mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 19: University Degree



Capitolo 19: University degree

3 Ottobre 2011 Ore 7:45

Pov Bella.

Ero di corsa, in giro per l’appartamento a cercare le scarpe. Ieri sera ero talmente stanca che quando ho tolto le scarpe non ricordo neppure dove le ho messe, speravo solo che Edward non se la prendesse per il mio disordine. Infondo questa era casa sua..e non mi andava di fare brutta figura o essere irrispettosa, ma davvero mi stavo addormentando in piedi e mi sono spogliata camminando, per risparmiare tempo. Ora Edward mi sta aspettando perché deve accompagnarmi in facoltà, dove devo sbrigare le ultime cose per la laurea, mentre lui va al lavoro. E porca miseria..come secondo giorno di convivenza perdevo già le cose!
-Principessa..cosa stai cercando? – mi chiede divertito mentre entra in camera e mi trova accucciata in fondo al letto, che cerco sotto al letto. –Sai..è bella questa posizione, dobbiamo provarla! – ride di me. Lo so. Io sorrido e poi gli lancio un’occhiata divertita e un po’ colpevole.
-Non trovo le scarpe..Le ho tolte ieri sera e non ricordo dove le ho messe! – lui ride e mi prende per un braccio, tirandomi verso di lui, fuori dalla camera.
-Per poco stamattina non finivo per terra, per colpa delle tue scarpacce in giro! – scuoteva la testa, ma era divertito e ciò mi rincuorava un po’. Per fortuna. Sorrisi mentre vicino alla porta d’entrata mi mostrava la scarpiera. Ma c’è sempre stata? E’ sempre stata lì in questi mesi? Perché non l’ho mai notata? Che diavoleria era questa?!
-Ma..Edward..! – esclamai confusa. Lui si girò a guardarmi divertito, non la smetteva più di ridere.
-Non mi dire che non l’avevi vista! – io scoppiai a ridere con lui. –Beh comunque le tue scarpe sono qui dentro..hai due cassetti tutti per te! – sorrisi e l’abbracciai di slancio.
-Scusami..non troverai più le mie scarpacce puzzolenti in giro! – mi diede un bacio veloce e dolce sulla bocca e poi sorrise, passandomi le converse nere, ormai al limite della loro vita utile.
-Per questa volta sei scusata! – sorride –Ma la prossima volta, se vuoi uccidermi fallo nel sonno! – io risi e infilai le scarpe velocemente, andando poi a recuperare la borsa e scendendo con lui, mano nella mano.
-Allora..a che ora finisci a scuola? – presi il cellulare pronta a chiamare Rosalie per pranzare assieme.
-Hanno cambiato gli orari quest’anno e mi hanno messo anche l’ora prima di pranzo..per cui mangerò con i ragazzi e poi torno a casa, ti serve un passaggio? – scossi la testa sorridendo.
-Pranzo con Rose, abbiamo alcune cose di cui discutere..e poi aspetterò a casa sua, finché non passi a prendermi.. – il suo sguardo confuso mi fece sorridere –Non ho le chiavi dell’appartamento Edward! – si batté la mano sulla fronte.
-Porca miseria! Mi ero completamente scordato di questo particolare..Scusa, sono un’idiota! – io scossi la testa sorridendo.
-Non ti preoccupare..andremo al centro commerciale più tardi e faremo fare una copia anche per me! – scrollai le spalle –Ho bisogno anche di un accappatoio e di un phon..il tuo comincia ad abbandonarci, bellino! – lo presi in giro e lui mi fece una smorfia.
-E’ lì perché ce l’ha portato Alice di ritorno da un viaggio in cina..o in paesi arabi, non ricordo bene. Ricordo che quando l’ha tirato fuori dalla valigia era anche mezzo schiacciato...insomma era un po’ malandato già all’epoca! – poggiai una mano sulla sua.
-Non importa..basta che lo sostituiamo al più presto! Temo che i miei poveri capelli possano incendiarsi la prossima volta! – lui rise con me. Quando voltai lo sguardo alla strada notai che eravamo già arrivati.
-Avanti principessa..qualche altro giorno e poi tutto questo è finito e potrai finalmente iniziare a mandare curriculum e a fare colpo con la tua intelligenza! – sorrisi e scossi la testa.
-Mi lodi troppo! – raccolsi la borsa dal sedile posteriore –Ci vediamo da Rosalie più tardi! Ti amo! – mi sporsi per baciarlo e poi scesi dalla macchina. Era così naturale e maledettamente romantico. Lui che mi accompagna all’università, o al lavoro, lo bacio e gli dico “Ci vediamo a casa, più tardi”..Si..è la mia vita. Qualcosa a cui non rinuncerei mai!

