Capitolo 20: Festivity
14 Ottobre 2011 Ore 12:30
Pov Bella.
L’università aveva organizzato un piccolo rinfresco in una
sala più piccola dove ora ci trovavamo. Rosalie era stata la prima ad
abbracciarmi e farmi le congratulazione ed io la ringraziai e le dissi che le
volevo bene. Lo sapeva già..sapeva che senza di lei non sarei stata qui oggi.
Era lei la mia persona..lei quella che dovevo ringraziare, lei che aveva fatto
i sacrifici insieme a me.
Subito dopo mia sorella Emmett mi prese di peso e mi fece
girare attorno, contentissimo. Mi aveva messo a terra solo perché c’era Alice
che reclamava un mio abbraccio. Stavo odiando tutto quello perché le altre
persone mi guardavano. Perché ora ero famosa dopo aver fatto quel discorso! Subito
dopo Alice e Jasper fu il turno di mia madre.
-Bella..sono così fiera di te! – che faccia di bronzo! Mi veniva
la rabbia solo a starle vicino..io non odiavo mia madre..odiavo il suo
comportamento. Non aveva ancora chiesto scusa da quando sono scappata da
casa..e questa era la prima volta che ci vedevamo. Non era mai venuta a
trovarmi..ed io non ero mai andata da lei. Non ne avevo la necessità..ed
evidentemente neppure lei, perché non sembrava per niente affranta da quella
situazione. Era felice a Phoenix..ed io ero felice a New York. –Hai fatto un
discorso davvero bello e toccante..io e Phil ci siamo emozionati parecchio! –
sorrisi a Phil, dietro di lei che mi disse solo “Congratulazioni Bella!“
-Grazie Reneè..Io sono felice che voi siate qui oggi! –
si..per dimostrarti quanto sono felice, anche se non sono andata ad Harvard! Mi
staccai dall’abbraccio per presentare a mia madre Alice e Jasper. –Loro sono
due cari amici, Alice e Jasper! – si strinsero la mano. Li presentai mentre
anche Jake e Veronica mi facevano le congratulazioni.
-E’ un piacere per me conoscervi! – sorrise –Siete compagne
di corso? – Alice scosse la testa. Per fortuna avevamo già parlato prima di
farle conoscere mia madre, io e Rosalie non volevamo che certi dettagli si
sapessero.
-Oh no! Io mi sono già laureata qualche anno fa.. – lei
sorrise e in quel momento intravidi Esme e Carlisle accompagnati da Edward e il
mio sguardo si illuminò! –Oh eccoli! – mi disse Alice rivolgendosi a me. –Erano
impazienti di vederti..non hai idea, mia madre è tutta stamattina che dice “Oh
la mia Bella, la mia Bella si laurea!” – e si mise a ridere, facendo ridere
anche me. Dietro di me Emmett con Rosalie, sorridenti. Reneè completamente
stordita.
-Oh tesoro! Congratulazioni!! Non vedevo l’ora di
abbracciarti… - Esme mi stava stritolando, era peggio dell’abbraccio di
Rosalie. Carlisle ed Edward stavano dietro di lei ridendo sotto i baffi.
Chiedevo aiuto silenziosamente. –Sei stata spettacolare! Il discorso è stato
divino..adesso capisco perché non hai voluto leggercelo..Ci volevi sorpresi! –
continuava a stringermi e a sorridere. –Sei stata una grande!
-Grazie Esme, grazie! Non immagini quanto significa per
me..Ti voglio bene! – sorrisi e la strinsi forte io questa volta.
-Ehi amore, lasciala spupazzare un po’ anche a noi! –
sorrisi alla voce dolce di Carlisle che spostava sua moglie e prendeva il suo
posto, nell’abbraccio. –Sono fiero di te Bella! Brava! – erano le parole più
belle, oltre quelle di sua moglie, che avevo ricevuto quel giorno. Una lacrima
stava scendendo.
-Carlisle..sei..grazie. Non so cosa dire..grazie. Grazie
mille. E’ davvero la cosa più bella che potessi dirmi..- sorrisi. Ormai erano
la mia famiglia! Carlisle si spostò ed Edward aveva le braccia incrociate e un
piccolo broncio. Tutti scoppiarono a ridere.
-Dovevo essere il primo..e mi ritrovo ultimo! – alla sua
frase scoppiai a ridere e lo raggiunsi, abbracciandolo stretto, ovviamente
scherzava e rise subito sul mio collo. –Bravissima principessa! Hai fatto un
discorso stupendo..toccante e grandioso! E…con questo vestito sei bellissima! –
l’ultima frase la sussurrò soltanto, in modo che la potessi sentire solo io!
-Grazie Edward! – sorrisi. Poi mi spostai un po’ per
presentare le nuove persone a mia madre.
-Mamma, Phil..loro sono Carlisle ed Esme..i genitori di
Alice e di Edward..lui, lui è Edward il mio ragazzo.. – ero imbarazzata. Non mi
piaceva stare al centro dell’attenzione. Porca paletta! Mia madre aveva la
bocca aperta dalla sorpresa mentre Phil sorrideva e stringeva la mano a tutti.
Avevo volutamente sorvolato sul fatto del fidanzamento, io e Rose avevamo
parlato con loro, dicendogli come stavano le cose con Reneè e che volevamo
dirgli del matrimonio ma aspettando un po’.
-Piacere..sono Reneè.. – disse semplicemente alla fine,
stringendo la mano ai genitori di Edward e poi anche al diretto interessato.
