Capitolo 4: Kissing
15 Aprile 2011 Ore 21:45
Bella pov.
Avevo quasi finito il turno e per fortuna la serata era
stata movimentata. Non avevo voglia di star qui a pensare a cosa facesse
Edward, tutto il tempo, o a chiedermi se mi stava pensando. Dio che patetica
che ero! Il fatto è che in tutto quel tempo non mi aveva neppure scritto un misero
messaggio. La delusione si faceva largo in me..che pizza.
Mike arrivò qualche minuto in anticipo e restò tutto il
tempo all’opposto del bancone, rispetto a dov’ero io. Avevo raccontato ad
Emmett cosa era successo la sera prima, e mi aveva detto che se si fosse
ripresentata l’occasione gliel’avrei dovuto comunicare subito. Certo..lui era
pur sempre il capo. Il telefono prese a vibrare nella tasca del jeans.
“Sei tanto arrabbiata
con me? E.”
“No..B.”
“Davvero? E.”
“Forse solo un
pochino..B.”
Sorrisi tra me e me e guardai l’orologio. Ancora dieci
minuti. Cavolo che stress…non vedevo l’ora di tornare a casa, mettermi a
dormire e svegliarmi domattina, pronta per la colazione con Edward.
“Come posso farmi
perdonare? –faccina triste- E.”
“Domani offrirai tu la
colazione… - smile- B.”
Cominciai a caricare il cestello della lavastoviglie, con i
bicchieri che erano nel lavabo e quando finii mancavano ancora sette minuti. Il
tempo quella sera non passava mai.
“Cosa ne dici
invece..se ti accompagnassi a casa e ti dessi il bacio della buonanotte? E.”
Sorrisi e scossi la testa. Era un pazzo..mi provocava
volontariamente.
“Se fossi stato qui
stasera..avresti potuto farlo! –linguaccia- B.”
“Esci fuori – smile –
E.”
Rilessi quell’ultimo messaggio circa sei volte, in velocità..prima
di prendere la decisione. Slacciai il grembiule e lo appesi al mio chiodino.
Poi corsi da Emmett.
-Emm..stacco ora, ti dispiace? – ero troppo sorridente per
dargliela a bere.
-Che succede?
-C’è…ecco..Edward è qui fuori.. – lui rise e poi mi fece l’occhiolino.
Corsi praticamente fuori dal bar e lui era appoggiato alla sua macchina,
dall’altra parte della strada, con le braccia incrociate al petto, una giacca
di pelle e una t-shirt verde militare. Classico jeans e converse. I capelli
come al solito sbarazzini e un sorriso sornione sul volto. Mi misi a ridere e
corsi da lui, attraversando la strada velocemente.
-Sorpresa! – disse sorridendo. Dio volevo baciarlo,
stringerlo a me..scappare da qui e rinchiudermi da qualche parte solo noi due.
-Sei un pazzo..lo sai?! – mi avvicinai un po’ e lui mi
prese, facendo passare le sue braccia attorno alla mia vita, e mi tirò di più a
sé.
-Uhm si, credo di saperlo.. – sorrise e poi mi baciò la
guancia, lentamente, in modo che potessi sentire bene le sue labbra sulla mia
pelle. Ecco di nuovo i brividi..
-Mi vuoi..davvero accompagnare a casa? – ero rossa
dall’imbarazzo. Non si spostava dalla mia guancia e continuava a lasciarmi
deboli baci su tutta la pelle, arrivando anche al collo. Se non fossimo stati
in mezzo alla strada, sotto lo sguardo di ogni passante, non sarei resistita un
secondo di più.
-Era questo lo scopo, si! Ma se preferisci andare da qualche
parte.. – la frase incompleta era apposta per me, per lasciarmi decidere. Cosa
dovevo fare ora?!
-In realtà..si, vorrei andare in un posto..hai impegni
domattina o puoi andare a dormire anche più tardi? – scherzai..ma non riuscii a
ridere, perché le sue mani mi accarezzavano i fianchi e la sua bocca indugiava
sul mio collo. Ma era normale comportarsi così? Infondo..neppure ci
conoscevamo..Massì porca paletta! Era dannatamente giusto!
