mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 14: Dad



Capitolo 14: Dad

30 Aprile 2011 Ore 11:30

Pov Bella.

Questa mattina ci siamo alzati presto io e Edward ed eravamo andati a comprare i cornetti, cioccolata e caffè per tutti, per poi fermarci al supermarket a comprare qualcosa per mangiare in questi giorni. Era così bello andare a fare la spesa con lui, mi sembrava di essere davvero una coppia felice e consolidata. Ormai non avevo nulla da invidiare a tutte le coppiette che incontravo per strada, come facevo un tempo..lui mi bastava, lui era il meglio che potevo scegliere..il miglior ragazzo che potesse scegliere me.
Dopo aver fatto una colazione abbondante ci eravamo accordati per raggiungere il cimitero. Indossai il mio jeans con la blusa nera che adoravo e che arrivava appena sotto il sedere. Le mie immancabili converse, gli occhiali da sole, una sciarpa e il cappotto..le temperature qui erano ancora basse.
Ed ora eravamo qui, di fronte alla tomba di papà. Charlie Swan. Avevo fatto visita a un’amica di mio padre, Sue Clearwater, che mi lasciò qualche fiore da portare al mio papà. Rosalie si teneva stretta a Emmett e in quel momento, per la seconda volta, lo ringraziai silenziosamente di esserci. Aveva visto il mio sguardo e aveva capito, senza che potessi dire altro. Sapevo quanto potesse soffrire mia sorella, senza dire una parola all’esterno..

<<Ad un amico divertente, ad un compagno di avventure, ad un uomo speciale e particolare, ad un padre indimenticabile e insostituibile. >> la frase che troneggiava sotto la data della sua morte.

Ma eravamo qui e guardavamo la foto di papà, con i suoi baffetti e la divisa che era fiero di portare. Le braccia di Edward mi avvolsero e mi strinsero a se ed io mi beai di quella sensazione di liberazione..era come se fossi stata in grado di togliermi i brutti pensieri e farli defluire, con un solo abbraccio. Aveva davvero poteri miracolosi. E’ in quel momento che iniziai un discorso, probabilmente facendo stare male tutti, che non se lo aspettavano.
-Ciao papà..hai visto..alla fine siamo venute a salutarti..è vero, è molto che non passiamo da qui, però abbiamo molto da fare e non è molto semplice spostarci. – presi un respiro profondo, mentre le mani di Edward raggiungevano le mie, lungo il corpo e presero a giocare con le mie dita. Si..grazie Edward, ho bisogno della tua forza ora. –Sai papà..io e Rosalie ce la stiamo cavando alla grande! Lei, qui dietro di me, un po’ impaurita e ferita da tutta questa situazione, è diventata un ottima psicologa e lavora all’ospedale..mentre io..beh ho ancora qualche esame e poi sarò un’insegnante elementare. I bambini mi piacciono un sacco..Ma ovviamente tu da lassù sai già tutto.. – In quel momento sentii dei singhiozzi e una mano sulla mia spalla, delicata. Sapevo già a chi appartenesse. –Sai papà..tua figlia maggiore vuole fare la forte e la sostenuta, ma piange proprio come una bambina..e pensare che non voleva neppure che il suo ragazzo l’accompagnasse..te la immagini Rose che piange?! Eppure è tutto vero..ma tu da lassù di certo ci stai guardando..
Parlavo spesso con mio padre, quando ero chiusa in camera mia, senza che nessuno potesse sentirmi..solo io e lui e tutti gli angeli che ci circondavano. Non ero solita a credere a queste cose..ma l’abbandono precoce di mio padre mi fece credere in altre cose, diverse da quelle di prima.
-Sai papà..tua figlia Isabella è molto testarda, un po’ come la mamma..ma la dolcezza, la determinazione, e la passione è decisamente tutta tua.. – sorrisi alla forza che ci stava mettendo Rose per parlare con lui, in quella situazione. –E’ diventata grande..è diventata matura e lavora sodo per ottenere ciò che vuole..Ma sono sicura..che tu da lassù..la stai osservando..
-Sono sicura che tu sia lì ad occuparti di noi, ci osservi, ci guidi..ci consigli silenziosamente..proprio come facevi quando eri ancora qui, affianco a noi. E a volte posso sentire ancora il ricordo dei tuoi passi cadenzati quando venivi ad osservarci in camera, per controllare che stessimo bene mentre dormivamo..
-Ed io posso ancora vedere il tuo sorriso illuminarti gli occhi quando venivi a prenderci all’aeroporto, felice che avremmo passato le vacanze estive con te..e non c’era momento migliore dell’anno. I nostri momenti speciali.
-Le persone che ci accompagnano oggi, siamo sicure che tu le stai osservando, ovunque tu sia, e che ci proteggerai, come hai sempre fatto..perchè ci ami..anche da lassù..e noi ti amiamo..anche se sei lassù.. – la mia voce si era incrinata dalle lacrime. Avevo fatto la forte, ma ora..ora era difficile affrontare questo. Dirgli quanto bene gli volevamo. Dopo un attimo di silenzio, in cui le figure di Edward ed Emmett apparivano due angeli custodi, due rocce a cui appoggiarci..Rose rise debolmente.
-Anche Bella piange come una bambina ora..visto che mi prendeva in giro prima?! – sorrisi anch’io e mi chinai appena, lasciando un bacio con la mano sulla fotografia di papà.
-Non ti ho detto quanto bene ti volevo, quando ne avevo l’occasione..ma ora che sei lì a guardarci..io credo che tu possa saperlo. Non c’è bisogno per me di dimostrarlo..Mi manchi papà..
-Mi manchi papà.. – le nostre lacrime scendevano in sincrono, mentre ci voltammo e tornammo a casa. Edward mi teneva la mano, ben salda ed Emmett aveva avvolto un braccio intorno alle spalle di mia sorella. Ero fortunata..fortunata ad avere loro con me.

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