Capitolo 5: Breakfast
16 Aprile 2011 Ore 8:30
Bella pov.
Ero sveglia da due ore. Alla fine mi sono addormentata che
erano le quattro della mattina, e alle sei e mezza ero già sveglia. Non mi era
mai successa una cosa del genere. Ero agitata e non riuscivo a dormire, per
cui…perché stare a letto? Mi ero alzata e mi ero preparata un bagno rilassante,
avevo tutto il tempo per immergermi nell’acqua fino al collo e pensare a altre
cose, e distrarmi dai continui pensieri su Edward.
Quando arrivò il momento di aprire l’armadio e decidere cosa
indossare…fu la fine. Sparsi in mezzo alla camera c’erano una serie di abiti,
jeans, maglie e chi più ne ha, più ne metta. Per non parlare dei miei capelli
che avevano una piega che faceva spavento persino alla signorina Trinciabue
(per chi non lo conoscesse è del film intitolato Matilda).
Comunque..alle otto finalmente..avevo scelto cosa indossare.
Un classico jeans, le mie immancabili converse, una camicia azzurrina e il
giubbino in pelle. Avevo asciugato i capelli con il phon e aggiunto un po’ di
schiuma per accentuare le onde naturali. Mascara e burrocacao alla ciliegia.
Sorrisi..pensando che Edward aveva sentito il sapore di ciliegia sulle mie
labbra.
Ok Bella, basta pensieri incoerenti. Mi siedo sul divano e
aspetto. Rosalie ed Emmett stanno ancora dormendo, a loro piace dormire tanto
il sabato e la domenica, perché sono gli unici due giorni in cui non si devono
svegliare presto, obbligatoriamente! Continuo a guardare l’orologio ogni due
secondi..eh no..non si può! Bella calmati! Respiro profondamente..e penso ad
altro per calmarmi..si ok..ma cosa? Uhm..vediamo..mi guardo attorno nella
stanza, per cercare qualcosa da fare nel frattempo..Per dindirindina..manca
ancora mezzora! Magari Edward si era appena alzato dal letto e doveva ancora
prepararsi..L’immagine di lui in boxer mi arrivò in un lampo! No! Stop..non
sono i pensieri giusti. Per caso incappo con lo sguardo sulla borsa
dell’università..bene. Tiro fuori il mio blocco appunti e tento di leggere
qualcosa..Si come fosse possibile. Ho le mani sudate, mi tremano e la testa
continua a mandare immagini del volto di Edward. Direi che è inutile cercare di
concentrarmi..finirei solo per mandare ancora più in confusione il neurone che
stamattina ha deciso di tornare al suo posto, dopo un lungo periodo di ferie!
-Buongiorno.. – una voce delicata mi giunse alle orecchie.
Rose indossava la sua mini vestaglia da notte e aveva il volto ancora
assonnato. Cosa ci faceva in piedi a quell’ora?
-Buongiorno Rose.. – sorrisi raggiante.
-Già pronta? Credevo di trovarti nel panico..tant’è che ho
messo la sveglia per aiutarti! – Cielo. Persino mia sorella aveva capito come
stavo messa! Ma potevo essere così ritardata?
-Ehm..Rose..sono sveglia dalle sei e mezza! – scoppiò in una
risata fragorosa e mi venne da ridere.
-E cos’hai fatto in tutto quest’arco di tempo? – si sedette
di fianco a me sul divano.
-Ho fatto un bagno rilassante, che però non ha sortito
nessun effetto, ho praticamente svuotato l’armadio sul mio letto, perché non
sapevo che cavolo mettermi..e beh ora ero qui che cercavo di fare qualcosa per
ammazzare il tempo…dato che sono agitatissima! – mi sorrise e mi abbracciò
stretta. L’adoravo.
-Bella..cerca di stare calma..lui ti ama già moltissimo e
vuole solo conoscerti meglio. Andrà tutto per il meglio..solo..cerca di smetterla
di agitarti così perché sei tutta rossa.
-Oh Rose..ho mille dubbi per la testa…E se non gli piacessi
veramente? Magari non sono il tipo di ragazza adatta a lui..che ne sai?
Magari..magari non gli piace il linguaggio che uso o come mi vesto fuori dall’orario
di lavoro..o quello che penso.. – si mise a ridere.
-Sei una sciocca Bella! Ti fai tanti problemi per
niente..Era il caso che ti dessi delle gocce per dormire ieri sera, almeno
avresti riposato bene e non ti saresti fatta film mentali inutili!
-Grazie Rose, tu si che sai risollevarmi il morale!
-Ehi..cerca di essere riconoscente. Mi sono svegliata presto
solo per te! Sorella ingrata! – mise il broncio e io sorrisi.
-Hai ragione.. – stavo per aggiungere qualcos’altro ma il
telefono sopra il tavolino prese a vibrare.
-Mi sa che il tuo principe si è svegliato! Divertiti! –
tornò in camera velocemente e io lessi il messaggio.
“Sei sveglia,
principessa? E.”
“Buongiorno signor
Cullen! B.”
Sorridevo da sola. Che stupida!
“Affacciati
principessa!”
