mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 6: Apartment



Capitolo 6: Apartment 

16 Aprile 2011 Ore 18:30

Pov Bella.

Sentivo un rumore, provenire da qualche parte, ma non capivo da dove. Aprii gli occhi delusa che qualcuno avesse interrotto il mio sonno e mi resi conto di essere nella mia stanza.
-Bella sei lì dentro? – Rosalie.
-Si..
-Devi andare al lavoro..preparati! – eravamo state sempre molto rispettose della propria privacy e non si era mai permessa di entrare in camera mia, senza il mio permesso. Soprattutto da quando eravamo tornate a vivere insieme. Uscii fuori dalle coperte e mi resi conto di essere completamente nuda. Cosa…? I ricordi vennero a galla prepotenti. Mi girai sul letto ma Edward non c’era. Cercai i suoi vestiti, ma mancavano anch’essi. Possibile che fosse stato solo un sogno? Mi preparai, scegliendo un leggins in jeans e una maglia a maniche corte che arrivava fin sotto al sedere, un po’ larga. Immancabili converse. Rifeci il letto e nel comò trovai un biglietto piegato a metà.

<Sono andato via prima che tua sorella tornasse e ci trovasse in atteggiamenti compromettenti! –smile 
– Spero che non ti arrabbi e che non ne sarai delusa..ma proprio non sapevo come spiegare la situazione a Rosalie ed Emmett. – faccina triste- Non vedo l’ora di vederti stasera, principessa. E. Ps: sei dolcissima quando dormi.. – cuoricino- >

