mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 18: News



Capitolo 18: News

1 Ottobre 2011 ore 10:45

Pov Bella.

Avevo appena finito di fare la doccia. Mi ero svegliata presto e non capivo come mai. I capelli li avevo asciugati con l’asciugamano e raccolti in un piccolo chignon per farli asciugare con piccoli boccoli senza usare il phon. Edward stava ancora dormendo e non me la sentivo di svegliarlo prima. Ora però doveva alzarsi e prepararsi..Volevo andare a casa dei suoi prima, in modo da aiutare Esme. Preparai una tazza di caffè per lui e lo raggiunsi in camera, appoggiai la tazza sul comodino e presi a lasciargli deboli baci sulle guance per svegliarlo.
-Buongiorno principessa.. – sorrise.
-Buongiorno dormiglione! – sorrisi. Ero felice. Felice. Felice. Felice!
-Hai dormito bene?
-Divinamente..ti ho portato il caffè! – gli passai la tazza mentre si tirava su e appoggiava la schiena alla testata del letto.
-Sei già pronta? – chiese confuso.
-Mi sono svegliata presto, non avevo più sonno e così ho pensato di farmi una doccia.. – sorrisi e lui annuii, sorseggiando il caffè. Abbassai lo sguardo un secondo e l’occhio cadde sull’anello al mio dito. Mi soffermai a guardare le sfaccettature del diamante che ne era incastonato. Era piccolo, non era esagerato e forse, una qualsiasi ragazza si sarebbe arrabbiata vedendone le dimensioni, credendo di non valere abbastanza..eppure io ero soddisfatta, elettrizzata e contenta che avesse scelto proprio questo. E’ delicato e per niente sfacciato..un piccolo gioiello per dimostrare quanto mi conosce. Sa bene che non mi piacciono i gioielli ma questo..è speciale.
-Ehi principessa..che c’è? – alzai lo sguardo e scossi le spalle sorridendo.
-Nulla! – mi lanciò uno sguardo criptico, dovuto forse al fatto che era ancora prima mattina per lui.
-Non ti piace l’anello? – oh. Adesso capisco. Mi ero soffermata un po’ troppo a rimirarlo e lui credeva che non mi piacesse? Scossi la testa e feci per parlare ma mi bloccò. –Sapevo di doverne scegliere uno migliore, insomma più grande..che si notasse almeno..e ti giuro non è una questione di importanza o di soldi..è che quando l’ho visto ho pensato a te…- mi avvicinai mettendogli un dito sulle labbra.
-E’ perfetto Edward. Bellissimo. Indescrivibile..è tutto ciò che desideravo..non potevo volerne uno diverso. – sorrisi. E lui sorrise a me. Gli baciai dolcemente le labbra.
-Oh..Non me ne avevi dato ancora uno stamattina! – sorrisi. E appoggiai la fronte alla sua spalla. E poi una domanda sorse spontanea.
-Perché hai pensato a me quando l’hai visto? – rise debolmente, conoscendo la mia curiosità.
-Perché era lì, piccolo, semplice, delicato..brillava ma se ne stava un po’ in disparte rispetto a tutti gli altri..e mi ha colpito. Tu sei semplice, piccola, indifesa, delicata..e mi hai colpito dalla prima volta che ti ho vista. Sei la cosa più importante per me e forse ti meritavi qualcosa di più di questo piccolo brillante ma..è esattamente come ti vedo io. L’importanza che hai per me non si basa sul prezzo, sulla grandezza del diamante e so di certo..che anche per te è così.. – mi strinse più forte ed io sorrisi.
-Ti amo da morire Edward!
-Anche io ti amo tanto!- mi lasciò un bacio sul collo e l’improvviso gesto mi fece gemere. Mi piaceva quando toccava il collo, quando mi baciava in quei punti..perdevo completamente la testa. Si lasciò scappare una debole risata.
-Devi andare a fare la doccia Edward.. – non ne voleva sapere di lasciare il mio collo. Aveva appoggiato anche la tazza sul comodino per avere le mani libere e mi aveva preso di peso e portato su di lui, a cavalcioni.
