Capitolo 7: First Experiences
17 Aprile 2011 Ore 3:15
Pov Bella.
Non ci credo che in questo momento io sia in macchina con
Edward, e che insieme stiamo andando a casa sua. Non credo al fatto che mi sono
innamorata di un ragazzo e l’ho capito dopo il quarto giorno che ci siamo
visti. Non so neppure quando compie gli anni o come si chiama sua madre..So
pochissimo di lui..eppure i suoi occhi mi calmano, mi sorridono, mi fanno
sciogliere. I suoi occhi verdi sono lo specchio della sua anima..dolci, romantici,
gioiosi..e quando mi tiene per mano, o mi accarezza solamente sento le farfalle
dentro lo stomaco che volano libere e in velocità. E quando mi bacia..tutto il
mondo sparisce, resta solo lui, le sue labbra..la sua lingua. Niente ha più
significato, importanza..quando sono con lui. E’ tutto così irreale. E ora che
lo osservo, concentrato mentre sfreccia per le vie della città..mi sento felice
e mi chiedo come abbia fatto a scegliere proprio me.
-Che giorno sei nato? – infondo..prima o poi avrei dovuto fargli
domande di quel genere..no?!
-Il venti giugno.. – sorrideva.
-Di che anno?
-1985..come..come mai mi fai queste domande? – l’avevo
confuso. Era ovvio.
-Quindi..quindi hai ventisette anni?! – se la matematica non
era un’opinione..
-Quasi..Ma non capisco..
-Niente..volevo conoscerti un po’..sapere almeno quando
compi gli anni. Manca ancora tanto per casa tua? – mi girai a guardare la
strada.
-No..qualche minuto e ci siamo..Come te l’aspetti il mio
appartamento?
-Non so..non ti conosco abbastanza per poterlo
immaginare..credo comunque che ci saranno un sacco di finestre e molta luce, e
poi..immagino un piano forte, da qualche parte..ma per il resto..non so cosa
aspettarmi.. – sorrisi. – Perché non mi chiedi che giorno compio gli anni? – mi
voltai a guardarlo e lui si era stampato un sorriso sghembo sul viso.
-Oh..perché io lo so già principessa..sei nata il 13
settembre del 1989..- rimasi sbigottita. Come faceva a saperlo? Mi aveva rubato
la carta d’identità?! La mia faccia doveva essere esilarante perché era
scoppiato a ridere. –Oh principessa…Sono venuto ogni giorno al bar per due
anni…Ho semplicemente ascoltato quello che si diceva..e visto i festeggiamenti!
Siamo arrivati.. – Aveva parcheggiato di lato a un alto palazzo di quindici
piani dalla struttura moderna. Fece il giro dell’auto e mi aprì lo sportello,
prendendomi per mano. Entrammo nel palazzo e si avvicinò all’ascensore.
–Solitamente faccio le scale, almeno mi mantengo in forma..ma stasera è tardi e
poi non mi va di farti fare undici piani di scale! – mi sorrise. Undicesimo
piano?! Fico! Ero imbarazzata..e sentivo le guance arrossarsi quando arrivammo
di fronte a una porta, sul pianerottolo. Scelse la chiave giusta e aprì la
porta, accendendo la luce velocemente. –Principessa…benvenuta nel mio regno! –
sorrise ed io avanzai verso l’interno. C’erano finestre ovunque, e anche se non
era molto grande come appartamento, la cucina e il salotto formavano un’ampia
stanza, dove in secondo piano si poteva notare il bellissimo pianoforte. Chissà
se l’avrei sentito suonare per me.. Dietro al divano, in pelle nera, c’era una
doppia porta scorrevole da cui si intravedeva il letto di Edward..quella doveva
essere la sua camera. Vicino una porta scorrevole più piccola. –Non è molto
grande..ma vivo solo e non mi serviva chissà che spazio..ho comunque una camera
per gli ospiti, che utilizza Alice quando viene a trovarmi..ci tengo affinché
mia sorella non entri in camera mia! – sorrise.