Ora mi sciolgo. Ora mi sciolgo. Ora svengo. Dio che bello! Uscii dalla camera molto più contenta di andare al lavoro quella sera. Mi aveva detto che sarebbe venuto e fino a prova contraria..aveva sempre mantenuto la parola..per cui..ero elettrizzata. Salutai Rosalie, che sarebbe venuta al locale più tardi e mi avviai a piedi. Al sabato il locale rimaneva chiuso la mattina, ma apriva alle sette del pomeriggio fino alle tre del mattino. All’inizio mi ero rifiutata di lavorare lì quel giorno della settimana, per me erano orari improponibili..poi, via, via che passava il tempo l’amicizia con Leah e Jacob si era rafforzata e mi avevano convinta ad andare lì anche il sabato sera. In effetti..c’era un sacco di lavoro e potevo capire il motivo per cui avevano bisogno di un aiuto in più. Avevo tentato di restare in cucina con Sam molte volte, ma poi il bancone rimaneva scoperto..Leah non era brava a fare i drink e Mike non era molto veloce, per cui impazziva davanti a molti clienti. Insomma..Jacob rischiava di restare da solo..per cui, alla fine dei conti, lavoravamo io e lui sempre al bancone, Leah e Mike servivano ed Emmett faceva un po’ di tutto. Eravamo un bel gruppo e il sabato era la sera in cui ci divertivamo di più, oltre le feste. Rosalie solitamente ci raggiungeva dopo cena, perché aveva l’incontro con le sue colleghe dell’ospedale..e Veronica invece passava di lì solo se non aveva niente da fare..o meglio, era quello che faceva credere a Jacob, per non ossessionarlo. Perché avevo visto gli occhi dolci con cui si guardavano, ma entrambi avevano paura di quello che sarebbe potuto succedere se ufficializzavano la cosa.
Entrai dentro al locale, Emmett stava disponendo gli sgabelli attorno al bancone, Jacob scaldava la macchinetta dei caffè e Leah si allacciava il grembiule. Salutai tutti prendendo il mio piccolo straccetto e legandolo intorno al mio corpo. Mike entrò in quel momento ignorando tutti, se non Emmett..solo perché era il capo. I primi clienti arrivarono e si sedettero nei tavolini infondo alla sala, per non essere disturbati..era un’uscita a quattro e probabilmente avrebbero avuto voglia di chiacchierare.
Non capii cosa faceva Emmett, quando si avvicinò alla casa e prese carta e penna, me ne resi conto solo quando si avvicinò al tavolo tre e appiccicò sopra un biglietto con su scritto “Riservato Cullen”. Si girò verso di me a farmi l’occhiolino e scossi la testa, ridendo.
-Allora Bells..com’è andato l’appuntamento stamattina?
-Ouch Jake..cambia domanda! – mi guardò confuso e poi tornò a preparare le due birre, mentre io mi dedicavo agli analcolici.
-Che è successo?
-Beh..ecco..te la faccio breve..mi ha ignorata completamente per una sua ex compagna di liceo..quindi l’ho piantato lì e me ne sono tornata a casa..Ha fracassato i gioielli di famiglia a tutto l’isolato perché continuava a pigiare sul clacson..finché Emmett e Rose non l’hanno fatto salire a casa..
-E cos’è successo?
-Abbiamo parlato e..si è scusato, spiegandomi cosa è successo..E abbiamo fatto pace!
-Viene qui stasera? – sorrise scuotendo la testa. Il mio sguardo divenne raggiante. –Che domande insulse che faccio! – poi rise.
-Senti..posso chiederti..ecco..uhm..
-Bells..siamo amici da un sacco di tempo, lo sai che puoi chiedermi qualsiasi cosa vuoi..- mi avvicinai a lui, in modo che i clienti dal mio lato non sentissero tutta la domanda.
-Ecco..Mi imbarazzo a chiederlo a Rose o Emmett perché..lei è mia sorella e lui..sembra mio fratello, ma tu sei..sei un buon amico..
-Sono curioso, avanti spara! – tornò a pestare la menta. Mi chiedo ancora come certa gente venga alle otto meno un quarto della sera e prenda già super alcolici.
-Secondo te..è sbagliato andare a letto con una persona che conosci solo da quattro giorni? – si fermò, sembrava imbalsamato. Girò piano la testa verso di me e sorrise. Sembrava avesse scoperto il tesoro.. –Oh no no! Non è ancora successo..però ecco..io..
-Bells..è tutto normale. Insomma, con le dovute precauzioni..a me sembra che anche se siano solo quattro giorni che vi vedete..Edward abbia già fatto breccia.. – mi appoggiai al sotto banco, dove preparavamo i drink, e diedi le spalle all’entrata.
-Tu non hai idea..è..arrivato veloce come un treno e mi ha portata con se..non so più chi sono, non mi riconosco più. Faccio cose, dico cose che..non ho mai neppure sognato di dire o fare..e questo mi sembra tutto maledettamente giusto! E poi..sento continuamente il mio stomaco preso da vuoti d’aria, il cuore che batte veloce e poi si ferma e poi batte veloce ancora..
