Capitolo 9: Restart
23 Aprile 2011 Ore 9:10
Bella pov.
Ero sveglia e mi beavo del tepore delle lenzuola sul mio
corpo. Rose aprì in velocità la porta della camera sedendosi sul letto.
-Avanti Bella..alzati! – sembrava impaziente.
-Che vuoi Rose? Non ho un bel niente da fare stamattina…
-C’è Edward che ti aspetta di sotto! – mi alzai di scatto.
Mi prendeva in giro?! Che diavolo ci faceva Edward sotto casa mia? Presi il
telefono per vedere se mi aveva cercata e c’era un messaggio.
“Buongiorno
principessa..hai aperto gli occhi? Io si..ed il primo pensiero sei stata tu.
E.”
Era tornato dolce e romantico. Dio che bello! Sorrisi e poi
andai in salotto a guardare alla finestra. Era appoggiato alla macchina, con le
braccia incrociate e gli occhiali da sole addosso. Alzò lo sguardo e mi vide,
sorrise. Aprii la finestra prima che prendesse il cellulare dalla tasca.
-Che ci fai qui? – domandai un po’ indispettita. Avevo
deciso di perdonarlo..ma non volevo rendergli le cose semplici. Anche se il
cuore batteva forte nel vederlo qui stamattina.
-Scendi principessa..ti porto a
far colazione – e mi sorrise. Io sorrisi e scossi la testa.
-E’ tardi principe azzurro..La colazione l’ho fatta da un
pezzo!
Mentii. Ma solo per vedere cosa avrebbe fatto. Scosse la
testa ridendo..era bellissimo!
-Che bugiarda! Sei ancora in pigiama…Rosalie è appena venuta
a svegliarti! – gli mostrai la mia faccia sorpresa e lui sorrise –L’ho mandata
io! – sorrisi. –Dai scendi! – ci pensai un po’ e poi urlai ancora dalla
finestra.
-Dammi cinque minuti per decidere..non sono sicura di voler
uscire..e poi..mi ci vuole mezzora per prepararmi..Dovevi avvisarmi prima.. –
cercai di essere seria.
Guardai ancora la sua reazione. Sorrise e scosse la testa.
-Non sai il significato della parola “sorpresa?” E
comunque..indossa il primo jeans e la prima maglia che ti capita..sei stupenda
così come sei! – sorrisi mentre il mio cuore era già volato da lui. Sapeva come
farsi perdonare..e forse non era il caso di farlo attendere troppo.
-Adulatore! – gridai sorridendo –Arrivo!
Corsi in camera mentre lui rideva là sotto. Indossai il
jeans della sera precedente e una maglietta diversa, solite converse. Un po’ di
profumo, il cellulare e le chiavi di casa, poi corsi giù dalle scale.
Arrivata al portone d’ingresso però rallentai e mi comportai
normalmente. Feci la faccia scocciata e camminai lentamente fino a lui. Non so
se era solo per farlo attendere, per non fargli credere che morivo dalla voglia
di vederlo, di abbracciarlo, di gettarmi tra le sue braccia e non lasciarlo
andare via neppure un attimo. Forse..era anche per memorizzare ogni dettagli di
lui. La t-shirt blu scura, con una faccia stampata e una camicia a quadri
bianca e blu, fatta su sulle maniche, quei jeans chiari che lo fasciavano
benissimo e gli occhiali da sole che celavano i suoi occhi ai miei.
-Ciao principessa.. – scossi la testa e sorrisi dolcemente.
Non ce la facevo a resistere.
-Ciao Edward..come mai tutta questa fretta di portarmi a
fare colazione? – chiesi e mi appoggiai alla macchina con il gomito. Lui si
fece più vicino.
-Avevo voglia di vederti..e tu principessa, come mai tutta
questa calma per raggiungermi? Credevo non saresti più arrivata.. – feci la
faccia curiosa – l’altro sabato mi sei corsa incontro come se fossero giorni
che non mi vedevi ed ora…una tartaruga ti ha superata..- sorrisi.
-Non ho nessuna fretta e neppure tanta voglia di gettarmi
tra le tue braccia questa mattina.. – scrollai le spalle, ma lui non si fece
scoraggiare e si avvicinò ancora di più.
-Dici? – la sua voce solo un sussurro, io annuii –Invece
secondo me muori dalla voglia di baciarmi.. – risi forte.
