mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 7: First Experiences



Capitolo 7: First Experiences

17 Aprile 2011 Ore 3:15

Pov Bella.

Non ci credo che in questo momento io sia in macchina con Edward, e che insieme stiamo andando a casa sua. Non credo al fatto che mi sono innamorata di un ragazzo e l’ho capito dopo il quarto giorno che ci siamo visti. Non so neppure quando compie gli anni o come si chiama sua madre..So pochissimo di lui..eppure i suoi occhi mi calmano, mi sorridono, mi fanno sciogliere. I suoi occhi verdi sono lo specchio della sua anima..dolci, romantici, gioiosi..e quando mi tiene per mano, o mi accarezza solamente sento le farfalle dentro lo stomaco che volano libere e in velocità. E quando mi bacia..tutto il mondo sparisce, resta solo lui, le sue labbra..la sua lingua. Niente ha più significato, importanza..quando sono con lui. E’ tutto così irreale. E ora che lo osservo, concentrato mentre sfreccia per le vie della città..mi sento felice e mi chiedo come abbia fatto a scegliere proprio me.
-Che giorno sei nato? – infondo..prima o poi avrei dovuto fargli domande di quel genere..no?!
-Il venti giugno.. – sorrideva.
-Di che anno?
-1985..come..come mai mi fai queste domande? – l’avevo confuso. Era ovvio.
-Quindi..quindi hai ventisette anni?! – se la matematica non era un’opinione..
-Quasi..Ma non capisco..
-Niente..volevo conoscerti un po’..sapere almeno quando compi gli anni. Manca ancora tanto per casa tua? – mi girai a guardare la strada.
-No..qualche minuto e ci siamo..Come te l’aspetti il mio appartamento?
-Non so..non ti conosco abbastanza per poterlo immaginare..credo comunque che ci saranno un sacco di finestre e molta luce, e poi..immagino un piano forte, da qualche parte..ma per il resto..non so cosa aspettarmi.. – sorrisi. – Perché non mi chiedi che giorno compio gli anni? – mi voltai a guardarlo e lui si era stampato un sorriso sghembo sul viso.
-Oh..perché io lo so già principessa..sei nata il 13 settembre del 1989..- rimasi sbigottita. Come faceva a saperlo? Mi aveva rubato la carta d’identità?! La mia faccia doveva essere esilarante perché era scoppiato a ridere. –Oh principessa…Sono venuto ogni giorno al bar per due anni…Ho semplicemente ascoltato quello che si diceva..e visto i festeggiamenti! Siamo arrivati.. – Aveva parcheggiato di lato a un alto palazzo di quindici piani dalla struttura moderna. Fece il giro dell’auto e mi aprì lo sportello, prendendomi per mano. Entrammo nel palazzo e si avvicinò all’ascensore. –Solitamente faccio le scale, almeno mi mantengo in forma..ma stasera è tardi e poi non mi va di farti fare undici piani di scale! – mi sorrise. Undicesimo piano?! Fico! Ero imbarazzata..e sentivo le guance arrossarsi quando arrivammo di fronte a una porta, sul pianerottolo. Scelse la chiave giusta e aprì la porta, accendendo la luce velocemente. –Principessa…benvenuta nel mio regno! – sorrise ed io avanzai verso l’interno. C’erano finestre ovunque, e anche se non era molto grande come appartamento, la cucina e il salotto formavano un’ampia stanza, dove in secondo piano si poteva notare il bellissimo pianoforte. Chissà se l’avrei sentito suonare per me.. Dietro al divano, in pelle nera, c’era una doppia porta scorrevole da cui si intravedeva il letto di Edward..quella doveva essere la sua camera. Vicino una porta scorrevole più piccola. –Non è molto grande..ma vivo solo e non mi serviva chissà che spazio..ho comunque una camera per gli ospiti, che utilizza Alice quando viene a trovarmi..ci tengo affinché mia sorella non entri in camera mia! – sorrise.