-Come mai?
-Beh..ecco..diciamo che ho i miei segreti, il mio ordine, il
mio spazio…Alice è uno tzunami e quando arriva in casa compie modifiche che mi
fanno drizzare i capelli! Almeno camera mia..è off-limit per lei! – sorrisi. Mi
guardavo in giro..la cucina in lucido bianco era bellissima, moderna e adatta
per un single. –Vuoi qualcosa da bere? – scossi la testa e sorrisi.
-E’ qui che cucini quindi? Beh..hai davvero gusto Edward..mi
piace come è arredata la casa..
-Beh..la parte che preferisco è la mia camera..ovviamente..
Ma la vedrai presto! – mi intrappolò tra le sue braccia e prese a baciarmi,
mantenendo comunque un certo distacco..forse non voleva mettermi pressione.
-Comunque sulla luce e il piano ci ho azzeccato! Ho un
premio per questo? – lui scoppiò a ridere e appoggiò la testa sulla mia spalla.
-Cosa devo fare con te, principessa? Mi fai impazzire.. – Oh
beh..potrei suggerirgli io che fare con me! Diavolo mi stavo eccitando! Poi mi
fermai di colpo…Con cosa diavolo avrei dormito stanotte? Non avevo pensato di
passare da casa a prendere qualcosa..non avevo neppure lo spazzolino da denti.
Sono una frana!
-Ehm..Edward? – mi teneva ancora tra le sue braccia,
semplicemente. Non mi baciava, mi accarezzava solo i fianchi, dolcemente. Al
suo mugolio continuai. –Non ho nulla per dormire.. – lui sorrise sulla mia
spalla.
-Perché pensavi di dormire vestita? – mi irrigidì! –Dai
principessa..scherzavo! Te l’ho detto che non desidero altro che stringerti a
me..Nella camera degli ospiti ho qualche vestito di Alice, dovrebbe andarti
bene..
-Speriamo! – soffiai. Mi prese la mano e mi condusse nella
camera degli ospiti, anche quella ben arredata. Aprì uno dei cassetti del comò
e mi fece scegliere cosa indossare..Canotta e short? O maglia lunga senza
nulla? No..canotta e short.
-Ti preferisco nuda..ma anche così va bene! – scosse la
testa sorridendo e poi mi accompagnò in camera sua. Capisco cosa voleva dire
con il “suo ordine”. Una parete era costellata di cd e libri, ordinati per
nome. Sembrava fosse un piccolo negozietto. E poi c’era una porta finestra che
si apriva in un delizioso balconcino.
-E’ fantastico… - sussurrai solamente.
-Ti piace veramente? – perché dubitava della mia sincerità?
Non è che dicevo qualcosa che non pensavo. Bastò una mia occhiataccia per farlo
rinsavire. –Ok d’accordo.. Senti..usa pure questo bagno, io occuperò quello degli
ospiti, che è più piccolo! Se hai bisogno di qualcosa..spulcia pure negli
armadietti! – prese il pigiama dal comò e mi lasciò in camera da sola. Mi
affrettai ad andare a prepararmi..non perché avessi sonno, no quello era
completamente passato dal momento in cui Edward mi aveva fatta salire nel suo
appartamento..Avevo fretta di uscire da quel bagno e trovarmi con Edward.
Cercai un asciugamani e sperai che in uno di quei cassetti ci fosse uno
spazzolino nuovo..per fortuna lo trovai. Mi lavai il viso due volte, per
togliere ogni traccia del trucco e poi mi feci una doccia veloce, lasciando i
capelli raccolti sulla nuca. Lavai i denti e uscii dal bagno. Edward era steso
sul letto, con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe incrociate.
Indossava una t-shirt bianca e un pantaloncino grigio..era bellissimo.
-Spero non ti dispiaccia, ma ho fatto proprio come mi hai
detto tu..ho fatto una doccia veloce e ho trovato anche uno spazzolino nuovo..