3 Ottobre 2011 Ore 13:05

-Scusa Bella, ho fatto un po’ tardi.. – ero già seduta al tavolino del bar dove pranzavamo di solito io e Rose quando avevamo la pausa nello stesso orario. Non era nulla di speciale, ma avevano le migliori insalatone di tutto il quartiere e per stare leggere a pranzo era ottimo!
-Figurati..ho riguardato le copie della tesi.. – sorrisi passandogliene una.
-Allora è ufficiale?! – il tono al massimo dell’eccitazione, gli occhi brillavano.
-Assolutamente! Il 14 Ottobre alle ore nove e trenta inizia la cerimonia. Ho già consegnato la tesi in segreteria e al mio relatore..- sorrisi passando una mano tra i capelli, un po’ imbarazzata.
-Allora dobbiamo assolutamente festeggiare! – alzò la mano e il cameriere arrivò di corsa. –Ciao Alec! – sorrise all’ormai conosciuto cameriere che ogni lunedì ci serviva –Portaci due bicchieri del più buono spumante che hai! C’è qualcuno da festeggiare! – sorrisi e scossi la testa, quasi euforica come mia sorella. Dopo qualche minuto arrivarono i due flute pieni di bollicine!
-Ecco a voi ragazze! Allora che festeggiate? – io avvampai. Non mi piaceva l’attenzione.
-Bella si laurea, è ufficiale! Il 14 a quest’ora sarà ufficialmente laureata! – lui rise e mi fece i complimenti. Poi tornò dagli altri clienti mentre io e Rose facevamo il nostro brindisi.
-A te! – sorrisi e scossi la testa.
-A noi Rose..A te che ti sposi a fine mese, a me che devo organizzare il mio matrimonio, la casa nuova..A noi..che siamo diventate grandi! – e lei annuii con me..sorridendo. Si era un bel brindisi.
-A proposito di casa e di matrimonio..Alice mi ha chiamata ieri sera e mi ha detto di tenermi libera per domani pomeriggio, che abbiamo un bel po’ di commissioni da fare.. – mi passai una mano tra i capelli.
-Si lo so, mi aveva accennato che Esme voleva andare domani, in quanto abbiamo poco tempo per arredare la villa, e c’è tutto da fare..
-Devo venire anch’io? Perché? – mi sembrava confusa.
-Rose..mi prendi in giro?! Sei mia sorella…è ovvio che dovrai esserci! – scossi la testa. –Ma che diavolo di domande mi fai?!
-Beh scusa..pensavo solo te la cavassi da sola! – le lanciai uno sguardo carico di confusione.
-Rosalie Swan! Muori dalla voglia di venire in giro per negozi con me e Alice, quindi perché fare tutte queste storie adesso?!
-Mi piace prenderti in giro! – mi fece l’occhiolino!
-Senti..mi accompagni al tuo appartamento dopo? – lasciai perdere il discorso di prima.
-Come mai? E poi..il mio appartamento? Fino a l’altra sera ci stavi anche tu eh!
-Lo so..ma.. – ero imbarazzata e non riuscivo a dire ciò che volevo senza arrossire..-Insomma..casa di Edward la sento già totalmente mia. Ormai l’appartamento è vostro..anche perché fra poco vi sposerete e quindi..
-D’accordo..ma perché devi venire lì? Hai scordato qualcosa? – scossi la testa.
-No..non ho il doppione delle chiavi di casa e dobbiamo andare a farle oggi pomeriggio, al centro commerciale! – sorrisi.
-Oh..d’accordo allora. Verrai a casa con me, ho solo mezza giornata oggi..ho chiesto di ridurmi l’orario del lunedì e del venerdì perché ho ancora molte cose da organizzare per il matrimonio! – annuii.
-Oggi devi andare a vedere se sono arrivate le tovaglie e le posate, vero? – mi ricordavo che aveva un appuntamento del genere! Lei annuii.
-Si..e venerdì invece ho la penultima prova del vestito..mi accompagni?! – sorrisi ed annuii, mentre il telefono prese a vibrare.

