Epilogo.
24 Dicembre 2012 Ore 23:30
Pov Edward.
Mancava mezzora a Natale. Un altro natale. Un altro giorno
importante. Mancava mezzora a Natale ed io e Bella eravamo seduti sul divano di
pelle, nel nostro salotto, io affianco a lei, con le mani intrecciate. Mi
piaceva, ultimamente, giocare con quel piccolo cerchio dorato che troneggiava
presuntuoso sul suo anulare sinistro, in quelle mani vuote..riempite solo dalle
mie. Attorno a noi i nostri amici, frequentatori accaniti della nostra
villa..perchè spaziosa, perché comoda..perchè semplicemente gli andava di stare
in mezzo ai piedi, diciamoci la verità!
Alla fine ci siamo sposati a Maggio..non volevamo sposarci
con il freddo e neppure con il caldo..e Maggio ci era sembrato il periodo
perfetto. Quel giorno non lo dimenticherò mai. Lei accompagnata da Emmett,
aveva camminato a testa alta sul tappeto rosso che aveva provveduto a stendere
proprio mia sorella. Ci eravamo sposati in una chiesetta piccolissima, fuori
New York..in un posto sconosciuto. Ovviamente Alice all’inizio non ha apprezzato,
e neppure mia madre..ma poi si sono dilettate a ornare con fiori e drappi in
tulle i banchi della chiesetta..riuscendo a rendere magico un posto anonimo.
Anonimo solo fino a quel giorno. Per me e Bella quella piccola chiesetta
significa molto. Significa amore. Si..perché l’amore non ha bisogno di grandi
cose..no? Non ha bisogno di due persone che passano anni insieme prima di
sposarsi, non ha bisogno di grandi gesti eclatanti, non ha bisogno di una casa
lussuosa o regali costosi..ha bisogno dell’essenziale. L’essenza dell’amore sta
nelle persone che lo vivono. Sta nella sincerità di uno sguardo, di alcune
parole..sta nell’incertezza dei primi tempi, del timore di conoscere qualcuno
che ti ha rapito il cuore. L’amore sta nei gesti quotidiani che compi insieme,
nel preparare la colazione assieme, nel trovare la tua compagna a casa che ti
sorride quando torni dal lavoro, sta nel preparare i dolci insieme quando avete
del tempo. L’amore è quel sentimento, quell’esperienza, quel legame che tiene
unite due persone solo con uno sguardo, che non ha bisogno di parole per
consolidarsi.
Ovviamente..per l’organizzazione del matrimonio c’è voluta
molta pazienza, tanta forza di volontà e sangue freddo. Sia per me, sia per
Bella. Alice non la fermava nessuno..e mia madre, purtroppo le andava dietro.
Aveva avuto da ridire per ogni componente he avevamo preso per la villa, anche
se adesso adora tutto l’insieme. Ha assillato Bella perché voleva che il
ricevimento si tenesse in un super lussuoso albergo di New York, quando io e
mia moglie volevamo qualcosa di intimo. Alla fine ho creduto davvero che Bella
volesse investirla con l’auto..ma abbiamo portato pazienza e con calma abbiamo
preso in mano la situazione, con l’aiuto di mio padre, e abbiamo spiegato alle
due donne-assatanate che volevamo davvero, con tutto il cuore, qualcosa di
intimo. Quella giornata è stata perfetta. Avevamo il timore che Alice potesse
esagerare con il vestito da sposa..e invece..era magnifico. Persino Bella non
ha trovato un solo difetto..era perfetto. Aderente sul busto, morbido sulle
gambe..lungo ma senza uno strascico abbondante. Lo scollo a cuore e le maniche
corte, ricamate come il bustino del vestito. Una leggera stola sulle spalle,
legata dietro e un velo a metà schiena che le ricadeva su un’acconciatura
semplice, che lasciava sciolte qualche ciocca. Era..una visione. La donna più
bella che io avessi mai visto. Quando è apparsa di fronte a me, non sapevo come
distogliere lo sguardo..ero completamente attratto da lei..dalla sua camminata,
dai suoi occhi lucidi ed emozionati.
Ogni tanto ripenso un po’ a come è nato tutto questo..a come
abbia sprecato del tempo prezioso dietro a delle insicurezze che non avevano
ragione d’esistere. Ma nonostante tutto..sono contento che sia andata così.