Era già qui? No non era possibile..mancava ancora un quarto
d’ora. Avevamo detto alle nove e lui..era un tipo puntuale, no? Mi avvicinai lo
stesso alla finestra del salotto, timidamente guardai verso la strada..e lui
era lì. Indossava una t-shirt blu scura sotto il giubbotto in pelle e un jeans
con le solite converse. Le mani dentro le tasche del jeans e lo sguardo alto,
verso di me, coperto dagli occhiali scuri. Appena mi vide mi sorrise. Non era
possibile che fosse già lì. Stavo avendo una allucinazione.. Si stavo dormendo,
mi ero appisolata e sognavo che fosse venuto a prendermi prima! Estrasse una
mano dalla tasca e con l’indice mi fece segno di andare da lui. Non era
possibile. Sorrisi scioccamente e poi presi al volo la borsa e mi precipitai
giù dalle scale, facendo attenzione a non inciampare. E come ogni dannatissima
volta, alla seconda rampa di scale saltai uno scalino e caddi per terra. Per
fortuna ero abituata e non mi feci male. Aprii il portone con il pulsante e mi
bloccai un attimo a fissarlo. Sorrisi e corsi, letteralmente, tra le sue
braccia. Mi prese al volo e mi abbracciò stretta.
-Ciao.. – dissi felice sul suo petto.
-Ciao principessa..hai fretta? – rideva di me per caso?
-Si..di stare con te..
-Sei bellissima, lo sai?! – ora mi sciolgo, ora mi sciolgo.
-Anche tu! Sembri uscito dalla copertina di un giornale! –
rise sulla mia spalla e poi si spostò un po’ per baciarmi il collo. Mi staccai
appena per raggiungere il suo volto e appoggiare le mie labbra alle sue. Era
una droga..non avrei potuto più farne a meno. Spostai la mano fino a passare le
mie dita tra i suoi capelli…Wow. Erano morbidi, lisci e setosi. Li sentivo
scorrere nella mia mano così fluenti..Awww! Continuammo a baciarci senza
prendere fiato..Chi ne aveva bisogno con uno così?!
Ci staccammo solo dopo minuti interminabili, entrambi con il
fiatone, le labbra gonfie e gli occhi scuri dal desiderio. Avevo sentito
chiaramente il rigonfiamento nei suoi jeans e non mi sentivo per niente a
disagio. Era naturale..mi stavo eccitando anch’io quando prese a solleticarmi
la pelle del fianco sotto la camicetta, poco prima.
-Andiamo a fare colazione? – sorrisi ed annuii solamente.
Fece il giro dell’auto per aprirmi lo sportello. Pure galante l’uomo! –Allora
dove devo andare? – chiese appena mi raggiunse in macchina.
-Jacob mi ha consigliato una pasticceria vicino al bar di
Emmett..però se vuoi, possiamo andare dove preferisci.. – sorrisi e lui mi
regalò il suo sorriso storto, meraviglioso.
-Non credo che sia il posto ideale per fare colazione, il posto
dove vorrei portarti ora.. – Awww..perché ci vedo un sacco di malizia in questa
frase?! Alzai il sopracciglio e lo guardai scettica ma sorridente. Lui scoppiò
a ridere. Ero inesperta..ma mica stupida eh! Sapevo come funzionava il nostro
corpo..! Mise in moto e parcheggiamo vicino al locale di Emmett, proseguendo a
piedi verso la pasticceria. In effetti aveva un sacco di tavolini all’interno e
una quantità industriale di brioche, paste e mignon. Il mio mondo! Sembravo una
bambina di fronte al banco dei gelati..e Edward continuava a prendermi in giro.
-Smettila! Non è carino prendermi in giro! – avevo fatto il
broncio.
-Sei bellissima anche così..lo sai?! – no, non lo so.
Nessuno mi ha mai detto queste cose, nessuno si è mai comportato così, come
stai facendo tu. Nessuno è mai venuto a prendermi al lavoro, mi ha accompagnata
a casa, mi ha presa e baciata con un’intensità tale da far scoppiare un
cataclisma..Nessuno..solo tu. Ma ovviamente non gli dissi queste cose..
-Grazie..allora..ehm..cosa prendi? – almeno così potevo
sapere i suoi gusti..no?!
-Caffè doppio, o credo non reggerò fino a sera e brioche
alla crema..- lo guardai sbieca.
-Tradizionalista..- non mi convinceva molto la sua scelta!
Lui rise.
-E sentiamo, tu cosa prendi invece, principessa? – ancora
quel soprannome. Era così dolce..
-Cioccolata calda mischiata a caffè e muffin al cioccolato!
– lui scoppiò a ridere.
-Chissà come mai, ma credo ti piaccia la cioccolata! – risi
con lui.
-Sono dipendente dal cioccolato..
-Come io sono dipendente dai tuoi baci! – non riuscì a
sfuggire, e forse non lo volevo neppure. Per fortuna eravamo nascosti dal resto
della sala, grazie a una pianta vicino al nostro tavolino, perché quel bacio
non aveva niente di casto. La sua lingua si era insinuata prepotentemente all’interno
della mia bocca e aveva preso ad accarezzarmi il palato, i denti.