-Ti stai innamorando Bells.. –lo guardai scettica.
-Tu dici? E come fai a saperlo se tu non ti sei mai innamorato? – lui sorrise e scosse la testa, servendo il drink al tipo di fronte.
-Oh..si che sono innamorato..da un bel po’ di tempo anche. Veronica..lei l’ho conosciuta un anno fa, in piscina. Aveva un costume giallo canarino, che stava benissimo con la sua pelle abbronzata. Pensai quel giorno “Quella ragazza è una meraviglia” Ma mi ero limitato all’aspetto fisico..l’avevo avvicinata, per portarmela a letto..e lei ci era stata, subito. Ma poi..poi ci siamo incontrati in biblioteca e in mensa per caso, avevamo chiacchierato..continuai a pensarci e a ripensarci..finché non capii..amore a prima vista. Ci credi?! –scossi la testa.
-E allora..perchè vi comportate così?
-Perché entrambi abbiamo paura di soffocarci a vicenda e allora..allora ci prendiamo un po’ in giro, facciamo finta di non aver ufficializzato la cosa..ma lei sa che sono suo ed io so che lei è mia..
-Wow..sembra una storia così..incasinata ma felice!
-Quindi Bella..io credo al colpo di fulmine..e credo che ci si possa innamorare di una persona in così poco tempo. Se credi che sia questo ciò che provi per lui..lasciati andare e vedrai..sarà meraviglioso! – mi diede un pizzicotto sul braccio, non facendomi male e tornò ai suoi drink. Io afferrai il telefono e cercai una traccia di Edward..che non c’era. Poteva mancarmi così tanto, solo in un paio d’ore?
Il difetto più grande che avevo era quello di non alzare la testa da ciò che stavo facendo, per guardare un cliente. Così appena sentii lo sgabello spostarsi recitai la frase a memoria.
-Cosa ti preparo?
-Una birra alla spina, ma sarebbe gradito anche un bel bacio! – scossi la testa sorridendo e alzai lo sguardo verso Edward. Era così bello. La camicia bianca gli donava un sacco e lo sguardo fiero e contento mi faceva battere il cuore all’impazzata. Mi sporsi un po’ verso di lui e mi catturò le labbra in un bacio casto, di qualche secondo. Poi tornai a dedicarmi alla preparazione della caipiriña
-Emmett ti ha riservato il tavolo.. – sorrisi.
-Lo so..Alice e Jasper sono già seduti, io volevo salutarti! – alzai gli occhi inorridita. Dio l’avevo baciato davanti a sua sorella..scoppiò a ridere alla mia faccia.
–Ti prego..dimmi che non è vero..
-Oh si..guarda tu stessa! Principessa non hai di cui preoccuparti, lei è felice per me.. – Come faceva a sapere cosa mi passasse per la mente? Come faceva a sapere di cosa avevo bisogno? Volsi lo sguardo verso Alice, che era impegnata in una conversazione con Jasper..beh meglio così!
-Di cosa discutono quei due?
-Oh beh..lei si è decisa a dargli una possibilità..ma vuole partire per l’Italia lo stesso..
-I rapporti a distanza non funzionano..lo sanno tutti. Equivale a farlo morire prima di iniziarlo..
-E’ esperta signorina Swan? – io scossi la testa sorridendo.
-Tutte le mie esperienze le sto vivendo con lei, signor Cullen! – sorrisi verso di lui e gli feci l’occhiolino. –Vai ora..o combinerò qualche disastro! – si allungò sullo sgabello e mi piazzò un bacio sulla fronte.
-A dopo principessa! – mi girai per preparare la birra a Edward e notai Jake e il suo immancabile sorrisetto sfottò. Alzai le spalle e sbuffai..mi avrebbe preso in giro per il resto dei miei giorni.
Il resto della serata era passato uguale a tutti gli altri sabati..se non per qualche sguardo di Edward, molto dolce dal tavolo tre. Ogni tanto lo vedevo ridere, mentre parlava con Jasper e l’avevo visto puntare il dito contro Alice quando il suo amico era andato al bagno. Ora che ci pensavo..era un giorno esatto che non fumavo una sigaretta. Che progresso..anche se, appena il pensiero si era formato, il bisogno di nicotina si fece prepotente. Emmett sembrava mi lanciasse chiare occhiate di disapprovazione quando guardavo l’orologio, di fronte a un cliente..ma ehi, se aveva un problema bastava dirlo.
Non ci mise molto, infatti, a raggiungermi vicino alla cassa.
-Che succede stasera? Sei più distratta del solito Bellina..devo mandar via una certa persona dal tavolo tre? – lo guardai inorridita e poi mi girai a fissare Edward, che mi guardava preoccupato. Gli sorrisi e tornai da Emmett.
-Sono solo un po’ su di giri Emm..ma ora torno operativa..E’ che sento l’assenza di nicotina.. – cercai di mascherare.