-Sei bellissima.. – disse prima di prendere le mie labbra e baciarle, profondamente. –E sei morbida.. – mi accarezzò il fianco. Tirò via la maglia velocemente e rimasi solamente con il reggiseno nero di pizzo, che a lui faceva impazzire. –E sei sexy.. – accarezzò con un dito il bordo del reggiseno. Lo guardavo con gli occhi appannati dal desiderio. Ogni suo tocco, ogni sua parola mi faceva rabbrividire. Tolse rapidamente il reggiseno, ora i miei seni svettavano di fronte a lui, ci affondò il viso e soffiò su entrambi e mi mossi inavvertitamente su di lui. L’eccitazione la percepivo chiara appoggiata al mio inguine ed io ero già bagnata. Dio cosa mi faceva.
Prese un capezzolo in bocca e lo succhiò avidamente per poi ripetere l’operazione anche sull’altro. Le mie dita giocavano tra i suoi capelli prima, e poi presero a cercare di togliergli la maglia. Era difficile sentendo la sua bocca su di me. Ma dopo qualche tentativo ci riuscii. I suoi pettorali, non troppo scolpiti, ma giusti..perfetti per me, passavano sotto le mie mani. E mentre l’accarezzavo mi fece alzare in piedi, togliendomi in un colpo solo pantaloni e perizoma. Ero felice, perché cominciavano a darmi fastidio..volevo sentirlo, volevo sentirlo dentro di me. Mi spostai leggermente, prendendo a baciarlo con foga mentre lo aiutavo a stendersi. Gli baciai il collo e poi il petto e poi scesi sulla pancia. Morsi i suoi fianchi e con le mani intanto tirai giù i pantaloni e i boxer, liberando la sua erezione. Con la bocca scesi un po’ fino a lasciargli baci umidi sull’inguine. Le sue mani erano abbandonate lungo i fianchi, in balia delle mie carezze. Gli occhi chiusi a godersi la mia bocca che lasciava una scia umida su tutto il corpo finché non lo sorpresi e presi in bocca la sua asta. Alzò la testa di scatto, tirandosi su con i gomiti e mi guardò.
-Bella.. – sussurrò roco ed eccitato. Cercai di sorridere mentre mi muovevo su di lui, su e giù. –Bel-la.. – disse di nuovo il mio nome quando presi ad aumentare il ritmo. Dio era eccitante guardarlo. I suoi occhi verdi ora erano scuri, e la sue mani stringevano spasmodicamente il lenzuolo attorno a lui. La bocca semiaperta e il viso contornato da un’espressione di pura estasi.
Quando però aumentai di più il ritmo mi prese con forza e mi portò su di lui.
-Basta..o non sarò in grado di trattenermi! – sorrisi soddisfatta mentre mi girava ed ora ero stesa sul letto, con lui sopra di me. Con un movimento veloce era in mezzo alle mie gambe, che aveva aperto forzatamente pochi secondi prima. –Stai diventando troppo brava principessa..e mi farai diventare pazzo! – arrossii di colpo. Era bello che mi facesse complimenti per ciò che gli facevo..ma non ero abituata e mi imbarazzavo. Per non parlare del fatto che ero sempre incerta in certi momenti..credo di non essere abbastanza brava, di non essere all’altezza. E invece..invece lui amava ogni cosa che gli facevo, ogni carezza, ogni bacio..qualsiasi cosa. Mi lasciò qualche bacio all’entrata e poi prese ad accarezzarmi con la lingua. Gemetti forte quando mi prese dal sedere e mi alzò un po’ per avermi più vicina, più comoda, mentre la sua lingua entrava ed usciva da me. Oh porco cane! Le sue mani che mi stringevano il sedere e la sua lingua che prepotente si insinuava in me..Dio! Mi lasciai andare, completamente, le mani abbandonate sul letto, completamente in balia della sua lingua, gemetti il suo nome e venni. Continuò a leccarmi dolcemente ancora un po’ per poi risalire su di me, lentamente, quando fu di fronte a me ci guardammo negli occhi e in un attimo fu dentro di me, con una sola spinta.
-Ahhh – gridai inarcando la schiena.
-Sei mia..mia..mia.. – continuava a ripetermi all’orecchio mentre spingeva in me. Non avevo più la forza di far niente, mi muovevo in equilibrio con i suoi movimenti e le gambe erano aggrappate alle sue. La testa vorticava leggera e gli occhi chiusi a godermi quelle spinte. Le braccia stringevano il suo sedere per incitarlo a spingere in me. E’ come una droga.