-Allora..che ne dite se mangiamo qualcosa prima che finisca
tutto? – scoppiammo a ridere tutti perché Emmett non riusciva a trattenersi
neppure qualche ora. Lasciai che andassero al tavolo del buffet, ero ancora
talmente stordita che lo stomaco era chiuso. Dopo poco vidi affiorare di fronte
al mio sguardo due piatti pieni di tartine. Da una parte Jake e dall’altra
Edward.
-Sono tutte per me? – chiesi curiosa.
-No..ma io e Jake abbiamo avuto la stessa idea, farti
mangiare qualcosa! – sembrava un po’ arrabbiato.
-Io gli ho detto di restare tranquillamente a parlare con
tua madre, che al tuo stomaco ci pensavo io..ma ha insistito per venire a
portarti qualcosa! –risi di gusto.
-Ma è la mia fidanzata, è compito mio!
-E’ amica mia da più tempo! – ridevo mentre prendevo una
tartina dal piatto di Edward e uno da quello di Jake e le mangiai, una dopo
l’altra, mentre loro si guardavano in cagnesco.
-Bella..posso..posso parlarti? – mia madre. Sorrisi a Jake
ed Edward e gli feci segno con lo sguardo di andare pure. –Allora..Edward è il
tuo ragazzo?
-Veramente..siamo fidanzati.. – le mostrai l’anello. Non
avevo usato nessuna delicatezza, è vero. Ma non mi piaceva l’interrogatorio che
stava per intraprendere. E al diavolo l’attesa.
-Siete..siete cosa? – lo so, non era giusto. Dovevo
aspettare a dirglielo, non dovevo spiattellarglielo così in questo modo. Non
era stato corretto..però cavoli, non che si fosse comportata bene negli ultimi
anni.
-Mi ha chiesto due settimane fa di sposarlo..ed io ho
accettato.. – avevo lo sguardo alto, verso Edward che parlava con Rosalie e
sembrava felice e spensierato.
-Da quanto vi conoscete? – sembrava indagare.
-E’ importante?
-Si Bella..è importante. Per costruire un matrimonio ci
vogliono solide basi..
-Oh..come quelle che avevi tu con papà? Cinque anni di
fidanzamento in casa? Ho visto i risultati Reneè..e non mi sono piaciuti. Ho
avuto paura per tanti anni di cimentarmi in una relazione seria ed Edward è
arrivato così, di punto in bianco, mi ha conquistata in poche mosse e si è
fatto amare..
-E lui? Lui ti ama?
-Oh si..si che mi ama! – sorrisi mentre gli facevo
l’occhiolino, lui se ne stava lì a guardarmi dolcemente mentre parlava con
Rosalie.
-Da quanto tempo?
-Cinque mesi.. – mi voltai a guardarla, un po’ sprezzante.
Sapevo già cosa ne sarebbe uscito.
-Cinque mesi? Solo cinque mesi? E vi sposate già?!
-Senti Reneè..non voglio consigli, non voglio neppure i tuoi
giudizi..soprattutto perché in questi cinque anni avrai telefonato si e no una
volta ogni tre settimane e non ti sei mai fatta vedere, neppure quando è morto
papà! Ed ora arrivi qui e giudichi le mie scelte?! – avevo alzato la voce e
infatti Rosalie ed Emmett mi stavano guardando, rimproverandomi un po’ con lo
sguardo. Avevo sbagliato e abbassai lo sguardo da loro..non volevo sentirmi
debole in quel momento o Reneè ne avrebbe giovato.
-Dico solo che è troppo presto..
-Sai Reneè..i genitori di Edward sono due persone magnifiche
e stanno insieme da trent’anni..si sono sposati dopo solo tre mesi..tre mesi
mamma. Loro sono l’esempio di famiglia che voglio avere nella vita. Si
incontrano ogni fine settimana per pranzare tutti assieme e parlano a tavola,
discutono, condividono i loro pensieri..Non impongono scelte, non impongono il
silenzio..non preferiscono gli amici ricchi ai propri figli..Per cui..sarà
anche presto, ma ci amiamo e siamo felici così! – mi ero alzata e l’avevo
lasciata lì da sola, raggiungendo Rose che ovviamente aveva ascoltato tutto il
dibattito.
-Bella non prendertela, lo sai come è fatta..ma dalle il
tempo di conoscere Edward..vedrai che cambierà idea! – mi sorrise, appoggiando
la mano sulla spalla.
-Come ha fatto per Emmett? – alzai il sopracciglio e le
lanciai un’occhiataccia. Lei rise. Dopo tutti questi anni non aveva ancora
accettato l’orso, pensava che non fosse adatto per mia sorella..già..come se
lei ci conoscesse. Come se sapesse realmente qualcosa di noi. Pfu!
-Sai cosa ti dico? Siamo state bene tutti questi anni senza
di lei..non cambierà nulla d’ora in avanti..non cambierà nulla..io ci sarò per
te..e tu ci sarai per me. E’ sempre stato così! – mi abbracciò stretta e poi
sentii una mano sulla mia schiena. La riconobbi subito.
-Ehi principessa..problemi con tua madre? – Rose mi lasciò
nel suo abbraccio.
-Niente di importante! Come al solito non è felice delle mie
scelte.. – stringevo le sue dita tra le mie mentre la testa era appoggiata alla
sua spalla.
-Cioè?
-Le ho detto che ci sposeremo..e lei non è stata entusiasta
perché è troppo poco tempo.. – spiegai lentamente. –Ma so che hai sentito
tutto..per cui, dimmi pure ciò che pensi.. – in effetti il mio tono era stato
talmente alto che tutti i miei invitati avevano ascoltato la conversazione con
mia madre.
-Credo che tu sia stata grandiosa oggi..dall’inizio alla
fine, credo che tu stia benissimo con questo abito..il colore è il mio
preferito..e sei sexy..ed ho voglia di baciarti e fare l’amore con te..non vedo
l’ora di portarti a casa e venerarti come meriti! – sorrisi e scossi la testa.