-Presuntuoso..
-Bellissima.. – ok. Ero irrimediabilmente compromessa. Come
diavolo facevo a resistergli? Ammesso che avrei voluto resistere?
-Allora..questa colazione? Sto morendo di fame..e non ho
ancora assunto la mia dose di caffeina! –feci il giro dell’auto, lasciandolo
lì, mentre si era avvicinato pericolosamente alle mie labbra. Non potevo
fargliela passare liscia.
-Senti..hai da fare oggi, intendo per il resto del
pomeriggio, fino all’ora di andare al lavoro? – aveva messo in moto ed era
partito.
-In realtà..dovrei studiare. L’esame della prossima
settimana è vicino..e mi sono concentrata sulla tesi in questi giorni..
-Oh..Beh capisco! Allora dopo la colazione ti riporto a
casa.. – sembrava un po’ deluso, ma non potevo farci nulla. Era vero che dovevo
studiare..certo è che avevo mentito quando gli ho detto che avevo fatto solo la
tesi, non era vero.
-Dove mi porti per la colazione?
-E’ particolare..mi sono informato stanotte e non so come
sia..ma credo che possa piacerti.. – sorrideva enigmatico. Dove diavolo mi
stava portando?
-Quanto ci mettiamo?
-Oh siamo quasi arrivati..ci siamo appena svoltiamo
l’angolo! – eravamo davvero vicinissimi. Quando parcheggiò vidi l’insegna della
cioccolateria. NO! Pazzesco. Era pure vicino a casa mia e non l’avevo mai
vista.. gli occhi mi si illuminarono e scesi dalla macchina elettrizzata.
Edward mi prese la mano e mi accompagnò all’interno, scegliendo un tavolino un
po’ nascosto. Su ogni tavolo era presente il menu con ogni ben di dio. Ah il
mio posto preferito! Aprii il depliant e cominciai a leggere ogni
prodotto..avrei preso ogni cosa. Notai il mio classico drink mattutino, ornato
di panna, chicchi di caffè ricoperti di cioccolata e nocciole. Quello, era
decisamente il mio mondo!
-Allora..hai scelto? – lo guardai malamente.
-Non puoi portarmi qui e pretendere che scelga una sola cosa
e anche in fretta.. – rise.
-La cameriera sta arrivando.. – non potei trattenermi.
-E’ qualcun’altra con cui hai condiviso anni di liceo?! –
lui scosse la testa e si fece più vicino, prendendomi le mani.
-No..e comunque, non mi importerebbe di altro se non di
te..- i suoi occhi mi bruciavano l’anima. Quei due pozzi verdi mi facevano
tremare..Dio che sensazioni.
La cameriera arrivò qualche secondo dopo, consigliandomi il
tris di torta al cioccolato, tre assaggi di torte al cioccolato diverse, da
accompagnare alla mia cioccolata con caffè. Edward ordinò un caffè con panna e
scaglie di cioccolato e una fetta di torta al cioccolato.
-Grazie..questo posto è meraviglioso..Penso che ci tornerò
spesso! – sorrisi e richiusi il menu.
-Beh..insieme a me, spero..
-Oh..e te lo meriti secondo te? – mi guardò oltraggiato.
-Principessa, senza di me non sapevi neppure l’esistenza di
questo posto cioccolatoso..per cui, come minimo che ci verrai con me! – sorrise
e si avvicinò a me, ancora di più.
-Dipende da come ti comporterai Edward..l’ultima volta che
abbiamo fatto colazione insieme non è finita bene..
-Bella..mi dispiace. Dimmi cosa posso fare per farmi
perdonare, te l’ho detto…farei qualsiasi cosa. Mi sento..non so un coglione?
Ecco moltiplica la sensazione per tre..
-Non ci ho ancora pensato..davvero. Ero così stanca ieri
sera che sono crollata subito dopo l’ultimo messaggio..e stamattina eri già
lì..
-Mi sei mancata in questi giorni.. – altro che lo zucchero.
Lui si che era dolce. Dio..come potevo solo pensare di stare senza di lui? Non
potevo farcela..
-Anche tu..e lavorare senza averti attorno non è stata la
stessa cosa.. – prese a giocare con le mie dita sopra il tavolo. Come quella
sera..
