mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 3: Messagges



Capitolo 3: Messagges

14 Aprile 2011 Ore 23:45

Bella pov.

La serata non era ancora finita e Mike continuava a ignorarmi. Avevo raggiunto il mio obiettivo, speravo solo che la settimana prossima non tornasse di nuovo a farmi pressioni per uscire. Diventava davvero ossessivo. Non avevo voluto guardare in direzione del tavolo tre, perché Edward stava ancora lì..dopo quello che era successo. Mi aveva abbracciata, in qualche modo ed aveva detto quelle cose..e poi le sue labbra sulla mia fronte. Dio, mi sembrava di andare a fuoco. Jacob sghignazzava e aveva raccontato sia a Rosalie che ad Emmett cosa era successo a quel tavolo ed entrambi mi lanciavano sguardi significativi dalle loro posizioni. Ma che diavolo avrei dovuto fare? Certo..mi sarebbe piaciuto assaggiare le sue labbra..vedere se baciare lui, sarebbe stato diverso..da quell’unico primo bacio, ma non volevo fare la figura di una facile. Mi sentivo continuamente sospinta verso due fuochi diversi..la Bella che sono sempre stata..e quella audace che prenderebbe Edward e lo porterebbe nel retro, tra casse di birra e liquori e ci farebbe cose poco consone per un bar.
E’ che davvero i suoi occhi, il suo sguardo..quel braccio attorno alla mia vita..mi hanno risvegliato sentimenti, emozioni che pensavo di non poter provare. Il locale stranamente era vuoto, rimanevano solo gli ospiti al tavolo tre e Veronica seduta sullo sgabello al di là del bancone, vicina a Jacob, che ora l’aveva raggiunta. Emmett alzò un po’ la musica e poi portò Rosalie in “pista”. Risi all’immagine di quei due che più che ballare si strusciavano addosso. Jacob imitò mia sorella e il mio quasi cognato e si fiondò a fare due salti insieme a Veronica. Ero incantata nel vedere quei quattro scherzare e ballare insieme. Avrei tanto voluto essere parte di quel gruppo..mi girai verso Edward, istintivamente. Il suo sguardo era puntato su di me e non appena mi girai lo abbassò, sulle sue mani. Alice e Jasper si alzarono per seguire Emmett e Jacob nella piccola pista da ballo e mi lanciò un’occhiata torva verso suo fratello. Mike era appoggiato al bancone con la testa e mi sembrava che dormisse. Respirai profondamente e mi avviai verso il tavolo tre, di nuovo. Edward era seduto sullo sgabello, con le mani sul tavolo, una nell’altra, e lo sguardo puntato su di esse. Aveva delle mani grandi e con le dita affusolate, sembrava un..un pianista. Magari lo era. Aveva detto di insegnare musica..
Non conoscevo niente di questo ragazzo eppure..avevo così tanta voglia di sapere di più. Mi sedetti sullo sgabello in cui prima c’era Jasper e diedi le spalle ai miei amici.
-Non ti scateni? – chiesi, cercando di sembrare allegra. Lui si sorprese di trovarmi lì ma scosse la testa in risposta.
-Sono un po’ stanco..credo che tornerò a casa tra poco. Domattina la sveglia suona presto.. – non alzò lo sguardo dalle sue mani. Sembrava afflitto, colpevole.
-Oh.. – un po’ mi dispiaceva che doveva andar via. Infondo..io sarei rimasta qui fino alle due..con tre coppie e Mike. Sarebbe stato un delirio.
-Mi spiace per prima..io credevo..credevo ti desse fastidio quel tipo e.. – appoggiai una mano sulle sue e i suoi occhi saettarono nei miei, sorpresi ancora una volta.
-Non ti scusare..mi hai fatto un favore! – gli sorrisi –Anzi..ti devo ringraziare, perché così per un po’ mi lascerà stare!! – vidi il suo sguardo spostarsi verso Mike, seduto al bancone e poi si rivolse a me.