-Naah.. ho solo un appuntamento per colazione alle
nove..posso fare un po’ più tardi.. – lo sentii sorridere sulla mia pelle –Dove
vuoi andare?
-Non ho mangiato stasera, e a pranzo ho mangiato un sandwich
davvero messo male..c’è un posto in cui fanno dei panini sensazionali.. conosco
il cuoco ed è davvero bravo! E conosco anche il proprietario, sai è quasi mio
cognato! – si appoggiò con la testa sulla spalla e si mise a ridere.
-Oh ti prego! – rideva scosso dai tremori –Non nel bar dove
lavori..non riesco a sopportare Mike anche questa sera.. – alzai la spalla per
fargli alzare la testa e lo guardai negli occhi.
-Siamo già qui..e poi, ho davvero fame e..non saprei dove
andare se no..ci nasconderemo dietro una colonna.. – sorridevo e lui alla fine
cedette. Chiuse la macchina e tenendomi per mano attraversammo la strada
entrando nel locale in cui lavoro. Individuò subito il tavolo tre e ci si
fiondò, restando intrecciato con le mie dita.
Mi sedetti vicino a lui e, non contento della vicinanza, mi
attirò con tutto lo sgabello ancora più vicino. Mi sorrideva ed era…bellissimo.
Non c’era un ragazzo più bello di lui.
-Edward, Bella! Che ci fate qui? – Edward rise e allora
risposi io, alla faccia sorpresa di Emmett.
-Avevo fame..e non sapevamo dove andare.. – risero entrambi
e ordinai il mio panino con tanto di birra.
-Per me solo una birra…e..possibilmente se me la preparassi
tu, perché Mike credo ci sputerebbe dentro.. – scossi la testa e lasciai andare
Emmett a preparare le nostre ordinazioni. –Continua a fissarti da quando siamo
entrati.. – mi disse avvicinando di più
i nostri volti.
-Non importa..lascia che guardi.. – scossi le spalle. Non mi
importava davvero. Era bello essere qui con lui e il resto..non importava.
–Come mai sei venuto fin qui?
-Avevo voglia di vederti e ieri ti avevo promesso che ci
sarei stato..
-Com’è andata la cena con tua madre? – cambiai discorso,
ieri era un argomento imbarazzante.
-Ho mangiato molto..ed appena ho potuto sono scappato,
letteralmente. C’era Alice che controllava mia madre in cucina e la teneva
impegnata, mentre io fuggivo dal balcone! – ora ridevo.
-Ti sei calato giù da un balcone per venire qui?
-L’hai detto anche tu che sono pazzo, no?! E poi..la voglia
di stare con te era troppa..pensavo fossi arrabbiata.
-Perché lo pensavi?
-Non rispondevi ai miei messaggi..
-Oh beh..in realtà..non sapevo che dire. Davvero certe
volte..mi stupisci e non so che dire..capita anche ora. La mia mente è
completamente vuota e rischio di parlare senza connettere il cervello..insomma
sono in tilt! – sorrisi e mi passai una mano tra i capelli, che avevo sciolto
rientrando da Emmett.
-Benvenuta nel mio mondo! – sorrise –Sto così da due anni..
– arrivò Emmett con le birre e il mio panino, proprio in quel momento. Meglio,
avrei scelto con più accuratezza la domanda da fare in seguito.
-Allora Ed..come mai sei qui stasera?
-Passavo da queste parti..e sono venuto a salutarvi.. –
Emmett rise di gusto.
-Questa è buona! Beh godetevi la serata..piccioncini! –
sparì tra i tavoli.
-Posso..posso farti una domanda? – provai a chiedere. Lui
annuii solamente. –Ti ricordi qual’era la sera che mi hai vista, per la prima
volta? – lui fece il suo classico sorriso e poi annuii.
-Ovviamente! Era un mercoledì sera e mi ero fermato qui per
caso, avevo voglia di bere qualcosa insieme a Jasper e ci siamo seduti
nell’unico tavolo libero..il numero tre. Tu eri al bancone e io stavo guardando
un po’ in giro..quando tu hai sciolto i capelli, per poi legarli di nuovo, in
fretta. Non era venuta un granché come pettinatura..ma in quel momento mi hai
fatto ridere e poi ti ho osservata e mi sei sembrata la creatura più bella che
avessi mai visto..