Sono felice che la donna che ho al mio fianco mi sorrida, mi dica che mi ama e
che accarezza il pancione al settimo mese di gravidanza. La piccola creaturina
che arriverà troverà due genitori che si amano, che costruiscono con lei la
loro vita, che impareranno a conoscersi giorno dopo giorno..come lei. La cosa
più bella di questi tempi è il sorriso di Isabella..lei sorride sempre.
Quando parlano degli umori ballerini delle donne incinte
spesso credo che Bella forse, non è davvero incinta e che quella pancia sia
dovuta ai troppi dolci..ma poi un calcio forte e deciso ci fa capire che
no…quella vita c’è dentro di lei. Ma i suoi umori sono uguali a prima.. il suo
carattere non è mutato di una virgola. Mi sorride, dolcemente, mi sgrida se
faccio qualcosa che non va..e mi bacia come se non avesse fatto altro nella
vita.
Sento la sua mano che stringe un po’ di più la mia e mi
volto a guardarla. Il suo cipiglio preoccupato mi riscuote dai miei pensieri.
-Non c’è nulla principessa..stai tranquilla!
-Sicuro? – annuii e sorrisi.
-Ero solo perso nei miei pensieri.. – sussurrai più vicino a
lei.
-A che pensavi? – mi avvicinai e le diedi un bacio dolce, a
fior di labbra.
-A te principessa..al nostro matrimonio..a questo splendido
dono che mi hai fatto.. – dissi portando una mano sulla pancia. Lei sorrise, ed
arrossì un poco. Ancora..ancora non è sparita questa cosa..ancora si emoziona e
si imbarazza. E’ dolcissima.
-Amore.. – sussurrò ancora rossa per l’imbarazzo.
-Shh…non dire nulla. E’ tutto perfetto così! – le sorrisi.
-Ragazzi cosa ne dite se iniziamo a scambiarci i regali? Li
apriremo tutti dopo la mezzanotte ma così facciamo prima.. – sorridemmo tutti
alla proposta di Rose. Lei teneva tra le braccia l’addormentata Chantal che
aveva pochi mesi. Di sicuro voleva andare a casa presto, per farla riposare
tranquillamente.
Mi alzai e presi i nostri pacchetti da sotto l’albero
porgendoli al posto di Bella.
-Ehi aspetta..per Rosalie ce n’è uno in più..ma voglio
darglielo io.. – sorrisi a mia moglie. Che bello chiamarla così. Certo..non
aveva voluto cambiare a tutti gli effetti il cognome..probabilmente per non
staccarsi da suo padre completamente..ma era comunque mia moglie. Ed era
bellissima. Indossava un vestito di lana fino a metà gamba che stretto com’era
risaltava ancora di più la sua pancia. I capelli cioccolato le ricadevano sulle
spalle, morbidi e gli occhi brillavano. Adorava il Natale. Andai ad aiutarla,
per tirarsi su e le camminai vicino quando si mosse per andare da Rose.
-Ehi Ed..non devi mica essere la sua ombra.. – lanciai
un’occhiataccia ad Emmett che cercava di prendermi in giro..quando lui era
stato il primo a fare di tutto per sua moglie quando scoprì che era incinta.
Per poco non la lasciava neppure vestire da sola.
Quando scoccò la mezzanotte partirono gli auguri, un po’ silenziosi
rispetto al solito, per non svegliare la piccola. E vidi Bella fermarsi un
attimo. Mi avvicinai a lei che sorrideva e mi prese la mano, appoggiandola in
una parte della pancia. Sentii chiaramente uno dei piedini scalciare, più
volte. Sorrisi e gli occhi mi si inumidirono per l’emozione. La baciai
dolcemente e lei ricambiò. Non avevamo bisogno di molte parole..ci bastavano
gli sguardi..quelli..parlavano più di mille parole.
Scartammo i regali insieme agli altri, tra risate e scherzi.
Quando Rose aprì il regalo personale di Bella si mise a piangere.
-Bella..ma..come hai fatto? – mia moglie scosse le spalle e
sorrise.