-Continua a guardarti però..e..e mi da fastidio.. – ammise alla fine, con un tono debole di voce. Mi sentivo lusingata. Ogni cosa che diceva, ogni cosa che faceva..mi provocava brividi lungo la schiena.
-Non ti preoccupare..per stasera non oserà più venire a parlarmi! – gli sorrisi dolcemente. Rimanemmo un po’ di tempo a fissarci..poi presi la parola. –Allora..hai detto che fai l’insegnante di musica..
-Si..nel liceo vicino a casa.. – non amava parlare di se, a quanto pareva.
-E tu..che strumento suoni? Pianoforte? – tentai a bassa voce. Lui sorrise radioso.
-Indovinato! Strimpello anche la chitarra e la batteria..ma decisamente il piano è il mio strumento preferito.. Tu invece? – lo guardai ironica.
-Ti sembra che con la mia grazia possa suonare qualche strumento? A mala pena riesco a far funzionare il campanello di casa quando dimentico le chiavi dentro! – lui rise di gusto e mi trascinò con se. Era ancora più bello quando rideva. La mia mano era ancora sulle sue.
-Che cosa studi?!
-Formazione primaria..mi piacerebbe diventare una maestra elementare! – gli sorrisi e lui prese a giocherellare con le mie dita.
-A che anno sei? – sorrisi e scossi la testa.
-Al terzo..mi mancano quattro esami e la tesi..Non sono in ritardo, se è quello che ti chiedi…ma ho iniziato due anni più tardi dal diploma e quindi.. – lui alzò le spalle.
-Come mai? – mi incantai a guardare le nostre dita che giocavano assieme. Era un momento così dolce.
-Mia madre voleva che mi iscrivessi ad Harvard, perché tutte le sue amiche avevano i figli che andavano lì..io non volevo e sono scappata da mio padre. Poi..sono venuta qui da Rosalie, mia sorella. Emmett mi ha presa a lavorare qui..ma come puoi vedere sto al bancone perché sono una frana nel resto! – sorrisi e lasciai cadere l’argomento, sperando che non diventasse troppo serio.
-Sei..una brava persona.. – era arrossito.
-Grazie.. – ero arrossita pure io!
-Ora..ora è meglio che torno a casa.. – aveva separato le nostre mani e stava iniziando a prendere i soldi dal portamonete. Mi dispiaceva che se ne andasse. Mi dispiaceva non poter restare lì a chiacchierare ancora.
-Devi proprio? – sussurrai. Non sapevo se mi avesse sentito, sperai di si, perché non avevo la forza di ripeterlo a voce più alta. Mi vergognavo..non avevo nessuna esperienza di vita in questo campo e mi sentivo completamente disarmata.
-No io..posso..posso restare ancora un po’, se ti fa piacere.. – alzai lo sguardo su di lui ed eravamo entrambi arrossiti per la timidezza. Sorrisi debolmente.
-Si..mi fa piacere.. – sentivo male al petto..perché? Forse perché prima stavo bene, mi sentivo su una nuvola quando giocava con le mie dita?!
-E’ una situazione imbarazzante.. – rise nervosamente e fece passare una mano tra i suoi capelli. Sembravano morbidi e setosi. Mi veniva voglia di passare le dita io stessa, tra quella chioma.
-Non dirlo a me.. – ero nervosa anch’io, ma sorrisi ugualmente.
-Sei bella quando sorridi.. – ora so cosa ho nello stomaco. Tornado! Sono una decina che mi sconvolgono lo stomaco…Dio che sensazione. Sono arrossita ed ho abbassato lo sguardo. Mi sento una ragazzina.
-G-grazie.. – balbettavo anche?! Oh cielo Bella..datti un po’ di contegno!!
-Scusa non volevo metterti in imbarazzo..alle volte parlo senza pensare.. – Era tenero. Guardava il pavimento e si tormentava le mani, l’una nell’altra. Mi veniva voglia di abbracciarlo e coccolarlo. Ma dico..possibile?! Ero completamente fuori di capoccia! Bella..riprenditi.