Sapeva sempre cosa dire, sapeva come farmi tornare il buon umore!
-Ti amo Edward..ti amo così tanto! – mi strinse a se più
forte.
-Ti amo anch’io principessa!
14 Ottobre 2011 Ore 21:00
-Dai amore..muoviti! – diceva ridendo Edward dalla porta
d’ingresso.
Certo..la faceva facile lui, mica si doveva preparare come
una donna. Eravamo tornati a casa attorno alle due del pomeriggio e avevamo
passato l’intero pomeriggio in camera da letto, a fare l’amore. Finchè ad
Edward non era venuta la grandiosa idea di andare al bar di Emmett per mangiare
qualcosa, dato che non aveva voglia di cucinare. Avevo proposto il cinese, ma
non facevano le consegne a domicilio il week-end. Non avevo per niente voglia
di cambiarmi ed uscire..ma Edward aveva già tirato fuori un paio di jeans
attillati ed una camicia blu notte, con le converse bianche..mentre io avevo
fatto la doccia.
-Arrivo, un secondo che raccolgo i capelli! – non so perché
aveva tutta quella fretta. Probabilmente per lui era anche tardi arrivare al
pub per quell’ora..solitamente era abituato a cenare lì, per guardare me. Uscii
dalla camera da letto di corsa, prendendo la mia borsa e il cellulare e
raggiungendolo alla porta. Lo presi per mano e lo spinsi fuori
dall’appartamento. Chiuse dopo la nostra uscita e sorridendo scendemmo le
scale, mano nella mano. Era così bello vivere assieme.
-Hai fame? – sorrisi.
-Da matti! Oggi al buffet non ho mangiato molto perché ero
ancora agitata per il discorso e il mio stomaco era chiuso! – sorrisi mentre
salivo in macchina –Ed ora, con tutto il movimento che mi hai fatto fare oggi,
muoio di fame! – lui scoppiò a ridere. Era così bello, gli occhi si chiudevano
appena e gli brillavano. La bocca si apriva e mostrava i denti bianchissimi.
Quando entrammo al pub vidi Mike al bancone, stasera mi
avrebbe sostituito lui, perché mi ero presa il giorno libera..era stato proprio
Emmett a obbligarmi. Ma quando ci avvicinammo al tavolo tre dalla porta del
bagno e da dietro al bancone uscirono tutti gridando “Sorpresa” e mi misi a
ridere. Avevo pregato mia sorella ed Alice di non fare nessuna festa per la
laurea, che sarebbe bastato il pranzo che avevano organizzato i genitori di
Edward sabato, e invece me l’avevano fatta in barba. Maledette.
Per fortuna avevo le dita allacciate a quelle di Edward,
sorridente come non mai. Indossava una camicia bianca all’interno di un jeans
chiaro, con le solite scarpe da tennis. Un filo di barbetta come piaceva a me e
i capelli sbarazzini. Era da infarto e più lo guardavo più mi chiedevo cosa
avevo fatto per meritarmi tanta bellezza!
Quando dicevo che c’erano tutti intendevo proprio tutti.
Reneè e Phil, ma anche Esme e Carlisle. Ero così felice! E’ vero le feste non
mi piacevano..ma eravamo nel bar di Emmett, praticamente il mio
mondo..conoscevo ogni più piccola via di fuga e oltretutto c’erano altri
clienti, per cui non poteva essere così pericoloso. Si avvicinarono mentre noi
raggiungevamo il tavolo tre.
-Cavoli..mi avete fregata! – sorrisi ad Alice e Rose.
-Non sei arrabbiata vero? – scossi la testa felice, mentre
Edward si sedeva di fianco a me ed anche gli altri prendevano posto.
-Allora..spero che non ti arrabbierai neanche per tutto ciò
che abbiamo organizzato per questa sera..- sorrise complice anche mia sorella.
Maledette!
-Allora Esme..hai bisogno di una mano per il pranzo di
domani? – chiesi per cambiare discorso. Lei scosse la testa. –Ovviamente! Non
avevo alcun dubbio! Per quello credo arriverò prima..almeno non potrai rifiutarti
di farti aiutare! – sorrisi e lei e Carlisle risero con gli altri.
-Bello questo posto.. – disse semplicemente Reneè a un certo
punto, verso di me.
-Si..Emmett è stato bravo a gestirlo per tutti questi anni
da solo. Insomma..ci siamo noi che lavoriamo qui dentro..ma lui si occupa di
tutto il resto e serve anche ai tavoli. E’ davvero bravo.. – Emmett era al
bancone che aiutava Mike con le nostre ordinazioni, mentre Sam arrivava con i
primi stuzzichini.
-Ehi Bella..congratulazioni! – si avvicinò per abbracciarmi.
-Grazie Sam! Ehi..come stai messo in cucina? Ti serve aiuto?
– tutti scoppiarono a ridere attorno al tavolo!
-Non ce la fai proprio a stare seduta per una sera Bells? –
Jake, che caro amico. Gli feci la linguaccia e poi cominciai a chiacchierare
amorevolmente con tutti, mentre Edward giocherellava con le mie dita.
Avevamo bevuto e mangiato insieme, Alice aveva fatto un sacco
di brindisi in mio onore ma anche a Rose ed Emmett che si stavano per sposare
ed anche ad Emmett per la festa che l’aveva aiutata a preparare. Poi avevamo
brindato alla convivenza di Alice e Jasper, arrivata un po’ tardi rispetto a
tutti noi, ma sicuramente anche loro presto sarebbero arrivati alle nozze.