-Ho semplicemente avuto molto tempo libero e insieme ad Esme
ho girato per le bancarelle..ti piace? – Lei sorrise ed annuii felice. Vidi chiedere
ad Emmett di allacciarle il braccialetto in corda, stile indiano e essere la
persona più contenta del mondo. Ma dentro al pacchetto ce n’era uno più
piccolino, per la piccola Chantal, che Rose allacciò subito, felice. Tutto..in
ricordo di un Natale che ha cambiato le loro vite..che le ha portate a New
York.
Quando dopo un’altra ora ci lasciarono soli io raggiunsi mia
moglie e la presi in braccio. Lei ovviamente prese a protestare.
-Edward..ho il peso di una balena incinta..per favore
lasciami! – ridevo sempre, ogni volta che faceva paragoni stranissimi con
animali che non sapevo neppure da dove spuntassero nella sua testa. Me ne
fregai, ovviamente, e continuai a portarla con me. Aprì la porta della camera
da letto e l’adagiai sul nostro fantastico e comodissimo letto matrimoniale.
-Ora ti suonerò qualcosa.. – sorrisi. Come ci era finito un
pianoforte nella camera da letto? Semplice..era il regalo di Bella..insieme ai
miei genitori. Ovviamente non poteva permettersi tanto..ma aveva la necessità
di averlo in camera, di potermi sentire suonare stesa sul letto..diceva che si
rilassava, che era emozionante come suonavo..e che ero sprecato in quel liceo.
Così insieme a Esme e Carlisle per quel Natale avevano fatto arrivare questo
bestione..nella nostra camera da letto.
-Cosa mi suoni amore? – si stese sul letto, appoggiando la
testa sulla mano e mi fissava sorridente. Sapevo quanto amava quel momento.
-Cosa ne dici se suono “When You say Nothing At All”? – la
vidi restare stupita e poi sorridermi.
-Ma non è una canzone natalizia..- obiettò.
-Lo so..ma voglio sentirti cantare per me.. – lei sembrò
stupita e poi sorrise abbandonandosi contro il materasso. Aveva una voce
dolcissima..adoro la sua voce, adoro quando canta sotto la doccia o quando
intona qualcosa mentre io suono.
-Edward..sono stanca.. – sussurrò. Si rifiutava sempre di
cantare se glielo chiedevo. Diceva che si imbarazzava perché non era brava ed
era stonata…era vero..non era una cantante..ma dannazione era dolcissima. Per
me era la migliore cantante al mondo. Non c’era nessun altro in grado di farmi
venire i brividi come la sua voce.. mi avvicinai un po’ di più..ormai deciso a
lasciar perdere.
-Allora vorrà dire che suonerò e tu ti metterai sotto le
coperte ad aspettarmi..okey? – lei mi sorrise ed io scesi a baciarle la fronte.
Le sue mani corsero a prendere le mie per accarezzarle. Era un gesto che mi
faceva sentire al sicuro. Lo facevo sempre..lo facevamo sempre. Tenevo la sua
mano, o entrambe, e giocavo con le sue dita..le accarezzavo, le baciavo, le
tenevo solo intrecciate alle mie. Mi dava sicurezza, mi dava amore, mi faceva
sentire protetto e mi faceva pensare che fosse lo stesso per lei.
-Canterò per te..ma voglio cantare una canzone di
natale…facciamo…uhm… - si mise a pensare..anche se io avevo già in mente la
melodia –Silent Night?! – propose dopo qualche secondo. Io sorrisi. Sapevo che
l’amava..in quei giorni la canticchiava sempre mentre cucinava, mentre
passeggiava per casa.
-Vieni con me al piano? – proposi sapendo che non mi avrebbe
detto di no..perchè amava starmi accanto. Mi sorrise e si alzò lentamente,
camminando al mio fianco e prendendo posto sul seggiolino. Misi le mani sui
tasti e iniziai le prime note. Quando la sentii iniziare a cantare mi rilassai
ancora di più. Erano i momenti che preferivo questi.