-Edward.. – biascicai con voce roca. Dio cosa mi faceva quel
ragazzo?! Non smise, incurante del fatto che da un momento all’altro poteva
arrivare la ragazza delle ordinazioni. Non me ne curavo neppure io, comunque.
Presi a graffiargli l’attaccatura dei capelli e questa volta fu lui a gemere il
mio nome. Bene..almeno eravamo pari!
-Tentatrice..- si staccò da me sorridendo. Eravamo ancora
vicinissimi, le nostre fronti si toccavano quasi, quando la cameriera arrivò al
tavolo.
-Siete pronti per ordinare? – sorrisi ed annuii, staccandomi
definitivamente da Edward, ma mantenendo le nostre mani intrecciate.
-Per me un mokaciock e un muffin al cioccolato..- poi
guardai Edward che stava sorridendo.
-Per me un caffè doppio e una brioche alla crema..- poi si
girò verso di me sorridendo sghembo! Awww…l’ho detto che adoro il suo sorriso?!
-Oh Cielo..Edward Cullen?! – era sempre la cameriera che lo
guardava sorpresa. Edward si girò a guardarla e a scrutarla confuso. –Non ti
ricordi di me? Sono Tanya, Tanya Denali..andavamo al liceo insieme! – la
scrutai dall’alto al basso. Aveva una gonna molto corta, con dei collant e un
paio di scarpe da tennis. Una canotta bianca e il grembiulino della pasticceria.
Era molto snella, ma le curve erano al punto giusto. Di certo..era l’opposto di
me. Per venire a lavorare aveva una piega perfetta, un trucco impeccabile e le
mancavano i fondi di bottiglia davanti agli occhi. Mi sentii inadeguata.
-Ah Tanya! Ciao.. – si alzò per salutarla e inevitabilmente
dovette lasciale le mie mani. Sentii una morsa al cuore quando si abbracciarono
calorosamente. Qualcuno stava facendo una spremuta con il mio stomaco perché mi
veniva anche da piangere..-Non sapevo lavorassi qui!
-Si beh..sai non sono andate bene alcune cose ed ho dovuto
rinunciare all’università..Ma sono felice! E tu? Che ci fai da queste parti?
Non dovevi andare a fare il conservatorio a Chicago?! –seguii la scena
dall’esterno, completamente concentrata a non guardarli. Edward ora stava
all’in piedi, di fronte a lei..erano alti uguali, molto più alti di me.
-Alla fine ho scelto New York, per stare vicino ai miei
genitori e ad Alice..Ma non mi pento della mia scelta. Ma tu raccontami degli
intoppi dai..siediti con noi.. – cosa? Stiamo scherzando?! Potevo anche
andarmene allora!
-Veramente..non so se posso..- era incerta e guardava me, io
la guardavo con la coda dell’occhio mentre facevo qualcosa con il cellulare,
per non stare a guardare loro.
-Dai, insisto.. – Tua sorella bella insisti. Sei qui con me
e inviti anche lei? Dannazione Edward, avrei potuto dormire tranquilla!
-Allora vado a preparare le vostre ordinazioni e mi fermo
qui con voi.. – questa Tanya ci lasciò momentaneamente soli e Edward tornò a
sedersi vicino a me.
-A te non dispiace, vero? – mi irrigidì di colpo. Cosa
potevo dirgli? Si mi dispiace perché hai invitato me ad uscire..questo doveva
essere il nostro appuntamento, non mio tuo e di questa Tanya! Invece fui
tranquilla, scrollai le spalle e mi stampai un sorriso falso sul volto.
-Figurati! – Lei tornò cinque minuti più tardi con le nostre
ordinazioni ed un caffè per se stessa. Bene..una mattinata con i fiocchi!
-Tanya..ti presento Isabella. Isabella lei è Tanya, una mia
compagna di classe, al liceo! – sorrisi falsamente e tesi la mano biascicando
un semplice “Piacere” e poi..poi mi estraniai dalle loro chiacchiere. Lui
continuava a sorseggiare il suo caffè e ascoltare lei che parlava di quanto
difficile è stato scegliere tra l’università e le sfilate e alla fine ha scelto
le ultime..peccato non aver fatto successo. Ecco come si ritrovava a far la
cameriera. Che storia triste.
Finita la mia cioccolata, controllai di non avere la bocca
sporca e raccolsi le mie cose di fretta. Edward mi stava ignorando e dava la
sua completa attenzione alla sua amica, avevo altre cose più importanti da fare
io, che stare qui a fare la bella statuina. Lasciai la mia parte sul tavolino e
poi mi alzai velocemente.
-Ehm..scusate. Io ho delle cose da fare per cui..E’ stato un
piacere conoscerti Tanya – speravo non si accorgesse del mio tono falso e
ipocrita – Ciao Edward, grazie della colazione! Ci si vede! – attraversai la
pasticceria e una volta fuori mi incamminai verso casa, più veloce della luce.
Non avevo lasciato il tempo a nessuno dei due di rispondere. Non volevo
comunque ascoltare quello che avevano da dirmi, né lei..tantomeno Edward.