“Arriverò da Rose per le tre e mezzo, c’è una riunione improvvisa..mi dispiace amore, mi farò perdonare! Ti amo. E.”

Sorrisi mentre rispondevo al messaggio, infondo non mi interessava se faceva tardi..non avevamo nessun appuntamento stabilito per cui fare tardi o arrivare in anticipo. Eravamo io e lui..e potevamo fare quello che volevamo! Ero felice, perché questa nuova condizione mi esaltava e mi faceva sentire grande..ma allo stesso tempo..era semplicemente giusta. Lo amavo da morire e sapevo che lui amava me nello stesso modo!

“Non ti preoccupare amore, ci vediamo più tardi. Ti amo – smile – B.”

-Allora sorellina..Ti farai disegnare l’abito da Alice? – quando avevamo finito il dolce, il giorno che avevamo dato le grandi notizie ai genitori di Edward, la nanetta aveva insistito affinchè fosse lei a disegnare il mio abito e confezionarlo. Non mi piaceva l’idea, lo ammettevo, avevo il timore che non conoscesse effettivamente i miei gusti..ma poi il suo entusiasmo mi fece convincere. Storsi il naso a Rose.
-Sai quanto poco mi piacciono le feste, sai quanto non mi piace essere al centro dell’attenzione..spero solo che faccia un abito sobrio e poco vistoso.. – lei mi sorrise, accarezzando la mia mano.
-Bella..tu sei sicura di quello che stai facendo? – il mio sguardo confuso la fece continuare –Io ti conosco bene..e da quando eri piccina non volevi saperne di matrimonio..Ora..ora cos’è cambiato? – Cosa stava facendo? Mi psicanalizzava? Odiavo quel lato di mia sorella….Arggg!
-E’ cambiato che mi sono innamorata, e’ la prima volta che succede, nessun ragazzo mi ha mai fatto battere il cuore come Edward..e sarà anche troppo presto, è vero..ma..ma con lui sto bene, mi sento felice, mi sento completa. E’ capace di leggermi dentro, mi capisce senza che io abbia bisogno di dire qualcosa..Quando..quando pensava che gli dicessi di no, si è comportato come al solito. Mi è stato vicino, mi ha abbracciato, mi ha fatto ridere..nonostante la delusione che gli avevo provocato..e mai, mai per un solo istante ero decisa nel dirgli di no. Avevo..ho..solo un po’ di paura. Ma sono sicura, al cento per cento, che lui sarà capace di guidarmi e niente ci dividerà! – lei mi sorrideva.
-Allora non posso che esserne felice.. La tua spiegazione è più che valida..Andiamo dai..ti accompagno a casa.. – sorrisi e andammo a pagare, per poi tornare a casa di Rosalie. Sul divano c’era Emmett che guardava una partita, una replica probabilmente.
-Ciao Bellina, che ci fai qui?
-Ehm..Ciao Emmett..non ho le chiavi di casa! – grattai il sopracciglio. Lui scoppiò a ridere.
-Che imbranati che siete! – in risposta Rose gli diede un pizzicotto. –Ahi! Ma che ho fatto! – un altro pizzicotto –Rose..ma che ti prende?! – io risi di gusto.
-Smettila di offenderli. Soprattutto perché il secondo giorno che abitavamo qui mi hai chiuso in casa, portandoti tutti i mazzi di chiavi. L’imbranato sei tu! – mi sedetti affianco a lui sul divano.
-Che ne dici se ci facciamo una partita a carte? – mi chiese facendomi l’occhiolino. Io sorrisi ed annuii. Tanto non mi avrebbe battuto.
Dopo un’ora Emmett si era stufato di perdere e si era accasciato sul divano, deluso da se stesso. Mentre io ridevo come una scema. Rosalie era al telefono pronta per uscire.
-Senti..ti dispiace accompagnarmi alla scuola di Edward? – lei mi guardò storta ed io sorrisi. –Vorrei fargli una sorpresa e se non sbaglio il negozio delle tovaglie è più o meno da quelle parti..
-Andiamo..ma non mi sembra una grande idea…ti toccherà aspettarlo da sola.. – scrollai le spalle. Non mi interessava molto..volevo solo fargli una sorpresa.
Un quarto d’ora dopo ero già di fronte al liceo. Mi ero seduta sul muretto e aspettavo che il mio fidanzato uscisse. Il mio fidanzato…wow. Ci avevo pensato molto in quei giorni..ma ancora non riuscivo a capacitarmene. Non sapevo quando sarebbe finita la riunione ma la volvo era ancora nel parcheggio, per cui immaginavo che Edward fosse ancora dentro. A un tratto il telefono prese a vibrare. Eccolo. Sorrisi e risposi.