– mi sentivo imbarazzatissima. Che stupida che ero..dovevo uscirmene con quelle
cose assolutamente? Non potevo semplicemente dire…”Ho finito..che ne dici di
guardare un film, non ho sonno?”
-Non ti preoccupare..vieni a stenderti?! – volevo dirgli di
no, che non avevo sonno..che saremmo potuti stare in salotto a guardare un film
o giocare a carte..ma che stare nel letto così mi lasciava imbarazzata, perché
non sapevo cosa fare.. Mi avvicinai alla parte del letto che aveva lasciato
libera e mi stesi, a guardare il soffitto. –Ehi..principessa, che succede?
-E’..è imbarazzante, stare qui.. – mi coprì gli occhi con un
braccio. Lo sentii muoversi e d’un tratto mi prese tra le sue braccia.
-Vuoi che ti riaccompagno a casa? Si insomma io..non voglio
obbligarti ed è strano ma..se vuoi ecco, ti porto a casa.. – scossi la testa.
-Non mi obblighi Edward..ho scelto io di venire qui..e
desidero solo che tu mi stringa forte stanotte.. – beh era quello che volevo.
Infondo avevo capito che senza di lui nulla era più lo stesso.
-Allora mettiamoci a dormire.. – spense la luce del comodino
e mi abbracciò stretta, in modo che la mia testa era appoggiata alla sua
spalla. I miei pensieri vagavano senza trovare un punto di inizio ed una
fine..è frustrante. Forse pensava che io volessi dormire, che ero stanca e che
probabilmente avrei dovuto riposare..e forse aveva anche ragione. Ma non
parlava..sentivo il suo cuore battere e il respiro normale sul mio collo.
Mi venne naturale cominciare a baciargli il collo, cosa che
lo fece rabbrividire e gemere di piacere. Eravamo così attaccati che percepivo la
sua erezione premere contro le mia coscia. Gli accarezzavo la nuca con le
unghie e lui respirava a fatica sul mio collo. Poi prese ad accarezzarmi i
fianchi, da sotto la canottiera, arrivando fino al seno. Di nuovo quelle
emozioni del pomeriggio, quando le sue mani avevano accarezzato e palpato con
cura il mio seno.
Non mi resi neppure conto, in un attimo eravamo nudi,
ansimanti, le labbra si staccavano di rado, giusto per prendere il fiato che ci
serviva per un altro sconvolgente bacio. Le nostre mani vagavano, inesperte ma
certe di dare piacere all’altro. Non pensavo realmente a ciò che stavo facendo,
mi lasciavo portare dagli eventi, lasciavo che l’avventura mi prendesse e mi
portasse via..E non mi sembrava per niente sbagliato, quello che stavamo facendo,
anzi..era tutto così maledettamente perfetto. La passione con cui mi toccava,
con cui mi baciava, mi faceva perdere la cognizione dello spazio..non mi
ricordavo neppure dove eravamo, cosa c’era attorno a me. Le emozioni erano
talmente forti che gli occhi erano chiusi e mi facevo guidare dalla sua lingua
che accarezzava ogni centimetro della mia pelle, arrivando fino al mio centro
del desiderio. Per non urlare dal piacere, strinsi gli occhi fortemente e mi
morsi il labbro, fin quasi a tagliarlo con i denti. Le mie dita si confondevano
nella sua chioma bronzea e il bacino si muoveva incontrollato. Lo chiamai
delicatamente, cercando di farlo arrivare al mio volto per dirgli ciò di cui
avevo bisogno, perdendomi tra le sue labbra.
-Bella.. – la sua voce roca, eccitata come la mia, mi
facevano sperare, desiderare altro, di più.
-Voglio fare l’amore con te.. – era una richiesta semplice,
con la consapevolezza che da lì in poi le cose sarebbero cambiate. Se già non
riuscivo a stare senza di lui, un suo messaggio, un suo gesto, solo dopo
quattro giorni, ora..sarebbe stato impensabile.