Sembrava di camminare con un macigno sulle spalle..ma comunque arrivai a casa
in fretta e salii le scale più veloce che mai.
-Già a casa? – mia sorella era sul divano, con un libro in
mano. Evidentemente prima non era riuscita a riaddormentarsi.
-Lasciamo perdere..voglio solo dimenticarmi questa mattinata
e tornare a dormire! – appoggiai le chiavi nel mobiletto e la borsa la lasciai
a terra, vicino al divano, dove mi sedetti pesantemente.
-Che è successo Bella?
-Possiamo..sorvolare? Non so..dimenticarci che stamattina è
sabato e che avevo un appuntamento con Edward?
-No non possiamo..Avanti..raccontami tutto..
-No Rose…non voglio che mi psicoanalizzi..per favore. Voglio
solo dormire un po’..
-Isabella Swan..sono tua sorella! Sei obbligata a
raccontarmi tutto..o giuro che ti butto fuori di casa! – la guardai scettica.
Non l’avrebbe mai fatto..o forse si..ma solo per scherzo!
-Era..tutto perfetto Rose..Ogni più piccola cosa. Era
arrivato in anticipo, ci eravamo baciati..siamo arrivati alla pasticceria e ci
siamo baciati ancora. Abbiamo riso..e poi..poi è arrivata la cameriera, una
certa Tanya con cui avevano fatto le scuole assieme e..l’ha invitata a sedersi
con noi, per chiacchierare..sono stata mezzora nel completo imbarazzo. Mi ha
ignorata Rose..Da quando l’ha vista..non mi ha più rivolto la parola..
-Dici davvero?
-Si..te lo giuro. Alla fine mi sono alzata, lasciando i
soldi sul tavolo, ho chiesto scusa e me ne sono andata. Che dovevo fare? Stare
lì ad ascoltarli, per quanto ancora?
-Hai fatto benissimo..Ora..ora è il caso che tu vada a
riposarti un po’. Stasera lavori e non so se riuscirai a reggere fino a tardi..
– accantonò l’argomento e ne fui felice. Lasciai la borsa in salotto e
raggiunsi la mia camera, buttandomi sul letto, ancora vestita. Non avevo
sonno..volevo solo..cancellare dalla mia mente quella mattinata. Avevo sprecato
un sacco di ore proficue per il mio sonno!
Infilai le cuffie ed ascoltai un po’ di musica, non
importava quale..bastava solo pensare alle parole, canticchiare per tenere la
mente occupata. Non sapevo quanto tempo fosse passato ma mi spaventai quando
vidi Rosalie sopra la mia faccia. Tolsi le cuffie.
-Bella..ti stanno chiamando..
-Chi è? – mi porse il telefono e quando vidi che era Edward
rimisi le cuffie. Lei si indispettì e me le tolse.
-Bella. Ti ha mandato cinque messaggi, è la terza volta che
ti chiama ed è qua sotto che strimpella il clacson da dieci minuti..o gli
rispondi o giuro che lo mando a quel paese. – presi il telefono e lei tutta
soddisfatta mi sorrise. Schiacciai il rosso e lo misi sul letto. –Beellaaa..Ora
ci torturerà con il clacson..! – infatti qualche secondo più tardi sentii
qualche colpo dalla strada.
-Basta, mi sta venendo mal di testa! – sbottò e uscii dalla
mia camera diretta al salotto. Aprì la finestra e la sentii chiaramente urlare!
–Edward vattene a casa, non ti vuole parlare! Stai rompendo le palle a tutto il
quartiere! – Ecco..ora si che riconoscevo mia sorella! Chissà se avrebbe
smesso.. – Bella..capisco che stamattina sia stata una delusione, ma chiudersi
in casa non serve a niente. Sa dove lavori e già ti pedinava prima..figurati
adesso. Ti prego digli qualcosa, parlagli..mandalo a farsi fottere..ma fa in
modo che capisca dove ha sbagliato. O farete pace o ti lascerà in pace!
-Non ne ho voglia ora..magari fra qualche ora.. – sbuffò
rumorosamente e tornò di là sbattendo la mia porta. Riposizionai le cuffie e
non mi preoccupai neppure di andare a pranzare. Non avevo fame. Restavo solo in
silenzio nella mia camera ad ascoltare la musica..Cielo! Ero tornata ad essere
un’adolescente complessata alle prese con la prima cotta. Mi sentivo
un’imbecille. Non potevo star male così per sta cazzata! Mi stavo addormentando
quando mi sentii strappare le cuffie dalle orecchie con uno strattone!
-Ehi ma che diavolo.. – le parole mi morirono sulla lingua.
Di fronte a me, in camera mia, c’era Edward con le braccia lungo al corpo e il
fiatone.
-Mi spieghi che cazzo ti prende?! – stava alzando la voce
con me? Lo stava davvero facendo? No perché..se si permetteva di dare di
matto..io lo battevo! –E’ un’ora che continuo a chiamarti e non rispondi. Ti ho
intasato il telefono a furia di spedire messaggi!
-Il telefono è silenzioso e non ho visto le tue chiamate!
-Balle! – fece passare una mano tra i suoi capelli. Volevo
farlo anch’io..l’avrei potuto fare anch’io..se solo stamattina le cose fossero
andate come speravo. Se solo stamattina non mi avesse ignorato completamente..