Con un movimento veloce aveva invertito le posizioni, ora ero io sopra e neppure me ne ero accorta subito. Sorrise sulla mia spalla, mentre continuavamo a muoverci. Lui si muoveva, fino ad arrivare a stare appoggiato alla testiera del letto, semi-sdraiato e io a cavalcioni su di lui, mi alzavo e mi abbassavo, seguendo i movimenti delle sue mani sui miei fianchi. Finché non cambiai posizione con le gambe, arrivando ad essere quasi inginocchiata, cominciai con movimenti lenti, sinuosi, mi muovevo su e giù strusciandomi addosso a lui, tenendomi con le mani sulle sue spalle. Continuai un po’, mentre lui aveva abbandonato la testa sul muro, e poi aumentai il ritmo, sentendomi al limite. Le sue mani sui miei fianchi a tenermi lì, per strusciarmi su di lui, senza alzarmi troppo. Cominciai a rallentare, ma con movimenti decisi, facendolo affondare completamente in me, mentre il clitoride veniva stuzzicato dalla sua pelle.
-Oh si..si..si..Così amore, così.. – la voce eccitata e la testa abbandonata al muro mi fecero perdere il controllo. Continuai a muovermi così finché le mie pareti si strinsero attorno al suo pene e venni con l’ultimo movimento, mentre lui mi muoveva ancora, tenendomi per i fianchi. –Oh si..si..Ohhhhhh – con un ultimo gemito più prolungato si svuotò in me. Mi accasciai su di lui, sfinita. Dio ogni volta fare l’amore con lui era un’emozione fantastica. –Credo che dovrai fare un’altra doccia! – mi disse sorridendo sulla mia spalla. Girai la testa per guardare la sveglia sul comodino. Cazzo! Mi alzai di colpo e scesi dal letto.
-Muoviti. Siamo in ritardo! Sono le undici e quaranta e a quest’ora dovevamo essere già a casa dei tuoi! – lo tirai per le braccia mentre rideva. Lo accompagnai in bagno e lo spinsi sotto la doccia, mentre rideva ancora e ancora. L’avrei ucciso!
-Ehi..dovevamo pur festeggiare..capiranno! – si beccò la mia occhiataccia in disapprovazione. Quando l’acqua fu calda abbastanza mi tirò verso di lui. Non volevo bagnarmi i capelli ma il getto mi colpì in pieno. La sua fronte appoggiata con la mia. –Principessa..non puoi capire quanto ti amo! – mi baciò le labbra dolcemente, avvicinandomi ancora. Presi il bagnoschiuma e velocemente lo insaponai, accarezzandolo tutto, il suo sguardo scuro si fissò su di me e vedevo chiaramente la sua erezione pulsare. Dio mi voleva ancora! Aiuto..salvatemi! Lo spinsi sotto il getto dell’acqua mentre mi allontanavo per insaponarmi. Uscimmo dalla doccia e ci asciugammo velocemente. Io ripassai i capelli con l’asciugamano e poi li legai di nuovo in uno chignon frettoloso. Tornai in camera dove Edward era già vestito, recuperai dalla valigia un nuovo paio di mutande e le indossai velocemente insieme ai jeans e alla maglia che Edward mi aveva tolto prima.
Mentre indossavo un paio di ballerine comode Edward mi abbracciò da dietro.
-Edward..siamo in ritardo..mostruosamente in ritardo! – sorrisi staccandomi da lui. –Ed è tutta colpa tua..forza vai ad accendere la macchina..io chiudo e ti raggiungo! – lo spinsi alla porta d’ingresso mentre io recuperavo la borsa e prendevo le chiavi di casa dal mobiletto all’ingresso. Chiusi con due mandate e poi scesi le scale velocemente. Edward mi attendeva già in strada. Una volta salita in macchina partì a tutta birra. Era mezzogiorno meno due minuti. Cazzo! Il telefono prese a suonare.
-Pronto? – risposi senza guardare chi fosse.
-Bella tesoro, state bene? – Cavoli!
-Ciao Esme..si scusa..siamo un po’ in ritardo perché ci siamo addormentati. Ieri sera abbiamo fatto una spaghettata con i ragazzi dopo il lavoro..e sistemando siamo andati a dormire che stava albeggiando.. Ma tra dieci minuti siamo lì!– Cercai di inventare una scusa plausibile sul momento, speravo che mi credesse.