-Come mai?
-Beh..ecco..diciamo che ho i miei segreti, il mio ordine, il mio spazio…Alice è uno tzunami e quando arriva in casa compie modifiche che mi fanno drizzare i capelli! Almeno camera mia..è off-limit per lei! – sorrisi. Mi guardavo in giro..la cucina in lucido bianco era bellissima, moderna e adatta per un single. –Vuoi qualcosa da bere? – scossi la testa e sorrisi.
-E’ qui che cucini quindi? Beh..hai davvero gusto Edward..mi piace come è arredata la casa..
-Beh..la parte che preferisco è la mia camera..ovviamente.. Ma la vedrai presto! – mi intrappolò tra le sue braccia e prese a baciarmi, mantenendo comunque un certo distacco..forse non voleva mettermi pressione.
-Comunque sulla luce e il piano ci ho azzeccato! Ho un premio per questo? – lui scoppiò a ridere e appoggiò la testa sulla mia spalla.
-Cosa devo fare con te, principessa? Mi fai impazzire.. – Oh beh..potrei suggerirgli io che fare con me! Diavolo mi stavo eccitando! Poi mi fermai di colpo…Con cosa diavolo avrei dormito stanotte? Non avevo pensato di passare da casa a prendere qualcosa..non avevo neppure lo spazzolino da denti. Sono una frana!
-Ehm..Edward? – mi teneva ancora tra le sue braccia, semplicemente. Non mi baciava, mi accarezzava solo i fianchi, dolcemente. Al suo mugolio continuai. –Non ho nulla per dormire.. – lui sorrise sulla mia spalla.
-Perché pensavi di dormire vestita? – mi irrigidì! –Dai principessa..scherzavo! Te l’ho detto che non desidero altro che stringerti a me..Nella camera degli ospiti ho qualche vestito di Alice, dovrebbe andarti bene..
-Speriamo! – soffiai. Mi prese la mano e mi condusse nella camera degli ospiti, anche quella ben arredata. Aprì uno dei cassetti del comò e mi fece scegliere cosa indossare..Canotta e short? O maglia lunga senza nulla? No..canotta e short.
-Ti preferisco nuda..ma anche così va bene! – scosse la testa sorridendo e poi mi accompagnò in camera sua. Capisco cosa voleva dire con il “suo ordine”. Una parete era costellata di cd e libri, ordinati per nome. Sembrava fosse un piccolo negozietto. E poi c’era una porta finestra che si apriva in un delizioso balconcino.
-E’ fantastico… - sussurrai solamente.
-Ti piace veramente? – perché dubitava della mia sincerità? Non è che dicevo qualcosa che non pensavo. Bastò una mia occhiataccia per farlo rinsavire. –Ok d’accordo.. Senti..usa pure questo bagno, io occuperò quello degli ospiti, che è più piccolo! Se hai bisogno di qualcosa..spulcia pure negli armadietti! – prese il pigiama dal comò e mi lasciò in camera da sola. Mi affrettai ad andare a prepararmi..non perché avessi sonno, no quello era completamente passato dal momento in cui Edward mi aveva fatta salire nel suo appartamento..Avevo fretta di uscire da quel bagno e trovarmi con Edward. Cercai un asciugamani e sperai che in uno di quei cassetti ci fosse uno spazzolino nuovo..per fortuna lo trovai. Mi lavai il viso due volte, per togliere ogni traccia del trucco e poi mi feci una doccia veloce, lasciando i capelli raccolti sulla nuca. Lavai i denti e uscii dal bagno. Edward era steso sul letto, con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe incrociate. Indossava una t-shirt bianca e un pantaloncino grigio..era bellissimo.
