Capitolo 15: Home
30 Settembre 2011 Ore 12:15
Pov Bella.
Erano passati cinque mesi da quando eravamo tornate a New
York, dopo la visita a papà. Rosalie ci mise un po’ a risollevarsi, e l’aiuto
di Emmett fu fondamentale. Oggi eravamo tutti seduti a tavola per un motivo
preciso e dal mio sguardo felice, chi mi conosceva poteva già comprendere ogni
cosa.
Emmett, l’orso di casa, non aveva atteso oltre e una
settimana dopo il nostro ritorno aveva finalmente chiesto a Rosalie di
sposarlo. Lei all’inizio era impaurita dalla situazione…ma rispose di si, dopo
qualche giorno per riflettere..Ed io mi chiedevo..a cosa diavolo doveva
pensare?! Stavano insieme da una vita, si amavano e non vedevano l’ora di
formare una famiglia…Digli di si, no?! Ma si sa..Rosalie è un po’ particolare.
Avevamo aspettato a dirlo agli altri, per organizzare una festicciola come si
deve, nel nostro misero appartamento! Alice e Veronica si mostrarono entusiaste
ed io ero al settimo cielo. Ovviamente però..per me il problema più grande era
dove sarei andata a finire, dato che non potevo continuare a vivere con loro.
Il mio salvatore fu Edward. Tra una battuta e un’altra mi aveva chiesto di
stare da lui, per il momento. Non accettai subito ovviamente, mi presi qualche
giorno per pensarci..per riflettere se fosse o meno la cosa giusta..eppure..era
come se il mio cuore avesse scelto da solo, al primo istante. Non ne avevamo
parlato con nessuno, comunque..volevamo tenere per noi quel progetto e parlarne
a tempo debito.
Edward non aveva perso l’abitudine di venire al pub, quasi
ogni sera..anche perché era uno dei momenti migliori per vederci, perché io
dovevo scrivere la tesi ed ero nei giorni migliori per terminarla, una volta
per tutte. Avevamo iniziato a fare colazione insieme ogni sabato mattina, come
se fosse un’abitudine che nessuno dei due voleva abbandonare, e non mi faceva
altro che piacere. Le cose procedevano alla grande.
Tutto sembrava andare per il verso giusto..a parte il
particolare di quegli sguardi strani che si mandavano Edward e Carlisle ogni
sabato a pranzo. Avevamo preso l’abitudine di partecipare entrambi ai pranzi in
quella casa e sinceramente non mi dispiaceva per niente. Alice aveva scelto di
non partire per l’Italia, aveva intenzione di aprire un piccolo studio tutto
suo qui, nelle vicinanze e sfondare nella moda con le proprie capacità. Jasper
era elettrizzato all’idea, ma anche Edward non faceva altro che ricordare il
fatto, come se fosse l’evento dell’anno, ed io..io ridevo! Ero così contenta
che le cose attorno a me funzionassero alla grande che non potevo davvero
crederci. Ovviamente la nota dolente fu chiamare Reneè per avvisarla del
matrimonio che ci sarebbe stato a fine anno..la cosa non l’aveva vista molto
contenta, in realtà. Non considerava Emmett un buon ragazzo per sua figlia e
glielo fece notare anche in quel caso. Certo..non che Reneè conoscesse davvero
Rose..ma aveva comunque un suo parere. Errato. Emmett ci rimase male, mentre
mia sorella non ci dava peso, proprio come me. Io ovviamente non avevo detto
nulla a mia madre, della mia relazione con Edward. Ero abbastanza sicura che
non le sarebbe andata a genio neppure quella.
Ho avuto modo di conoscere meglio anche i genitori di
Edward, quella si che si poteva chiamare Famiglia. Carlisle è un uomo davvero
fantastico, non mi ha mai fatta sentire a disagio, anzi..ha iniziato a
conoscermi meglio e a comportarsi normalmente, come se stesse parlando con
Alice e di questo non potevo esserne più che felice..mi mancava la figura
paterna..ed anche se Charlie era insostituibile ed assolutamente non
rimpiazzabile..mi piaceva avere l’idea di avere un adulto dalla mia parte,
pronto ad aiutarmi..ed ero sicura che in qualche modo, mio padre lo tenesse
sotto controllo. Ma quello che non mi aspettavo di sicuro era l’affetto materno
che provava Esme per me. Era diventata una mamma a tutti gli effetti, attenta
alle mie esigenze, ai miei stati d’animo..al mio umore ballerino e ai miei
super impegni. Era una donna davvero speciale che non faceva altro che farmi
sorridere e appoggiarmi nelle scelte..tutto ciò che Reneè non aveva fatto!