-Ti va..ti va se balliamo un po’? – provai a proporre. Magari ci saremmo evitati un po’ di imbarazzo. Lui annui e si alzò all’in piedi aspettandomi, poi andammo a raggiungere gli altri per fare qualche verso. Emmett mi prese subito per la vita e mi fece girare velocemente, sentivo di sottofondo le risate di tutti quanti. Mi dispiaceva perché avevo perso il contatto con gli occhi di Edward, guardarli mi faceva star bene. Una volta a terra Rosalie prese a ballare vicino a me, facendo qualche smorfia e giocando insieme a me. Eravamo andate in discoteca qualche volta ma poi Emmett era geloso e allora abbiamo evitato! Vidi che Edward rideva e ballava con sua sorella, mentre Veronica si era avvicinata a noi. Continuavo a ridere perché Jacob ed Emmett scherzavano tra di loro, simulando un’incontro di lotta mentre noi tre gli ronzavamo attorno. Non mi ero mai divertita tanto con loro. Certo, c’erano stati momenti divertenti ma mai..mai così. Alice si unì a noi, mentre anche Jasper ed Edward si univano ad Emmett e Jacob in un finto incontro di pugni, calci e morsi.
-Sono felice Bella.. – mi disse all’orecchio Alice. La guardai confusa e poi lei mi indicò Edward che rideva. –Non si è mai divertito tanto, come sta facendo ora. Sai..è un ragazzo dolce e sensibile, romantico e affidabile..e non te lo dico solo perché parlo di mio fratello ma perché..in venticinque anni..lui questo è stato per me. Protettivo nel momento giusto e permissivo in altri momenti..
-Perché mi stai dicendo questo? – sapevo che lei voleva che io parlassi con lui, che capissi quello che provava ma..io non sapevo assolutamente niente di lui. L’unica cosa erano i vortici nel mio stomaco quando ci guardavamo, quando mi sfiorava..e ero piena di brividi e..arrossivo..e mi facevano piacere i suoi complimenti..e poi..poi avevo la necessità di incontrare i suoi occhi perché mi incatenavano.
-Perché lui è innamorato di te Bella, e vorrei che davvero provaste a darvi una possibilità.. – ero sempre più confusa –E’ grazie a te se è così felice stasera, perché hai deciso di incontrarlo sabato mattina. Perché hai scelto di parlarci questa sera..Non potevi renderlo più contento di così. Grazie! – mi diede un bacio sulla guancia e tornò vicino a Rosalie, a ridere e incitare i ragazzi. Rimasi un po’ in disparte a guardare Edward. Non capivo cosa provava il mio corpo..dopo che aveva giocato con le mie dita sentivo che ne avevo bisogno ancora e non solo, mi sarebbe piaciuto che mi prendesse come aveva fatto prima, davanti a Mike, che mi desse altri baci, come quelli di poco prima..Ero confusa e avevo bisogno di riflettere. Sentii due braccia che tiravano le mie e mi avvicinavano e quando mi resi conto di chi fosse il proprietario ero già troppo vicino a Mike.
-Mike lasciami.. – avevo usato un tono freddo e distaccato. Ancora non si era rassegnato a lasciarmi stare! Porca paletta! La mia richiesta non lo scalfì perché continuava a tenermi stretto le braccia con le sue mani e a muoversi a tempo di musica, sempre più vicino a me.
Poi sentii una presenza dietro di me e due braccia forti avvinghiarsi alla mia vita da dietro. Il suo corpo mi sovrastava, tanto ero piccola.