-Pronto?! – dissi allegra.
-Ciao amore..ho appena finito! – sorrisi, a breve sarebbe uscito e allora probabilmente mi avrebbe notata..anche perché ero l’unica persona nel parcheggio. Magari ero un po’ isolata ma insomma, era impossibile non vedermi.. –Salgo in macchina e vengo a prenderti..ti fai trovare sotto?! – scoppiai a ridere.
-Lo sai amore che questa frase potrebbe essere ambigua, vero?! – lo sentii sorridere e poi vidi la porta principale del liceo aprirsi. La tracolla sulla spalla, il telefono all’orecchio e in mano le chiavi della macchina. Dietro di lui altri docenti. Era bellissimo..il jeans scuro che aveva indossato con la camicia a quadri rossa, bianca  e nera e la t-shirt bianca gli stava d’incanto. Era mio..e mio soltanto.
-Principessa, non sai quanto vorrei… Awww..non fammi dire certe cose, o rischiamo di dimenticarci delle chiavi anche stavolta. – sorrisi perché non mi aveva notata ancora.
-Cosa? – dissi maliziosa –Vorresti che fossi già lì con te?!
-Principessa..non sai quanto..Ma solo dieci minuti e sono lì..E allora non mi scapperai! – scoppiai a ridere.
-Amore..sai..pensavo che forse avresti bisogno di un’oculista! – per fortuna mi sbrigai a dirglielo, perché stava aprendo la macchina in quel momento.
-Eh? Ma che dici?! – sorrisi ancora.
-Girati..! – gli dissi solamente e lui voltò il capo alla sua destra ed io risi di più –Dall’altra parte scemo! – alzai una mano e l’agitai in aria. Quando mi vide chiuse il telefono, si mise a ridere e con una corsetta veloce mi raggiunse.
-Ehi! Che ci fai qui?! – sorrisi e scrollai le spalle.
-Sorpresa! – scesi dal muretto e mi intrappolò subito tra le sue braccia, per baciarmi dolcemente. Le sue labbra delicate sulle mie, appena appoggiate. Ma volevo approfondire il bacio così allacciai le mani attorno al suo collo, accarezzandolo con le unghie ed aprendo la bocca per dargli facile accesso. La sua lingua non se lo fece ripetere due volte e si insinuò in me, prepotente per assaggiare la mia. Quando ci staccammo, sorridenti, le fronti appoggiate l’una all’altra.
-Ciao principessa! – sorrisi.
-Devo fartele più spesso queste sorprese, se i risultati sono questi! – lui mi sorrise.
-Cioè? – io diventai rossa dall’imbarazzo.
-Il tuo sorriso..mi piace vederti felice. Mi piace stupirti..Mi piace quando mi baci così.. – sorrisi e lui mi sollevò un po’ facendomi girare.
-Ti amo principessa! Ti amo! Ti amo! – ridevamo come dei bambini. Dio! Si poteva essere più felici di così?!
-Andiamo? Abbiamo un sacco di commissioni da fare! – mi prese la mano e mi accompagnò alla macchina.
-Senti…puoi chiarirmi il motivo per cui mia sorella mi ha chiamato stamattina, chiedendomi come ti preferisco vestita? – a quella domanda sbiancai. Alice…nanerottola indisponente!
-Cielo! Ci torturerà fino al matrimonio..già lo so! – mi passo una mano tra i capelli. –Le ho detto che può confezionarmi l’abito da sposa.. – dissi debolmente.
-Davvero? Perché l’ha fatto? – mi sembrava confuso.
-Perché è tua sorella e una buona amica e perché è brava nel suo lavoro..ed era così felice quando me l’ha proposto che non me la sono sentita di dirle di no! Già deve ridimensionare parecchio la cerimonia e la nostra villa… - sorrisi.
-Sei troppo buona..sono sicuro che non se la prenderebbe se le dicessi di no.. – gli lanciai un’occhiataccia. Sembrava a volte che non ricordasse che stava parlando di Alice Cullen, la furia della moda.
-Edward..davvero a me va che sia lei a farmi l’abito. Non ci trovo nessun problema..a parte il fatto di ricordarle più e più volte che non voglio nulla di esagerato. Ma sono sicura che saprà dare il meglio di se!
-Ti ho già detto che ti amo?! – sorrisi e gli presi la mano sul cambio.
-Si..e ti amo anch’io! – sorrise anche lui e portò la mia mano alle sue labbra per baciarle dolcemente.