Ecco..ero di nuovo senza parole. Questo ragazzo era
meraviglioso.
-Ho iniziato a venire qui tutte le sere, solo per
vederti..andavo via quando tu finivi il turno. Poi una sera mi chiesi se c’era
qualcuno che ti portava a casa, qualcuno che ti seguisse per assicurarsi che
non ti succedesse nulla..ma non lo faceva nessuno..così ho deciso di farlo
io..finché l’altra sera..
-Tu ogni sera, per due anni..hai fatto tutto questo? – lui
annuii solamente –Mi sento lusingata e..se ti fa piacere..puoi accompagnarmi a
casa tutte le volte che vuoi.. – sorrisi e diedi un altro morso al mio panino.
-Non so se la penserai così anche dopo che mi avrai
conosciuto..
-Oh..come sei pessimista! Secondo me non sei poi così male..
– alzai le spalle e presi un altro boccone. Il suo sguardo con il sopracciglio
alzato mi fece sorridere. -Andiamo Edward..hai passato una giornata a
messaggiare con una completa sconosciuta..scrivendo cose davvero dolci..Di cosa
dovrei avere paura?
-Del fatto che non sai nulla di me e ciò che scoprirai, non
è detto che ti piaccia..- rispose sconsolato, guardando il suo bicchiere.
-Beh..quello che ho visto finora mi è piaciuto..Eccome! –
spudorata Bella. Spudorata! Lui alzò la testa e mi guardò sorridente. –E si,
prima che tu me lo chieda..davvero ogni cosa!
Lui arrossì e credo di essere arrossita anche io. Non mi era
mai capitata una cosa del genere..ma con lui stavo davvero bene. Ingurgitai
anche l’ultimo morso di panino e mandai giù con un sorso di birra.
-Avevi proprio fame eh?! – alzò il sopracciglio ma sorrise.
Dio che bello che era.
-Abbastanza! – mi sfregai gli occhi per la stanchezza e poi
presi un altro sorso di birra.
-Mike ti sta fissando ininterrottamente da cinque minuti.
Non stacca un attimo gli occhi da te..Che rabbia! – vidi il suo sguardo
cambiare da felice si trasformò in arrabbiato. Sembrava pronto a sferrare pugni
a destra e a sinistra. Avvicinai il mio volto ancora un po’ e appoggiai la mia
mano sul suo ginocchio.
-Non farti rovinare il momento da Newton..sono qui con te
no?! – lui si voltò verso di me. Lo sguardo fisso nei miei occhi e le labbra
vicinissime. Sentivo il suo respiro caldo che si confondeva con il mio. Si tirò
appena un po’ indietro e mi sorrise. Ecco un altro passo indietro..con questo
andazzo non arriveremo mai a baciarci!
-Hai ragione..E’ meglio guardare te..che sei bellissima.. –
Aww..mi stavo per sciogliere. Intrecciò le sue dita con le mie e continuava a
guardarmi negli occhi.
-Grazie.. – sentivo le guance arrossarsi. –Posso confessarti
una cosa? – non so cosa mi convincesse in quel momento ad essere sincera con
lui..ma pensai che poteva fargli piacere. Lui annuii solamente e io presi un
profondo respiro. –Non mi sono mai sentita così, mai nella mia vita. Sono
contenta se ti vedo, e allegra, solare..basta anche un solo messaggio e posso
sciogliermi..per non parlare di quando vado in tilt, come stamattina..devo
ancora abituarmi a leggere certe cose, non sono preparata..ma tutto questo
è..bellissimo. E’ una sensazione nuova e tu..inizi a piacermi, davvero tanto..
-Shhh.. – le sue labbra erano a pochi centimetri dalle mie.