-Spero non ti dispiaccia, ma ho fatto proprio come mi hai detto tu..ho fatto una doccia veloce e ho trovato anche uno spazzolino nuovo.. – mi sentivo imbarazzatissima. Che stupida che ero..dovevo uscirmene con quelle cose assolutamente? Non potevo semplicemente dire…”Ho finito..che ne dici di guardare un film, non ho sonno?”
-Non ti preoccupare..vieni a stenderti?! – volevo dirgli di no, che non avevo sonno..che saremmo potuti stare in salotto a guardare un film o giocare a carte..ma che stare nel letto così mi lasciava imbarazzata, perché non sapevo cosa fare.. Mi avvicinai alla parte del letto che aveva lasciato libera e mi stesi, a guardare il soffitto. –Ehi..principessa, che succede?
-E’..è imbarazzante, stare qui.. – mi coprì gli occhi con un braccio. Lo sentii muoversi e d’un tratto mi prese tra le sue braccia.
-Vuoi che ti riaccompagno a casa? Si insomma io..non voglio obbligarti ed è strano ma..se vuoi ecco, ti porto a casa.. – scossi la testa.
-Non mi obblighi Edward..ho scelto io di venire qui..e desidero solo che tu mi stringa forte stanotte.. – beh era quello che volevo. Infondo avevo capito che senza di lui nulla era più lo stesso.
-Allora mettiamoci a dormire.. – spense la luce del comodino e mi abbracciò stretta, in modo che la mia testa era appoggiata alla sua spalla. I miei pensieri vagavano senza trovare un punto di inizio ed una fine..è frustrante. Forse pensava che io volessi dormire, che ero stanca e che probabilmente avrei dovuto riposare..e forse aveva anche ragione. Ma non parlava..sentivo il suo cuore battere e il respiro normale sul mio collo.
Mi venne naturale cominciare a baciargli il collo, cosa che lo fece rabbrividire e gemere di piacere. Eravamo così attaccati che percepivo la sua erezione premere contro le mia coscia. Gli accarezzavo la nuca con le unghie e lui respirava a fatica sul mio collo. Poi prese ad accarezzarmi i fianchi, da sotto la canottiera, arrivando fino al seno. Di nuovo quelle emozioni del pomeriggio, quando le sue mani avevano accarezzato e palpato con cura il mio seno.
Non mi resi neppure conto, in un attimo eravamo nudi, ansimanti, le labbra si staccavano di rado, giusto per prendere il fiato che ci serviva per un altro sconvolgente bacio. Le nostre mani vagavano, inesperte ma certe di dare piacere all’altro. Non pensavo realmente a ciò che stavo facendo, mi lasciavo portare dagli eventi, lasciavo che l’avventura mi prendesse e mi portasse via..E non mi sembrava per niente sbagliato, quello che stavamo facendo, anzi..era tutto così maledettamente perfetto. La passione con cui mi toccava, con cui mi baciava, mi faceva perdere la cognizione dello spazio..non mi ricordavo neppure dove eravamo, cosa c’era attorno a me. Le emozioni erano talmente forti che gli occhi erano chiusi e mi facevo guidare dalla sua lingua che accarezzava ogni centimetro della mia pelle, arrivando fino al mio centro del desiderio. Per non urlare dal piacere, strinsi gli occhi fortemente e mi morsi il labbro, fin quasi a tagliarlo con i denti. Le mie dita si confondevano nella sua chioma bronzea e il bacino si muoveva incontrollato. Lo chiamai delicatamente, cercando di farlo arrivare al mio volto per dirgli ciò di cui avevo bisogno, perdendomi tra le sue labbra.
-Bella.. – la sua voce roca, eccitata come la mia, mi facevano sperare, desiderare altro, di più.
-Voglio fare l’amore con te.. – era una richiesta semplice, con la consapevolezza che da lì in poi le cose sarebbero cambiate. Se già non riuscivo a stare senza di lui, un suo messaggio, un suo gesto, solo dopo quattro giorni, ora..sarebbe stato impensabile.