-Mike, giusto? – la sua voce calda e profonda, vicino al mio orecchio mi fece rabbrividire. Ero tutta un fremito da quando mi aveva racchiuso tra le sue braccia. Potevo stare così solo per un abbraccio? Era normale? Non mi accorsi della reazione di Mike, troppo impegnata ad arrossire e a stare ferma, nel suo abbraccio. –Mi sembra che abbia detto di lasciarla..sei sordo per caso? – parlava sempre a voce bassa.
-E tu chi sei? – ecco che arrivava Mike sprezzante.
-Edward.. – disse solamente. Continuava a tenermi stretta e anche se probabilmente lo faceva solo per allontanare Mike da me, non c’era altro posto dove volessi stare. Mi sentivo calda, protetta e i brividi che mi percorrevano ormai erano un’abitudine.
-Ed io..dovrei conoscerti? – Mike aveva lasciato le mie braccia e aveva portato le sue al petto, incrociandole.
-No..ma è il caso che ti stampi bene a mente che Bella non ti vuole attorno e che preferirei non doverti spaccare la faccia..- ancora la sua voce calda e calma. Mi chiedevo come facesse a stare calmo..io ero tutta un fremito. Forse..si.. solo perché ero tra le sue braccia. Dio come stavo bene. Appoggiai la testa al suo petto e lo sentii sussultare, forse non se lo aspettava.
-Ancora non capisco chi sei..
-Ribadisco, non ti deve interessare chi sono io..ma se non smetti di perseguitare Bella, giuro sul mio buon nome che ti faccio a pezzi! – ora era un tantino più minaccioso. Mike ci guardò qualche altro secondo e poi ci diede le spalle e sparì dietro l’entrata. Edward mi girò tra le sue braccia, allentando un po’ la presa e guardandomi negli occhi. –Tutto bene? – il suo sguardo timido e impacciato era ancora lì. Ed io..io ero tra le sue braccia e non volevo andare da nessuna parte, mi piaceva stare così. Appoggiai una mano sul suo petto e lo vidi arrossire. Forse arrossii anch’io, ma non me ne curai.
-Grazie..è la seconda volta che me lo togli di torno.. – sorrisi dolcemente. A quel punto tornò dritto e staccò la presa dai miei fianchi allontanandosi lievemente. No. Mi mancavano le sue braccia.
-Scusa.. – perché mi chiedeva scusa ora? Non aveva fatto nulla di male..anzi. Mi aveva superata ed era andato a prendere la giacca sulla sedia, per poi uscire velocemente dal locale. Guardai velocemente ai miei amici, che sembravano incuranti di quello che era successo e presi una decisione. Uscii alla velocità della luce dal locale e cercai con lo sguardo Edward. lo trovai sul marciapiede poco distante, che si stava allontanando. Lo chiamai più volte, avvicinandomi a lui.
-Edward aspetta per favore.. – stranamente si era fermato e si era voltato a guardarmi. –Ho detto o fatto qualcosa di sbagliato? – ero incerta. Perché mi aveva lasciata lì così, chiedendomi solo scusa e poi se n’era andato? Dove avevo sbagliato? Lui intanto mi guardava sbigottito. Con quattro falcate mi raggiunse.
-Tu..tu non hai fatto nulla di sbagliato. Sei perfetta..così come sei.. – Dio mi stavo sciogliendo. Questo ragazzo era di una dolcezza unica..ed anche se non lo conoscevo..mi faceva tenerezza.
-E allora..perchè sei andato via così? – lo guardavo negli occhi, per cercare la risposta lì, in quei pozzi verdi. Ma più li guardavo, più sentivo i vortici nel mio stomaco aprire voragini.
-Ho esagerato prima..Io non ho nessun diritto di abbracciarti in quel modo o..mandar via i tuoi amici..mi sono sentito..in colpa. – mi avvicinai ancora un po’ finché non gli ero a un palmo e poi lo abbracciai. Lo sentii sussultare e subito dopo le sue braccia mi circondarono.