Ridendo e scherzando era passata un’ora e mezza ed Emmett aveva alzato il
volume della radio. Perfetto..immaginavo già cosa sarebbe successo. Jasper e
Jake, insieme ad Edward ed Emmett spostarono i tavoli in un angolo, mettendoli
bene in modo che le persone potessero sedersi e avevano ricavato una piccola
pista da ballo, solo per noi.
-Vieni Bella..facciamo quattro salti! – Alice mi aveva
letteralmente trascinata di peso a ballare, cosa che non mi piaceva molto, cosa
che in quel momento mi agitava..soprattutto perché tutti mi stavano guardando.
Poi Rose e Veronica si unirono a noi, con una bottiglia a testa di birra, non
ricordavo neppure quante ne avevo bevute, ma per fortuna anni ed anni di lavoro
al bar mi avevano insegnato a reggere l’alcool. Anche i ragazzi ci raggiunsero
e dopo qualche ballo anche Esme e Carlisle, che ballavano davvero bene.
Dopo altre quattro canzoni eravamo davvero stanchi e ci
eravamo seduti di nuovo al tavolino.
-Allora Bella..noi ecco, avremmo un pensiero per te.. –
guardai Reneè e Phil. Mi porsero una busta e all’interno c’era un assegno di
cinquemila dollari. Wow. Erano tanti soldi.
-Grazie Phil..grazie Reneè.. – ero ancora allibita. Mi
sporsi verso mia madre per abbracciarla.
-Beh si insomma non sapevamo cosa preferivi, per cui..così
li usi come meglio credi! – sorrisi a Phil e lo ringraziai ancora.
-Ehm..Ehm..anche noi avremmo un regalo..- guardai sbieca
Esme.
-Esme..il vostro regalo me l’avete già dato..non mi sembra
di meritarne ancora.. – Carlisle sorrise e scosse la testa.
-Oh..ma questo non è solo nostro..hanno collaborato tutti!
E’..una cosa utile, davvero tanto utile! E dato che tutti volevano farti un
regalo che avresti apprezzato e che ti sarebbe servito..beh abbiamo pensato a
questo.. – aveva usato sempre il suo tono dolce e poi mi aveva consegnato un
piccolo pacchettino imbustato con un bigliettino attaccato.
“Per il tuo viaggio, da qui in poi..un piccolo aiuto! “ seguivano tutte le firme, tranne quella di
Edward.
Aprii la scatolina e trovai le chiavi di un auto. Alzai lo
sguardo sbigottita.
-Mi avete regalato un’auto?! – Subito un flash mi accecò.
-Non ho la videocamera ma dovevo immortalarti! – Emmett rise
di gusto, seguito da Jake e Jasper, mentre il mio ragazzo si nascondeva
guardando da un’altra parte. Che ingrato!
-Siete pazzi forse? E’ davvero un’auto?! – Carlisle annuii.
-Bella..non puoi mica farti portare avanti e indietro ogni
volta che hai bisogno di andare da qualche parte. La patente ce l’hai..e questa
era l’occasione giusta. Oh dai sorellina..non abbiamo speso molto..è nel nostro
garage..puoi venire a prenderla domani! – mi alzai e li abbracciai ad uno ad
uno felice.
-Siete pazzi! – sussurrai ad Emmett.
-Te lo meriti Bellina! – poi mi spinse a sedermi ancora.
Bene..ora mancava solo quello di Edward. Mi girai verso di lui attendendo ma
lui sorrideva malizioso. Cosa diavolo stava pensando?
-Bella.. – la voce seria di Rose mi richiamò all’attenti. Mi
porse una scatola, quadrata e piatta con una lettera attaccata.
-Ancora? Ma Rose..non dovevi! – lei scrollò le spalle e
sorrise debolmente. Non lessi la lettera ed aprii la scatoletta. Una collana in
oro bianco con la scritta “BELLS”, non troppo grande, pendente al centro. Era
luminosa e bellissima. Alzai lo sguardo e lei mi disse semplicemente “Leggi la
lettera”.
La mano di Edward prese ad accarezzare lentamente la mia
schiena e mi diede coraggio. Avevo già le mani che tremavano. Per fortuna c’era
lui.
“Cara Bells, Se leggi questa lettera, vuol dire che ti sei
appena laureata..Indipendentemente da tutto il percorso..sono fiero di te.
Scrivo questa lettera perché ora trovo le parole adatte, dentro di me, per
dirti quanto sono felice di essere tuo padre, quanto sono fiero di avere due
figlie meravigliose come te e Rosalie. Innanzitutto..congratulazioni! Spero che
il regalo ti piaccia, non è niente di troppo vistoso, ma mi piaceva l’idea di
regalarti qualcosa che ti rimarrà sempre e che ti ricorderà questa giornata.
Sarò lì di fianco a te, mentre leggi queste parole..che non sono in grado di
dire a voce per la mia timidezza..per cui, perdona la mia scarsa loquacità e
l’imbarazzo. Ti voglio bene bambina mia..sono fiero di te! Papà”
Le lacrime scendevano copiose e sorrisi guardando Rose.
-Ne avevo anch’io una simile..un giorno te la farò leggere..
– disse sottovoce.
-Quando..? – scossi la testa, confusa.
-Quando abbiamo sistemato le cose in camera..le ho trovate
entrambe con i pacchetti regalo. – sorrise.
-Grazie Rose! – lei scrollò le spalle e poi Edward mi aiutò
a indossare la collana.
Grazie Papà. Ti voglio bene.
-Allora..che ne dite di fare qualche altro salto in pista? –
l’energia di Alice mi destabilizzava!
-Oh no no! Ragazzi noi cediamo il passo a voi giovani!
