mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 15: Home



Capitolo 15:  Home

30 Settembre 2011 Ore 12:15

Pov Bella.

Erano passati cinque mesi da quando eravamo tornate a New York, dopo la visita a papà. Rosalie ci mise un po’ a risollevarsi, e l’aiuto di Emmett fu fondamentale. Oggi eravamo tutti seduti a tavola per un motivo preciso e dal mio sguardo felice, chi mi conosceva poteva già comprendere ogni cosa.
Emmett, l’orso di casa, non aveva atteso oltre e una settimana dopo il nostro ritorno aveva finalmente chiesto a Rosalie di sposarlo. Lei all’inizio era impaurita dalla situazione…ma rispose di si, dopo qualche giorno per riflettere..Ed io mi chiedevo..a cosa diavolo doveva pensare?! Stavano insieme da una vita, si amavano e non vedevano l’ora di formare una famiglia…Digli di si, no?! Ma si sa..Rosalie è un po’ particolare. Avevamo aspettato a dirlo agli altri, per organizzare una festicciola come si deve, nel nostro misero appartamento! Alice e Veronica si mostrarono entusiaste ed io ero al settimo cielo. Ovviamente però..per me il problema più grande era dove sarei andata a finire, dato che non potevo continuare a vivere con loro. Il mio salvatore fu Edward. Tra una battuta e un’altra mi aveva chiesto di stare da lui, per il momento. Non accettai subito ovviamente, mi presi qualche giorno per pensarci..per riflettere se fosse o meno la cosa giusta..eppure..era come se il mio cuore avesse scelto da solo, al primo istante. Non ne avevamo parlato con nessuno, comunque..volevamo tenere per noi quel progetto e parlarne a tempo debito.
Edward non aveva perso l’abitudine di venire al pub, quasi ogni sera..anche perché era uno dei momenti migliori per vederci, perché io dovevo scrivere la tesi ed ero nei giorni migliori per terminarla, una volta per tutte. Avevamo iniziato a fare colazione insieme ogni sabato mattina, come se fosse un’abitudine che nessuno dei due voleva abbandonare, e non mi faceva altro che piacere. Le cose procedevano alla grande.
Tutto sembrava andare per il verso giusto..a parte il particolare di quegli sguardi strani che si mandavano Edward e Carlisle ogni sabato a pranzo. Avevamo preso l’abitudine di partecipare entrambi ai pranzi in quella casa e sinceramente non mi dispiaceva per niente. Alice aveva scelto di non partire per l’Italia, aveva intenzione di aprire un piccolo studio tutto suo qui, nelle vicinanze e sfondare nella moda con le proprie capacità. Jasper era elettrizzato all’idea, ma anche Edward non faceva altro che ricordare il fatto, come se fosse l’evento dell’anno, ed io..io ridevo! Ero così contenta che le cose attorno a me funzionassero alla grande che non potevo davvero crederci. Ovviamente la nota dolente fu chiamare Reneè per avvisarla del matrimonio che ci sarebbe stato a fine anno..la cosa non l’aveva vista molto contenta, in realtà. Non considerava Emmett un buon ragazzo per sua figlia e glielo fece notare anche in quel caso. Certo..non che Reneè conoscesse davvero Rose..ma aveva comunque un suo parere. Errato. Emmett ci rimase male, mentre mia sorella non ci dava peso, proprio come me. Io ovviamente non avevo detto nulla a mia madre, della mia relazione con Edward. Ero abbastanza sicura che non le sarebbe andata a genio neppure quella.
Ho avuto modo di conoscere meglio anche i genitori di Edward, quella si che si poteva chiamare Famiglia. Carlisle è un uomo davvero fantastico, non mi ha mai fatta sentire a disagio, anzi..ha iniziato a conoscermi meglio e a comportarsi normalmente, come se stesse parlando con Alice e di questo non potevo esserne più che felice..mi mancava la figura paterna..ed anche se Charlie era insostituibile ed assolutamente non rimpiazzabile..mi piaceva avere l’idea di avere un adulto dalla mia parte, pronto ad aiutarmi..ed ero sicura che in qualche modo, mio padre lo tenesse sotto controllo. Ma quello che non mi aspettavo di sicuro era l’affetto materno che provava Esme per me. Era diventata una mamma a tutti gli effetti, attenta alle mie esigenze, ai miei stati d’animo..al mio umore ballerino e ai miei super impegni. Era una donna davvero speciale che non faceva altro che farmi sorridere e appoggiarmi nelle scelte..tutto ciò che Reneè non aveva fatto!