-Non hai esagerato e Mike non è un amico.. te l’ho spiegato. Non devi sentirti in colpa…a me ha fatto piacere. Io..ecco si..sono felice che l’hai fatto..- ero impacciata e le guance erano bollenti. Immaginavo il rossore che doveva averle colorate! Porca paletta Bella, contegno!
-D-davvero? – Non accennava a staccarsi da me ed io, stranamente, sembrava che avessi ripreso a respirare. Stavo bene nel suo abbraccio, eccome se stavo bene! Aveva un profumo unico..sapeva di fumo, muschio e qualche altro profumo che non individuavo.
-Si.. – l’avevo sussurrato sul suo petto, ma sapevo che aveva sentito. Eravamo in mezzo al marciapiede. Non mi rendevo conto dell’ora che avevamo fatto, e sinceramente in quel momento..poco mi importava. Dio ero in paradiso.
-Forse è il caso..che tu rientra.. – disse, staccandosi. Perché continuava ad allontanarmi? Era frustrante.
-Si..forse è il caso.. – ero un po’ triste e lo feci notare su tutta la linea. Mi sorrise appena.
-Non essere triste..è stata una bella serata! – portò una mano sul mio viso e prese ad accarezzarmi dolcemente. Mi stavo sciogliendo come un cubetto di ghiaccio in estate. Se continuava di me ci sarebbe stata solo una pozzanghera sul marciapiede.
-E’ stata..fantastica. E’ in serate come questa che adoro lavorare.. – sorrisi e lui si avvicinò piano, continuando ad accarezzare il mio viso.
-Torna dentro o prenderai freddo.. – mi lasciò un piccolo bacio sulla fronte, come poche ore prima e io agganciai le mie mani alla sua maglietta. Suonavo ridicola. Bella, cazzo! Hai ventitre anni, manco una sedicenne si comporta così!
-Ci sarai domani sera? – rise di gusto e poi prese le mie mani tra le sue, avvicinandosi alla mia bocca, pericolosamente vicino.
-Non mancherei per nulla al mondo.. – sorrisi e restai immobile a godermi il suo bacio sulla mia guancia. Ecco..ora ero in fiamme. A breve sarebbe stato meglio chiamare l’ambulanza perché Isabella Swan aveva la tachicardia!
-Allora buonanotte.. – biascicai. Mi stavo rendendo ridicola. Questo figo spaziale era innamorato di me, mi ha pedinata per due anni, mi ha conquistata in una sola sera..ed io che faccio? “Allora buonanotte!” Ma dico…ma sono scema?! Si. Sono scema.
-Buonanotte Bella.. – si staccò da me e prese a camminare nella direzione di prima, con le mani in tasca. Tornai dentro velocemente e notai che stavano sistemando il locale, ed anche Alice e Jasper aiutavano. L’orologio segnava l’una e quaranta. Presi velocemente gli sgabelli ed aiutai Jacob che stava portando i tavoli al loro posto. Le ragazze rassettavano i pavimenti ed Emmett contava la cassa. Lo raggiunsi dietro al bancone e presi a tirare fuori i bicchieri dalla lavastoviglie, li asciugai velocemente e li riposi al loro posto.
-Allora Bellina..è stata una gran festa vero? – annuii solamente, sorridente. Avevo la mente costantemente incentrata a quello che era successo con Edwrad..la festa? Quale festa?!
-Mi sa che è in un altro mondo Emmett… - rise di gusto Jacob! Gli feci la linguaccia e tutti presero a ridere di me, non me ne curai e risi anch’io. Appoggiandomi al bancone con i gomiti e prendendomi la testa fra le mani.
-Cielo ragazzi! Non mi sono mai sentita così..così..
-Su di giri?
-Elettrizzata?
-Felice? – ognuno di loro diceva qualcosa e rideva, io annuivo solamente. Rosalie si avvicinò un poco.
-Troppe emozioni per questa sera sorellina..ti ci vuole un bel po’ di sano riposo! – mi stava prendendo in giro..maledetta!
-Ehi..smettetela! – il mio telefono vibrò dall’angolino in cui l’avevo messo. Lo presi velocemente e lessi il messaggio.