-E stare a casa, a torturarmi per non mandarti un messaggio,
per non venire a seguirti e assicurarmi che stessi bene..è stato straziante.
Alice aveva voglia sbattere la mia testa al muro..
-Perché non hai neppure continuato a scrivermi? Magari
avresti scoperto tutto prima..
-Perché sono uno stupido Bella..Credevo che te ne fossi
pentita, che fossi andata via da me contenta di usare la scusa del mio pranzo,
per poi allontanarmi..insomma..non credevo che.. – lasciò la frase in sospeso e
in quel momento la cameriera portò le nostre ordinazioni, augurandoci una
felice giornata.
-Non credevi che mi fossi innamorata di te? – lui annuii.
–Ma lo stesso..perchè hai abbandonato?! Potevi comunque..cercare di capire,
parlare, indagare..e invece ti sei abbattuto, hai tratto le tue conclusioni e
non ti sei fatto sentire per giorni.. – raccolsi con il cucchiaino un po’ di
panna con le nocciole e i chicchi del caffè.
-Perché quando si tratta di te..non sono più sicuro di
niente, magari faccio finta..ma in realtà..sono incerto, preoccupato,
ansioso..e non è nel mio carattere.. – lo vedevo sconsolato, raccogliere la
panna e portarsela alla bocca. Era una visione erotica. Mi schiarii la voce,
leggermente imbarazzata..basta, avevo deciso! Ero determinata a lasciarmi tutto
alle spalle.
-Cosa volevi fare questo pomeriggio? – alzò le spalle e poi
si voltò a guardarmi.
-Pensavo di andare a fare shopping..in realtà..ho bisogno di
alcune cose per la casa e di altri vestiti.. – lo guardai sorpresa.
-Mi prendi in giro? Hai come sorella una stilista che è
contenta di farti da personal shopper e vorresti andare a fare compere con me?
Ma mi vedi bene Edward, o devo portarti dall’oculista?! – lui scoppiò a ridere
della mia frase altamente sorpresa.
-E’ che con mia sorella, chiederle di andare a far shopping
equivale ad autodistruggersi..Lei è così maniaca che passerebbe un’intera
giornata in un negozio di scarpe, una volta me ne ha fatte provare una ventina
di paia..perché per una sua sfilata dovevo essere impeccabile..Le scarpe sono
chiuse nella scatola, usate solo quella volta! – mi misi a ridere, dopo aver
ingoiato un morso della mia torta.
-In realtà..potrei anche venire a fare shopping con te, ho
bisogno di alcune cose per il prossimo week end.. – guardai la tazza, già
pentita di ciò che avevo detto.
-Che succede il prossimo week end?
-Ecco..io e Rosalie andiamo a Forks. Allora cosa ne dici per
lo shopping, si può fare? – capì la mia necessità di cambiare discorso e mi
sorrise annuendo.
-D’accordo..a condizione che dopo tu venga a pranzare da
me..ho ancora una promessa da mantenere! – lo guardai con il sopracciglio
alzato.
-Poni questa condizione? Uh? Allora ne pongo una anche
io..non voglio più bugie, mai più..devi sempre dirmi tutto, qualsiasi cosa ti
passa per la testa..questa è la mia condizione..Ma non solo per il pranzo di
oggi..per ogni singolo giorno! – tornò serio e si avvicinò di più,
accarezzandomi la guancia dolcemente, con le dita.
-Te lo prometto..niente più bugie..- si avvicinò di più e
prese ad accarezzare le mie labbra con le sue. Volevo quel contatto da ieri
sera..mi era mancato terribilmente. La voglia e la passione repressa in quei
giorni sfociò velocemente. Per fortuna aveva scelto un posto appartato o dalla
strada ci avrebbero visto tutti. Non mi importava seriamente, di ciò che
avrebbero visto le persone nella cioccolateria, ero molto più improntata a
capire cosa mi faceva questo ragazzo. Non mi sono neppure resa conto di quando
mi abbia fatto salire sulle sue gambe, e cominciato ad accarezzarmi la pelle
della pancia sotto la maglia. Ero in confusione, non mi rendevo conto di dove
mi trovavo, la testa era persa nelle mille emozioni che i suoi baci mi
procuravano e le mie mani continuavano a graffiargli la testa, per avvicinarlo
a me, e i suoi mugolii tra i baci mi facevano avvampare. Ci staccammo a fatica,
con il fiatone, i suoi occhi erano lo specchio dei miei..leggevo desiderio,
passione, amore..e lo volevo, disperatamente, con tutta me stessa. Ma quello
non era ne il momento, ne il luogo adatto. Mi sedetti sulla mia sedia e finii
la cioccolata, assicurandomi che non ne rimanesse neppure una goccia preziosa
all’interno della tazza.