-D’accordo allora, vi aspettiamo..- la sentivo sorridere. Probabilmente Alice le aveva raccontato già ogni cosa..! Quella nanetta insolente!
-Tua madre.. – spiegai riponendo nella borsa il telefono. –Voleva sapere se ci era successo qualcosa, dato il nostro ritardo! – incrociai le braccia al petto lanciandogli un’occhiata.
-Oh Bella..smettila di fare così..se non volevi arrivare in ritardo potevi sempre tirarti indietro stamattina..e non mi sembra che tu mi abbia dimostrato che non volevi.. – il sorriso malizioso sul volto. –Anzi..tutto il contrario! Sei stata tu a farmi degenerare! – scoppiò a ridere passandosi una mano tra i capelli. Lo amavo troppo. Sorrisi e gli strinsi la mano sul cambio.
-Non mi tirerei mai indietro, Baby! – gli feci l’occhiolino e lui rise.
Dopo qualche minuto varcammo il cancello di casa Cullen e di corsa scendemmo dall’auto per dirigerci in casa. Suonammo il campanello e Alice venne ad aprirci con lo sguardo sorridente. Non persi tempo e prima di salutarla mi avvicinai.
-Che hai raccontato ai tuoi, piccola ficcanaso? – lei mi guardò oltraggiata e poi mi fece l’occhiolino.
-Si dia il caso che non ho aperto bocca sulle questioni importanti, ma gli ho messo la pulce all’orecchio..brutta indisponente! – mi fece la linguaccia e si spostò per farci entrare sotto le risate di Edward. Prima di arrivare in cucina però mi girai verso di lui.
-Lo tolgo e glielo diciamo dopo il pranzo..oppure vuoi dargli le belle notizie ora? – Prese le mie dita e ci giocò un attimo con l’anello prima di accompagnarmi in cucina, dove c’era Esme e Carlisle intenti a tagliare l’arrosto.
-Oh ragazzi..eccovi qui! Capisco il perché non accettate mai gli inviti della domenica..! – sorrisi ed annuii.
-Il sabato è il giorno che finiamo più tardi al bar..ed Edward ieri sera, che era venerdì e potevamo andare a letto presto, ha avuto la brillante idea di fare una spaghettata alle due e mezzo! – lui mi diede un piccolo pizzicotto che non fece male e rise.
-Ehi! Se tu non avessi lavato i piatti saremmo andati a dormire molto prima! – Esme e Carlisle si misero a ridere.
-Alice ci ha detto che Bella ha già trasferito le cose da te.. – disse con fare ammiccante Carlisle. Menomale che le cose importanti non le aveva dette…Arggg!
-Ecco papà..noi avremmo alcune cose da dirvi..
-Che ne dite se ce lo dite a tavola? Abbiamo fame.. – Alice la solita ficcanaso. Uffa..me la pagherà cara. Adesso come facevo ad aiutare Esme senza farle notare l’anello?! La fulminai con lo sguardo e poi mi spinse in salotto mentre Esme portava la teglia con l’arrosto e Carlisle una bottiglia di vino. Avevano capito che non era il caso di preparare un sacco di cose da mangiare, perché comunque non avremmo finito tutto.
Dopo aver fatto le porzioni Carlisle si schiarì la voce.
-Allora..queste cose che dovete dirci..? – lanciò uno sguardo a Edward. Per fortuna la mia mano sul tavolo era coperta dalla sua. Sorrisi e guardai Edward al mio fianco.
-Si beh..abbiamo pensato che la villa ci piace molto e sarebbe davvero adatta a noi. Ovviamente però l’arredamento vorremmo sceglierlo da soli..avremmo bisogno solo di qualche consiglio ma..ci piacerebbe che fosse essenziale. – disse guardando Esme. Carlisle si mise a ridere compiaciuto.
-Sapevo che a Bella sarebbe piaciuta!
-Beh in realtà Carlisle..non ero così sicura. Finché non l’ho vista dubitavo io stessa..non mi piacciono le case grandi, mi ricordano la mia infanzia..però quella è davvero graziosa..e poi.. – lasciai la frase in sospeso.