“Avvisami quando sei a casa. E.”

Gli occhi mi si velarono di lacrime. Era dolcissimo. Salvai il numero in fretta e furia e poi riposi il telefono nella mia tasca, così non l’avrei dimenticato. Dopo dieci minuti eravamo fuori dal locale. Emmett chiudeva la porta e Rose aveva già le chiavi di casa in mano. Il viaggio in macchina fu breve e quando salì nell’appartamento scrissi in velocità un messaggio per Edward.

“Ti preoccupi? Sono a casa – smile – B. “

Mi spogliai in camera, lasciando i vestiti in un angolo, e mi infilai in bagno, per una doccia rigenerante. Ero stanca ma non mi piaceva andare a letto sporca e quella sera avevo sudato parecchio. Lavai anche i capelli e li asciugai bene con l’asciugamano, lasciandoli comunque bagnati per andare a dormire. Mi infilai sotto le coperte e presi il telefono. Un nuovo messaggio.

“Mi sono sempre preoccupato per te..è per quello che ti accompagnavo a casa di nascosto. – smile – E.”

“Se ti faceva piacere..potevi aspettarmi. Avrei fatto volentieri due passi con te fino a casa. B.”

“Ho già chiesto troppo al mio cuore questa sera, non credo avrebbe retto anche quello..”

Cosa voleva dire? Ero in confusione e la stanchezza si faceva sentire. Volevo sapere, volevo capire il perché.. inviai solamente un messaggio con la faccina confusa e lasciai a lui intendere, per la risposta.

“Troppe emozioni Isabella Swan. Buonanotte e sogni d’oro.. – smile che manda un bacio- E.”

“Sono sfrontata se ti dicessi che mi piacerebbe riceverlo veramente quel bacio? – smile –Credo che stanotte ti sognerò. Buonanotte – smile – B.”

Non rispose ed io mi addormentai in fretta, dopo aver controllato due volte il telefono. Ero molto stanca e per fortuna la sveglia sarebbe suonata tardi quella mattina.

15 Aprile 2011 Ore 10:15

Spensi la sveglia e cominciai a stiracchiarmi nel letto. Avevo dormito divinamente..peccato non aver sognato. Mi sarebbe piaciuto incontrare un certo baldo giovane nei miei sogni. Ecco..di prima mattina queste cavolate non dovevo neppure pensarle!
Infilai le pantofole e mi trascinai fino alla cucina. Dove c’era Emmett che beveva il caffè e mangiava cornetti caldi.
-Buongiorno Emm.. – mi sedetti sulla sedia e presi un cornetto, addentandolo.
-Buongiorno a te Bellina.. dormito bene?
-Divinamente! – gli sorrisi.
-Chissà come mai, lo immaginavo! Tua sorella ha detto che le devi spiegare un po’ di cose a pranzo.. – risi e mi sfiorai la fronte con fare liberatorio.
-Per fortuna che oggi non ho la pausa pranzo! Ho una lezione spostata proprio per quell’ora!! – sorrisi –Scusa un attimo.. – mi alzai velocemente e corsi a prendere il telefono che era rimasto ancora sul comodino. Segnava due messaggi e una chiamata. Oddio, ti prego dimmi che è Edward. TI prego dimmi che è Edward. Il primo messaggio è di mia madre, diceva che aveva provato a chiamarmi ma che non rispondevo. Di conseguenza, la chiamata era la sua. Il secondo messaggio invece era di Edward. Oh si, le mie preghiere erano state ascoltate. Mi versai il caffè e lessi il messaggio.

“Scusa –faccina sconsolata- Ieri sera mi sono addormentato come un bambino. Tu non sei sfrontata, ma forse lo sono io, dicendoti che non vedo l’ora di poggiare le mie labbra sulle tue, per sapere che sapore hanno. – faccina sorridente – Alla fine mi hai sognato? E.”

Oh Cielo! Vi prego chiamate i soccorsi. Il caffè mi andò di traverso ed Emmett dovette battermi sulla schiena per farmi rinsavire. Rideva come un pazzo.
-Bellina! Il cervello ti sta andando a fumo e la tua faccia è talmente rossa che credo ci sia il fuoco sotto la tua pelle..per non parlare del tremore delle tue mani – e rideva –E’ Edward che ti scrive? – annuii solamente e lui rise più forte. –Siete un caso disperato! Dio se ti vedesse Rose.. – non smetteva di ridere ed io..continuavo a rileggere quel messaggio. Beh..si era normale che se dichiarava di amarmi, volesse pure baciarmi..ma dirmelo, in questo modo..Awww! Vi prego datemi la forza di rispondere..e la lucidità per dire qualcosa di sensato e non frasi monosillabiche.