-Si può sapere cosa ci fai in camera mia? – stavo seduta sul
letto con le braccia incrociate, non avevo intenzione di mollare il mio tono
burbero.
-Ero talmente stufo di aspettare per strada che mi sono
deciso a suonare il campanello. Emmett mi ha aperto..
-Per forza..hai rotto i coglioni a tutto il quartiere!
-Tu non rispondevi.. Cristo Santo! Cosa avrei dovuto fare?
Tornare a casa e ignorarti? Come hai fatto tu?
-Come ho fatto io? Edward..è un discorso che non voglio
affrontare adesso. Potrei davvero dirti cose spiacevoli.. – prese un profondo
respiro e si passò un’altra volta le mani tra i capelli, passeggiando
nervosamente. La porta della camera era chiusa e l’orologio segnava le due del
pomeriggio. Era stato tutta la mattinata in strada, ad aspettarmi?
-Scusa Bella..scusa. Non ho parole per chiederti perdono per
stamattina..mi sono comportato come il peggiore degli stronzi e..l’ho capito
solo quando sei andata via. – si era seduto sul mio letto e mi stava fissando,
cercando un contatto con i miei occhi. –Sono stato uno stupido a invitare Tanya
a sedersi con noi..io..
-Non è solo questo..mi hai ignorata da quando è
apparsa..appena l’hai riconosciuta, ti sei staccato da me ed hai degnato di
tutte le attenzioni solo lei.
-Sei gelosa? – sorrise sarcastico, ma io non avevo voglia di
sorridere o ridere. Era una situazione che mi faceva girare altamente le palle,
come se fossero pale eoliche durante una bufera di vento!
-Non ho voglia di scherzare! Sei stato tu a invitarmi fuori,
e la prima persona che incontri mi ignori bellamente..grazie tante. Cavolo ci
stavo a fare al tavolo con voi se eravate incentrati nei vostri discorsi?
-Mi dispiace è che..non ci vedevamo da molto tempo e una
parola tira l’altra..Non mi sono reso conto di..ignorarti. Non sono abituato a
stare con una ragazza..non ne ho mai avuta una.. – lo guardai sorpresa,
inclinando la testa.
-Cosa? – ero davvero sconvolta.
-Tu credi di essere l’unica sulla faccia della terra a non
avere avuto storie a ventitre anni..ma io sono più o meno come te. Solo perché
ho baciato alcune ragazze non vuol dire che sappia come ci si comporta in una
relazione..
-Edward..mi prendi in giro?
-No..non ti prendo in giro. Ti sembra che possa mentirti su
una cosa del genere? Non ho mai avuto una ragazza..se non all’asilo, ma quello
non conta! Sono lo zimbello della mia famiglia..per non parlare degli amici del
liceo..se sapessero che sono ancora vergine credo mi sputtanerebbero per il
resto dei miei giorni. – Edward..ancora vergine?! No..non ci credo. Di sicuro si
sta prendendo gioco di me, per farmi cadere ancora tra le sue braccia.
-Non ci credo..
-Te lo giuro Bella..te lo giuro! – si era avvicinato un
altro po’. Era molto vicino e sentivo il suo profumo, il suo calore. –Mi
dispiace per stamattina..dimmi come posso farmi perdonare..
-Edward..- scossi la testa.
-Ti prego..- il suo era solo un sussurro. Le nostre labbra
erano vicine e come calamite si attraevano. Lasciai fare, senza resistere e
appoggiai le mie labbra sulle sue. Ritrovarono la complicità di quella mattina
e mi parve tutto così naturale. La rabbia sparita di colpo. Lui non aveva mai
avuto una ragazza..era ancora vergine..! Era una cosa da non crederci!
-Dimmi.. Come..Posso..Farmi..Perdonare.. – diceva tra i
baci. Perdonare? Per cosa? Ah si..per questa mattina. Per fortuna che la porta
era chiusa. Non mi accorsi in quale preciso momento, ma lui era disteso su di
me e continuava a baciarmi, le sue mani avevano preso la via del mio fianco,
accarezzandomi la pelle sotto la camicia. Io avevo una gamba tra le sue, si
strusciava su di me, per alleviare un po’ la tensione inguinale ed
era..eccitante. Accarezzavo il suo petto, con la mano libera mentre l’altra era
impegnata a giocare con i suoi capelli.
Una mano era ancora ferma sul mio fianco, mentre l’altra risaliva,
verso il seno. I brividi cominciavano a intensificarsi quando mi accarezzò da
sopra la stoffa del reggiseno. Gemevo, incontrollata. Non ho mai provato tutto
questo e mi piaceva. Dannazione. Si spostò dalla mia bocca per scendere sul
collo, mentre la sua mano passava al di sotto della stoffa, direttamente sul
seno. Le sue mani erano perfette, la pelle morbida, giuste per prendere a coppa
il mio seno e modellarlo. Il respiro accelerò e volevo di più..non capivo cosa,
volevo di più. Quando prese tra le dita il mio capezzolo, dalla mia bocca
uscirono gemiti più forti, che lui si preoccupò di coprire con un bacio.