-E poi? – Esme sembrava agitata sulla sedia ed Edward si mise a ridere.
-E poi..e poi è perfetta perché la piscina è davvero fantastica e il giardino non troppo grande è davvero grazioso.. – risi anch’io, insieme a Alice e Jasper. Sapevo che si era fatta scappare qualcosa..infatti lo sguardo di Esme parlava chiaro. Sapeva che c’era qualcosa sotto, che le notizie non erano finite lì.
-Solo questo? Non avete altro da dirci? – La voce speranzosa di Esme mi fece voltare il capo verso Alice per lanciarle un’occhiata ammonitrice. Non si tiene mai niente per lei.
-Cara..la notizia della villa è già importante di per sé..Sapere che la vogliono arredare da soli ma che gli piace è davvero grandioso.. – sorrise Carlisle – Potrebbero rallegrarci di più solamente se ci dicessero che si stanno per sposare.. – Carlisle ci fece l’occhiolino ed io ed Edward ci guardammo e scoppiammo a ridere, scoprendo la mia mano.
-Ci sposiamo! – disse semplicemente Edward.
-Che bello! Che Bello! E’ una notizia fantastica! – Esme abbracciò prima il figlio e poi abbracciò me, stretta. –Cara..sono davvero felice! – le sorrisi di rimando e poi venni abbracciata da Carlisle che mi ricordò gli abbracci di Charlie, i pochi che ci scambiavamo.
-Vado a prendere lo spumante per festeggiare! – Alle parole di Esme mi risvegliai dal mio stato catatonico.
-Oh ti prego Esme no..- sorrisi imbarazzata –Davvero non serve. Mangiamo l’arrosto che se no si fredda! Penseremo dopo al festeggiamento.. – sentii le guance arrossarsi. Non mi piaceva stare al centro dell’attenzione, e non serviva davvero un brindisi per noi.
-Ha ragione Bella, mangiamo e poi festeggiamo! – Carlisle mi diede ragione. Ci sedemmo a tavola e iniziammo a mangiare tra le chiacchiere di Alice ed Esme sui preparativi del matrimonio. Già mi veniva l’orticaria. Parlavano degli invitati, delle tovaglie, posate d’argento e fiori in ogni dove. Avrei dovuto parlare con Edward, chiaramente..e spiegargli che non volevo nulla di sfarzoso, solo una cerimonia semplice.
-Tu Bella cosa ne pensi? – di cosa? Perché Alice voleva il mio parere? La guardai interrogativa.
-Scusate..mi sono persa nei miei pensieri..dicevate? – Edward mi strinse la mano sul tavolo.
-C’è ancora tempo per organizzare tutto, sono sicuro che potrete discuterne un altro giorno.. – sorrise dolcemente alla madre che però sembrava di tutt’altro parere.
-Edward, non ti intromettere in cose che non ti riguardano, per cortesia. Un matrimonio richiede un’organizzazione serrata e ben definita..Siamo qui per aiutare Bella.. – era il mio momento. Scossi la testa leggermente e guardai Esme con lo sguardo triste.
-Vi prego..non voglio nulla di sofisticato o esuberante. Voglio invitare poche persone e la cerimonia deve essere sobria..così come tutto il resto. So che volete organizzare il matrimonio del secolo ma preferirei qualcosa di intimo..- lo sguardo deluso di Alice era il contrario di quello di Esme, sorridente.
-Tesoro..lo dici solo per una questione economica? – sbarrai gli occhi e scossi convinta la testa.
-Oh no no! Davvero..! – strinsi la mano di Edward, per cercare un po’ di coraggio –Non amo stare al centro dell’attenzione e temo che fare tutto quello che avete pensato poco fa potrebbe imbarazzarmi molto..Non voglio mongolfiere, maxischermi o altro..
-Ma Bella..! –Alice era contrariata.
-Non è il momento per discutere di questi particolari..per favore! Abbiamo ancora tempo e sono sicuro che Bella sarà felice di accettare il vostro aiuto e i vostri consigli a partire da domani! – io annuii a Carlisle.
-Che ne dite se mangiamo il dolce? – io sorrisi e mi alzai per aiutare Esme in cucina. Non avevo considerato che così saremmo state da sole.
-Bella..posso farti una domanda? – non mi ero resa conto che Alice ci aveva raggiunte.