Ora comunque eravamo tutti qui. Edward è seduto al mio fianco, con lo stesso sorriso che ho io, con le mani intrecciate nelle mie a giocare insieme..come se non potessero resistere lontane. Attorno al tavolo della cucina dell’appartamento di Rosalie ed Emmett c’erano Alice e Jasper, Esme e Carlisle e anche Jacob e Veronica, che ormai avevano iniziato a far parte del gruppo, ed ovviamente i padroni di casa. Tra un mese le grandi nozze. Avevo cucinato io, con l’aiuto di mia sorella ed eravamo state brave, mai all’altezza di Esme..ma comunque molto brave. Ed ora..arrivava la parte difficile..
-Noi..dobbiamo dirvi una cosa.. – iniziò Edward, sorridendo e guardandomi. Io annuii sorridente.
-Vi prego..non ditemi che Bella è incinta! – sputò fuori inorridita Alice. Tutti attorno a quel tavolo scoppiammo a ridere. Era tutta la settimana che Alice incontrava vecchie compagne di classe e scopriva che erano incinta o che avevano già dei pargoletti e lei non ne poteva più, non capiva cosa ci fosse di così eccitante nell’ingrassare, avere le nausee e dover fare sempre pipì. Ogni sera, raggiungeva il fratello al pub, e cominciava a raccontare della sua giornata…includendoci qualche incontro casuale con le compagne di liceo..tutte sposate, e in dolce attesa.
-No Alice, non è questo! – avevo ancora i postumi della risata. La vidi tirare un sospiro di sollievo e non potei non concordare. Infondo..era ancora troppo presto.
-Ecco..noi abbiamo deciso di andare a vivere insieme.. – aveva detto Edward, sostenendo lo sguardo di suo padre. Quei due non li capivo assolutamente. Esme venne ad abbracciarmi sorridendo.
-Bella sono così felice.. – non mi stavo mica per sposare eh! Eppure lei era contenta per una piccolissima cosa! Non vedeva l’ora di rinchiudermi nel suo abbraccio caloroso, di andare a fare compere con me, di prepararmi la cioccolata calda quando andavamo a trovarli. Ero diventata una figlia e me l’aveva detto più volte..con questo abbraccio mi aveva trasmesso tutta la sua felicità nel vederci insieme, nel vederci prendere una decisione importante per il nostro futuro. Aveva capito che nonostante avessimo affrettato i tempi io ed Edward ci amavamo molto..e di questo non potevo essere più felice. Ovviamente brindammo felici e cercai di non osservare Carlisle che aveva uno strano sorrisetto sul volto. Cosa diavolo stavano combinando quei due?
Finimmo il dolce e prendemmo anche il caffè. Poi Jacob e Veronica ci lasciarono, per degli impegni urgenti con i genitori della ragazza, mentre le altre due coppie andarono a farsi una passeggiata per negozi a fare compere, più che altro per lasciarci del tempo con Esme e Carlisle. Anche loro avevano percepito qualcosa che non andava.
Seduti sul divano, io avevo appoggiato la testa alla spalla di Edward, che mi abbracciava dolcemente.
-Allora ragazzi..pensate di stare nell’appartamento di Edward? – la domanda di suo padre mi fece rabbrividire per un secondo e sentii Edward sbuffare sonoramente. Avevamo discusso dei particolari insieme, avevamo deciso che per il momento il suo appartamento era ciò che desideravamo. Era piccolo, accogliente ed essenziale. Non volevamo altro..io non volevo altro.
-Papà lascia stare per favore.. – passò una mano tra i suoi capelli, frustrato.
-Ci volete spiegare anche a noi, per favore? Sono mesi che questa storia va avanti.. – mi stupii nel vedere che anche Esme non sapesse nulla. Allora..che stavano architettando? Se perfino lei era all’oscuro di tutto..era davvero una cosa preoccupante.
-Vedi Esme..ti ricordi la casa che avevamo acquistato pochi anni fa? – sentivo Edward stringere la presa su di me, appena un po’ e mi girai ad osservarlo..era teso e agitato.
-La casa che cadeva a pezzi? – suo marito annui contento. Wow..che bella visione. Sembrava eccitato per una rovina?
-Papà ha pensato bene di ristrutturarla, senza dire nulla a nessuno..
-Ed ora vorrei che l’avesse Edward! – il mio ragazzo non fece ora a terminare la frase che suo padre aveva parlato subito, per chiarire ogni dubbio ad Esme.