-Hai cinque minuti..sfruttali bene e poi torna a lavorare! – feci un segno a Jacob, con il pacchetto di sigarette, lui si limitò ad alzare il pollice. Mi diressi fuori dal locale e mi spostai appena, vicino al muro, nascosta dalla vetrata. L’accendino non voleva funzionare, e dovetti riprovare più volte. Finché una fiamma si materializzò di fronte ai miei occhi. Sorrisi.
-Che voleva Emmett?
-Cacciarti dal locale..dice che mi distrai troppo! – lui rise forte.
-E tu cosa gli hai detto?
-Che avevo bisogno di una sigaretta.. – si fece pericolosamente vicino e fece aderire i nostri corpi. Lasciai andare la sigaretta per terra e allacciai le braccia al suo collo.
-Se ti propongo una cosa..prometti di non dare di matto, di non scappare e di pensarci con calma?
-Edward..mi fai agitare.. – sfiorava il naso con il mio e poi appoggiò le sue labbra sulle mie. Automaticamente la mia lingua uscì a cercare la sua, e la trovò a metà strada. Eravamo davanti a tutti, chiunque passasse poteva vederci eppure..eppure avevo voglia di lui e di non staccarmi da lì. Lo feci comunque, controvoglia.
-Vieni da me stasera..Non voglio niente, sia chiaro..solo dormire con te.. – mi pietrificai. Come..come faceva a chiedermi una cosa del genere? Io non..non era una cosa semplice. Mi chiedeva di andare da lui e sarebbe stato solo per dormire, davvero? –Bella..Bella? – continuava a chiamarmi ma ero allibita.
-No..io..Non è il caso Edward, è troppo presto e.. – abbassò lo sguardo, sconsolato e poi appoggiò la fronte alla mia.
-D’accordo. Hai ragione..Scusami per avertelo chiesto..- scossi la testa e lo baciai, c’era meno passione di prima, ma molta più dolcezza.
Rientrai due minuti più tardi e mi misi a lavorare seriamente, tenendo la mente occupata. Ma quella sera c’era meno gente del previsto e spesso mi ritrovai a dover sistemare bancone, bicchieri, lavastoviglie per far vedere a Emmett che stessi lavorando.
17 Aprile 2011 Ore 00:45
Arrivava qualche cliente, ma non c’era la calca di ogni sabato sera..era strano ma..dopo la festa che avevamo dato, eravamo contenti, dovevamo ancora riprenderci. Emmett prese il posto di Jacob quando andò a farsi una passeggiata per rinfrescarsi le idee. Lui non fumava, ma amava fare due passi fuori dal locale, per tornare lucido. Ed Emmett lo lasciava fare, perché era il migliore lì dentro.
-Allora Bellina..raccontami..cosa ti ha detto Edward lì fuori? – lo guardai sbigottita. -Oh Bellina..non ti ho mai vista lavorare così duramente neppure se avevi cinque clienti da servire. Da quando sei rientrata dalla tua pausa hai iniziato a sistemare qualsiasi cosa, lavavi persino i bicchieri a mano, i piattini, li hai riportati a Sam..insomma..
-Niente Emmett..mi hai detto che dovevo essere più concentrata e lo sono..tutto qui..
-Si certo, come no! Ora passo anche per lo scemo!! – storse il naso. Rosalie era seduta nel tavolo con Alice, Jasper e Edward e chiacchierava animatamente con Alice, probabilmente di moda e del suo lavoro.
-Sai Emmett..credo di essermi innamorata.. – lui mi prese da terra e mi fece fare un giro in braccio suo. –Mettimi giù, mettimi giù! – urlavo. Ero rossa dall’imbarazzo. Diedi le spalle alla sala, per calmarmi appena. –Sei pazzo forse?
-E’ così bello.. e lui..lui lo sa?
-No..e credo che si stuferà di me prima che possa dirglielo.. – mi presi il volto tra le mani. –Mi ha chiesto di andare da lui stasera, vive solo..e voleva..solo passare la notte insieme..senza nessuna richiesta, voleva solo dormire..
-Ouch..e tu ci credi?
-Beh Emmett..Sono una frana nei rapporti amorosi, ma non sono ingenua..
-Quindi gli hai detto di no..
-Esattamente..ma ora me ne pento. Insomma lui è dolce, gentile, romantico..il ragazzo perfetto che ogni ragazza vorrebbe, sul serio. Certo avrà i suoi difettucci ma..guardalo. Passa ogni sera qui, mi fissa, mi adula..ieri sera è venuto apposta per accompagnarmi a casa, perché voleva vedermi..
-E tu gli hai detto di no.. – sorrideva e scuoteva la testa.
-Sono di un’incoerenza abissale. Vorrei sprofondare..non so come farà a volermi vedere ancora..
-Bella..tu sei completamente cotta a puntino! Fattelo dire..e..che non mi senta tua sorella, o rischierei di perdere ogni capello, io fossi in te, mi butterei..Non hai nulla da perdere..è una storia nata così che prendi per quello che è..se va bene ok..se no sei ancora in tempo! – lo guardai strano..poi sorrisi e lo abbracciai.
-D’accordo capo! Ora mi rimetto al lavoro..vediamo se occupo la testa con altro.. – mi fece l’occhiolino e tornò tra i tavoli..Il telefono prese a vibrare nella tasca.