-Andiamo?! – una volta che si accorse che finii la colazione
mi tese la mano per uscire dalla cioccolateria. Ok Bella, autocontrollo!
Salimmo in auto e ci dirigemmo verso il centro commerciale,
per fortuna non era un tipo da boutique! Presi a ridere ricordando quella
mattina e lui mi guardò confuso.
-Che c’è?
-Siamo due ragazzini..Ti rendi conto che abbiamo urlato di
prima mattina e avremo rotto le palle a tutto il quartiere? – si mise a ridere
anche lui.
-Beh..e’ normale..insomma..più o meno! – rise più forte. –Ma
chi se ne frega! Sono felice e devono saperlo tutti! – lo guardai sorridendo e
non potei essere più d’accordo con lui.
Ci mettemmo davvero poco, quella mattina di traffico,
stranamente, ce n’era gran poco. Parcheggiammo e mano nella mano salimmo al
primo piano dove c’era un negozio di arredamento.
-Allora..che devi comprare?
-Innanzi tutto mi servono delle tazze..ne ho rotte alcune in
questi giorni.. – si grattò il sopracciglio. L’avevo già detto che amavo ogni
suo gesto?! –E poi volevo prendere delle lenzuola..Alice mi ha fatto notare che
quelle per gli ospiti sono orrende, con quei fiori strani…ma mi sono stati
regalate da un collega di lavoro.. – risi, immaginandomele.
-Cos’altro?
-In realtà…non lo so. Volevo guardarmi attorno e scegliere..
– mi sorrise prendendo un piccolo carrello e iniziando a inoltrarsi tra le
corsie.
Dopo un’ora circa, in cui discutemmo sul colore delle
lenzuola per la camera degli ospiti, eravamo arrivati alle casse, piegati in
due dalle risate. Ovviamente la situazione ci era parsa comica anche a noi,
oltre che agli spettatori. Stavamo discutendo sugli oggetti per la casa,
asciugamani, divani, tazze eccetera. Edward aveva pagato ogni cosa e poi aveva
decretato che dovevamo portare il tutto in macchina..alla fine avevamo comprato
un set di sei tazze con tanto di piattini, un set da bagno di asciugamani per
gli ospiti, le lenzuola, un colore azzurro acqua marina e un colore rosa a
fantasia astratta per Alice, principalmente. Poi aveva voluto comprare degli
spazzolini e delle asciugamani nuove per il suo bagno e pure delle lenzuola
color antracite.
-Adesso? Qual è la nostra meta? – avevamo messo tutto nel
baule della macchina ed ora risalivamo al secondo piano, abbigliamento.
-Devo comprare qualche vestito.. vediamo uhm..mi affido a te
va bene? – lo guardavo sorpresa.
-Cosa vuoi dire?
-Entriamo in quel negozio..provo qualcosa e mi dici cosa ti
piace di più, ok? – io annuii. Appena varcammo le porte del negozio la commessa
si avvicinò subito, chiedendo se avevamo bisogno del suo aiuto. Edward declinò
la sua offerta, educatamente ed io sorrisi, tra me e me.
-Allora, secondo te cosa potrebbe andare bene per il lavoro?
Alice dice che mi vesto troppo informale e che sembro uno dei miei ragazzi.. –
sorrise
-E come dovresti vestirti scusa? Come uno di quei
professoroni con il maglioncino infeltrito, con solo il colletto della camicia
che si vede e un pantalone sgualcito che fa le pieghe da tutte le parti?! – lo
feci ridere e lo seguii nella risata.
-La tua visione del docente è agghiacciante! – sorrisi e
scossi le spalle.
-Da dove vengo io..non esistevano professori in giacca e
cravatta. E non ho mai avuto un professore giovane come te..e sexy come te! –
rise un’altra volta. Oggi era la mia giornata fortunata!