-Shhh…o ci sentirà tutto il palazzo principessa.. –
sorrideva sulla mia bocca, mentre continuava ad accarezzarmi il seno. In
risposta mossi un po’ la gamba che avevo tra le sue, sfregando il suo membro
attraverso i jeans.
-Bella.. – uscì fuori dalla sua bocca, rocamente. In quel
momento sentimmo bussare alla porta. Ci fermammo impietriti.
-Bella..io ed Emmett andiamo al centro commerciale, ti serve
qualcosa?
-No Rose, grazie..- che diavolo di voce stridula mi era
uscita?
-D’accordo…e voi due li dentro..cercate di fare i bravi! Ci
vediamo più tardi..
Non mi preoccupai di salutarla e so che lei non si sarebbe
offesa. Comunque il momento era stato interrotto..e forse era meglio così.
Edward si staccò da me, sedendomi di fronte, sopra il mio letto. Mi tirai un
po’ su e spinsi i capelli all’indietro con le mani. Ero imbarazzatissima e
notai che anche sul suo volto c’erano gli stessi segni.
-Prima che tu possa dire qualcosa..non hai esagerato! –
pensai di parlare per prima, per tirargli via qualunque dubbio e di fatti lui
si mise a ridere, passandosi una mano tra i capelli.
-Sono così prevedibile? – scossi la testa –Non hai risposto
alla mia domanda.. – lo guardai confusa.. –Come posso farmi perdonare per
stamattina?
Sorrisi e lo guardai allegra. Ormai era tutto
passato..infondo..mi aveva spiegato che non sapeva come comportarsi ed era
stato tutta la mattina ad aspettarmi..potevo perdonarlo!
-Beh, potresti prepararmi il pranzo, dato che non ho
mangiato! – lui mi guardò sorpreso.
-Non ti è venuto il dubbio che io non sappia cucinare? – in
realtà si, mi era venuto..machissenefrega! L’avrei aiutato io! Era solo una
scusa per stare insieme..
-Oh..se fosse così..non saprei proprio cosa farti fare, per
perdonarti.. – dissi sconsolata. Lui si alzò dal letto ridendo.
-Allora è una fortuna che io viva solo da qualche anno e che
abbia imparato a cucinare qualche piatto decente! – lo guardai stupita e lo
raggiunsi, saltandogli in braccio.
-Ti ho già perdonato..ma il pranzo lo voglio lo stesso! –
gli schioccai un bacio a stampo. E poi lo guidai verso la cucina. Ok..non
sapevo realmente cosa ci fosse in casa per poter pranzare, né se la cucina era
almeno presentabile..ma diavolo! Edward Cullen stava per cucinare per me!
-Allora..cosa vuoi per pranzo, principessa? – risi e aprii
il frigo.
-Vediamo cosa hanno lasciato quei due..
uhm..uova..pancetta..formaggio..oh..salsa di pomodoro! Fantastico! Se siamo
fortunati c’abbiamo pure una scatoletta di tonno e facciamo festaaa! – dissi
ironica e lui scoppiò a ridere.
-Guarda che mangio anche un panino! – sorrise verso di me.
Lo guardai storta.
-Chi ti dice che pranzi con me?! Tu devi solo preparare..poi
puoi tornartene a casa! – gli feci la linguaccia e prima che potessi capire
cosa succedeva ero intrappolata dalle sue mani che mi facevano il solletico,
contro il frigo.
-Piccola pestifera! Così mi lasceresti senza pranzo?! –
ridevamo entrambi.
-Scherzavo..scherzavo..ma lasciami..! – non avevo più fiato.
Mi appoggiai al frigo, quando lasciò perdere il solletico e mi accarezzò le
parti che aveva scosso, per calmarmi.
-Dai..prepariamo qualcosa che ho fame! – presi il tonno
dalla credenza e preparai velocemente un po’ di sugo con il pomodoro, per
condire la pasta. Lui aveva iniziato a preparare la tavola e mi sentivo
agitata, nel vederlo muoversi con disinvoltura. Apriva gli stipetti e
cercava..come se fosse a casa sua. E pensavo..si..che sarebbe stato bello un
giorno..vivere così. No ma che diavolo pensavo?! Erano a mala pena due giorni
che lo conoscevo e facevo ‘sti pensieri? Mi sa che Rose mi avrebbe vista presto
nel suo studio!
-Pasta lunga o pasta corta? – mi guardò storto.
-Lunga! – bene..avevamo qualcosa in comune. Anch’io adoravo gli
spaghetti. Ero persa nel girare la pasta e non mi ero accorta che si stava
avvicinando a me. Mi ha abbracciata da dietro, come l’altra sera al bar di
Emmett, ed ha appoggiato il mento alla mia spalla.
-Sei sexy quando cucini, principessa.. – Dio aiutami tu!
Datemi la forza per resistere e non saltargli addosso! Mi accarezzava la
pancia, da sotto la camicia e lasciava dolci baci sul collo. Alla fine stavo
cucinando io e non mi dispiaceva per niente. Ero troppo presa dalle sue mani
che salivano sul mio seno, accarezzandolo, per girare la pasta e fare
attenzione alla cottura.