Adoravo ogni momento con lei, guardarla negli occhi,
prepararle la colazione prima di andare a scuola, cercarle le cose quando le
perdeva..adoravo ogni singola cosa di lei. Ma quando eravamo in due a
farle..allora era ancora più speciale. Preparavo la colazione ogni mattina..ma
quando lei si svegliava con me e tostava il pane mentre io preparavo il
caffè..era il momento migliore della giornata. Mi piaceva averla attorno a me,
mi piaceva condividere tutto..amavo ogni singola cosa di lei. L’espressione di
pura leggerezza e serenità che ha quando dorme, tra le mie braccia. La faccia
sconvolta quando si sveglia al mattino. I gemiti di quando facciamo l’amore..il
suo modo di chiamarmi nei momenti di intimità. Il mio nome sulle sue labbra, la
melodia dolce quando mi dice “ti amo”.
Silent night, holy night!
All is calm, All is bright
Round yon Virgin, Mother and Child
Holy Infant so Tender and mild,
Sleep in heavenly peace,
Sleep in heavenly peace.
La sua voce dolce che canta questa melodia mi fa sorridere,
mi fa diventare allegro, mi riempie il cuore, la mente, ogni fibra del mio
essere. Non so come ho fatto ad innamorarmi di lei..non me ne rendo conto se ci
penso. Ricordo solo di averla vista, il suo modo di vestire un po’ controcorrente,
il modo di legare i capelli a mo’ di “chissenefrega” e gli occhiali sul volto,
a nascondere in parte quel bellissimo viso. Non so se sia stato il suo tono di
voce, lo sguardo divertito che notavo nei suoi occhi castani quando guardava
Emmett. Non so se mi sono innamorato di lei per la sua sbadataggine, per il
modo di portare le ciocche di capelli dietro l’orecchio. O se me ne sono
innamorato per il modo di camminare spensierato e sensuale che lei neppure
sapeva di avere.
Probabilmente me ne sono innamorato per tutto un insieme di
cose, per il suo sorriso dolce, per la tenerezza che alcune volte si lasciava
sfuggire con Jacob ed Emmett, per il modo concentrato in cui preparava certi
drink. E poi…più passava il tempo..più i pezzi tornavano al loro posto. Amavo
l’espressione confusa che aveva in certi momenti, quando non capiva qualcosa, o
quella stizzita quando c’era qualche cosa che non andava bene..o quella
stressata, che l’anno scorso ho visto perennemente sul suo volto ogni volta che
tornava dalle compere con mia sorella. Amo l’espressione spensierata che ha
quando sta preparando la cena o il pranzo, quando si siede in divano e legge
alcuni dei suoi libroni, il modo che ha di arrotolare una ciocca di capelli sul
dito e tormentarla, finchè non ha finito di leggere. Amo il modo che ha di
mangiucchiarsi le unghie quando è tesa, o l’espressione arrabbiata di quando
discutiamo alle volte.
Silent night, holy night!
Shepherds quake at the sight!
Glories stream from heaven afar;
Heavenly hosts sing Al-le-lu-ia!
Christ the Saviour is born!
Christ the Saviour is born!
Silent night, holy night!
Shepherds quake at the sight!
Glories stream from heaven afar;
Heavenly hosts sing Al-le-lu-ia!
Christ the Saviour is born!
Christ the Saviour is born!
Ma la sua voce..quella è una cosa a cui tengo
particolarmente. La sua voce e le sue mani. Nessuna implicazione sessuale, sia
chiaro! Anche se ammetto che fare l’amore con lei è l’esperienza più sublime al
mondo. La sua voce soave, dolce, tenera..mi fa addormentare la notte, perché
ogni momento mi ripete quanto mi ama, mi dice quanto è fortunata ad avermi ed
io sorrido, mi lascio cullare. E’ qualcosa che ama fare per me..come a me piace
addossarla sul mio corpo e sentirla su di me, quando dormo. Non è mai successo
che durante la notte la schiacciassi, trovavamo sempre il nostro equilibrio, il
nostro posto. La sua voce..che ora canta delicata queste parole, questa canzone
natalizia che era la preferita di suo padre e che lei ama particolarmente. La
sua voce che mi rimprovera quando faccio qualcosa di sbagliato ma che poi torna
dolce, chiamandomi “amore” anche mentre discutiamo. Ma le sue mani..loro sono
la mia forza, quando cerco del coraggio lo trovo in lei, in quei piccoli
tocchi, in quelle carezze che non tutti notano, ma che per noi sono
importantissime. Ho la necessità di sentire le sue mani sulle mie, le sue dita
che si intrecciano, che giocano con le mie, che le accarezzano dolcemente. In
quel momento mi sento talmente forte da poter fare di tutto…so che per lei è la
stessa cosa. Lo vedo nel suo sguardo smarrito, quando mi cerca in una stanza
affollata e non mi trova al suo fianco, o quando è troppo tempo che stiamo
distanti..le nostre mani si cercano..e si trovano, incontrandosi subito.