-Sei..sei sicura? – di nuovo quell’incertezza..eppure..si
muoveva sapientemente sul mio corpo. Girai le posizioni, in modo che fosse lui
disteso sul letto, tra i cuscini, completamente in balia del mio tocco.
-Vediamo cosa ne pensi tu.. – iniziai la discesa verso la
sua intimità, per accarezzarla come avevo già fatto, per fargli provare
piacere, come avevo già fatto e per aumentare il piacere usando la bocca..Era
tutta un’esperienza nuova per me, e avevo il timore di non esserne capace, di
non sapere come si faceva. Ma appena cominciai ad accarezzare la sua lunghezza
con la lingua, una sua mano si posizionò alla base del collo, accarezzandomi e
indirizzandomi nei movimenti, finché non lo presi in bocca completamente e
sentii un suo gemito soffocato da un cuscino. Mi chiedevo se per lui fosse la
prima volta in tutto, se i preliminari li aveva comunque fatti con altre
ragazze oppure se era tutto nuovo..La sua mano sulla nuca continuava a darmi il
ritmo che gli piaceva, che lo faceva contorcere dal piacere sotto di me. Mi
staccai, risalendo dolcemente e lentamente fino ad arrivare a baciargli le
labbra.
-Fai l’amore con me Edward.. – non era una domanda, non era
neppure una richiesta..era l’ovvietà della situazione. Entrambi eravamo lì, al
limite..entrambi lo volevamo. Non rispose, solamente mi fece girare, invertendo
nuovamente le posizioni, per poi prendere un preservativo da dentro il
cassetto. Non ci mise molto a raggiungermi, sistemandosi tra le mie gambe ed
accarezzandomi i fianchi. Mi aggrappai alle sue spalle, incitandolo ad entrare
in me. Entrò piano, delicatamente..forse pensando di farmi male..ma la verità è
che ero talmente eccitata che non credevo di poter sentire dolore. Arrivato
alla barriera naturale del mio corpo si fermò un attimo, impacciato. Sorrisi e
poggiandogli le mani sui fianchi lo incitai ad andare più a fondo. Tornò
indietro un po’ con il bacino, iniziando nel frattempo a lasciare una scia di
baci umidi che dal collo arrivavano alle labbra, quando poi entrò
completamente, con una spinta poderosa. Un gemito di dolore mi sfuggì dalle
labbra. Si fermò un attimo per farmi abituare a lui, e probabilmente per
abituare se stesso.
-Tutto bene?- la sua voce un lieve sussurro roco. Gli baciai
il collo, con una serie di baci umidi.
-Si..tutto bene..- gli serviva questo per iniziare a
muoversi lentamente, spingendo avanti e indietro, dentro di me. Quando ogni più
piccola traccia del dolore era sparita iniziai a sentire il piacere nascere e
scoppiare di colpo. Le mie mani vagavano sulla sua schiena ampia e definita,
mentre lui aveva i gomiti appoggiati attorno al mio viso e si reggeva. Sentivo
i suoi gemiti nell’orecchio, quei rumori che mi facevano eccitare ancora di
più..la sua voce soave che chiamava il mio nome, debolmente eppure così
chiaramente. Il piacere si intensificò come lui iniziò ad aumentare il ritmo
delle sue spinte, avevo alzato le gambe e attorcigliate a lui, i nostri bacini
erano vicinissimi ed ora aveva accesso a me, completamente, profondamente. La
testa cominciava a scollegarsi dal resto di me, il mio corpo era pervaso da
brividi ed era come se vibrasse ad ogni spinta sempre di più, finché non sentii
un calore esplodere nel mio centro e propagarsi per tutto il corpo. Poco dopo
anche Edward si accasciò su di me. Gli occhi chiusi e il respiro affannoso, i
corpi completamente sudati, ma così liberamente uniti e inseparabili. Non
sentivo il suo peso su di me, ero completamente appagata. Lui però non la
pensava così ed uscì da me, liberandosi del preservativo, nel cestino affianco
al comodino e trascinandomi su di lui, coprendoci con il lenzuolo. Non avevamo
detto nulla, non una sola parola. Non so cosa mi aspettavo, probabilmente
entrambi non eravamo persone che dicevano le classiche frasi di circostanza
“Com’è stato?” “Ti è piaciuto?” “Ti ho fatto male?” “E’ stato bellissimo..”