-Sei..sei sicura? – di nuovo quell’incertezza..eppure..si muoveva sapientemente sul mio corpo. Girai le posizioni, in modo che fosse lui disteso sul letto, tra i cuscini, completamente in balia del mio tocco.
-Vediamo cosa ne pensi tu.. – iniziai la discesa verso la sua intimità, per accarezzarla come avevo già fatto, per fargli provare piacere, come avevo già fatto e per aumentare il piacere usando la bocca..Era tutta un’esperienza nuova per me, e avevo il timore di non esserne capace, di non sapere come si faceva. Ma appena cominciai ad accarezzare la sua lunghezza con la lingua, una sua mano si posizionò alla base del collo, accarezzandomi e indirizzandomi nei movimenti, finché non lo presi in bocca completamente e sentii un suo gemito soffocato da un cuscino. Mi chiedevo se per lui fosse la prima volta in tutto, se i preliminari li aveva comunque fatti con altre ragazze oppure se era tutto nuovo..La sua mano sulla nuca continuava a darmi il ritmo che gli piaceva, che lo faceva contorcere dal piacere sotto di me. Mi staccai, risalendo dolcemente e lentamente fino ad arrivare a baciargli le labbra.
-Fai l’amore con me Edward.. – non era una domanda, non era neppure una richiesta..era l’ovvietà della situazione. Entrambi eravamo lì, al limite..entrambi lo volevamo. Non rispose, solamente mi fece girare, invertendo nuovamente le posizioni, per poi prendere un preservativo da dentro il cassetto. Non ci mise molto a raggiungermi, sistemandosi tra le mie gambe ed accarezzandomi i fianchi. Mi aggrappai alle sue spalle, incitandolo ad entrare in me. Entrò piano, delicatamente..forse pensando di farmi male..ma la verità è che ero talmente eccitata che non credevo di poter sentire dolore. Arrivato alla barriera naturale del mio corpo si fermò un attimo, impacciato. Sorrisi e poggiandogli le mani sui fianchi lo incitai ad andare più a fondo. Tornò indietro un po’ con il bacino, iniziando nel frattempo a lasciare una scia di baci umidi che dal collo arrivavano alle labbra, quando poi entrò completamente, con una spinta poderosa. Un gemito di dolore mi sfuggì dalle labbra. Si fermò un attimo per farmi abituare a lui, e probabilmente per abituare se stesso.
-Tutto bene?- la sua voce un lieve sussurro roco. Gli baciai il collo, con una serie di baci umidi.
-Si..tutto bene..- gli serviva questo per iniziare a muoversi lentamente, spingendo avanti e indietro, dentro di me. Quando ogni più piccola traccia del dolore era sparita iniziai a sentire il piacere nascere e scoppiare di colpo. Le mie mani vagavano sulla sua schiena ampia e definita, mentre lui aveva i gomiti appoggiati attorno al mio viso e si reggeva. Sentivo i suoi gemiti nell’orecchio, quei rumori che mi facevano eccitare ancora di più..la sua voce soave che chiamava il mio nome, debolmente eppure così chiaramente. Il piacere si intensificò come lui iniziò ad aumentare il ritmo delle sue spinte, avevo alzato le gambe e attorcigliate a lui, i nostri bacini erano vicinissimi ed ora aveva accesso a me, completamente, profondamente. La testa cominciava a scollegarsi dal resto di me, il mio corpo era pervaso da brividi ed era come se vibrasse ad ogni spinta sempre di più, finché non sentii un calore esplodere nel mio centro e propagarsi per tutto il corpo. Poco dopo anche Edward si accasciò su di me. Gli occhi chiusi e il respiro affannoso, i corpi completamente sudati, ma così liberamente uniti e inseparabili. Non sentivo il suo peso su di me, ero completamente appagata. Lui però non la pensava così ed uscì da me, liberandosi del preservativo, nel cestino affianco al comodino e trascinandomi su di lui, coprendoci con il lenzuolo. Non avevamo detto nulla, non una sola parola. Non so cosa mi aspettavo, probabilmente entrambi non eravamo persone che dicevano le classiche frasi di circostanza “Com’è stato?” “Ti è piaciuto?” “Ti ho fatto male?” “E’ stato bellissimo..”