Silent night, holy night!
Wondrous star, lend thy light!
With the angels let us sing
Alleluia to our King!
Christ the Saviour is here,
Jesus the Saviour is here!
Silent night, holy night!
Wondrous star, lend thy light!
With the angels let us sing
Alleluia to our King!
Christ the Saviour is here,
Jesus the Saviour is here!
Non so come sarà il nostro futuro..non so se Bella troverà
un lavoro stabile, me lo auguro, perché se lo merita, perché con i bambini è
davvero fantastica. Qualche mese ha avuto un contratto per sostituzione
malattia ed ha fatto un gran lavoro. Tornava a casa ogni giorno soddisfatta di
se stessa, emozionata per la giornata dopo, elettrizzata per aver gioito e
giocato con i bambini. Non so se avremo altri figli, io spero di si..adoro
anch’io i bambini e molto di più se sono miei. Mi spaventano le notti insonni,
le alzatacce per quando piangeranno, la perdita completa della privacy e
dell’intimità tra me e mia moglie..ma ne varrà la pena. Adorerò giocare con le
bambole di mia figlia una volta tornato a casa dal lavoro, adorerò portarle
sulle spalle e farle girare per casa, adorerò trasgredire ogni regola imposta
da Bella, solo per farla infuriare e vedere la sua bellissima espressione
arrabbiata sul volto per poi ridere insieme ai miei figli. Mi spaventa non
sapere come si fa effettivamente il padre, mi spaventa deludere mia moglie,
deludere i miei figli…ho una dannata paura di non essere abbastanza di non
avere imparato bene da Carlisle..ho il timore di non essere forte, dolce,
comprensivo, educativo..
E’ in quel momento che sento le dita di Bella intrecciare le
mie, mentre si muovono sul piano. Sta suonando con me. Prima di adesso non
l’aveva mai fatto. Le sue dita sono appoggiate sulle mie, molto più grandi
delle sue, e spingono sui tasti insieme a me. sorrido, voltandomi a
guardarla..mentre lei continua a cantare, sorridendomi. Chissà se ha capito i miei
dubbi..chissà se è stato un caso che proprio in quel momento le sue mani
intrecciassero le mie. Eppure..eppure ho quel coraggio che mi fa andare avanti,
quella determinazione che mi dice che ce la farò. Perché ho lei al mio fianco.
Silent night, Holy night!
Son of God, love's pure light
Radiant beams from Thy holy face,
With the dawn of redeeming grace,
Jesus Lord at thy birth;
Jesus Lord at thy birth.
Silent night, Holy night!
Son of God, love's pure light
Radiant beams from Thy holy face,
With the dawn of redeeming grace,
Jesus Lord at thy birth;
Jesus Lord at thy birth.
La canzone finisce, le nostre mani restano legate.
L’accompagno in silenzio sul letto e la spoglio dolcemente. Non vuole sentire
ragioni..vuole dormire solo con l’intimo. Le ho detto milioni di volte che non
voglio, che ho paura che il freddo faccia male al bambino..ma lei niente. È più
cocciuta di un asino alle volte. E questo..oltre a farmi disperare..mi fa
eccitare!
-Metti almeno una camicia da notte? – proposi dolcemente,
come ogni sera. Lei sorrise ed annuì. Credetti di averci visto male. Lei rise e
mi accarezzò la guancia.
-Solo per non farti preoccupare..è Natale.. – le sorrisi e
tirai fuori dal cassetto del comò una camicia da notte che aveva fatto su
misura Alice, proprio per lei. Ha le maniche corte ed è di seta, le arriva fino
a metà coscia e lo scollo è a barchetta. Le infilo la camicia da notte e la
osservo. È bellissima. Il pancione è in risalto e mi abbasso per baciarlo.