No..eravamo più due individui dal silenzio imbarazzante e
dal cercare infinitamente un qualcosa da dire, per non rovinare quel momento.
Ed io, personalmente respiravo e chiudevo gli occhi di tanto in tanto, per
poter pensare in tutta libertà a cosa dire. Mi sembrava così orribile
chiedergli come ero stata, se si era pentito..Io ora non capivo niente, stavo
ancora cavalcando le emozioni, cercando di non farmi assalire dal panico.
Poi..poi la mia voce partì da sola..
-Tu..tu pensi davvero quello che hai detto nel messaggio,
Edward? – mi sentivo in dovere di chiederlo, dentro di me, ma non pensavo di
avere il coraggio di esternarlo. Magari lo aveva detto solo per portarmi qui,
solo per farmi cedere alla sua richiesta e finire così…ma che diavolo pensavo?!
Che mente contorta!
-Si.. – l’avevo sentito mente s’irrigidiva e poi diventava
meno teso sotto di me, la mia mano appoggiata sul suo petto mi indicava ciò che
provava..era agitato. E quel si, detto così semplicemente, mi faceva
rabbrividire. –Ma insomma..so che tu non puoi provare le stesse cose..
-Perché? – mi sentivo un po’ oltraggiata..infondo..avevamo
appena fatto l’amore, se era giusto chiamarlo così..
-Perché oggi è il quarto giorno che ci vediamo e..Si
insomma..io ti sto un po’ obbligando a frequentarmi.. – pensava davvero quello
che stava dicendo? Proprio adesso?
-Edward..che stai dicendo scusa?! No seriamente..mi sembra
di essere stata io ad accettare di uscire insieme e mi sembra di aver detto di
si anche per questa sera..per cui, nessuno mi sta costringendo a stare con te..
– presi un respiro profondo. Lui aveva detto che era innamorato di me, mi aveva
scritto nel messaggio che mi amava..Io cosa potevo dirgli con certezza? Black
mi diceva che mi stavo innamorando..ma..era così? Il nostro dialogo non l’avevo
certo immaginato così.. –Tu mi piaci Edward e..non vedo l’ora di ricevere un
tuo messaggio per star bene, quando sono con te mi sembra di volare a qualche
metro da terra, e sono tutte sensazioni nuove..mi sento felice..davvero felice!
-Davvero? – era solo un sussurro e mi chiedevo come faceva a
sembrare così sicuro di se in giro quando con me era così insicuro e incerto.
-Penso che potrei innamorarmi di te.. – non era una
certezza, ma non era neppure una bugia..già sentivo qualcosa all’altezza dello
stomaco quando mi baciava o mi guardava o semplicemente mi teneva tra le sue
braccia e questo..glielo dovevo. Per come si è aperto a me...
-Bella.. – si era irrigidito e il suo cuore batteva forte,
la sua voce un lieve suono nella stanza. Dubitavo anche solo di averlo
sentito..Ero così audace con lui eppure all’infuori di noi due ero così
insicura e piena di paure..Chissà..magari l’amore ci ha giocato un brutto
scherzo e tra di noi siamo esattamente l’opposto di quello che mostriamo agli
altri.