“Problemi principessa?”  sorrisi e scossi la testa nella sua direzione. Ma lui non era contento..

“Sei ancora distratta?” sapevo che si riferiva al fatto che Emmett prima mi aveva detto che ero distratta a causa sua.

“Si, dopo la tua proposta indecente.. –smile-“

“Non era indecente..ho solo voglia di stringerti a me tutta la notte, di svegliarmi con il profumo dei tuoi capelli, e il tuo corpo morbido appoggiato al mio..”

“Pensavi che mi sarei distratta meno così?”

“Tu non mi credi..”

Servii il cliente che avevo di fronte, lasciando il telefono in tasca. Ma che diavolo era un crodino-martini? Non l’avevo mai sentito. Preparai comunque il suo drink e poi risposi al messaggio di Edward.

“A cosa dovrei credere di preciso?”

Non lessi la sua risposta perché arrivarono due compagnie di ragazzi numerosi. Avevo dovuto preparare una serie di Mojito e cosmopolitan e poi semplici birre, ma ai tavoli chiedevano altri drink e da sola ero un po’ lenta. Jacob tardava a tornare e mi chiedevo come mai..forse gli era successo qualcosa. Ebbi comunque poco tempo per pensarci perché tre ragazze si sedettero al bancone ordinando tutte e tre lo stesso drink: sex on the beach. Ok solo io ci vedevo qualcosa di malizioso..ma cosa ci potevo fare? Vidi Jacob entrare dalla porta, incazzato, e riprendere il suo posto al bancone. Stringeva così forte i bordi del nostro appoggio che credevo lo rompesse.
-Ehi Jake..tutto bene?
-No..non va tutto bene..Niente va bene Bells..niente. – Veronica entrò dalla porta del bar e si diresse al tavolo dove c’era anche Rosalie, sedendosi con loro. Era la prima volta che socializzava con qualcuno di noi, da sola. Non aveva salutato Jacob e non l’aveva neppure considerato..segno che probabilmente centrava lei con lo stato emozionale del mio amico.
Preparai i tre drink e poi anche le due birre per i clienti di Jacob, dovevo ancora leggere la risposta di Edward, ma il mio amico aveva bisogno di sfogarsi..lo sentivo.
-Mi vuoi dire..cos’è successo? – tentai, magari si sarebbe aperto con me.
-Ieri avevo chiesto a Veronica se le andava di..ecco..di provare a vivere insieme. Mantenendo comunque gli alloggi se non fossero andate bene le cose..Lei ha detto che doveva pensarci..così ho detto..”Boh magari ha solo bisogno di riflettere un po’..” ma poi..prima sono uscito e lei si è fatta accompagnare da un compagno di corso, qui da me..e già questa cosa non mi piaceva per niente, ma insomma le ho lasciato sempre la libertà di fare quello che si sentiva..nel mio rispetto e non ha mai tradito la mia fiducia..per cui sono tranquillo. Ma quando le ho chiesto per scherzo se aveva riflettuto abbastanza..lei si è agitata ed ha cominciato a dare di matto. Non mi ricordo neppure cosa mi ha detto..so solo che mi ha fatto incazzare per il modo in cui mi ha trattato..
-Jake..magari è solo un po’ confusa..voi vi comportate in un modo un po’ strano e magari questa cosa del vivere assieme le è caduta dal cielo..capisci cosa intendo?
-Si ma..che bisogno c’era di trattarmi così?
-Vedrai..sono sicura che entro stasera risolverete tutto! – gli sorrisi e gli accarezzai il braccio.
-Torniamo a lavorare, o pure Emmett darà di matto..e non sono sicuro di potermi trattenere con lui! – sorrisi. Pulimmo il bancone e la macchinetta del caffè. Caricammo il cestello della lavastoviglie e poi Jacob andrò a prendere nel retro qualche cassa di birra per sistemarla nei frigo. Vedevo che si sfogava facendo quelle piccole cose, così quando tornò con le birre lasciai che si arrangiasse.
Era il momento buono per leggere il messaggio di Edward. Diedi le spalle al locale e feci finta di niente controllando la lavastoviglie.

“Dovresti credere al fatto che TI AMO e che non voglio altro che stare con te, non mi interessa cosa faremo, non mi interessa se stanotte faremo l’amore o meno..voglio solo stringerti forte e sentirti mia..per una notte..”