No..eravamo più due individui dal silenzio imbarazzante e dal cercare infinitamente un qualcosa da dire, per non rovinare quel momento. Ed io, personalmente respiravo e chiudevo gli occhi di tanto in tanto, per poter pensare in tutta libertà a cosa dire. Mi sembrava così orribile chiedergli come ero stata, se si era pentito..Io ora non capivo niente, stavo ancora cavalcando le emozioni, cercando di non farmi assalire dal panico. Poi..poi la mia voce partì da sola..
-Tu..tu pensi davvero quello che hai detto nel messaggio, Edward? – mi sentivo in dovere di chiederlo, dentro di me, ma non pensavo di avere il coraggio di esternarlo. Magari lo aveva detto solo per portarmi qui, solo per farmi cedere alla sua richiesta e finire così…ma che diavolo pensavo?! Che mente contorta!
-Si.. – l’avevo sentito mente s’irrigidiva e poi diventava meno teso sotto di me, la mia mano appoggiata sul suo petto mi indicava ciò che provava..era agitato. E quel si, detto così semplicemente, mi faceva rabbrividire. –Ma insomma..so che tu non puoi provare le stesse cose..
-Perché? – mi sentivo un po’ oltraggiata..infondo..avevamo appena fatto l’amore, se era giusto chiamarlo così..
-Perché oggi è il quarto giorno che ci vediamo e..Si insomma..io ti sto un po’ obbligando a frequentarmi.. – pensava davvero quello che stava dicendo? Proprio adesso?
-Edward..che stai dicendo scusa?! No seriamente..mi sembra di essere stata io ad accettare di uscire insieme e mi sembra di aver detto di si anche per questa sera..per cui, nessuno mi sta costringendo a stare con te.. – presi un respiro profondo. Lui aveva detto che era innamorato di me, mi aveva scritto nel messaggio che mi amava..Io cosa potevo dirgli con certezza? Black mi diceva che mi stavo innamorando..ma..era così? Il nostro dialogo non l’avevo certo immaginato così.. –Tu mi piaci Edward e..non vedo l’ora di ricevere un tuo messaggio per star bene, quando sono con te mi sembra di volare a qualche metro da terra, e sono tutte sensazioni nuove..mi sento felice..davvero felice!
-Davvero? – era solo un sussurro e mi chiedevo come faceva a sembrare così sicuro di se in giro quando con me era così insicuro e incerto.
-Penso che potrei innamorarmi di te.. – non era una certezza, ma non era neppure una bugia..già sentivo qualcosa all’altezza dello stomaco quando mi baciava o mi guardava o semplicemente mi teneva tra le sue braccia e questo..glielo dovevo. Per come si è aperto a me...
-Bella.. – si era irrigidito e il suo cuore batteva forte, la sua voce un lieve suono nella stanza. Dubitavo anche solo di averlo sentito..Ero così audace con lui eppure all’infuori di noi due ero così insicura e piena di paure..Chissà..magari l’amore ci ha giocato un brutto scherzo e tra di noi siamo esattamente l’opposto di quello che mostriamo agli altri.