“Buongiorno! Non ti ho sognato, purtroppo, perché ero troppo stanca. Prometto di riprovarci stanotte..dovrei avere uno stimolo in più forse, per quello che ieri sera non ha funzionato! – smile- B.”

Beh..grandiosa Bella. Lasciamogli capire ciò che vuole, fai la parte della gatta morta! Cretina! Lui ti dice che vuole baciarti..rispondigli almeno no?! Aww..che idiota che sono!
-Bellina riprenditi, o mi tocca chiamare i vigili del fuoco..- Emmett rideva ancora mentre andava a cambiarsi. Certo per lui era semplice. Ah come vorrei essere più esperta, di sicuro Edward avrà avuto tante di quelle ragazze nella sua vita, che dovevano prendere il numerino!

“Ti sei svegliata finalmente, principessa! Peccato tu non mi abbia sognato..io lo faccio oramai di continuo. Popoli i miei sogni ogni notte, ma ciò non rende giustizia alla realtà della tua bellezza. E.”

-Emmett! – gridai. Arrivò di corsa con solo i boxer addosso e una t-shirt e quando mi vide scoppiò a ridere. Si piegò in due e si accasciò a terra. Ero completamente immobile. Il caffè mi era caduto sulle gambe, scottandomi, e sporcando ovunque. Il telefono sulla mano tremante, stava lì per miracolo. La mia faccia allibita, violacea ormai dall’imbarazzo e gli occhi sgranati. –Ti prego..aiutami! – sussurrai al mio quasi cognato. Ma era troppo preso a ridere per accorgersi di me.
-Gliel’avevo detto a Rose che dovevo comprarmi la videocamera! – si alzò in piedi e venne ad aiutarmi. Pulì il pavimento e preparò altro caffè. –Allora Bellina..leggimi questo messaggio.. – sorrise ed incrociò le braccia al petto.
Gli lessi i messaggi in sequenza, da quelli di ieri sera a quelli di pochi minuti fa e lui rideva apertamente.
-Siete due casi disperati! – sorrise e scosse la testa.
-Cosa devo fare adesso? – mi lasciò la tazza di caffè piena e tornò in camera non prima di avermi risposto.
-Gli rispondi sullo stesso tono Bella..sta cercando di conquistarti, perché non sa che sei già crollata! Siete assurdi! – si certo..gli chiedo aiuto e lui pulisce il caffè. Volevo aiuto nello scrivergli qualcosa di decente, per farlo crollare come stava facendo con me. Come diavolo facevo a mettere insieme una frase decente, se i miei pensieri vorticavano solo sulle sue parole. Decisi di non rispondere, dopo minuti interi che guardavo il telefono senza avere un’idea decente in mente. Andai in camera a prepararmi ed uscii qualche minuto dopo Emmett, che andava a fare la spesa.
Ero a lezione quando arrivò un messaggio e il telefono prese a vibrare.

“Sei ancora lì principessa? Se ho esagerato dimmelo..E.”

Sorrisi, cercando di non farmi notare con il cellulare dal professore, dato che ero in prima fila e non era per niente rispettoso. Di nuovo quel nomignolo “principessa” mi faceva sentire importante, desiderata..estremamente dolce e romantico..Dio sono fuori! Scrissi di getto una risposta..probabilmente lui non pensava quanto me, e diceva ciò che gli passava per la mente..perchè non potevo farlo anch’io?

“Non sapevo cosa risponderti, il tuo messaggio mi ha lasciata allibita e mi sono versata addosso tutto il caffè della tazza. Emmett ha dovuto rifarlo – smile – Ora sono a lezione ma preferirei mille volte essere con te. B.”

Non so che diavolo stavo scrivendo, sembrava davvero che fossi tornata indietro negli anni. Mi piaceva questo gioco che stavamo facendo, mi piaceva messaggiare con un ragazzo ed essere anche un po’ spudorata. Mi piaceva la sua dolcezza, mi incantava. Ma vederlo e essere abbracciata a lui era un’altra cosa.