Ora comunque eravamo tutti qui. Edward è seduto al mio
fianco, con lo stesso sorriso che ho io, con le mani intrecciate nelle mie a
giocare insieme..come se non potessero resistere lontane. Attorno al tavolo
della cucina dell’appartamento di Rosalie ed Emmett c’erano Alice e Jasper,
Esme e Carlisle e anche Jacob e Veronica, che ormai avevano iniziato a far
parte del gruppo, ed ovviamente i padroni di casa. Tra un mese le grandi nozze.
Avevo cucinato io, con l’aiuto di mia sorella ed eravamo state brave, mai
all’altezza di Esme..ma comunque molto brave. Ed ora..arrivava la parte
difficile..
-Noi..dobbiamo dirvi una cosa.. – iniziò Edward, sorridendo
e guardandomi. Io annuii sorridente.
-Vi prego..non ditemi che Bella è incinta! – sputò fuori
inorridita Alice. Tutti attorno a quel tavolo scoppiammo a ridere. Era tutta la
settimana che Alice incontrava vecchie compagne di classe e scopriva che erano
incinta o che avevano già dei pargoletti e lei non ne poteva più, non capiva
cosa ci fosse di così eccitante nell’ingrassare, avere le nausee e dover fare
sempre pipì. Ogni sera, raggiungeva il fratello al pub, e cominciava a
raccontare della sua giornata…includendoci qualche incontro casuale con le
compagne di liceo..tutte sposate, e in dolce attesa.
-No Alice, non è questo! – avevo ancora i postumi della
risata. La vidi tirare un sospiro di sollievo e non potei non concordare.
Infondo..era ancora troppo presto.
-Ecco..noi abbiamo deciso di andare a vivere insieme.. –
aveva detto Edward, sostenendo lo sguardo di suo padre. Quei due non li capivo
assolutamente. Esme venne ad abbracciarmi sorridendo.
-Bella sono così felice.. – non mi stavo mica per sposare
eh! Eppure lei era contenta per una piccolissima cosa! Non vedeva l’ora di
rinchiudermi nel suo abbraccio caloroso, di andare a fare compere con me, di
prepararmi la cioccolata calda quando andavamo a trovarli. Ero diventata una
figlia e me l’aveva detto più volte..con questo abbraccio mi aveva trasmesso
tutta la sua felicità nel vederci insieme, nel vederci prendere una decisione
importante per il nostro futuro. Aveva capito che nonostante avessimo
affrettato i tempi io ed Edward ci amavamo molto..e di questo non potevo essere
più felice. Ovviamente brindammo felici e cercai di non osservare Carlisle che
aveva uno strano sorrisetto sul volto. Cosa diavolo stavano combinando quei
due?
Finimmo il dolce e prendemmo anche il caffè. Poi Jacob e
Veronica ci lasciarono, per degli impegni urgenti con i genitori della ragazza,
mentre le altre due coppie andarono a farsi una passeggiata per negozi a fare
compere, più che altro per lasciarci del tempo con Esme e Carlisle. Anche loro
avevano percepito qualcosa che non andava.
Seduti sul divano, io avevo appoggiato la testa alla spalla
di Edward, che mi abbracciava dolcemente.
-Allora ragazzi..pensate di stare nell’appartamento di
Edward? – la domanda di suo padre mi fece rabbrividire per un secondo e sentii
Edward sbuffare sonoramente. Avevamo discusso dei particolari insieme, avevamo
deciso che per il momento il suo appartamento era ciò che desideravamo. Era
piccolo, accogliente ed essenziale. Non volevamo altro..io non volevo altro.
-Papà lascia stare per favore.. – passò una mano tra i suoi
capelli, frustrato.
-Ci volete spiegare anche a noi, per favore? Sono mesi che
questa storia va avanti.. – mi stupii nel vedere che anche Esme non sapesse
nulla. Allora..che stavano architettando? Se perfino lei era all’oscuro di
tutto..era davvero una cosa preoccupante.
-Vedi Esme..ti ricordi la casa che avevamo acquistato pochi
anni fa? – sentivo Edward stringere la presa su di me, appena un po’ e mi girai
ad osservarlo..era teso e agitato.
-La casa che cadeva a pezzi? – suo marito annui contento.
Wow..che bella visione. Sembrava eccitato per una rovina?
-Papà ha pensato bene di ristrutturarla, senza dire nulla a
nessuno..
-Ed ora vorrei che l’avesse Edward! – il mio ragazzo non
fece ora a terminare la frase che suo padre aveva parlato subito, per chiarire
ogni dubbio ad Esme.