14 Ottobre 2011 Ore 9:15

Eccolo, il gran giorno. No, no. Non quello che tutti attendono con ansia, non quello in cui io sfilerò con il vestito bianco, disegnato dalla sorella del mio futuro marito. No. Un altro gran giorno. Il giorno dei giorni! Oh mio Dio. Sto sclerando. D’accordo Bella..respiri profondi. Non va bene che parli da sola di fronte allo specchio..non va bene che ti agiti così per una laurea. Fosse solo quella! Cielo..ma perché il rettore ha voluto che fossi proprio io a parlare ai laureandi? Perché non poteva farlo Jessica, la mia compagna di corso? O che so io..Angela Weber..lei si che è più brava! Lei si che sa trovare le parole giuste! Andava bene qualsiasi altra persona, che non fossi io! Dannazione.
Le ultime due settimane erano state infinite. Alice ed Esme mi avevano fatta girare come una pazza alla ricerca dell’arredamento perfetto per la villa. Alla fine non riuscivo più a scegliere nulla, talmente ero confusa e quindi fotografavo e mandavo a Edward che rispondeva solamente con un “ok” o con un “Bu”. Anche lui, esasperato come me. Per il momento avevano consegnato la camera da letto e la cucina. La camera da letto era lucida, color nero..quasi a specchio e il letto era decorato da un contorno in stoffa grigio, come la testiera del letto. I comodini invece erano bianchi come i tappeti che mi aveva consigliato Esme, per staccare dal troppo scuro. Mentre la cucina era in grigio metallizzato, molto moderna. Avendo la cucina chiusa, rispetto al salone, avevamo optato per un tavolo tondo con quattro sedie anche in cucina, per quando eravamo soli..senza utilizzare il tavolone che volevano acquistare Esme ed Alice. A detta loro, avremmo fatto molte feste a casa e un tavolo grande ci sarebbe servito quando avremmo accolto molte persone. Giusto…peccato che io odiavo le feste! Avevamo anche adocchiato il salotto, il divano in pelle nera a elle con un bel tavolino basso in legno bianco come la libreria che volevamo disporre sulla parete. Avevo chiesto a Edward di portare i suoi cd nel salone, insieme ai libri e lui ha pensato, come me, che fosse la scelta migliore. Nell’acquistare il salotto però dovevamo tener presente che in un angolo della stanza ci sarebbe stato anche il pianoforte di Edward, perché quello era il suo posto. Non volevo che fosse nello studio, perché mi piaceva ascoltarlo suonare, mentre mi rilassavo sul divano. Era veramente bravo.
-Bella..sei pronta? – ecco mia sorella. Non so perché io l’abbia chiamata, ma forse avevo solo bisogno di qualche rassicurazione. Ci sono tutti oggi, tutte le mie persone importanti. Il rettore ha organizzato la cerimonia all’interno del padiglione della mensa, ha fatto togliere i tavoloni in legno e ha disposto ordinatamente le file delle sedie, con un lungo tappeto rosso che arrivava fino al piccolo palchetto che era stato montato per l’occasione. Oggi infatti pioveva e non era il caso di tenere la cerimonia all’aperto, come di solito si svolgeva. Ci sono Emmett, Edward, Alice, Jasper, Jacob, Veronica, Reneè e Phil..ma ci sono anche Esme e Carlisle. In questi mesi mi sono stati così vicini che per me sono come due genitori. E tra tutte queste persone..Rosalie è l’unica che vorrei avere in questo momento. Si lo so..è una pazzia..perchè solo Edward riesce a calmarmi..ma lei è mia sorella. Lei è l’unica che sa quanti sacrifici ho fatto per arrivare qui, quante lacrime ho versato e quante notti sono stata all’in piedi per studiare, prima di un esame. Lei è quella che mi ha spronato a dare sempre di più, quella che mi ha insegnato a credere in me stessa, nonostante cadessi ogni volta. –Bella è tardi, sono già tutti pronti ad entrare..