-Shhh..ora dormiamo, sono stanca.. – Non era per niente vero. Ma ora non sapevo proprio cosa dire. Forse gli avevo detto troppo, forse mi ero lasciata andare a una confidenza che non era il caso di rivelargli..infondo..aveva ragione lui. Era troppo presto..Lui mi aveva seguita per due anni, mi aveva detto questa sera che mi ama..ma forse conoscendomi, fra qualche mese, o giorno persino..non la penserà così. Chiusi gli occhi e aspettai, cercando di regolarizzare il mio respiro, cercando di addormentarmi, racchiusa nelle sue braccia allo stesso tempo morbide e definite. Non ci riuscii..non riuscii ad addormentarmi. Era la prima volta che facevo l’amore con un ragazzo, per me era così sbagliato, ma allo stesso tempo così maledettamente giusto. Ero una contraddizione vivente..Emmett e Jacob mi avevano detto di buttarmi, di vivere questa esperienza come arrivava, ma volevo davvero una cosa del genere? Infondo..se non fosse andata a buon fine avrei avuto dei bellissimi ricordi ma brevi istanti, che non mi avrebbero portata a niente..Lui che mi aveva promesso che non sarebbe successo nulla stanotte, che mi avrebbe tenuto semplicemente tra le sue braccia..ed ora invece stavo qui, con la testa piena di dubbi appoggiata sulla sua spalla, a respirare il suo meraviglioso profumo. Non avevo il coraggio neppure di guardare l’orologio sul comodino, avevo il timore di svegliarlo e di dover parlare ancora..non sapevo che dirgli. E allora pensavo..pensavo alla mia vita..a ciò che mi ha fatto decidere di essere qui stanotte, tra le braccia di un quasi sconosciuto dopo aver fatto l’amore per la prima volta..

17 Aprile 2011 Ore 9:15

Quando i primi raggi del sole illuminarono il letto e Edward incominciò a muoversi entrai nel panico. Era già mattina ed io non avevo dormito neppure un’ora..avrò le valigie sotto gli occhi, non le borse. Non avevo fatto altro che pensare ad ogni singolo istante di quel momento, chiedendomi se avevo fatto bene oppure no.
-Buongiorno principessa.. – ecco. Ecco il momento peggiore di tutti.. sorrisi e mi staccai un po’ dal suo corpo.
-Buongiorno.. – sorridevo, e cercavo di non mostrarmi stanca e distrutta.
-E’ bello svegliarsi e trovarti accanto..sai? – cielo Edward..perché devi essere così dannatamente dolce e perfetto?
-E’ bello dormire accanto a te.. – sorrisi ancora. Ero stata sveglia tutta la notte, è vero, ma averlo vicino non mi faceva sentire sola ed ero felice, nonostante tutto. Nonostante ora fossi imbarazzata.
-Cosa ne dici se ci alziamo e ti preparo la colazione principessa?
Probabilmente avrei dovuto dire “No grazie, credo sia ora per me di tornare a casa..Rosalie sarà preoccupata”, scappare il più lontano possibile e scordarmi il suo meraviglioso volto. E invece dissi..
-Penso che sia un’ottima idea.. – sorrisi.
Ci vestimmo velocemente, in silenzio e poi lo seguii in cucina e mi sedetti su uno degli sgabelli attorno all’isolotto.
-Allora..uhm..vediamo..Penso di avere della cioccolata da fare..e..mi spiace, non ho i muffin..però ho dei biscotti con il cuore di cioccolata davvero strepitosi.. – lo guardavo mentre apriva gli stipetti per tirare giù tutto quello che diceva. Volevo sotterrarmi. Perché i dubbi mi assalivano ora? Perché?
-Edward..qualsiasi cosa va bene, davvero..non ti preoccupare.. – appoggiò tutte le cose sulla cucina e poi fece il giro fino ad arrivare da me.
-Ehi principessa..qualcosa non va? – lo sapevo che se ne sarebbe accorto prima o poi..ero così trasparente ai suoi occhi..certe volte sembrava che avesse il potere di leggermi la mente. Scossi la testa, magari sarei riuscita a ingannarlo. Mi accarezzava con una mano la guancia e si avvicinava per darmi un bacio –Non ti ho neppure salutata come si deve stamattina.. – e come ogni volta i suoi baci avevano il potere di farmi scordare persino il mio nome.