Le avvicinò ancora, finchè non toccarono le mie, appena. Non osai muovermi, per
paura di fare qualcosa di sbagliato, per paura di farlo fermare. Si staccò da
me ugualmente, qualche frazione di secondo dopo e mi guardò negli occhi, per
comprendere le mie emozioni. Dio volevo baciarlo, veramente. Ma avevo il timore
di non esserne capace.
-E’ meglio che io torna a casa ora..-dissi a bassa voce.
Lasciai i soldi sul tavolo e poi intrecciai di nuovo le dita con quelle di
Edward. non volevo lasciarlo andare per nulla al mondo. Quando fummo fuori dal
locare, lui mi tirò verso la sua auto, aprendomi lo sportello.
-Ti accompagno in macchina, così facciamo prima..- ecco i
dubbi che mi assalivano..facciamo prima, così non devi sorbirti ancora la mia
presenza?! Facciamo prima così finalmente puoi tornare a casa? Non sapevo più
cosa pensare. Non risposi, per paura di dire qualcos’altro di sbagliato,
qualcosa che rovinasse tutti i progressi fatti fino a quel momento. Ormai
sapeva dove abitavo, non c’era neppure bisogno di spiegarglielo, così rimasi in
silenzio a guardare fuori dal finestrino. Mi accorsi che eravamo arrivati, solo
quando la macchina si fermò.
-Beh..grazie, del passaggio..E..scusa, per averti tenuto
sveglio più del dovuto..- mi uscì un tono deluso, che non riconoscevo neppure come
mio. Dio era stata una serata perfetta ed ora..ora perché dovevo rovinare ogni
cosa?
-E’..successo qualcosa? – lui guadava il volante e parlò a
bassa voce. Scossi la testa, ma lui non poteva vedermi.
-No..io sono solo stanca..- storse la bocca in una smorfia e
poi annuii. Il silenzio del viaggio aveva fatto salire molti dubbi ad entrambi.
-D’accordo..senti, se domattina non ti va di vederci lo
capirei, non voglio forzarti a fare le cose per cui..si insomma, sentiti libera
di disdire..va bene? – mi gelai sul sedile. Era un modo carino per dirmi che
non voleva che ci vedessimo? Era un modo gentile per farmi capire che avrei
dovuto disdire perché non valeva la pena uscire con me? Gli occhi si
appannarono, le lacrime che si erano formate mi impedivano di avere una buona
visuale. Ecco perché non mi ero mai interessata ai ragazzi, all’amore..perché
non ne ero capace e non avevo la forza di vedere che qualcosa non andava
secondo i pieni. Mi morsi il labbro cercando di trattenere le lacrime e scossi
la testa.
-No..io..a me va ancora. Se tu non puoi o..non
vuoi..possiamo rimandare o..annullare. Non c’è alcun problema per me.. – avevo
cercato di non sembrare troppo delusa, ma la verità era che sentivo un macigno
che mi pesava sullo stomaco e il mio cuore..era come fermo. Immobile.
-No, per me va bene..Ora è davvero molto tardi è il caso che
andiamo a dormire.. – c’era qualcosa nel suo tono, che non mi piaceva per
niente. Una nota delusa che non se ne voleva andare. Cosa era successo? Non lo
capivo neppure io..
-Hai ragione..allora..Buonanotte Edward..ci vediamo
domattina! – sorrisi debole, l’unica smorfia apparentemente simile ad un vero
sorriso che riuscivo a fare e scesi dalla macchina. Quando fui sul marciapiede
vidi che anche lui era sceso e si era appoggiato al cofano della macchina, con
le braccia incrociate al petto. Forse voleva solo aspettare che salissi in casa
e poi sarebbe andato via. Si ma che bisogno c’era di scendere dall’auto? –Mi
avvisi, quando sei a casa? – non eravamo troppo distanti, ma cercavo di non
avvicinarmi, per paura di combinare qualche altro casino. Ero sempre stata così
paranoica? Ecco una cosa da chiedere a Rose, magari lei avrebbe potuto
aiutarmi..magari come sorella, amica..e come psicologa..si perché mi sa che ne
avrei avuto bisogno.
-Certo.. – mi fece un debole sorriso ed io annuii.
-Buonanotte.. – cercai di sorridere anch’io. Perché non mi
schiodavo da lì? Avevo detto che sarei andata a casa..ma non lo facevo.