-Andiamo principessa..troviamo t-shirt e camice
nuove..Lasciamo stare i maglioncini e i pantaloni eleganti, credo che un jeans
possa andare bene! – prese alla velocità della luce tutto quello che gli
interessava e poi andammo nei camerini. Mi ero seduta sullo sgabello ad
aspettare che facesse ritorno con il primo look. Che poi era esattamente quello
di prima, solo colori diversi! Dopo aver provato tutto la commessa ci fece due
enormi buste con due paia di jeans, tre camicie, una a quadri e due a tinta
unita e quattro t-shirt. Mi piaceva il suo stile, da morire!
-Tu cosa devi prendere? – storsi il naso.
-Cose pesanti..a Forks piove sempre e la temperatura è molto
bassa..- mi fece un sorriso malizioso.
-Quindi..niente abitini sexy da provare? – lo guardai
oltraggiata. Mi prendeva in giro? Oh…gliel’avrei combinata grossa!
-Mi dispiace..ma niente abitini..devo solo comprare della
lingerie nuova! – aumentai il passo e mi inoltrai all’interno di un negozio di
abbigliamento femminile. Lui mi seguì dopo poco con l’occhio furbo, immaginavo
il perché! Per fortuna c’erano capi autunnali scontati. Così recuperai qualche
maglione e felpa ed anche una sciarpa. Avevo appena pagato i miei acquisti che
mi sentii afferrare per la mano e tirare verso l’uscita in gran fretta.
-Ehi piano.. – ormai ridevo, il mio giochetto aveva
funzionato. E dannazione non vedevo l’ora di portarlo a termine. Risi più forte
quando varcammo le porte del negozio di intimo. Era lo stesso in cui mi aveva
portata Rosalie la prima volta qui a New York.
-Salve…posso aiutarvi? – la commessa cordiale si rivolse a
noi, sorridendo. Edward aveva la faccia soddisfatta ed io talmente felice che
non riuscivo a esprimerla.
-No grazie..credo che guarderò e proverò qualcosa..non so
bene ancora cosa comprerò.. – sorrisi e Edward mi fulminò. –Allora
Edward..aspettami fuori..ci metterò poco! – scoppiai a ridere alla sua faccia
sconvolta sorpresa.
-Mi prendi in giro principessa? – si fece più vicino, le
buste davano fastidio alla nostra vicinanza –Io pretendo di guardare ogni
completo, come ti sta! Ed anzi..ti dirò di più..ne scelgo qualcuno pure io! –
risi più forte e annui. Vediamo cosa tirerà fuori! Oddio che pensieri…certo che
vorrei tirasse fuori qualcosa di diverso e..oh cielo Bella! Basta! Questi doppi
sensi…!
Ci separammo e mi venne il dubbio, come poteva scegliere la
taglia giusta se non la sapeva?! Avrebbe perso.. sorrisi. Presi qualche
completino delicato, in raso blu e nero, e uno in cotone, rosa antico con dei
ricami sul bordo. E ancora ne presi uno più audace, in pizzo, quasi trasparente
color avorio. Che diavolo stavo facendo? Quello era proprio un chiaro invito
a…Cielo. Non dovevo iniziare questo gioco! Quando lo vidi davanti al camerino
con le dita della mano piene di appendini scoppiai a ridere. Aveva intenzione
di passare qui tutta la giornata?!
-Stai scherzando? Devo provarli tutti? – il suo sguardo
malizioso non permise al mio cuore neppure di attendere la sua risposta, ero
già dentro il camerino con tutti i completi a scuotere la testa, incredula per
quello che avevo fatto scatenare. Il camerino di quel negozio erano piccole
camerette, con le porte a ventaglio e all’interno di queste c’era una sezione
separata con la tendina, per permettere alle ragazze di cambiarsi. Edward mi aspettava
fuori dalla tenda, seduto su uno sgabello. Indossai uno di quelli in raso,
quello blu. La mutandina era molto casta, con i laccetti laterali. In complesso
era semplice e delicato. Respirai profondamente, prima di uscire e farmi vedere
da Edward. Tirai la tenda e vidi i suoi occhi restringersi e le labbra
raccogliersi in un sorriso soddisfatto.