-Già..non l’avevi ancora fatto! – sorrisi un po’ più serena una volta che si staccò da me. Fece il caffè per lui e poi mise la cioccolata nel pentolino, aggiungendo il latte. Aveva i capelli completamente fuori posto, ma era estremamente sexy vederlo lì, tra i fornelli, a prepararmi la colazione. Aveva messo in un piattino dei biscotti e li aveva avvicinati a me. Non resistetti e ne presi uno..li conoscevo, Rosalie li prendeva di tanto in tanto, al supermercato..ma non ne abusavo mai perché se no li avrei finiti in una mattina. Dopo qualche secondo davanti al mio naso comparve una tazza fumante di cioccolata e vicino a me si venne a sedere Edward.
-Allora, sono o non sono buoni questi biscotti? – alzò il sopracciglio e io risi.
-Eccezionali! – scossi la testa –Ma li conoscevo già…Rosalie ha provato a prenderli qualche volta..non arrivavano mai a pomeriggio! – lui scoppiò a ridere. –Ehm..senti posso avere un po’ di caffè nella cioccolata? – Mi sentivo a disagio. Non mi piaceva arrivare a casa d’altri e mettermi a frugare nei cassetti o negli armadietti..l’avevo fatto per il bagno ieri sera, e avrei desiderato non doverlo fare.
-Tutto quello che vuoi principessa.. –mi passò la caraffa e ne versai più del solito, sperando che almeno il caffè avesse il potere di non farmi cadere addormentata. –Allora Bella, come hai dormito stanotte? – un sorrisetto stampato in volto e la domanda peggiore che potesse farmi.
-Bene..Sei molto comodo! – lui si mise a ridere. In realtà mi sentivo così sbagliata, guardavo il suo volto e mi sentivo..strana, come se quello non fosse il mio posto.
-Spero di non averti dormito sopra..
-In realtà..c’è stato un momento in cui ti sei mezzo sdraiato sopra di me, come se fossi un materasso, ma dopo un po’ ti sei girato, forse perché non sono molto comoda..- io risi mentre lui mi guardava stranamente.
-Lo sapevo..non hai dormito vero? – Come diavolo aveva fatto a capirlo? Intendo..oltre alla mia frase. Abbassai lo sguardo sulla mia cioccolata calda..
-In realtà..no..- mi vergognavo e scommettevo sul fatto che il mio volto a quest’ora aveva la tonalità bordoux. Quello che seguì fu un silenzio imbarazzante. Non sapevo cosa dire e con la coda dell’occhio vedevo Edward che era rigido sullo sgabello, mentre finiva il suo caffè. Cosa dovevo dirgli? “Edward sai..è stato meraviglioso fare l’amore con te stanotte, l’esperienza migliore della mia vita in assoluto e la custodirò gelosamente nel mio cuore..Ma credo che ora, questo imbarazzo, ci faccia capire che c’è qualcosa di dannatamente sbagliato..” No..non potevo. Anche perché..sinceramente..non era la verità. Forse in parte..ma io sapevo che per me non era sbagliato, che ciò che avevamo condiviso stanotte era, per me, importante e a cui davo un valore particolare. Ora avevo il timore che cambiasse atteggiamento, che non sarebbe stato più l’Edward che ho conosciuto in questi giorni, di cui mi sto segretamente innamorando.
Si..non stavo bene! Ero una contraddizione..Dovevo mettere ordine nei miei pensieri! Finì la mia cioccolata e stetti a guardare un po’ la tazza tra le mie mani. Non volevo perderlo..non volevo che scappasse da me. Io avevo bisogno di lui, non sarebbe stato più lo stesso senza e il fatto che lui non abbia detto nulla stanotte, magari non è per forza un cattivo presagio. Infondo..stamattina si è comportato normalmente, anche troppo..come..come se non fosse successo nulla. Possibile? No..Non era possibile. Mi stampai un bel sorriso sul volto e mi girai a guardarlo, fiduciosa in quello che avevamo condiviso.