Già. Io ero una delle ultime della fila, una delle prime a salire sul palco..per tenere una sorta di discorso ai laureandi. Un discorso che avevo preparato in una settimana, dopo la telefonata dal rettore, che mi pregava di raggiungerlo nel suo studio. In quel momento mi spaventai ma dopo che mi chiese di fare il discorso..divenni paonazza! Avevo provato il discorso da sola, ma anche di fronte a Rose ed Emmett, ed anche Alice e Jasper. Non avevo voluto Edward, volontariamente..lui mi agitava, so che sono contorta..lui che mi calma in quella situazione mi avrebbe agitato. Avevo paura del suo giudizio..avevo il timore che il mio discorso fosse banale e che lo capissi dai suoi occhi. Lo so una paura stupida e infondata..ma sono fatta così e mi stupirei del contrario.
-Arrivo.. – dissi da dentro al bagno..debole. Rosalie era fuori dalla porta, con i suoi tacchi vertiginosi e quel vestito azzurro che le donava particolarmente, con i suoi capelli biondi sciolti lungo le spalle. Quando l’avevo vista quella mattina le avevo fatto un sacco di complimenti. Mai quanti me ne fece lei, per l’abito che indossavo. L’avevo acquistato con Alice e volevo che fosse una sorpresa per Edward, principalmente..che però non l’aveva ancora visto perché era andato a prendere sua madre e suo padre, al momento senza macchina per un guasto. Indossavo un paio di decolté blu notte, che mi facevano perdere l’equilibrio più del solito, soprattutto per l’agitazione che sentivo. Avrei fatto una pessima figura e tutti avrebbero riso di me. Dannazione.
Sospirai pesantemente ed aprii la porta, Rose scoppiò a ridere.
-Bella..devi stare calma, non succederà nulla. Hai provato il discorso un milione di volte, è bellissimo. Cerca di respirare e concentrarti su pensieri positivi. Oggi è un giorno come un altro..e non ci sono tante persone ad ascoltarti..solo io ed Emmett..solo io ed Emmett..ricordati.. – mi sorrideva mentre con una mano sulla schiena mi spingeva verso il gruppo di persone che stava entrando in sala. Lei scelse la porta laterale ed io avanzai verso la porta centrale. Un passo davanti all’altro, non pensare a cosa stai facendo Bella..vedrai andrà tutto bene..ancora qualche passo e ti potrai sedere. E per fortuna che Rose aveva detto che non c’era tanta gente..Cielo..è piena la sala!
Mi ridestai dai miei pensieri solamente quando il rettore fece il mio nome, seguito da un applauso assordante. Mi alzai in piedi, delicatamente e salii i due gradini che mi separavano dal microfono. Sorrisi e strinsi la mano al rettore e poi mi voltai a guardare la sala. Certo..per Rose era facile porca miseria. Ora come facevo? Sospirai leggermente e sorrisi a tutti. Avanti Bella..puoi farcela. Ormai sei laureata!
-Salve a tutti, Laureandi, Parenti, Amici e docenti! Oggi..è un giorno che attendevamo tutti con grande ansia! – sorrisi e sentii i sorrisi dei presenti alle mie parole. –Quando il rettore mi chiese una settimana fa di dire qualcosa oggi, a tutti voi, brancolavo nel buio e mi dicevo “Bene..arrivo là e farò una figuraccia!” – le risate dei miei compagni –Ma poi pian, piano le parole sono arrivate, così come i ricordi. Vi chiederete..ricordi?! Si..momenti che sono impressi nelle nostre menti e che non se ne andranno mai. Come per esempio il primo giorno di scuola alle elementari. O come il giorno del diploma al liceo, o come quel giorno in