“Ops..scusa. Ti sto disturbando allora..E’ il caso che tu non abbia distrazioni. Ci vediamo questa sera al pub. Buona giornata! E.”

Faceva sempre così. Un passo e poi altri indietro. Era frustrante perché non sapevo dove sbagliavo. Gli avevo risposto velocemente, ciò che mi passava per la testa, credendo di far bene..e invece ora, smetteva di scrivermi. Un po’ mi dispiaceva. Chissà..magari anche lui avrà da fare..

“Nessun disturbo e..come distrazione ci pensano già i tuoi occhi che non vogliono andarsene dalla mia mente. A stasera..Buona giornata anche a te. – smile – B.”

Ok. Mi ero del tutto rincretinita. Dovevo proprio dirgli quella cosa sui suoi occhi? Beh..erano bellissimi, profondi, di un colore stratosferico e..cavoli, non avevo più aggettivi perché il mio cervello era in pappa. Brava Bella, fondi l’ultimo neurone rimasto, che poi voglio proprio vedere come scrivi la tesi! Ormai facevo i discorsi da sola..ero un caso da manicomio!!
Seguii a fatica la lezione, continuavo a guardare il telefono, perché credevo di non sentire la vibrazione, e invece di Edward neppure più una traccia. Mi dispiaceva che non rispondesse e che pensasse di disturbare. Ricevevo decine di messaggi da Rose ogni giorno, e non avevo problemi a trovare la concentrazione giusta..con lui..beh si era diverso. Ma al diavolo. Mi piaceva avere l’agitazione di leggere il messaggio, mi piaceva sorridere da sola nel leggere quelle poche frasi che ci scambiavamo..e immaginavo quale espressione del viso poteva assumere in quel determinato momento. Uffa Edward…perché non mi scrivi?!
Mi ero portata da casa un semplice sandwich con del formaggio e dell’insalata, non era buono per niente, ma avevamo solo quello in frigo e avevo fretta, non potevo aspettare Emmett che tornasse dal supermarket. Divorai il mio panino nell’atrio della biblioteca, dove ancora si poteva sostare con cibo e bevande, poi mostrai il tesserino e mi avviai per gli scaffali. Scelsi una decina di libri e mi posizionai su un computer infondo alla sala, per poter utilizzare internet.
A quell’ora la biblioteca era deserta, per cui lavorai nel massimo del silenzio, talvolta invece alcuni studenti se ne fregavano dell’ambiente in cui erano e parlavano come se stessero prendendo il caffè al baracchino. Non controllai mai il telefono, troppo presa dall’argomento per la tesi e quando arrivarono le cinque e un quarto pensai a salvare il file nella mia pen-drive e a riporre a posto i libri utilizzati. Presi le mie cose e volai fuori. Solo allora controllai il cellulare. Due messaggi.

“I miei occhi eh? Davvero interessante..Io continuo a pensare alle tue labbra rosse da baciare.. E.”

Sorrisi scuotendo la testa, camminavo veloce per paura di arrivare in ritardo al lavoro. La biblioteca era completamente dal lato opposto del campus rispetto al bar di Emmett.

“Non posso venire stasera, mia madre mi ha incastrato in una cena di famiglia e non c’è stato verso di convincerla altrimenti. – faccina lacrimante- E.”

Cosa? Non sarebbe venuto? No! Io speravo ci fosse…avevo davvero voglia di vederlo, parlarci, essere stretta tra le sue braccia. Cavolacci! E poi..sarà vero che si tratta di sua mamma? Perché non dovrebbe essere così Bella? Ti ha detto che è innamorato di te, che ti ha pedinata…
Questo fatto ancora non mi andava via dalla mente. Dovevo capire realmente quali erano i suoi sentimenti per me..che poi..aveva davvero importanza saperlo prima? Oppure sarebbe stato uguale scoprirlo insieme?
Non gli risposi e continuai a camminare fino al bar.

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