Continuavo a stare sul marciapiede, ferma di fronte a lui, ci dividevano si e
no quaranta centimetri..Dovevo assolutamente spostarmi e salire le scale. Ma
perché non ci riuscivo? Ero incatenata ai suoi occhi e lui sorrideva. Dai
Bella..muoviti, schiodati. Stai facendo la figura dell’imbranata! Chiusi gli
occhi una frazione di secondo, per dire a me stessa di togliermi da lì e in
quel momento..successe tutto. Lui si spostò in avanti e mi attirò a se con un
braccio. I nostri corpi erano incollati, dalla forza e rapidità con cui mi ha
spostata ero atterrata sul suo corpo. Aprii gli occhi sorpresa e prima che
potessi rendermene conto le sue labbra erano appoggiate sulle mie, meno
delicate di quando eravamo al bar. Chiusi gli occhi per assaporare meglio quel
momento e lui fece passare la sua lingua sulle mie labbra, mi venne istintivo raggiungerla
con la mia. Le nostre lingue si accarezzavano, dolcemente ma con passione e le
nostre bocche chiedevano di essere esplorate. Ci avvicinammo ancora di più ed
il mio petto si confondeva con il suo, talmente eravamo incollati. Lui mi
accarezzava i fianchi con le mani, ed io avevo attorcigliato le mie braccia
attorno al suo collo, con le unghie gli accarezzavo l’attaccatura dei capelli.
Nessuno mi ha insegnato a farlo..ma veniva tutto naturale ed era..magnifico.
Sentivo di non avere neppure i piedi poggiati a terra, tanto ero felice e su di
giri. Continuò ad accarezzare le mie labbra con le sue, per poi intrappolare
quello inferiore con i suoi denti. Mi lasciai scappare un gemito di
approvazione e lui sorrise su di me. Ci staccammo con il fiatone, le nostre
fronti appoggiate, gli occhi ancora chiusi, nella stessa identica posizione di
pochi attimi prima.
-Bella..scusa, io non so cosa mi è preso.. – stava lasciando
la presa dai miei fianchi e mi stava allontanando ancora. Ero stanca di questo
andare e tornare. Presi in mano la situazione e rimasi appiccicata al suo
corpo.
-Possiamo..possiamo rifarlo? – i suoi occhi grandi,
sorpresi, puntarono sui miei. Poi sorrise.
-Tutte le volte che vuoi.. – questa volta mi avvicinai io ed
appoggiai le mie labbra sulle sue, dischiudendole immediatamente. Volevo
sentire la sua lingua accarezzarmi, giocare contenta con la mia. E la sua mano,
che piano saliva sul mio corpo, fino a prendermi alla base del collo e
mantenermi con la bocca lì, dove ci stavamo esplorando. Non so quanto tempo
passò, dal momento in cui avevamo preso a baciarci, ma non me ne importava. Era
un momento perfetto, unico..e non mi andava di guardare l’orologio.
Rimanemmo ancora un altro po’ in quella posizione, la sua
testa appoggiata alla mia spalla, le sue mani attorno ai miei fianchi, le mie
sulle sue braccia ad accarezzargli i muscoli. Ero felice, così contenta che
avrei potuto mettermi a saltellare da un momento all’altro.
-E’ il caso che tu salga a casa..O domattina non ti
sveglierai mai per la colazione! – sorrisi scuotendo la testa.
-Fidati..mi sa che non dormirò neppure! Sono talmente
elettrizzata che continuerò a rigirarmi nel letto fino a che suonerà la
sveglia! – lui rise sulla mia spalla. Diceva che sarei dovuta salire, ma non mi
lasciava andare..ed io..chi ero per allontanarmi?
-Credo che saremo in due.. – si staccò un po’ da me
sorridente. –Te l’avevo detto che mi sarei fatto perdonare, accompagnandoti e
dandoti il bacio della buonanotte..