cui avevi le dita incrociate e speravi di aver passato quell’esame che tanto ti stava antipatico! – il brusio di sottofondo arrivò a disturbare la mia concentrazione. –Siamo qui oggi dopo aver faticato, dopo aver passato notti insonni tra i libri, dopo aver litigato con noi stessi perché non riuscivamo a memorizzare particolari importanti per quell’esame. Siamo qui dopo aver passato tre anni a contatto gli uni con gli altri, dopo aver fatto amicizia, dopo esserci innamorati, dopo aver superato ostacoli che non credevamo ci fossero. Ma siamo qui..ed è un traguardo importante..Tra di voi c’è qualcuno che saprà già cosa farà domani, ma c’è chi ancora non ha le idee ben chiare..C’è chi sa che da domani non cambierà nulla comunque e chi invece spera di trovare il suo posto nel mondo..Tra di voi ci sarà sicuramente chi sogna di diventare importante ma anche chi desidera restare nell’ombra e fare ciò che lo gratifica di più.. – alzai lo sguardo verso Rosalie che mi sorrise. –Ma questo non è importante..Non importa che voi apparteniate a una categoria o a un’altra, che voi abbiate già un lavoro o che dobbiate cercarlo..ciò che conta è che non perdiate le speranze. La speranza di realizzarvi nella vita, la speranza di poter costruire una famiglia insieme alla persona che amate, la speranza di vedere, un giorno, nei vostri figli, lo stesso sguardo che avete voi oggi. – Il discorso si stava facendo serio ed io avevo davvero bisogno di un po’ più di coraggio..quanto avrei voluto ora la mano di Edward nella mia. –Ricordo che un giorno un uomo mi disse “Isabella, l’università è importante, ti aiuterà nella vita a trovare un lavoro dignitoso, qualcosa che ti gratificherà e di cui gioirai, Ti dovrai impegnare e dare il massimo per stringere tra le mani quella pergamena..Ma la cosa che più conta nella vita..è l’affetto delle persone che hai attorno. Vedere la felicità negli occhi di tua madre, quando le dirai che ti sposerai. Avere un abbraccio quando ti senti sola..Avere un sostegno nei momenti in cui piangerai..Avere amici con cui ridere e festeggiare delle gioie più grandi..Guardare tuo marito negli occhi e capirvi, in un solo istante..Sentire tuo figlio che dice “ti voglio bene”. Non dimenticarlo.” – Rose stava piangendo. Non l’aveva mai fatto nei giorni scorsi, non aveva mai permesso ai suoi occhi di rilasciare quelle gocce salate, cadere lungo le guance. Eppure adesso..lo faceva. Era libera..libera di lasciarle scorrere. Chissà cosa stava pensando mia madre..chissà se sapeva di chi era quel discorso..chissà se Edward era fiero di me..o se preferiva che facessi un discorso diverso. Chissà se le persone qui davanti a me, avevano compreso la portata del mio monologo. –Ecco io oggi..volevo trasmettere anche a voi questo discorso, il discorso di un padre..come molti di quelli che sono presenti oggi a sostenere i propri figli. Non dimenticatelo…Ed ora..per voi laureandi..ho un consiglio da dare..Quando uscirete da qui, e i vostri genitori vi faranno le congratulazioni, vedrete nel loro volto la felicità..ringraziategli e ditegli quanto li amate, perché senza di loro..oggi, probabilmente, voi non sareste qui! Congratulazioni! – il rettore si avvicinò e mi strinse la mano, sorridendo. Tutti applaudivano ed io non vedevo l’ora di scendere da quel palco.
Il rettore prese il microfono e con la pergamena in mano mi si fece più vicino.
-Isabella Swan..Congratulazioni! – sorrisi e presi, con la mano tremante, quel piccolo pezzo di “carta” arrotolato. Ce l’avevo fatta.