-Allora oggi cosa mi cucinerai di buono? – lo vidi serrare la mandibola e alzarsi velocemente, andando a poggiare la tazza sporca nel lavabo.
-In realtà, ieri sera mi sono scordato di dirti che oggi ho un pranzo da mia madre, a cui non posso assolutamente mancare..Facciamo un’altra volta per il nostro pranzo..okey?
Okey un corno! Ma che era successo adesso? Il suo tono freddo e distaccato mi faceva rabbrividire..E poi, perché non mi aveva detto subito di questo impegno?! Che fosse tutta una tattica per portarmi a letto? Gli occhi mi si velarono di lacrime, ma ingoiai il nodo che avevo all’altezza della gola e le lacrime si arrestarono, prima di scendere copiose sul volto.
-Va bene..Stasera però vieni al locale? – era ovvio che il mio tono fosse dispiaciuto, mi aveva appena liquidata per il nostro pranzo.
-Si si, ci sarò.. – niente, “principessa” oppure un dolce “ Non mancherei per niente al mondo..” no..un semplice “si ci sarò”..Decisamente qualcosa non andava. Ma non volevo obbligarlo a dirmi ciò che gli occupava la mente. Scesi dallo sgabello, la mia tazza era già stata messa nel lavandino, da parte di Edward, e mi avviai in camera, per raccogliere le mie cose e cambiarmi nel bagno.
Non feci la doccia, anche se mi sentivo sporca..probabilmente non solo per il sudore della notte appena trascorsa..Indossai velocemente i vestiti della sera precedente, lavai il viso rapidamente e in un attimo fui fuori dal bagno. Edward aveva indossato un pantalone della tuta grigio chiaro e una t-shirt bianca, a giro collo. Era ancora più bello del solito in queste vesti. Era in cucina che sciacquava le cose della colazione. Mi avvicinai lentamente e mi schiarii la voce.
-Ehm..Credo sia il momento di andare per me, resterei volentieri a farti compagnia un altro po’, ma ho delle cose da fare a casa e dato che a pranzo sei da tua madre, ne approfitto per studiare un po’.. – mi ci era voluto tutto il mio autocontrollo per parlare, una forza di volontà pazzesca.
-Ti dispiace se non ti accompagno? Devo sistemare un po’ la casa e preparare il programma per la prossima settimana..- Beh in realtà non mi aspettavo proprio che mi accompagnasse, dato come si era comportato. La sua voce continuava ad essere distante.
-Figurati..prenderò la metrò..ferma proprio vicino a casa mia! – sorrisi, cercando di mantenere la mia voce normale e non ballerina come stava diventando. –Ci vediamo stasera Edward.. – mi avvicinai e cercai di abbracciarlo, ma era un palo di legno. Era come abbracciare una figura inanimata. Gli lasciai un bacio debole sulla guancia, il massimo a cui potevo arrivare e poi volai, letteralmente, fuori dalla porta. Ero certa..quella era l’ultima volta che l’avrei rivisto. Se prima pensavo che fosse solo una mia impressione, ora avevo la certezza assoluta. Trovai la fermata della metro poco distante da lì e mi ci fiondai, salendo sulla mia linea. In pochissimo tempo, o molto..dipende dai punti di vista, si sa che la misura del tempo è relativa, arrivai a casa. Salì le scale fino all’appartamento controvoglia e quando vi entrai casa era deserta. Meglio così, meno spiegazioni davo..meglio era. Lasciai la borsa appoggiata al divano, in modo che Rose potesse notare che ero a casa e portai con me solo il cellulare. Appena entrata nella mia camera, richiusi la porta alle mie spalle, stendendomi nel letto, tra i cuscini..ebbi la forza di spedire un solo messaggio.

“Sono a casa..il ritorno tutto ok. E tu..tu sei stato speciale..B.”

Chiusi gli occhi, per riposare un attimo..

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