-Ma io non voglio! Assolutamente! – aveva subito messo in
chiaro le cose. Non so perché di questa scelta e non bene perché Esme sembrava
così furiosa e contenta allo stesso tempo e perché invece Carlisle sembrava
adirato.
-Edward, figliolo, comprendi anche tu che nel tuo
appartamento è impossibile crescere una vera famiglia..no? – ouch! Ora capivo
il senso..Speravo solo di sbagliarmi. Una vera famiglia…?! Eravamo solo
all’inizio della nostra relazione..si certo il rapporto andava a gonfie vele e
c’erano delle piccole scaramucce che riuscivamo a risolvere tranquillamente..ma
chissà cosa sarebbe successo in un futuro? Parlare di famiglia, sentire loro
parlare di famiglia..mi faceva uno strano effetto. Anche se io ci pensavo
continuamente..
-Papà..ti ho già detto che la villa non la voglio..Non mi
sentirei a mio agio e tantomeno Bella.. – Ero io la questione? Villa? Ma perché
non ci capivo assolutamente nulla?! Avevo vissuto anni nella villa di Phil a
Phoenix ed avevo raccontato a Edward come mi sentissi a disagio ogni volta che
dovevo girare per quelle stanze immense, per non parlare del giardino che aveva
addirittura una piscina con l’idromassaggio. Non mi piaceva la casa..perchè era
fredda. Nonostante fosse costosissima ed ogni più piccolo oggetto costasse un
pandemonio..non la sentivo mia. Era quello il motivo per cui il suo
appartamento era perfetto.
-Fermi tutti. Carlisle hai ristrutturato la villa senza
dirmelo? E spiegami..come l’avresti arredata? E con quali soldi? E come hai
seguito i lavori? – Il marito si grattò la chioma bionda. Era nei guai. Le
mille domande di Esme avevano avuto il potere di distrarre l’attenzione da noi,
per un secondo.
-Tesoro..i soldi non sono un problema e per l’arredamento ho
atteso te, ero sicuro che avresti avuto voglia di scegliere ogni mobile con
minuziosa cura! – che adulatore! Sorrisi -..mentre per i tempi..beh diciamo che
non sempre ho fatto gli straordinari in ospedale..però era una causa a fin di
bene! – lei annuii, ancora un po’ contrariata per la bugia di questi mesi.
Scommettevo che non l’avrebbe passata liscia.
-Edward, tesoro, perché non vuoi la villa? Non ti piace? –
Edward al mio fianco si irrigidì un po’.
-No mamma, la villa è fantastica..è davvero bellissima. Ma
non fa per me..e soprattutto..credo che Bella potrebbe sentirsi un po’ a
disagio e io non voglio metterla in questa condizione.. – pensava a me? Non
accettava la villa per me? Mi girai a guardarlo e mi accorsi che invece lui
guardava un punto nel muro, indefinito. Era un amore, un tesoro caduto dal
cielo! Avevo così tanta voglia di baciarlo!
-Bella l’hai vista? – domandò Esme, io scossi la testa,
incapace di proferire parola.
-Ne avete mai parlato? – scossi di nuovo la testa, ma in
quel momento rispose Carlisle.
-E allora Edward, come fai a dire che Bella non la vuole?
Non le hai neppure parlato della casa.. – Esme lo fermò con una mano sul
braccio scuotendo la testa.
-Tesoro, è il caso che se la sbrighino da soli..ora vi
lasciamo discutere..ma tu – disse Esme indicando il figlio – dovresti portare
Bella a vedere la casa e lasciarla decidere..Non puoi scegliere per entrambi..
-D’accordo mamma, hai ragione..Buona giornata! – li
accompagnai alla porta sorridendo, cercando di non far notare il mio
turbamento. Esme come al solito mi abbracciò stretta, ma anche Carlisle questa
volta mi prese in un abbraccio come quello di sua moglie.
-Ti prego, fa ragionare quel testone..ti lascio le chiavi,
fatevi un giretto.. – sorrisi ed annuii. In effetti neppure io avevo voglia di
vivere in una villa come quella dei Cullen, poco mi importava il numero delle
camere o gli ettari del giardino..mi piaceva l’essenzialità..come
l’appartamento di Edward. Eppure..loro avevano ragione. Una famiglia in
quell’appartamentino non sarebbe mai cresciuta. Ma si poteva sempre cambiare
dopo, no?!
Tornai nel divano a sedermi affianco a lui.
-Era questo che da cinque mesi a questa parte turba la
quiete tra te e Carlisle? – lui annuii dolcemente. –Perché non me ne hai
parlato prima?