Domattina devo essere alle nove in clinica per controllare un cliente..E poi
Esme si deve svegliare presto per preparare il pranzo per domani.. – sorrisi a
Carlisle e li ringraziai, mentre Alice mi tirava a ballare. Anche Reneè e Phil
mi avevano salutata per poi vederci l’indomani. Ora mi sentivo libera..il loro
sguardo mi agitava un pochino. Sentii due mani forti prendermi per i fianchi e
portarmi vicino a sé.
-Sei bellissima stasera principessa.. – sorrisi e rimasi un
po’ a ballare così.
-Davvero? Chissà chi è il mio consigliere! – sorrise anche
lui.
-Non mi sono dimenticato il tuo regalo..tranquilla! – disse
poi, mentre continuavamo a ballare –E’ solo che volevo che fossimo solo io e
te..per cui è a casa..sotto il cuscino! – mi disse sussurrandomi all’orecchio.
Sotto il cuscino? Ce l’aveva messo dopo che mi ero alzata dal letto?!
-Come avete fatto a organizzare tutto così perfettamente?
-Alice è davvero brava ed Emmett è stato
grandioso..stranamente lei ordina e lui esegue. Anche perché Rosalie le dava
una mano considerevole! – sorrideva mentre raccontava..ed io sorridevo con lui.
E’ così bello vedere come abbiamo legato tutti in così poco tempo. –Ti è
piaciuta la sorpresa?
-Si tanto..Sono stata bene stasera! Mi sono divertita tanto!
E poi..i tuoi sono pazzi! In realtà lo sono tutti…insomma dico..un’auto?! – lui
si mette a ridere al mio orecchio.
-Gliel’avevo detto che era un regalo troppo grande, che ti
saresti sentita a disagio..ma hanno fatto di testa loro…lo sai come sono fatti!
Dovresti conoscerli ormai!
-Già..però..wow! Un’auto! Non vedo l’ora di provarla! – la
musica cambiò e ne arrivò una più movimentata. Io e Edward ci allontanammo un
pochino, per ballare in solitaria, ma guardandoci negli occhi. Le ragazze si
avvicinarono e immancabilmente si crearono due fazioni..maschi e femmine. Noi
eravamo provocanti, loro indifferenti..noi eravamo seducenti, loro meno
indifferenti..il colpo di grazia lo diede Rose, sfacciata di una sorella, ad
avanzare e scendere lentamente, muovendo il sedere, aprendo poi le ginocchia in
velocità e richiudendole ancora più velocemente. Emmett era scoppiato, rosso
dall’imbarazzo e dall’eccitazione..Edward non era da meno..si era avvicinato a
me con uno sguardo malizioso e mi aveva attirato a sé con un gesto deciso,
baciandomi ardentemente.
-Vuoi farmi morire principessa? – la voce roca dal
desiderio, proprio come piace a me, quella stessa voce capace di mandarmi al
manicomio.
-In realtà..pensavo che potessimo..andare via e che
so..vedere quale è il tuo regalo questa sera.. – la voce maliziosa, lo sguardo
pure..sapevo di giocare con il fuoco..ma lo volevo. Dannazione!
-Si direi che possiamo proprio andare… - mi prende la mano
tra le sue e mi accompagna verso il tavolo con gli altri. –Siamo un po’
stanchi..purtroppo ci tocca abbandonarvi prima questa sera.. – cercavo di
appoggiarmi alla sua spalla, sbadigliando fintamente, per trarre tutti in
inganno o le battutine si sarebbero sprecate!
-Ma come…è la tua festa e te ne vai per prima? – nanetta
giuro che le prendi un giorno o l’altro!
-Sono davvero stanca..e domani sarà una lunga giornata di festeggiamenti,
di shopping e di lavoro..E devo riposare oppure rischio di non reggere tra
tutte le cose che mi proponete! – lo sguardo di Alice era allibito. Non aveva
mai capito come facessi a non entusiasmarmi per lo shopping..che poi non era
proprio shopping con loro…era un “andiamo a vedere delle soluzioni per la casa
e già che ci siamo passiamo qualche ora in qualche boutique per scegliere nuovi
vestiti che non metterò mai, se non una sola volta!”
-Va bene..allora ci vediamo domattina..mi raccomando!
Puntuali alle nove..non siete scusati dato che andate a casa presto! – guardai
l’orologio..che poi non era neppure tanto presto! Era mezzanotte e dieci!
Edward mi stringeva la mano e mi accompagnava in
macchina..ero elettrizzata, volevo sapere cosa mi aveva regalato..ma avevo
anche voglia di fare l’amore con lui. In questi giorni sono stata così presa da
tutti gli impegni che appena toccavo il cuscino mi addormentavo, senza neppure
badare al mio ragazzo. Ed ogni mattina, quando mi svegliava prima di andare al
lavoro, lui tenerissimo, mi baciava le labbra dolcemente e mi dava il
buongiorno. E’ un ragazzo speciale, unico, magnifico.
-Posso..posso farti una domanda? – mi chiede mentre eravamo
in macchina.
-Certamente.. – sorrisi anche se lo vedevo teso.
-Tua madre..lei è sempre stata così fredda, così distante? –
guardai fuori dal finestrino..ripescando i ricordi che solo stamattina erano
arrivati a galleggiare tra gli altri, nella mia mente.
-No..ci sono stati momenti in cui eravamo felici, in cui mia
madre era una mamma qualunque..innamorata delle sue figlie, pazza di gioia se
le facevamo un disegno, se le dedicavamo una poesia..Quando tornavamo da scuola
ci preparava i nostri piatti preferiti e poi stava con noi quando dovevamo fare
i compiti, ci acconciava i capelli..ci portava a comprare dei vestitini
nuovi..Era affettuosa, troppo alle volte. Poi…poi ha conosciuto Phil e il suo
ambiente fatto di ricconi e snob, con la puzza sotto al naso. Ha cominciato a
frequentare donne con interessi futili, che passavano più tempo in una boutique
o dall’estetista piuttosto che guardare la tv con i figli..