-Edward.. – gemetti. Il suo nome riempiva bene le mie
labbra, mi piaceva pronunciarlo..mi piaceva chiamarlo così. Aveva un nome
bellissimo che ormai si era stampato a fuoco nella mia mente e nel mio cuore.
Ero completamente in balia delle sue mani, dei suoi baci umidi sul collo, dei
suoi sospiri, come se si stesse eccitando lui stesso. E forse..forse era
proprio ciò che sentivo all’altezza del mio fondo schiena, la sua eccitazione.
-Controlla la pasta principessa..o la mangeremo colla! –
sorrise al mio orecchio e mi lasciò andare. Si certo..come se adesso avessi la
lucidità anche solo per capire dove fossi. Respirai profondamente e assaggiai
uno spaghetto. Era pronto..Diavolo aveva un orologio in pancia?!
Scolai la pasta, la feci saltare in padella con il sugo e
poi impiattai. Edward era seduto sulla sedia in cui solitamente si sedava
Emmett e aveva avvicinato la sedia in cui mi sarei dovuta sedere io, fino a
fare toccare le estremità in legno. Sorrisi e scossi la testa, ma mi sedetti
vicino a lui. Mi fece i complimenti e io risi.
-In realtà..avresti dovuto cucinare tu, per me..per farti
perdonare.. – lui sorrise e scosse la testa.
-Se proprio ci tieni ad assaggiare la mia cucina..ti invito
a pranzo a casa mia! Domani? – lo guardai allibita. Stava dicendo sul serio? Si
insomma..un conto era stare qui, e già le mie facoltà mentali erano a rischio,
un conto era casa sua..completamente soli.
-Ci sto! A patto che farai tu ogni cosa! – sorrisi. Parlammo
del più e del meno per il resto del pranzo. Alla fine avevamo sistemato i
piatti in lavastoviglie ed eravamo comodi sul divano, lui seduto al centro ed
io avevo portato le mie gambe su di lui. Gli piaceva accarezzarmi..non
importava dove..voleva avermi tra le sue mani. E questa era una frase
maledettamente maliziosa..che ci fece ridere quando la pronunciò. Ma da
lì..l’atmosfera si fece più calda e mi portò in bracciò suo, iniziando a
baciarmi con passione. Forse capendo che non era il caso di rimanere lì, si
alzò in piedi ed io mi aggrappai come una scimmietta, e finimmo in camera,
sdraiati sul letto a riprendere ciò che facevamo prima.
Questa volta però, i vestiti finirono a terra, e rimanemmo
solo con l’intimo. Ero imbarazzata perché non mi era mai piaciuto il mio corpo,
troppo snello e non avevo neppure un po’ di tette, soprattutto se paragonata a
quella Tanya. Edward invece era bellissimo. Non era muscoloso come Jacob ma le
braccia erano forti e le gambe ben definite. Gli addominali sulla pancia non si
vedevano, coperti da un lieve strato di pancia..che mi faceva impazzire. Non
sapevo quello che stavo facendo, ma ero su di lui, a cavalcioni sul suo bacino
e sentivo il suo membro a contatto con la mia intimità, attraverso lo strato
delle nostre mutande. Era eccitante e continuavo a baciare e mordere il suo
petto e il collo. Poi mi feci più audace..insomma..lui si limitava a
massaggiare il mio seno e, per quanto lo adorassi, avevo bisogno di più. Scesi
con una mano e l’accarezzai attraverso la stoffa del boxer.
-Bella.. – gemette forte. Ripetei l’operazione un’altra
volta e poi ancora. I suoi occhi chiusi e la faccia concentrata mi dettero la
spinta per fare di più. Così abbassai i boxer e accarezzai da prima i testicoli
con le unghie –Mmmm… - il suo mugolio mi invitò a continuare con la mia idea
malsana. Presi il suo membro nella mano ed iniziai un lento movimento
verticale. Mi abbassai fino ad arrivare con la bocca al suo collo e lo baciai,
lo morsi, mentre dalla sua bocca uscivano incontrollati mugolii di piacere.
Finché non aumentai il ritmo, sempre più veloce e allora lo sentii ingrossarsi
nella mia mano e il suo corpo che si irrigidiva –Oddio Bella.. – un gemito più
forte degli altri ma veloce, mentre veniva sulla mia mano. Non mi capacitavo di
quello che avevo fatto! Questa non ero io! Che diavolo! Mi alzai veloce,
prendendo i fazzoletti dalla scrivania e mi pulì una mano, porgendone alcuni a
Edward che pensò a pulire se stesso. Ero rossa dall’imbarazzo..non potevo
credere di..di averlo fatto. Ancora in lingerie aspettavo, sul bordo del
letto..si ma cosa? Che qualcuno venisse a prendermi per togliermi
dall’imbarazzo? Eppure..eppure a parte l’imbarazzo..non me ne pentivo. L’avevo
fatto godere, ero stata capace di fare venire un ragazzo e..dovevo esserne
fiera no? Ma lo stesso..mi sentivo ancora più contenta..forse perché avevo dato
piacere proprio a Edward?!