-Jacob.. – biascicai. Stavo per svenire.. –Reggimi.. – si girò velocemente, per fortuna ero appoggiata al bancone o sarei collassata per terra, facendo una figuraccia per giunta. Mi attirò nel suo abbraccio, per non destare sospetti e mi resse forte.
-Che succede?
-Credo di sentirmi male..ho bisogno di sedermi..e..
-Ok ok..reggiti al bancone e fa finta di niente.. – sapeva sempre quello di cui avevo bisogno! Prese gli sgabelli dall’angolo e me ne porse uno. Mi ci sedetti e presi una birra, stappandola. Lui fece altrettanto e facemmo finta di brindare alla nostra. Un sorriso tirato sul volto e le gambe che mi tremavano. – Ora mi dici che succede?
-Ehm..prometti di non farti scoprire? Credo di essermi messa in ridicolo già da sola.. – lui alzò le mani e sorrise. Appoggiai un gomito al bancone, facendo finta di niente e gli lessi il messaggio di Edward. Lui sgranò gli occhi e poi sorrise e rise più forte.
-Dio Bella siete così belli! Che aspetti? Va da lui no..
-In queste condizioni? Collasserei durante il percorso.. – scossi la testa e lasciai il telefono sul sotto banco.
-Magari Veronica fosse così dolce.. – lo guardai sbieco.
-Io fossi in te..andrei a parlarci..
-Oh no no..sarà lei a chiedere scusa questa volta.. – perfetto! Che accoppiata! Finii la mia birra e poi mi alzai dallo sgabello, cercando di mantenere il controllo delle mie gambe. Servimmo gli altri clienti che si presentarono al bancone e le varie ordinazioni che ci portavano Leah e Mike. Emmett si era seduto a chiacchierare al tavolo tre.
Dopo altre tre ordinazioni da parte di Leah non ce la facevo più. Sentivo la necessità di andare da Edward..di rispondere al suo messaggio. Ma non ce la feci perché Veronica venne a sedersi di fronte a Jacob e presero a parlare, fitti, fitti.
Il bancone era tutto mio, ancora una volta. Evitai accuratamente di guardare verso Edward..non sapevo come avrebbe reagito il mio corpo a quegli occhi. 
Era già molto tardi e la gente stava sparendo tutta quanta. Erano rimasti i nostri amici e qualche altra anima solitaria, nei tavolini. Sospirai profondamente e feci un cenno a Emmett di raggiungermi.
-Che succede Bellina?
-Io..ti spiace se smonto prima?! Devo..risolvere una questione con Edward..- avevo sciolto i capelli e ci avevo passato le dita all’interno, sbuffando.
-Che succede Bella..? Ti vedo combattuta.. – posizionai il telefono vicino alla cassa, senza farmi vedere e feci leggere anche a lui il messaggio. –Oh..Awww…! Vai no? Che aspetti? – sorrisi. Sapevo che bastava farlo sciogliere un po’.
-Ti adoro Emmett..e giuro..che potrai chiedermi tutte le volte che vuoi di fare gli straordinari! – slacciai il grembiule e mi avviai verso il tavolo tre. –Ciao ragazzi..scusate ma non ho avuto il tempo neppure per un saluto..
-Oh beh..con Jacob ti sei divertita prima.. – mi fece l’occhiolino Alice e sentii Edward irrigidirsi al mio fianco.
-Naah..stavamo solo festeggiando perché eravamo riusciti a non rompere nessun bicchiere stasera..è un record! – inventai la prima balla, sul momento. Poi feci l’occhiolino a Rose che capii immediatamente. Mi avvicinai a Edward e gli circondai la vita con le braccia, sussurrandogli all’orecchio –Mi accompagna a casa, signor Cullen?
Lo vidi sbarrare gli occhi e poi sorridere.
-Può pensarci Jacob..ho visto che stasera eravate in buona sintonia.. – mi gelai sul posto. Non pensavo che potesse seriamente dire una cosa del genere, a voce alta, di fronte agli altri.
-Oh..beh in questo caso..d’accordo.. – se era arrabbiato pazienza. Tanto peggio per lui. Uffa. –Rose prendo la tua macchina! Torni con Emmett.. – mi allungò le chiavi ma prima che potessi prenderle Edward allontanò la mano di Rose e prese il mio polso, trascinandomi verso l’uscita. Aveva salutato velocemente tutti senza dire altro.
-Si può sapere che diavolo ti prende? Cosa voleva significare la frase di prima?
-Scusa..ok? – continuava a portarmi verso la macchina –Non volevo trattarti male..ma..non mi piaceva vedere come abbracciavi Jacob in continuazione.. – mi fermai di colpo. Era assurdo.
-Edward..stavo per svenire..il tuo messaggio mi ha fatto crollare. Ero rossa e sudavo, le gambe erano molli e se non mi avesse presa sarei caduta e avrei sbattuto la testa..era solo finzione per non far accorgere di niente nessuno.. – mi guardava sorpreso e dispiaciuto.
-Hai..hai letto il mio messaggio? – annuii. –Mi dispiace..non credevo che succedesse questo..io..ho esagerato..come sempre! E’ che ero un po’ arrabbiato per il tuo rifiuto e stavi lì a chiacchierare con Jacob, come se io non ci fossi. Si insomma..Non avevo il diritto di stare così perché infondo..noi non ci conosciamo è tutto così..irreale. E tu..cioè, si..ecco..è normale che tu non voglia accettare la mia proposta.. – era imbarazzato e spostava il peso da un piede all’altro.
-Portami a casa tua Edward..e quello che sarà, sarà.. – sorrise e mi aprì lo sportello della macchina, salendo subito dopo di me e mettendo in moto.

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