-Ho visto che Rose non le parla neppure..come..come è
successo? – continuavo a guardare fuori dal finestrino.
-Mia madre ci aveva iscritte in un liceo privato. Rosalie fu
costretta a cambiare l’ultimo anno del liceo. Il mio distacco fu breve perché
avevo frequentato solo due anni nel vecchio liceo..ma mia sorella rischiava di
perdere tutte le sue compagne, le sue amiche. Non è mai stata una socievole,
prima di venire qui a New York..era fredda e scostante, se ne stava in disparte
il più possibile. Ma nel vecchio liceo aveva conosciuto alcune ragazze, non
tutte della sua classe, con cui le piaceva stare. Mia madre ha rischiato di
stroncare quelle poche amiche..
-Solo perché l’ha iscritta nella nuova scuola? – lui non
poteva capire.
-Non solo..lei seguiva l’onda di Phil..per cui voleva che
frequentassimo i figli delle famiglie con cui loro uscivano..ragazzini e
ragazzine snob che stavano con te solo per interesse. Rosalie non ha mai potuto
sopportarlo. Il natale dell’ultimo anno, mio padre ci aveva spedito due
biglietti per andare da lui durante le feste, voleva portarci in una baita in
montagna..Insomma lui viveva solo e risparmiava tutto l’anno per poter spendere
ogni singolo dollaro per noi. Rosalie amava Forks durante le vacanze..perchè le
permetteva di staccare la spina e poi..c’erano vecchi amici, pochi..ma buoni!
Insomma era il primo Natale dopo tanti anni che Charlie ci chiedeva di passare
le feste con lui..mia madre si è opposta. Ha strappato i biglietti e ha
chiamato Charlie dicendogli che non potevamo andare perché era richiesta la
nostra partecipazione a dei party importanti..
-Immagino la reazione di Rose.. – disse in un sussurro. Io
scossi la testa..era stato il Natale più brutto della mia vita.
-No..non la immagini. Aveva guardato Reneè carica d’odio e
le ha sputato addosso parole cariche di risentimento. Le ha detto che non era
una buona madre, che non vedeva l’ora di partire per il college, perché in
quella casa si sentiva soffocare..che non servivano tutti quei soldi se poi non
avevi l’amore delle tue figlie..Si era chiusa in camera per giorni interi.
Aveva disertato tutte le feste e il pranzo di Natale. Non aveva scartato i
regali che sono rimasti sotto l’albero fino a capodanno.
-Non ha mangiato per due settimane? – sospirai pesantemente.
-Mia madre era così impegnata con il suo club del cucito e
del futile in generale che non si accorgeva neppure che facevo preparare dalla
cameriera un piatto in più..che portavo a Rose quando tutti se ne andavano.
Avevamo le camere vicine, ma non comunicanti, ma c’era il balcone che era
diviso da un muretto. Lo sorpassavo ed entravo per la finestra..con le vivande.
Lei non parlava. L’unico regalo che scartò fu il mio..un piccolo bracciale in
corda..quelli tipici indiani. Le piaceva tanto, l’avevamo visto in una
bancarella per le vie di Phoenix..
-Non capisco..sono un po’ confuso..
-Rose sembra tutta perfetta e alla moda..ma in realtà spende
pochissimo per i suoi vestiti, così come per tutto. E’ semplice..e ama le cose
fatte con il cuore. Quel bracciale è stato l’unico regalo che sapeva di poter
apprezzare in un momento del genere..una piccola gioia in un Natale schifoso..
-E poi?
-Poi Phil e Reneè sono partiti per andare via, a capodanno e
noi abbiamo ricominciato a vivere per qualche giorno..Avevamo tolto di mezzo i
regali, senza neppure aprirli e avevamo oziato come piaceva a noi per tutto il
giorno. In quei giorni mi disse che aveva scelto l’università di New York..ma
che dovevo mantenere il segreto fino a quando l’avrebbe detto lei a Reneè..Non
si sono parlate fino al diploma. Quando mia madre si informò sulle università a
cui aveva fatto domanda mia sorella..allora lei gli disse che non voleva regali
per il diploma solo l’assegno della prima rata del college. Mia madre non ha
avuto problemi a firmarlo e a consegnarglielo..salvo poi scoprire che aveva
scelto l’unico college dall’altra parte del paese. Voleva mettere più distanza
possibile..essere veramente indipendente. E così ha fatto.
-E come si è pagata gli studi?
-Lavorando come commessa in un centro commerciale. Prima
vendeva gelati..poi ha trovato lavoro in un negozio di intimo. Non spendeva
neppure un centesimo per se stessa, per cose inutili..mio padre al posto che
pagarle il biglietto aereo le inviava l’assegno per la retta universitaria..che
mia sorella ha pensato bene di mettere da parte.
-E’ riuscita a laurearsi lavorando e pagandosi da sola gli
studi? – io annuii –E tua madre?
-Ha voluto prendere il controllo su di me. All’inizio ero
più accondiscendente..poi sono scappata. La storia la sai..ma mentre Rosalie
non le parla, se non quando è obbligata..ogni tanto una telefonata me la fa..
-E’ un problema per lei che ci sia tua madre domani? – lo
guardai dolcemente.
-No..semplicemente si ignoreranno a vicenda. La cosa che mi
preoccupa è come reagiranno i tuoi a vederci comportarci così con nostra madre.