-Principessa..c’è qualcosa che non va? – aveva tirato su i
boxer e si era seduto dietro di me, abbracciandomi.
-Mi sento solo un po’ in imbarazzo..lo sai..per me è tutto
nuovo..
-Lo è anche per me e..sei stata meravigliosa per me.
-Davvero? – lui mi sorrise e mi diede un bacio dolcissimo
sulla bocca.
-Ora mi sorridi? Non mi piace vederti triste.. – feci come
mi aveva chiesto, non perché era una sua richiesta..ma perché ero felice. Con
lui..avrei dovuto accantonare ogni mio dubbio e vivere serena! Le sue mani
iniziarono ad accarezzarmi le cosce e con uno scatto fulmineo era in ginocchio
davanti a me.
-Vuoi..sentire cos’ho provato io? – i suoi occhi, ora verdi
scuro, mi fecero perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Se lo volevo?
Qualsiasi cosa con lui..annuii solamente, incapace di proferire parola, per il
timore che la mia voce suonasse stridula.
-Rilassati principessa..- mi stesi sul letto e lui prese a
baciarmi le gambe, fino a risalire sul mio ventre e poi sul reggiseno. Lo
slacciò con una mossa veloce..sembrava l’avesse sempre fatto. E poi..invece che
torturare i miei capezzoli con le mani, prese a giocherellarci con la lingua.
Li succhiò forte e diede qualche leggero morso, per stuzzicarli, con i denti.
Dio la sua bocca! Intanto una mano aveva preso a salire dalla caviglia, poi sul
ginocchio e sulla coscia per poi passare ad accarezzarmi l’intimità attraverso
gli slip. Stava facendo davvero tutto quello che avevo fatto io..e mi rendevo
conto di quanto desiderassi che le sue dita si spostassero al di sotto..
Non ho avuto il tempo di formulare quel pensiero che le sue
mani mi tolsero gli slip e prese ad accarezzare il mio centro con le sue dita e
poi ne infilò uno all’interno. Dio! Nessuno aveva mai fatto questo per
me..nessuno mi aveva mai toccato così. Nessuno..lui era il primo e..diamine se
mi piaceva! Gemevo e mugugnavo qualcosa di incomprensibile..era dannatamente
eccitante come si stava muovendo dentro di me..la sua bocca ancora indugiava
sui miei seni ed io..io volevo di più.
-Edward.. – biascicai roca. Speravo che capisse senza
bisogno di parlare, me ne sarei vergognata a vita..Il suo dito, dentro di me
non mi bastava più..il mio corpo chiedeva altro.
-Dimmi principessa, dimmi cosa vuoi.. – Cielo quella voce.
Agitai il bacino contro la sua mano, cercando di fargli capire cosa mi servisse
per stare bene, per essere appagata..no appagata no. Felice. Si felice si! Dio
che pensieri incoerenti. –Oh.. – era estasiato e non disse più nulla..fece
uscire il dito, e mi lamentai in disapprovazione..ma una scossa elettrica mi
paralizzò quando si unì un altro dito, a quello di prima.
-Oddio.. – non avevo la forza di dire altro. Gli occhi
chiusi, le braccia semiaperte sul letto a stringere le lenzuola, la sua bocca
ancora sul mio seno..finché non agitò più velocemente le sue dita e sentii una
forte scarica attraversarmi il corpo, scuotendomi tutta e un calore irradiarsi
nel mio centro. – Edward.. – gemetti. Non so che tono avessi, non so che volume
avesse la mia voce. Non me ne fregava un fico secco. Era l’emozione più bella
che avessi vissuto e volevo godermela a pieno. Si sdraiò affianco a me,
prendendomi tra le braccia. Lui con solo indosso i boxer, io completamente
nuda.
-Sei bellissima, lo sai?
-Smettila di dirlo..o me ne convincerò anch’io! – lo dissi
sorridendo e lui scoppiò a ridere. Poi..poi disse qualcosa che mi lasciò
perplessa.
-Grazie.. – ora..va bene che avevo il cervello completamente
fuso, con una enorme scritta sopra lampeggiante “TILT” ma..ma davvero era
incomprensibile il suo ringraziamento. Per fortuna, prima che potessi anche
solo formulare una frase di senso compiuto per chiedergli il motivo, lui
continuò il suo discorso. – Per essere meravigliosa con me..
-Sono io che ti ringrazio..per avermi scelta, per avermi
confessato ciò che provi..per avermi fatto provare tutte queste cose che..non
immaginavo neppure. E’..è stato fantastico Edward..
-Oh..Non immagini quanto lo sia stato per me! Erano anni che
sognavo il tuo corpo, ogni dannata notte.. – si coprì il volto con una mano
mentre mi voltavo a guardarlo curiosa e stupita. –Dio, dovrei tenermi i
pensieri per me..è che non ce la faccio..mi viene voglia di dirti tutto..
-E allora..non trattenerti! Io..si magari sarò imbarazzata,
ma arrossisco per ogni cosa, e non sarò esperta ma..e’ bello che tu mi dica
ogni cosa.. – mi lasciò un bacio sulla fronte e poi ci infilammo sotto le
coperte, per riposare un po’.
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