-Si..Edward Cullen è uno di parola! – sorrisi e lo feci
ridere. Mi allontanai un altro po’ e lo salutai con la mano –Buonanotte
Edward..a domani! – mi girai e corsi verso la porta del palazzo. Non feci in
tempo a infilare le chiavi nella toppa che sentii una lieve corsetta dietro di
me e due braccia che mi giravano rapidamente. Le sue labbra erano di nuovo a
contatto con le mie, le nostre lingue si assaporavano e i nostri denti
mordevano. Era eccitante e stra-maleddettamente bello.
-Buonanotte principessa! – sorrise e tornò con passo leggero
verso l’auto. Ok Swan riprenditi! Hai ventitre anni…non quindici! Feci le scale
di corsa e appena dentro l’appartamento mi fiondai in camera mia, buttandomi
sul letto. Dio che emozione! Quelli si che erano baci!!
-Ehm..Bella? – Rosalie stava appoggiata alla porta con le
braccia incrociate e un sorriso allegro sul viso. –Come mai hai corso per il
salotto?
-Niente.. – non sapevo cosa dirle, mi avrebbe preso di
sicuro per una scema.
-Oh..quindi non c’entra niente il fatto che tu e Edward
abbiate passato più di mezzora a sbaciucchiarvi in mezzo alla strada?! – ora
rideva di gusto e io la seguii a ruota. Ma chi poteva rovinarmi questo
momento?! Nessuno. Nessuno.
-Dio Rose…è stato…è stato magnifico. Non riuscivo a smettere
e lui è così attraente, dolce, premuroso, romantico..è..fantastico.
-E ti stai innamorando.. – mi raggiunse sul letto.
-Non lo so..è così presto..però..ci sarebbe qualcosa di
sbagliato?
-Assolutamente.. – mi sorrise e mi accarezzò i capelli –E’
tutto giusto Bella..e non importa che corriate o andate piano..fate ciò che vi
sentite di fare, vivete i vostri momenti come vi va di viverli e vedrete che
non rimpiangerete niente.. –Era felice per me, lo sentivo. Ed io..anche io ero
felice per me.
-Sono felice sorellina..non ti ho mai vista così! – disse
dopo qualche minuto.
-Neppure io ho mai provato tutto questo..e mi
sento..elettrizzata e nel mio stomaco un vulcano in eruzione.
Il telefono prese a vibrare nella tasca. Aspettai che Rose
se ne andasse prima di leggerlo, sicura che la mia reazione l’avrebbe
spaventata.
“Sono a casa
principessa –smile – Mi manchi.. E.”
Ecco..ora come facevo a rispondere senza mettermi a
saltellare sul letto? Ero così felice..così contenta. Non mi importava che non
lo conoscevo..infondo..quante persone si crede di conoscere nella vita e poi si
rivelano degli emeriti stronzi?!
“Anche tu..non sai
quanto! – faccina triste- Alla fine..hai scoperto che sapore hanno le mie labbra?! –smile –B.”
Ormai..avevo perso tutti i canoni di una persona normale, e
Rose mi aveva semplicemente consigliato di vivere il momento, come capitava..e
lei..lei lo sapeva perché era mia sorella, perché era mia amica!
“Sanno di miele, di
ciliegia e altro che non ho saputo riconoscere, dovrei impegnarmi di più –occhiolino- Ma posso assicurarti una
cosa..è il sapore più buono del mondo, principessa.
E.”
Cielo! Dio ti prego..riportalo da me! Ormai le mie giornate
erano tutte una preghiera.
“Concordo con lei,
signor Cullen..ci vuole più impegno!! –smile- B.”
“Signor Cullen?! –
smile – “
“Non ti piace? B.”
“E’ maledettamente
eccitante, principessa! E.”
Risi di gusto, portandomi il cellulare al petto. Ero tornata
una ragazzina!
“No..i tuoi baci sono
eccitanti, la tua lingua, i tuoi morsi.. se ci ripenso mi vengono i brividi!
B.”
Ma che gli avevo detto?! Awww..che caso disperato che ero!
“Non sai quanto sono
contento..principessa! Credo che potrei mettermi a saltare per tutta
casa..Erano due anni che sognavo di farlo. E.”
Bene..eravamo due rincoglioniti totali. A fine di questa
giornata abbiamo perso entrambi ogni neurone!