Non mi piace la figura che sto facendo..che facciamo io e Rose. Ma non mi piace
neppure la donna che è diventata Reneè. – aveva parcheggiato l’auto e stavamo
salendo in ascensore.
-Non ti preoccupare principessa..i miei ti adorano! – le
mani sempre intrecciate. Era un gesto che non avremmo mai perso. Mi avvicinai
un po’ a lui con fare malizioso e passai un dito sulle sue labbra.
-Anche tu mi adori? – domandai con la voce tenue. Lui
sorrise incatenando gli occhi ai miei.
-Non immagini quanto..- sussurrò appena. Le nostre labbra si
incontrarono a metà strada, aprimmo la porta dell’appartamento senza guardare,
completamente presi dalle nostre carezze e dalle nostre labbra che si
cercavano, fameliche.
-Divano… - riuscii appena a pronunciare tra i baci, chiuse
la porta dietro di noi e invece che ascoltare ciò che dicevo prese a spogliarmi,
mentre ero appoggiata alla porta di ingresso. Non pensai al fatto che fossimo
all’in piedi, stanchi dalla giornata e che probabilmente saremmo stati più
comodi sul letto o sul divano o sul ripiano della cucina, come era già successo
molte volte. Presi a spogliarlo anch’io, velocemente. La sua camicia toccò il pavimento
insieme alla mia, i suoi jeans vennero scalciati via come i miei. Si staccò da
me per guardarmi. Gli piaceva guardare il mio corpo, coperto da quei pezzetti
di stoffa microscopici che erano diventati il mio intimo. Reggiseni in cotone e
mutandine classiche sparite dal cassetto..sostituite in tronco da pizzetti e
sete. Mi piaceva guardare la sua faccia sbigottita quando riuscivo a
sorprenderlo, quando non si aspettava di vedermi con un perizoma in pizzo
ricamato blu notte..il migliore che potessi indossare per lui.
-Sei bellissima.. – e lo diceva sempre. Ogni volta che
tornava a baciarmi le labbra dopo avermi guardato a lungo..ed io mi scioglievo.
Ero completamente in balia delle sue carezze. Le sue mani delicate che mi
facevano impazzire, quando mi accarezzavano il seno, proprio come adesso,
attraverso la stoffa del reggiseno e la lingua che scendeva sul collo,
bisognosa di arrivare in fretta tra i miei seni, e farmi morire ancora di più.
Le mie mani accarezzavano, stringevano, tiravano i capelli bronzei del mio
amante e con forza lo tenevo lì, dove volevo che stesse. L’intimo volò via
prima che fosse troppo tardi. Più volte, per l’urgenza, aveva strappato
completi nuovi, usati solo quella sera..e più volte l’avevo rimproverato
sorridendo, chiedendogli gentilmente di spogliarmi prima..se proprio non
riusciva a controllarsi. Per fortuna questa volta mi ha ascoltata, perché è uno
dei completi che preferisco e non vorrei trovarlo a brandelli fra poche ore,
quando la lucidità tornerà a farla da padrone.
-Di-divano.. – sussurrai ancora, mentre le sue dita erano
dentro di me, portandomi in un altro mondo. La sua bocca stava scendendo al mio
centro, partendo dai seni, giù lentamente. Una volta inginocchiato di fronte a
me, mi sorrise maliziosamente.
-No..ti voglio prendere qui.. – era un misto di dolcezza,
passione, eccitazione, violenza, tortura, tenerezza…non sapevo descriverlo.
Gemetti più forte quando, con la sua lingua sapiente, cominciò a stimolare il
clitoride, mentre due dita erano ancora dentro di me. Le gambe non
reggevano..erano molli e tremavano. La testa completamente abbandonata contro
la porta, le mani nei suoi capelli, per tenerlo lì. Gli piaceva un sacco
giocare con me, leccarmi solo con la punta della lingua velocemente e poi
smettere, dando piccoli colpi. Io impazzivo. Lui godeva, si eccitava. Io venivo
e lui entrava in me, eccitato dal mio primo orgasmo.
Ma stasera no. Stasera nei suoi occhi qualcosa brilla di
diversità. Non mi fa raggiungere l’orgasmo, non entra in me con una spinta
poderosa…risale lentamente e si ferma di nuovo sui miei seni, giocandoci un
po’, per poi leccare il mio collo, fino ad arrivare alla mia bocca. Posso
sentire il mio sapore sulle sue labbra ed è qualcosa di troppo eccitante. La
mia mano scende, tra di noi e accarezzo la sua asta dura, che sento pulsare tra
le mie mani. Quando i suoi boxer sono volati via? Ma chissenefrega! Con le
unghie stuzzico un po’ i testicoli e lo sento gemere nella mia bocca. Si…lo so
che gli piace. E gli piace anche di più quando scendo a leccarlo. Mi sposto
dalla porta girandoci, in modo che le posizioni siano invertite, ma scendo
velocemente. Mi inginocchio di fronte a lui e porto la sua intimità alla mia
bocca. Facciamo l’amore in molti modi. Siamo dolci, siamo teneri, siamo
passionali..alle volte siamo rudi e violenti. Ci piace. Ci piace essere
spensierati e amarci in tutti i modi possibili. E so quanto gli piace quando
sono meno dolce e più focosa. Le sue mani volano velocemente tra i miei
capelli. Sento un rumore forte, probabilmente la sua testa contro la porta. Mi
viene da sorridere, mentre la mia lingua gioca con la sua punta. E’ eccitante,
e capisco sempre di più perché ogni volta che lui lo fa con me, non resiste ed entra
in me con foga. Lo voglio. Lo voglio disperatamente. Ma le sue mani mi tengono
lì, mi fanno capire cosa vuole..e chi sono io per non darglielo? Entra di nuovo
nella mia bocca e seguo il suo ritmo. Spinge con il bacino nella mia bocca ed
io vorrei sentirlo dentro di me. Con le mani arpiono il suo sedere e seguo un
ritmo tutto mio. Impazzisce. Lo so. Gli piace perché sono due equilibri
instabili che cercano disperatamente di prendersi, si rincorrono..ma senza
incontrarsi mai. E lo fa impazzire. Lui cerca di darmi il suo ritmo..io gli do
il mio..e lo sento ingrossarsi nella mia bocca, sento i brividi che lo scuotono
per tutto il corpo. E non mi fermo. Non mi fermo neppure quando parla con la
voce roca, eccitata.
