza. –Ti ho..ti ho fatto male? – la testa nell’incavo del collo, il suo sussurro era chiaro al mio orecchio, il suo fiato caldo mi faceva rabbrividire.
-No..ma ti prego..continua! –ormai ero in balia delle sue spinte, le mani tra i suoi capelli a tenere la sua bocca su di me, per assaporare il mio sapore sulla sua lingua.
-Ti va..di venire sopra? – la sua richiesta sembrava imbarazzata. Annuii solamente e invertimmo le posizioni. Perché me l’aveva chiesto così? Perché…Troppe domande ed io volevo solamente godermi il momento. Iniziai a muovermi, lentamente per prendere confidenza con quella posizione e lo sentivo così bene, in profondità..le sue gambe lunghe si davano un po’ la spinta e le sue mani stringevano il mio sedere, mentre le mie braccia erano attorno alle sue spalle. Dio era così bello. La sua pelle sudata sulla mia, i nostri respiri confusi, ansimanti, i gemiti che riempivano l’aria. –Si Bella..continua così…Oh si… - avevo aumentato il ritmo del movimento e lui aveva trovato subito l’equilibrio e ci stavamo muovendo all’unisono, finché non sentii l’orgasmo scoppiare in me e lui, continuare a muoversi dentro di me e seguirmi pochi secondi dopo con un lungo gemito. Ero accasciata su di lui, completamente priva di forze.
-Principessa..ti amo.. – e se credevo di non poter essere più felice di così mi sbagliavo.
-Ti amo Edward..ti amo anch’io! – mi spostai di fianco a lui, per permettergli di darsi una sistemata e poi riprendermi tra le braccia e appoggiare la testa sul suo petto.
-Credo che non ne avrò mai abbastanza di te..Sei così sensuale, così bella..così morbida..
-E tu sei così passionale, fantasioso..estremamente eccitante.. – sorrise e il suo petto vibrò un poco.
-E’ stato..magnifico.. – io annuii sul suo petto. Incapace di trovare un aggettivo più adatto.
-Come mai..mi hai chiesto di cambiare posizione? Insomma..potevi ecco..potevi girarci, no? – sembravo un’adolescente quando mi comportavo così.
-Io..non lo so. Mi andava di chiedertelo..insomma..Ho sbagliato? – ecco di nuovo insicuro. Alzai la testa, sopra il suo petto e lo guardai sognante.
-No Edward..non hai sbagliato nulla..è stato fantastico e stare sopra, mi ha dato una sensazione di potere che..mi faceva eccitare di più.. – ero arrossita, lo sentivo dalle guance in fiamme.
-Sei bella quando ti imbarazzi principessa.. – sorrisi dolcemente –E a me piace far l’amore con te in ogni posizione possibile..ho voglia di provarle tutte – si mise a ridere, ed io lo seguii a ruota. Dio si! Tutto quello che vuoi Baby! –Hai fame principessa?
-Si..un sacco! – sorrise e ci alzammo dal letto. Prese dal cassetto una sua maglia larga e me la porse, mentre indossava un boxer e un pantalone della tuta, restando a torso nudo. Lo volevo ancora, era possibile?!

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