-Shhh..ora dormiamo, sono stanca.. – Non era per niente
vero. Ma ora non sapevo proprio cosa dire. Forse gli avevo detto troppo, forse
mi ero lasciata andare a una confidenza che non era il caso di
rivelargli..infondo..aveva ragione lui. Era troppo presto..Lui mi aveva seguita
per due anni, mi aveva detto questa sera che mi ama..ma forse conoscendomi, fra
qualche mese, o giorno persino..non la penserà così. Chiusi gli occhi e
aspettai, cercando di regolarizzare il mio respiro, cercando di addormentarmi,
racchiusa nelle sue braccia allo stesso tempo morbide e definite. Non ci
riuscii..non riuscii ad addormentarmi. Era la prima volta che facevo l’amore
con un ragazzo, per me era così sbagliato, ma allo stesso tempo così
maledettamente giusto. Ero una contraddizione vivente..Emmett e Jacob mi
avevano detto di buttarmi, di vivere questa esperienza come arrivava, ma volevo
davvero una cosa del genere? Infondo..se non fosse andata a buon fine avrei
avuto dei bellissimi ricordi ma brevi istanti, che non mi avrebbero portata a
niente..Lui che mi aveva promesso che non sarebbe successo nulla stanotte, che
mi avrebbe tenuto semplicemente tra le sue braccia..ed ora invece stavo qui,
con la testa piena di dubbi appoggiata sulla sua spalla, a respirare il suo
meraviglioso profumo. Non avevo il coraggio neppure di guardare l’orologio sul
comodino, avevo il timore di svegliarlo e di dover parlare ancora..non sapevo
che dirgli. E allora pensavo..pensavo alla mia vita..a ciò che mi ha fatto
decidere di essere qui stanotte, tra le braccia di un quasi sconosciuto dopo
aver fatto l’amore per la prima volta..
17 Aprile 2011 Ore 9:15
Quando i primi raggi del sole illuminarono il letto e Edward
incominciò a muoversi entrai nel panico. Era già mattina ed io non avevo
dormito neppure un’ora..avrò le valigie sotto gli occhi, non le borse. Non
avevo fatto altro che pensare ad ogni singolo istante di quel momento,
chiedendomi se avevo fatto bene oppure no.
-Buongiorno principessa.. – ecco. Ecco il momento peggiore
di tutti.. sorrisi e mi staccai un po’ dal suo corpo.
-Buongiorno.. – sorridevo, e cercavo di non mostrarmi stanca
e distrutta.
-E’ bello svegliarsi e trovarti accanto..sai? – cielo
Edward..perché devi essere così dannatamente dolce e perfetto?
-E’ bello dormire accanto a te.. – sorrisi ancora. Ero stata
sveglia tutta la notte, è vero, ma averlo vicino non mi faceva sentire sola ed
ero felice, nonostante tutto. Nonostante ora fossi imbarazzata.
-Cosa ne dici se ci alziamo e ti preparo la colazione
principessa?
Probabilmente avrei dovuto dire “No grazie, credo sia ora
per me di tornare a casa..Rosalie sarà preoccupata”, scappare il più lontano possibile
e scordarmi il suo meraviglioso volto. E invece dissi..
-Penso che sia un’ottima idea.. – sorrisi.
Ci vestimmo velocemente, in silenzio e poi lo seguii in
cucina e mi sedetti su uno degli sgabelli attorno all’isolotto.
-Allora..uhm..vediamo..Penso di avere della cioccolata da
fare..e..mi spiace, non ho i muffin..però ho dei biscotti con il cuore di
cioccolata davvero strepitosi.. – lo guardavo mentre apriva gli stipetti per
tirare giù tutto quello che diceva. Volevo sotterrarmi. Perché i dubbi mi assalivano
ora? Perché?
-Edward..qualsiasi cosa va bene, davvero..non ti
preoccupare.. – appoggiò tutte le cose sulla cucina e poi fece il giro fino ad
arrivare da me.
-Ehi principessa..qualcosa non va? – lo sapevo che se ne
sarebbe accorto prima o poi..ero così trasparente ai suoi occhi..certe volte
sembrava che avesse il potere di leggermi la mente. Scossi la testa, magari
sarei riuscita a ingannarlo. Mi accarezzava con una mano la guancia e si
avvicinava per darmi un bacio –Non ti ho neppure salutata come si deve
stamattina.. – e come ogni volta i suoi baci avevano il potere di farmi
scordare persino il mio nome.