-Bello..è molto..elegante e semplice..insomma..ti sta
bene..girati! – risi, ma feci come aveva detto, lo guardavo dallo specchio e i
suoi occhi desiderosi mi fecero riscaldare il cuore. Era bello poter vedere nei
suoi occhi quel lampo di desiderio. Mi piaceva che faceva il professionale,
voleva dimostrarmi che poteva sopportare..ma volevo vedere alla fine, con tutti
quei completini.
-Perfetto..non provare neppure quello nero..questo blu notte
ti sta d’incanto, forse è uno dei colori che ti dona di più.. – mi sorrise.
–Ora prova gli altri.. – incrociò le braccia al petto, soddisfatto. Troppo
tranquillo, troppo professionale! Tornai dentro e chiusi la tenda, prendendo un
profondo respiro. Bene un completino scelto..Presi un altro dei miei,
tralasciai volontariamente quello in cotone, troppo semplice e classico, quasi
da nonna. Presi invece quello color avorio in pizzo. Quando mi guardai allo
specchio divenni tutta rossa. Non potevo uscire con quello..ero praticamente
quasi nuda! Non si vedeva tutto..ma quasi! Cielo non potevo, no davvero! Però
forse…per smontare la sua sicurezza…
-Bella..tutto bene? – evidentemente ci mettevo troppo.
Decisi allora di respirare a fondo. Spostai la tenda e lo vidi perdere
l’equilibrio sullo sgabello. I suoi occhi sgranati su di me, la bocca semi
aperta. Le mani tra i capelli. Il mio viso completamente arrossato
dall’imbarazzo. Il giochetto si era ritorto contro di me..Uffa!
-Come mi sta questo? – Dai Bella, audace e
sensuale..Appoggiai la spalla al muro del camerino e incrociai le gambe. Edward
chiuse gli occhi e prese un respiro profondo.
-Girati.. – la sua voce roca un lieve sussurro, se non ci
fosse stato tutto quel silenzio non l’avrei mai sentito. Ah guarda la
professionalità! Mi girai, con il respiro trattenuto. Il pezzo di sotto oltre
essere semi-trasparente era anche un perizoma e lasciava la vista del mio
sedere scoperta. Lo guardai come prima dallo specchio del camerino, gli occhi
socchiusi, respirava a fatica, come se avesse il fiatone. Le mani passavano
velocemente tra i suoi capelli, torturandoli. –E’…divino. Sei bellissima con
questo addosso, estremamente sensuale, sexy e..bellissima. – faceva fatica a
trovare le parole per darmi il suo parere. Sorrisi soddisfatta e ritornai
dietro la tenda per cambiarmi. Ok..era la volta di provarne uno dei suoi.. Ne
presi uno color nero. Il reggiseno era trasparente, così come il perizoma, che
era più striminzito di quello che avevo scelto io. Quando vidi l’effetto che
faceva indosso, diventai paonazza. Avrebbe fatto un infarto. Se la reazione di
prima mi aveva spaventata..questa..era peggio. Non sono mai stata modesta o
obiettiva su di me..soprattutto per il mio aspetto e sensualità. Ma questo..Questi
due pezzi di stoffa striminziti e completamente trasparenti mi facevano una
bomba sexy. Il reggiseno mi valorizzava il seno e in pratica..ero nuda, come
avere carta velina, pure bucherellata, su di me. –Sei pronta Bella? – la voce
risentiva ancora dell’eccitazione di prima. Sarebbe morto, sarebbe morto ed io
ero la causa. Oppure..avremmo fatto una pessima figura perché mi sarebbe
saltato addosso. Una delle due..ma era comunque colpa mia! Sorrisi
compiaciuta..Ero una pervertita!
-Ehm..Edward sei sicuro che sei pronto a vedermi?
-Bella..mi prendi in giro? Esci su.. – tirai la tenda e
aspettai la sua reazione, che non tardò ad arrivare. Le sue mani stringevano lo
sgabello, il rigonfiamento nei suoi jeans era evidente. Gli occhi sbarrati,
fissi su di me, la bocca chiusa, con le labbra serrate.
-Te l’ho detto che non eri pronto a vedermi con questo
addosso…e comunque..ammetto che hai davvero dei buoni gus.. – non riuscii a
terminare ciò che volevo dire perché ero appoggiata completamente al muro del camerino
con Edward incollato su di me, che mi baciava violentemente. Le sue mani
vagavano sul mio corpo, coperto solo da quei piccoli pezzetti di pizzo nero,
estremamente sensuali.