-Perché temevo di affrettare le cose..insomma lui mi ha
parlato di questa casa la sera che ti sei fatta male la caviglia, il giorno che
ti avevo portata a casa per farti conoscere..lui aveva già deciso per me e la
cosa non mi piaceva per niente..
-Scusa non ho capito..puoi rispiegare? – avevo saltato
qualche passaggio.
-Bella..mio padre ha creduto che ci saremmo sposati o che
saremmo andati a convivere nell’istante esatto in cui hai attraversato la porta
d’entrata. Lui sa che per me sei l’unica e che..se non fossi sicuro di me e dei
miei sentimenti non ti avrei mai portata a casa..e così me l’ha proposta, anzi
quasi imposta.. – sospirò –Ma so quanto non ti piacciano queste cose e non
volevo affatto rovinare tutto solo per una casa..Nel mio appartamento staremo
più che bene per il momento..poi vedremo!
Il suo discorso in effetti non faceva una grinza..ma loro
volevano donarci quella casa, potevamo almeno rifletterci assieme..no?!
-Senti..Carlisle mi ha lasciato le chiavi..che ne dici di
andare a dare un’occhiata? – il suo sguardo corse veloce sul mio.
-Co-cosa? – sembrava sorpreso al massimo.
-Si insomma..capisco il tuo punto di vista..capisco che tu
non voglia, che il tuo appartamento sia abbastanza, ma almeno possiamo
guardarla, no? – mi sentivo un po’ imbarazzata.
-D’accordo andiamo..ma non ti sentire in alcun modo
costretta.. – io annuii.
Dopo due ore eravamo stesi sul pavimento della villa,
completamente nudi a ridere come due stupidi. Avevamo fatto l’amore sul
pavimento freddo di quella villetta.
Era davvero incantevole, si sviluppava in due piani, con due
bagni..una camera molto grande e due camerette più piccole, uno studiolo, una
cucina enorme e un salotto altrettanto grande con un bel camino al centro..ma
la parte migliore era il giardino. Non era molto grande, ma io e Edward avevamo
immaginato un tavolo per i pranzi e le cene estive e c’era già la piscina
all’interno di un piccolo caseggiato comunicante con la casa. Era estremamente
deliziosa e immaginai ogni dettaglio, ogni mobile, ogni decorazione. Avevo
abbracciato Edward e affondando la mia lingua nella sua bocca gli avevo
sussurrato “Mi piace da morire..e sarebbe perfetta per noi!” Lui non aveva
esitato un secondo e mi aveva spogliata, velocemente, mi aveva baciata,
voracemente e si era spinto in me con foga, contento che mi piacesse quella
casa. Lui pensava a me, pensava a non farmi scappare ed io..lo trovavo
perfetto. Lui, la casa, i suoi genitori..tutto.
-Mi sa che dovremmo chiamare Esme e Carlisle! – sorrisi.
-Non è una cosa da dire per telefono..voglio vedere la
faccia di mio padre quando glielo dirò! – rise con me.
-Oh..io la immagino già..e scommetto anche che le sue parole
saranno “Te l’avevo detto figliolo” ! – imitai il tono di voce di Carlisle ed
Edward rise con me.
-Sei sicura Bella? – ancora con lo sguardo sorridente mi
guardava.
-Si la casa è davvero bella, non è grande come quella dei
tuoi genitori e secondo me..con i mobili giusti sarà calda ed accogliente proprio
come un rifugio..tutto nostro. – ma come parlavo? Sembravo una ragazza mielosa
e sdolcinata. Awww..mi facevo addirittura paura!
-Sei sicura di voler venire a vivere qui? Con me?
Definitivamente? – cosa mi stava chiedendo? Ora..davvero non capivo più niente.
-Si Edward..te l’ho già detto..la casa è davvero bella e –
non finì la frase perché lui scosse la testa.
-Non intendo questo..tu..tu sei sicura di noi? Di quello che
provi? Di quello che provo io?
-Si Edward..sono sicura..Io ti amo e tu ami me..so che
potrebbe essere affrettato e probabilmente potremmo anche aspettare qualche
mese prima di stabilirci qui, ma la mia idea non cambierà.. – un lampo nei suoi
occhi mi fece pietrificare. Non capivo cosa aveva in mente e non riuscivo a
reagire di conseguenza.
-Aspettami qui..e non ti muovere! – si alzò, in tutta la sua
nudità e raccolse i vestiti per poi indossarli, velocemente. Mi diede un ultimo
bacio sulla bocca e poi sparì dalla porta di ingresso, lasciandomi da sola,
completamente nuda.
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