-Ciao piccolo..ora noi andiamo a fare la nanna…Buonanotte
tesoro..ti amo già! – era un rito..dare la buonanotte al piccolo. Lei sorrideva
sempre, mentre mi accarezzava la testa dolcemente. L’aiutai a infilarsi sotto
le coperte e poi infilai il pigiama anch’io, raggiungendola immediatamente.
Avevo voluto un piumone pesante, di quelli per il polo nord, perché Bella
dormiva il più delle volte nuda e avevo paura che si ammalasse, anche se lei
diceva che il mio corpo la scaldava come una stufa. Non mi fido ugualmente.
La presi tra le braccia e la feci avvicinare a me, non vuole
che l’appoggi su di me, dice di essere pesante. Va bene..non voglio discutere
per cui la tengo solo fra le mie braccia, facendole appoggiare la testa sul mio
petto.
-A che pensavi prima, mentre suonavi? – mi chiese
dolcemente. Sentivo che presto sarebbe caduta in un sonno profondo, ma le sue
mani raggiunsero subito le mie, prendendo ad accarezzarle.
-Pensavo che..ho un po’ di paura..di diventare padre.. – lei
mi guardò confusa ed io sorrisi debolmente e imbarazzato. -Temo di non essere
bravo, di non sapere come si fa, di fare qualcosa di sbagliato..ho una paura
fottuta di deluderti..
Sorrise e si sporse di più verso di me, arrivando a
guardarmi dritto negli occhi.
-Amore..non c’è nulla di cui aver paura. Sei un uomo
magnifico e ami tuo figlio più di te stesso, già adesso. Ti preoccupi che abbia
tutto ciò che può servirgli ed ancora non è nato. Hai già fatto preparare la
stanzetta, con ogni più piccolo pupazzo..le persone che vorranno farci un
regalo dovranno ripiegare sui pannolini, perché tutto il resto già lo abbiamo..
– io risi, imbarazzato. Aveva ragione. Avevo speso un sacco in quei mesi, solo
per comprare ogni ben di Dio, per mio figlio. Volevo che avesse tutto già prima
di nascere, così non dovevamo comprarlo poi. –Sarai un padre magnifico..nessuno
è nato sapendo come si fa il papà..ma so che tu sarai stupendo. I nostri figli
ti adoreranno, non avranno nulla da invidiare ai loro coetanei..
-Dici..davvero? – lei sorrise e appoggiò le labbra sulle
mie. Quei piccoli sfioramenti mi lasciavano insoddisfatto ma sentirla così era
lo stesso bellissimo.
-Si amore..dico davvero. Sarai il padre migliore al
mondo..saremo due genitori formidabili! – Lei non aveva mai parlato con me del
timore di non essere una brava madre, anche se l’avevo capito da solo. Con
l’esempio di Reneè si era fatta un sacco di problemi all’inizio, già solo per
il matrimonio, figurarsi quando ha scoperto di essere incinta. E allora gli ero
stato vicino, cercando di farle capire che lei e sua madre erano diverse, che
lei aveva me..e non me ne sarei andato per niente al mondo, e che aveva Esme ed
Alice e Rose..e che non sarebbe mai stata una cattiva madre perché lei amava
incondizionatamente tutti, i suoi figli prima di tutto. C’era voluto molto
tempo prima che accettasse la questione e forse..da scemo quale sono, non mi
ero accorto che il problema l’affliggeva ancora.
-Pensi ancora..che non sarai brava come madre? – le
accarezzavo i capelli con una mano libera. Lei sorrise e scosse la testa.
-Solo certe volte, quando sento Reneè..ma poi passa tutto.
Ricordo le parole che hai continuato a dirmi per mesi interi..e capisco che hai
ragione.. – le bacio le labbra, teneramente.
-Ti amo infinitamente..lo sai? – lei sorrise e appoggiò la
testa sulla mia spalla, affondando il viso nel mio collo.
-Ti amo immensamente anch’io Edward.
Ci addormentammo così. Come una sera qualunque. Ma con lei,
ogni giorno per me era speciale..bastava guardarla negli occhi..per capire
quanto ero fortunato ad averla. Avrei potuto sbagliare..e anche lei..ma ci
saremmo perdonati..avremmo trovato sempre la via di casa..e le nostre
mani..sarebbero tornate sempre ad intrecciarsi.
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