-Ma io non voglio! Assolutamente! – aveva subito messo in chiaro le cose. Non so perché di questa scelta e non bene perché Esme sembrava così furiosa e contenta allo stesso tempo e perché invece Carlisle sembrava adirato.
-Edward, figliolo, comprendi anche tu che nel tuo appartamento è impossibile crescere una vera famiglia..no? – ouch! Ora capivo il senso..Speravo solo di sbagliarmi. Una vera famiglia…?! Eravamo solo all’inizio della nostra relazione..si certo il rapporto andava a gonfie vele e c’erano delle piccole scaramucce che riuscivamo a risolvere tranquillamente..ma chissà cosa sarebbe successo in un futuro? Parlare di famiglia, sentire loro parlare di famiglia..mi faceva uno strano effetto. Anche se io ci pensavo continuamente..
-Papà..ti ho già detto che la villa non la voglio..Non mi sentirei a mio agio e tantomeno Bella.. – Ero io la questione? Villa? Ma perché non ci capivo assolutamente nulla?! Avevo vissuto anni nella villa di Phil a Phoenix ed avevo raccontato a Edward come mi sentissi a disagio ogni volta che dovevo girare per quelle stanze immense, per non parlare del giardino che aveva addirittura una piscina con l’idromassaggio. Non mi piaceva la casa..perchè era fredda. Nonostante fosse costosissima ed ogni più piccolo oggetto costasse un pandemonio..non la sentivo mia. Era quello il motivo per cui il suo appartamento era perfetto.
-Fermi tutti. Carlisle hai ristrutturato la villa senza dirmelo? E spiegami..come l’avresti arredata? E con quali soldi? E come hai seguito i lavori? – Il marito si grattò la chioma bionda. Era nei guai. Le mille domande di Esme avevano avuto il potere di distrarre l’attenzione da noi, per un secondo.
-Tesoro..i soldi non sono un problema e per l’arredamento ho atteso te, ero sicuro che avresti avuto voglia di scegliere ogni mobile con minuziosa cura! – che adulatore! Sorrisi -..mentre per i tempi..beh diciamo che non sempre ho fatto gli straordinari in ospedale..però era una causa a fin di bene! – lei annuii, ancora un po’ contrariata per la bugia di questi mesi. Scommettevo che non l’avrebbe passata liscia.
-Edward, tesoro, perché non vuoi la villa? Non ti piace? – Edward al mio fianco si irrigidì un po’.
-No mamma, la villa è fantastica..è davvero bellissima. Ma non fa per me..e soprattutto..credo che Bella potrebbe sentirsi un po’ a disagio e io non voglio metterla in questa condizione.. – pensava a me? Non accettava la villa per me? Mi girai a guardarlo e mi accorsi che invece lui guardava un punto nel muro, indefinito. Era un amore, un tesoro caduto dal cielo! Avevo così tanta voglia di baciarlo!
-Bella l’hai vista? – domandò Esme, io scossi la testa, incapace di proferire parola.
-Ne avete mai parlato? – scossi di nuovo la testa, ma in quel momento rispose Carlisle.
-E allora Edward, come fai a dire che Bella non la vuole? Non le hai neppure parlato della casa.. – Esme lo fermò con una mano sul braccio scuotendo la testa.
-Tesoro, è il caso che se la sbrighino da soli..ora vi lasciamo discutere..ma tu – disse Esme indicando il figlio – dovresti portare Bella a vedere la casa e lasciarla decidere..Non puoi scegliere per entrambi..
-D’accordo mamma, hai ragione..Buona giornata! – li accompagnai alla porta sorridendo, cercando di non far notare il mio turbamento. Esme come al solito mi abbracciò stretta, ma anche Carlisle questa volta mi prese in un abbraccio come quello di sua moglie.
-Ti prego, fa ragionare quel testone..ti lascio le chiavi, fatevi un giretto.. – sorrisi ed annuii. In effetti neppure io avevo voglia di vivere in una villa come quella dei Cullen, poco mi importava il numero delle camere o gli ettari del giardino..mi piaceva l’essenzialità..come l’appartamento di Edward. Eppure..loro avevano ragione. Una famiglia in quell’appartamentino non sarebbe mai cresciuta. Ma si poteva sempre cambiare dopo, no?!
Tornai nel divano a sedermi affianco a lui.
-Era questo che da cinque mesi a questa parte turba la quiete tra te e Carlisle? – lui annuii dolcemente. –Perché non me ne hai parlato prima?