-Rivestiti e usciamo di qui..o rischiamo una denuncia.. –
sorrisi sulle sue labbra, che erano ancora vicine alle mie. La sua voce roca
dal desiderio e sensuale mi faceva rabbrividire. Lo desideravo, almeno quanto
lui desiderava me. Annuii e lui si staccò da me, velocemente. Tirando la tenda
dietro di lui. Scossi la testa per darmi una svegliata e poi mi rivestii
velocemente. Portai fuori il tutto, incontrando Edward addirittura fuori dal
piccolo stanzino.
-Quale preferisci? – sorrisi alzando le mani piene di
completino sexy, verso di lui. Mi fece uno sguardo malizioso e poi prese gli
ultimi due che avevo provato e li mise sulla cassa, di fronte alla commessa. Io
risi e poggiai anche quello in raso e quello in cotone. Il suo sguardo di
disapprovazione mi fece sorridere e mi avvicinai al suo orecchio –E’ per quando
non sono con te.. – lui annuii soddisfatto ed io risi.
Presi le buste che la commessa mi porgeva e uscimmo dal
negozio, mi prese per mano conducendomi verso il parcheggio.
-Andiamo già via?! – ero un po’ sorpresa..ma nel suo
sguardo, ancora pieno di desiderio, leggevo determinazione.
-Improvvisamente..mi è venuta fame! – scoppiammo a ridere
insieme. Non protestai, perché avevo fame anch’io…di lui! Il percorso verso
casa fu abbastanza lento..colpa del traffico di quelle ore. E l’attesa salì. Io
portai su alcune buste e lui le altre..prendendo velocemente l’ascensore fino
al suo appartamento. Appena superammo la porta di ingresso, lasciammo andare le
buste per terra, assicurandoci di chiudere la porta, in modo che Alice non
potesse entrare, quello che mi diceva lui tra i baci. Ci fiondammo sul divano,
completamente nudi, avvinghiati l’uno all’altra.
-Dio Bella…quel completo era..da orgasmo! – sorrisi tra i
baci, mentre le sue mani continuavano ad accarezzarmi ovunque. –Dio ti
voglio..ti desidero principessa.. – scendeva sul mio collo, con quelle labbra
umide e sensuali, mi ero tirata più in alto, a cavalcioni su di lui per fargli
capire cosa desideravo..e non ci mise molto a raggiungere i miei monti rosa con
la sua lingua dolce. Ma non li venerò abbastanza, aveva altre idee in mente.
Infatti mi fece alzare, le gambe divaricate ai lati del suo corpo e il mio
centro caldo di fronte alla sua faccia. Non aspettò molto prima di cominciare
ad assaggiarmi, portando le mani sul mio sedere e massaggiandolo, con quelle
sue mani così intraprendenti. Le gambe tremavano, non sarei riuscita a reggermi
così ancora per molto..e volevo sentirlo dentro di me.
-Edward.. – bofonchiai con la voce resa irriconoscibile dal
desiderio. Ma lui non mi prese in considerazione. Continuava a succhiare il mio
clitoride e a immergere la lingua dentro di me. Finché non sentii i muscoli
andare in una direzione diversa rispetto al mio cervello e iniziai a tremare
leggermente. Il piacere mi stava avvolgendo tra le sue braccia ed io non volevo
altro che riceverne ancora, ancora e ancora. Mi lasciai andare lentamente su
Edward che mi sollevò velocemente e mi portò fino al suo letto. Gli occhi
chiusi a godermi le sensazioni che mi aveva fatto provare. Mi risvegliai dal
mio intorpidimento sensoriale quando lo sentii aprire il cassetto. Eh no..non
così in fretta.. Mi mossi velocemente sul letto, fino a raggiungere le sue
spalle e mi sedetti proprio dietro di lui, appoggiando il mio seno sulla sua
schiena morbida e definita. Persi ad accarezzargli i pettorali, a graffiarlo, fino
a scendere sulla pancia, con le stesse operazioni..raggiunsi la sua asta e
iniziai ad accarezzarlo, dandogli umidi baci sulle spalle. I suoi mugolii mi
facevano piacere e continuai, aumentando il ritmo.. finchè non disse il mio
nome, rocamente. Allora presi l’iniziativa e scesi dal letto, mettendomi tra le
sue gambe e baciandogli la punta con la mia bocca. Lo sentii gemere il mio nome
un’altra volta. Non faceva altro che stimolare ancora di più il mio desiderio
di lui..Lo avvolsi con le mie labbra e scesi giù, in fondo, per tutta la
lunghezza della sua durezza. Mi piacevano i suoi gemiti e guardare la sua
faccia contorcersi dal piacere che gli stavo donando, mi faceva eccitare.