-Già..non l’avevi ancora fatto! – sorrisi un po’ più serena
una volta che si staccò da me. Fece il caffè per lui e poi mise la cioccolata
nel pentolino, aggiungendo il latte. Aveva i capelli completamente fuori posto,
ma era estremamente sexy vederlo lì, tra i fornelli, a prepararmi la colazione.
Aveva messo in un piattino dei biscotti e li aveva avvicinati a me. Non
resistetti e ne presi uno..li conoscevo, Rosalie li prendeva di tanto in tanto,
al supermercato..ma non ne abusavo mai perché se no li avrei finiti in una
mattina. Dopo qualche secondo davanti al mio naso comparve una tazza fumante di
cioccolata e vicino a me si venne a sedere Edward.
-Allora, sono o non sono buoni questi biscotti? – alzò il
sopracciglio e io risi.
-Eccezionali! – scossi la testa –Ma li conoscevo già…Rosalie
ha provato a prenderli qualche volta..non arrivavano mai a pomeriggio! – lui
scoppiò a ridere. –Ehm..senti posso avere un po’ di caffè nella cioccolata? –
Mi sentivo a disagio. Non mi piaceva arrivare a casa d’altri e mettermi a
frugare nei cassetti o negli armadietti..l’avevo fatto per il bagno ieri sera,
e avrei desiderato non doverlo fare.
-Tutto quello che vuoi principessa.. –mi passò la caraffa e
ne versai più del solito, sperando che almeno il caffè avesse il potere di non
farmi cadere addormentata. –Allora Bella, come hai dormito stanotte? – un
sorrisetto stampato in volto e la domanda peggiore che potesse farmi.
-Bene..Sei molto comodo! – lui si mise a ridere. In realtà
mi sentivo così sbagliata, guardavo il suo volto e mi sentivo..strana, come se
quello non fosse il mio posto.
-Spero di non averti dormito sopra..
-In realtà..c’è stato un momento in cui ti sei mezzo
sdraiato sopra di me, come se fossi un materasso, ma dopo un po’ ti sei girato,
forse perché non sono molto comoda..- io risi mentre lui mi guardava
stranamente.
-Lo sapevo..non hai dormito vero? – Come diavolo aveva fatto
a capirlo? Intendo..oltre alla mia frase. Abbassai lo sguardo sulla mia
cioccolata calda..
-In realtà..no..- mi vergognavo e scommettevo sul fatto che
il mio volto a quest’ora aveva la tonalità bordoux. Quello che seguì fu un
silenzio imbarazzante. Non sapevo cosa dire e con la coda dell’occhio vedevo
Edward che era rigido sullo sgabello, mentre finiva il suo caffè. Cosa dovevo
dirgli? “Edward sai..è stato meraviglioso fare l’amore con te stanotte,
l’esperienza migliore della mia vita in assoluto e la custodirò gelosamente nel
mio cuore..Ma credo che ora, questo imbarazzo, ci faccia capire che c’è
qualcosa di dannatamente sbagliato..” No..non potevo. Anche
perché..sinceramente..non era la verità. Forse in parte..ma io sapevo che per
me non era sbagliato, che ciò che avevamo condiviso stanotte era, per me,
importante e a cui davo un valore particolare. Ora avevo il timore che
cambiasse atteggiamento, che non sarebbe stato più l’Edward che ho conosciuto
in questi giorni, di cui mi sto segretamente innamorando.
Si..non stavo bene! Ero una contraddizione..Dovevo mettere
ordine nei miei pensieri! Finì la mia cioccolata e stetti a guardare un po’ la
tazza tra le mie mani. Non volevo perderlo..non volevo che scappasse da me. Io
avevo bisogno di lui, non sarebbe stato più lo stesso senza e il fatto che lui
non abbia detto nulla stanotte, magari non è per forza un cattivo presagio.
Infondo..stamattina si è comportato normalmente, anche troppo..come..come se
non fosse successo nulla. Possibile? No..Non era possibile. Mi stampai un bel
sorriso sul volto e mi girai a guardarlo, fiduciosa in quello che avevamo
condiviso.