-Perché temevo di affrettare le cose..insomma lui mi ha parlato di questa casa la sera che ti sei fatta male la caviglia, il giorno che ti avevo portata a casa per farti conoscere..lui aveva già deciso per me e la cosa non mi piaceva per niente..
-Scusa non ho capito..puoi rispiegare? – avevo saltato qualche passaggio.
-Bella..mio padre ha creduto che ci saremmo sposati o che saremmo andati a convivere nell’istante esatto in cui hai attraversato la porta d’entrata. Lui sa che per me sei l’unica e che..se non fossi sicuro di me e dei miei sentimenti non ti avrei mai portata a casa..e così me l’ha proposta, anzi quasi imposta.. – sospirò –Ma so quanto non ti piacciano queste cose e non volevo affatto rovinare tutto solo per una casa..Nel mio appartamento staremo più che bene per il momento..poi vedremo!
Il suo discorso in effetti non faceva una grinza..ma loro volevano donarci quella casa, potevamo almeno rifletterci assieme..no?!
-Senti..Carlisle mi ha lasciato le chiavi..che ne dici di andare a dare un’occhiata? – il suo sguardo corse veloce sul mio.
-Co-cosa? – sembrava sorpreso al massimo.
-Si insomma..capisco il tuo punto di vista..capisco che tu non voglia, che il tuo appartamento sia abbastanza, ma almeno possiamo guardarla, no? – mi sentivo un po’ imbarazzata.
-D’accordo andiamo..ma non ti sentire in alcun modo costretta.. – io annuii.
Dopo due ore eravamo stesi sul pavimento della villa, completamente nudi a ridere come due stupidi. Avevamo fatto l’amore sul pavimento freddo di quella villetta.
Era davvero incantevole, si sviluppava in due piani, con due bagni..una camera molto grande e due camerette più piccole, uno studiolo, una cucina enorme e un salotto altrettanto grande con un bel camino al centro..ma la parte migliore era il giardino. Non era molto grande, ma io e Edward avevamo immaginato un tavolo per i pranzi e le cene estive e c’era già la piscina all’interno di un piccolo caseggiato comunicante con la casa. Era estremamente deliziosa e immaginai ogni dettaglio, ogni mobile, ogni decorazione. Avevo abbracciato Edward e affondando la mia lingua nella sua bocca gli avevo sussurrato “Mi piace da morire..e sarebbe perfetta per noi!” Lui non aveva esitato un secondo e mi aveva spogliata, velocemente, mi aveva baciata, voracemente e si era spinto in me con foga, contento che mi piacesse quella casa. Lui pensava a me, pensava a non farmi scappare ed io..lo trovavo perfetto. Lui, la casa, i suoi genitori..tutto.
-Mi sa che dovremmo chiamare Esme e Carlisle! – sorrisi.
-Non è una cosa da dire per telefono..voglio vedere la faccia di mio padre quando glielo dirò! – rise con me.
-Oh..io la immagino già..e scommetto anche che le sue parole saranno “Te l’avevo detto figliolo” ! – imitai il tono di voce di Carlisle ed Edward rise con me.
-Sei sicura Bella? – ancora con lo sguardo sorridente mi guardava.
-Si la casa è davvero bella, non è grande come quella dei tuoi genitori e secondo me..con i mobili giusti sarà calda ed accogliente proprio come un rifugio..tutto nostro. – ma come parlavo? Sembravo una ragazza mielosa e sdolcinata. Awww..mi facevo addirittura paura!
-Sei sicura di voler venire a vivere qui? Con me? Definitivamente? – cosa mi stava chiedendo? Ora..davvero non capivo più niente.
-Si Edward..te l’ho già detto..la casa è davvero bella e – non finì la frase perché lui scosse la testa.
-Non intendo questo..tu..tu sei sicura di noi? Di quello che provi? Di quello che provo io?
-Si Edward..sono sicura..Io ti amo e tu ami me..so che potrebbe essere affrettato e probabilmente potremmo anche aspettare qualche mese prima di stabilirci qui, ma la mia idea non cambierà.. – un lampo nei suoi occhi mi fece pietrificare. Non capivo cosa aveva in mente e non riuscivo a reagire di conseguenza.
-Aspettami qui..e non ti muovere! – si alzò, in tutta la sua nudità e raccolse i vestiti per poi indossarli, velocemente. Mi diede un ultimo bacio sulla bocca e poi sparì dalla porta di ingresso, lasciandomi da sola, completamente nuda.

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