Aumentai il ritmo, finché le sue mani arrivarono alla mia testa, tra i miei capelli
a darmi il ritmo che gli piaceva.
-Dio Bella..si..così..Ooohh.. – diminuii la velocità e
lasciai la presa su di lui, volevo che resistesse per sentirlo dentro di
me..avevo troppa voglia di far l’amore con lui. Ci mise un attimo a infilarsi
il preservativo e prendermi trascinandomi di nuovo sul letto, aprendomi le
gambe velocemente ed entrando in me, con una spinta decisa. Inarcai la schiena,
sorpresa da quell’irruenza. –Ti ho..ti ho fatto male? – la testa nell’incavo
del collo, il suo sussurro era chiaro al mio orecchio, il suo fiato caldo mi
faceva rabbrividire.
-No..ma ti prego..continua! –ormai ero in balia delle sue
spinte, le mani tra i suoi capelli a tenere la sua bocca su di me, per
assaporare il mio sapore sulla sua lingua.
-Ti va..di venire sopra? – la sua richiesta sembrava
imbarazzata. Annuii solamente e invertimmo le posizioni. Perché me l’aveva
chiesto così? Perché…Troppe domande ed io volevo solamente godermi il momento.
Iniziai a muovermi, lentamente per prendere confidenza con quella posizione e
lo sentivo così bene, in profondità..le sue gambe lunghe si davano un po’ la
spinta e le sue mani stringevano il mio sedere, mentre le mie braccia erano
attorno alle sue spalle. Dio era così bello. La sua pelle sudata sulla mia, i
nostri respiri confusi, ansimanti, i gemiti che riempivano l’aria. –Si
Bella..continua così…Oh si… - avevo aumentato il ritmo del movimento e lui
aveva trovato subito l’equilibrio e ci stavamo muovendo all’unisono, finché non
sentii l’orgasmo scoppiare in me e lui, continuare a muoversi dentro di me e
seguirmi pochi secondi dopo con un lungo gemito. Ero accasciata su di lui,
completamente priva di forze.
-Principessa..ti amo.. – e se credevo di non poter essere
più felice di così mi sbagliavo.
-Ti amo Edward..ti amo anch’io! – mi spostai di fianco a
lui, per permettergli di darsi una sistemata e poi riprendermi tra le braccia e
appoggiare la testa sul suo petto.
-Credo che non ne avrò mai abbastanza di te..Sei così
sensuale, così bella..così morbida..
-E tu sei così passionale, fantasioso..estremamente
eccitante.. – sorrise e il suo petto vibrò un poco.
-E’ stato..magnifico.. – io annuii sul suo petto. Incapace
di trovare un aggettivo più adatto.
-Come mai..mi hai chiesto di cambiare posizione?
Insomma..potevi ecco..potevi girarci, no? – sembravo un’adolescente quando mi
comportavo così.
-Io..non lo so. Mi andava di chiedertelo..insomma..Ho
sbagliato? – ecco di nuovo insicuro. Alzai la testa, sopra il suo petto e lo
guardai sognante.
-No Edward..non hai sbagliato nulla..è stato fantastico e
stare sopra, mi ha dato una sensazione di potere che..mi faceva eccitare di
più.. – ero arrossita, lo sentivo dalle guance in fiamme.
-Sei bella quando ti imbarazzi principessa.. – sorrisi
dolcemente –E a me piace far l’amore con te in ogni posizione possibile..ho
voglia di provarle tutte – si mise a ridere, ed io lo seguii a ruota. Dio si!
Tutto quello che vuoi Baby! –Hai fame principessa?
-Si..un sacco! – sorrise e ci alzammo dal letto. Prese dal
cassetto una sua maglia larga e me la porse, mentre indossava un boxer e un
pantalone della tuta, restando a torso nudo. Lo volevo ancora, era possibile?!
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