“Ha
aspettato troppo tempo, signor Cullen! E’ stato il momento più bello della mia
vita..”
“Quando eravamo in
macchina credevo che fossi silenziosa per quello che era successo al bar e non
volevo che pensassi che stavo correndo troppo..ma poi..mi sono detto carpe
diem!”
No..non ero affatto silenziosa per quello..quel bacio mi era
piaciuto..Meno di quelli che ci eravamo scambiati mezz’ora più tardi, ma era
pur sempre il primo contatto con le sue labbra.
“Ero silenziosa perché
credevo volessi liberarti di me il più in fretta possibile, non capivo per quale motivo mi volessi accompagnare in
macchina..e..mi son fatta prendere da un turbinio di paranoie!”
“Liberarmi di te? Sei
pazza forse? Principessa..vorrei non lasciarti andare via da me neppure un attimo..E.”
Ero una stupida! Ecco cos’ero.. farmi prendere dall’ansia
solo per un passaggio in macchina. Dovevo vivere più serena!
“Bene..perché anch’io
non voglio andare da nessuna parte lontana da te..B.”
Perfetto. Mi ero appena bevuta il cervello! Mi alzai di
fretta dal letto e andai in bagno a prepararmi per dormire..quella, sarebbe
stata una lunga notte..lunghissima! E domattina sarei dovuta essere pronta per
le nove?! Impossibile…impossibile! Quando tornai in camera puntai la sveglia
sul comodino alle sette e mezzo ed anche lo stereo, impostai che s’accendesse
per le sette e quarantacinque..e perché no? Anche il telefono..puntato sulle
otto. Meglio essere previdente..di sicuro avrei fatto tardi a pensare a Edward
e questa meravigliosa serata..era il caso di essere sicura di svegliarmi. Se
volevo vederlo..ed io..io volevo disperatamente vederlo!!
“Così mi fai sperare
che le mie preghiere di questi due anni vengano ascoltate principessa.. – smile
–“
“Quali preghiere?”
Avremmo massaggiato tutta la notte? No perché in questo
caso..se nessuno dei due dormiva..potevamo anche stare insieme..passare la
nottata in macchina, guardare l’alba insieme..continuare a baciarci. Dio dovevo
calmarmi!
“Che tu ti accorgessi
di me, che per me e te ci possa essere una possibilità..”
“Beh..ti autorizzo a
convincerti che le tue preghiere sono state ascoltate! Io mi sono accorta di
te..e c’è una reale possibilità di stare insieme..-smile-“
Stesa nel mio letto, addossata ai cuscini che usavo per
dormire, non mi sembrava neppure vero quello che mi stava succedendo..era così
meraviglioso. Edward..lui era così bello, romantico e dolcissimo..ma allo
stesso tempo..sentivo nei suoi baci una passionalità sfrenata. E quei
capelli..Dio non avevo ancora passato le mie dita tra di loro, ma domattina..sarebbe
stata la prima cosa che avrei fatto.. anzi no..la seconda. Prima l’avrei
baciato.
“Vorrei disperatamente
baciarti ora..E.”
“Lo vorrei
anch’io..non sai quanto! E stare qui, sul mio letto a pensarti, non aiuta
molto!! Forse..era il caso di stare assieme, senza dividerci e aspettare
domattina..B.”
Ma che diavolo di proposte facevo? Quelle erano solo mie
fantasie..non potevo dirgli tutto ciò che mi passava per la mente! Dannazione!
“Principessa, non
sfidarmi..sarei capace di raggiungerti se solo me lo chiedessi..”
“Raggiungimi…”
Oddio che avevo fatto?! Ero una pazza..una pazza con tutte
le rotelle fuori posto, neppure una si salvava. Dovevo cercare di
ragionare..era capace di farlo veramente.
“Lo vuoi davvero?! E.”
“Mi piacerebbe..ma è
tardi e infondo..alle nove mancano solo sei ore e mezza..aspetterò, con molta
fatica. B.”
“Ci vediamo tra poche
ore, Principessa..sognami! Buonanotte..E.”
“Buonanotte Edward. –
cuoricino –“
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