-B-bella..Ti..ti pre-prego fe-fermati.. so-sono al
li-limite.. – ma non lo faccio. Stringo più forte il suo sedere sodo, tra le
mie mani e lui di conseguenza cerca di tirarmi via, facendo un po’ di pressione
con le mani tra i miei capelli. No. Non voglio. Continuo il movimento della mia
bocca, aggiungendo un po’ di pressione con i denti, so di non fargli male, so
che sarà una tortura. E lo sento dai gemiti incontrollati che gli escono dalla
bocca. Lo sento da come pulsa la sua erezione tra le mie labbra.
–B-bella..ti..p-pre-prego.. – Ma non lo lascio. E viene nella mia bocca qualche
secondo dopo. E mai sapore fu più eccitante di questo. Le sue mani ancora ferme
tra i miei capelli, mentre raccolgo tutto il suo seme. Mi sposto un po’ e lo
guardo. Gli occhi chiusi, il respiro affannoso, il corpo coperto di piccole
goccioline di sudore, completamente abbandonato contro la porta e sul viso
un’espressione di pura estasi. Mi sento orgogliosa. Mi sento bene. Mi sento
eccitata. Mi sento donna.
Mi rialzo lentamente e lo abbraccio, baciandogli il collo e
sussurrando al suo orecchio quanto lo amo.
-Bella.. – la voce bassa, un solo sussurro –Mi hai fatto
morire.. – sorrisi compiaciuta.
-Era per farmi perdonare di queste settimane.. – mi
abbracciò stretta.
-Dovresti farlo più spesso.. – sorrisi sulla sua pelle.
-Farmi perdonare così? – solo sussurri che non facevano
altro che accendermi ancora di più.
-Si.. – poi, camminando insieme ci spostammo in camera da
letto. Ci buttammo sopra le coperte ancora abbracciati e rimanemmo un po’ così.
L’avevo sfinito e sorridevo gongolando. –Prendi il regalo sotto il cuscino.. –
dice un attimo dopo. Allora mi alzo un po’ sporgendomi mentre lui con le sue
mani mi accarezza le cosce. Prendo i pacchetti che ci sono e torno da lui.
-Quale apro per primo?
-Il piccolo.. – ha ancora gli occhi chiusi ma non credo sia
ancora per poco fa. Vedo una ruga sulla sua fronte, segno che è preoccupato.
Teme che non possa piacermi il regalo?
-Ehi amore..che succede? – apre gli occhi leggermente e mi
guarda, imbarazzato.
-Niente..è che..dopo i regali di questa sera..non credo che
i miei siano all’altezza.. – ed ecco lì l’insicurezza che lo caratterizza certe
volte. Dio quanto lo amo! Mi abbasso e lo bacio dolcemente, la sua lingua esce
a cercare la mia e la trova, incatenandosi.
-Saranno bellissimi amore.. – si tira a sedere e mi guarda
mentre scarto la prima scatola. Un paio di orecchini a pallina, in oro bianco
con dei piccoli diamantini sopra. Sono bellissimi e delicati. –Edward.. – dico
solamente sussurrando. Sono belli perché sono piccoli, perché nonostante
brillino sono delicati..proprio come la collana di mio padre.
-Ti piacciono? – il suo sguardo era rapito da quelle due
piccole gemme d’oro bianco, forse per paura di guardarmi negli occhi. Allungo
una mano e gli accarezzo la guancia, lui mi guarda ed io sorrido.
-Sono bellissimi.. – sorride.
-Apri l’altro! – ora sembrava allegro. Bene..i suoi cambi
d’umore! Scarto l’altra scatola più lunga e piatta. All’interno un bracciale in
oro bianco, con una targhetta al centro, ai lati della targhetta, al posto della
solita catenella c’erano delle margherite stilizzate, una incatenata all’altra
e un’incisione nella targhetta. “Principessa…”. Era il mio soprannome e mi
faceva gongolare dall’importanza che sentivo quando mi chiamava così. Era il
bracciale che avevo visto giorni fa in una gioielleria al centro commerciale,
insieme a Rose. Ero rimasta incantata in vetrina, quando l’avevo visto ma non
le avevo detto che mi piaceva.
-Edward…ma come? – ero strabiliata.
-Rose mi ha detto che ti eri incantata alla vetrina del
negozio..quando sono andato a scegliere gli orecchini..sono stato rapito da
questo bracciale..ho creduto ti piacesse..
-Si..è bellissimo..è piaciuto subito anche a me.. – non
riuscivo a parlare.
-Vuoi indossarlo? – annuii soltanto. Lo presi dalla scatolina
e lui mi sorrise dolcemente e curioso, il bracciale si girò tra le mie mani e
nel retro della targhetta un’altra incisione “Ti amo, per sempre”. Non riuscii
a trattenere una lacrima e lui se ne accorse subito, spazzandola via con le sue
dita. In silenzio legò il bracciale al mio polso e appena fu legato gli saltai
al collo. Baciandolo con passione lo ringraziai…tutta la notte.
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