-Certo.. – sorrisi dolcemente, ma già consapevole che la domanda non mi sarebbe piaciuta.
-Perché non vuoi un matrimonio in grande stile? E’ una cosa che tutte le ragazze sognano..Ed ora mi rendo conto che tu sei completamente l’opposto. La casa minimale, il matrimonio sobrio ed intimo.. – scosse le spalle e guardai Esme che era intenta ad osservarmi. –Spero che non sia una questione di denaro..perchè non credo tu ti debba fare problemi. Ho visto che l’anello che ti ha regalato mio fratello è un po’ piccolino e striminzito..e non ne capisco il motivo, insomma..non gli mancano i soldi e proprio non me lo spiego! – era partita in quarta e non sapevo come fermarla.
-Alice..lascia parlare Bella, magari ora ci spiega tutto.. – io annuii debolmente, appoggiandomi al bancone con la schiena.
-Non voglio sembrare irriconoscente nei vostri confronti, apprezzo molto il fatto che vogliate aiutarmi..e sono ben disposta a lasciarvi fare ogni cosa, se preferite! – sorrisi –Ma amo le cose essenziali. Sono stata cresciuta in una villa fredda, in cui non potevo neppure camminare a piedi nudi perché avrei lasciato le impronte sul pavimento lucido e cerato. Non potevo correre in giardino con i piedi nudi perché non era una cosa adatta a una signorina. E quando sono cresciuta..le cose non sono cambiate. Non potevo fare nulla, neppure in camera mia. Ogni gingillo che era presente sui mobili l’ho odiato dal primo momento in cui è stato appoggiato.. – guardavo per terra, evitando il loro sguardo –Ho partecipato a feste, gala..ricorrenze speciali almeno una volta ogni settimana da quando avevo dodici anni fin quando me ne sono andata..Mi piace la semplicità, l’essenzialità delle cose importanti.. – alzai lo sguardo verso di loro. –So che vi piacerebbe che Edward avesse un matrimonio sfarzoso, elegante, dalle dimensioni gigantesche..ma preferirei trovare un accordo, una via di mezzo..
-Ne sei sicura?
-Si Alice..sono sicurissima! Spero solo che anche lui la pensi come me..- abbassai lo sguardo triste. Forse le avevo deluse. Sapevo che per suo figlio Esme voleva qualcosa di più, ma speravo solamente che avessero scelto una via di mezzo, dopo le mie parole.
-D’accordo Bella..allora parleremo con Edward e se anche lui crede che sia meglio fare qualcosa di intimo e piccolo..organizzeremo qualcosa per i vostri gusti..Anche se Alice è portata per le cose in grande, si adatterà! – sorrisi e la ringraziai.
-E l’anello? Possiamo vederlo meglio? – mi sembrava strano che Alice non me l’avesse ancora chiesto. Mi avvicinai e porsi la mano.
-Temeva che non mi piacesse perché semplice e piccolo. In realtà è l’anello che desideravo. E’ fantastico e semplice, insomma..tutto ciò che piace a me. Non deve essere per forza grande e vistoso, basta ciò che significa a renderlo speciale..no?! – alzai le spalle verso di loro, per chiedere conferma.
-Bella..sei una ragazza fantastica..E non temere..ascolteremo passo, passo i tuoi desideri..
-Grazie..per me è davvero importante! E.. – adesso c’era l’altro scoglio..-E per quanto riguarda la villa..sarei molto felice se mi aiutaste. Edward mi ha lasciato carta bianca, in sostanza, ma vorrei un aiuto da voi, e da mia sorella ovviamente..
-Saremmo ben contente di aiutarti anche in quello! Vero Alice? – lei sorrise.
-Certamente..e vedrai..sarà un gioiello…poco vistoso! – annuii e le ringraziai. Portai la torta alla frutta nel salone e tornai al mio posto. Edward si avvicinò al mio orecchio.
-Di che avete parlato tutto questo tempo? – risposi sotto voce.
-Ho messo in chiaro le cose per il matrimonio e la villa..spero solo che tu sarai d’accordo con me.. – mi guardò negli occhi e poi tornò a dare attenzione al resto dei presenti. Non aveva annuito ma neppure negato. Ecco..forse avevo esultato troppo velocemente.

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