-Allora oggi cosa mi cucinerai di buono? – lo vidi serrare
la mandibola e alzarsi velocemente, andando a poggiare la tazza sporca nel
lavabo.
-In realtà, ieri sera mi sono scordato di dirti che oggi ho
un pranzo da mia madre, a cui non posso assolutamente mancare..Facciamo
un’altra volta per il nostro pranzo..okey?
Okey un corno! Ma che era successo adesso? Il suo tono
freddo e distaccato mi faceva rabbrividire..E poi, perché non mi aveva detto
subito di questo impegno?! Che fosse tutta una tattica per portarmi a letto?
Gli occhi mi si velarono di lacrime, ma ingoiai il nodo che avevo all’altezza
della gola e le lacrime si arrestarono, prima di scendere copiose sul volto.
-Va bene..Stasera però vieni al locale? – era ovvio che il
mio tono fosse dispiaciuto, mi aveva appena liquidata per il nostro pranzo.
-Si si, ci sarò.. – niente, “principessa” oppure un dolce “
Non mancherei per niente al mondo..” no..un semplice “si ci sarò”..Decisamente
qualcosa non andava. Ma non volevo obbligarlo a dirmi ciò che gli occupava la
mente. Scesi dallo sgabello, la mia tazza era già stata messa nel lavandino, da
parte di Edward, e mi avviai in camera, per raccogliere le mie cose e cambiarmi
nel bagno.
Non feci la doccia, anche se mi sentivo
sporca..probabilmente non solo per il sudore della notte appena
trascorsa..Indossai velocemente i vestiti della sera precedente, lavai il viso
rapidamente e in un attimo fui fuori dal bagno. Edward aveva indossato un pantalone
della tuta grigio chiaro e una t-shirt bianca, a giro collo. Era ancora più
bello del solito in queste vesti. Era in cucina che sciacquava le cose della
colazione. Mi avvicinai lentamente e mi schiarii la voce.
-Ehm..Credo sia il momento di andare per me, resterei
volentieri a farti compagnia un altro po’, ma ho delle cose da fare a casa e
dato che a pranzo sei da tua madre, ne approfitto per studiare un po’.. – mi ci
era voluto tutto il mio autocontrollo per parlare, una forza di volontà pazzesca.
-Ti dispiace se non ti accompagno? Devo sistemare un po’ la
casa e preparare il programma per la prossima settimana..- Beh in realtà non mi
aspettavo proprio che mi accompagnasse, dato come si era comportato. La sua
voce continuava ad essere distante.
-Figurati..prenderò la metrò..ferma proprio vicino a casa
mia! – sorrisi, cercando di mantenere la mia voce normale e non ballerina come
stava diventando. –Ci vediamo stasera Edward.. – mi avvicinai e cercai di
abbracciarlo, ma era un palo di legno. Era come abbracciare una figura
inanimata. Gli lasciai un bacio debole sulla guancia, il massimo a cui potevo
arrivare e poi volai, letteralmente, fuori dalla porta. Ero certa..quella era
l’ultima volta che l’avrei rivisto. Se prima pensavo che fosse solo una mia impressione,
ora avevo la certezza assoluta. Trovai la fermata della metro poco distante da
lì e mi ci fiondai, salendo sulla mia linea. In pochissimo tempo, o
molto..dipende dai punti di vista, si sa che la misura del tempo è relativa,
arrivai a casa. Salì le scale fino all’appartamento controvoglia e quando vi
entrai casa era deserta. Meglio così, meno spiegazioni davo..meglio era.
Lasciai la borsa appoggiata al divano, in modo che Rose potesse notare che ero
a casa e portai con me solo il cellulare. Appena entrata nella mia camera,
richiusi la porta alle mie spalle, stendendomi nel letto, tra i cuscini..ebbi
la forza di spedire un solo messaggio.
“Sono a casa..il
ritorno tutto ok. E tu..tu sei stato speciale..B.”
Chiusi gli occhi, per riposare un attimo..
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