Papà..guardami. Ce l’ho fatta. Sono laureata! Ti voglio bene!

Capitolo 18: News



Capitolo 18: News

1 Ottobre 2011 ore 10:45

Pov Bella.

Avevo appena finito di fare la doccia. Mi ero svegliata presto e non capivo come mai. I capelli li avevo asciugati con l’asciugamano e raccolti in un piccolo chignon per farli asciugare con piccoli boccoli senza usare il phon. Edward stava ancora dormendo e non me la sentivo di svegliarlo prima. Ora però doveva alzarsi e prepararsi..Volevo andare a casa dei suoi prima, in modo da aiutare Esme. Preparai una tazza di caffè per lui e lo raggiunsi in camera, appoggiai la tazza sul comodino e presi a lasciargli deboli baci sulle guance per svegliarlo.
-Buongiorno principessa.. – sorrise.
-Buongiorno dormiglione! – sorrisi. Ero felice. Felice. Felice. Felice!
-Hai dormito bene?
-Divinamente..ti ho portato il caffè! – gli passai la tazza mentre si tirava su e appoggiava la schiena alla testata del letto.
-Sei già pronta? – chiese confuso.
-Mi sono svegliata presto, non avevo più sonno e così ho pensato di farmi una doccia.. – sorrisi e lui annuii, sorseggiando il caffè. Abbassai lo sguardo un secondo e l’occhio cadde sull’anello al mio dito. Mi soffermai a guardare le sfaccettature del diamante che ne era incastonato. Era piccolo, non era esagerato e forse, una qualsiasi ragazza si sarebbe arrabbiata vedendone le dimensioni, credendo di non valere abbastanza..eppure io ero soddisfatta, elettrizzata e contenta che avesse scelto proprio questo. E’ delicato e per niente sfacciato..un piccolo gioiello per dimostrare quanto mi conosce. Sa bene che non mi piacciono i gioielli ma questo..è speciale.
-Ehi principessa..che c’è? – alzai lo sguardo e scossi le spalle sorridendo.
-Nulla! – mi lanciò uno sguardo criptico, dovuto forse al fatto che era ancora prima mattina per lui.
-Non ti piace l’anello? – oh. Adesso capisco. Mi ero soffermata un po’ troppo a rimirarlo e lui credeva che non mi piacesse? Scossi la testa e feci per parlare ma mi bloccò. –Sapevo di doverne scegliere uno migliore, insomma più grande..che si notasse almeno..e ti giuro non è una questione di importanza o di soldi..è che quando l’ho visto ho pensato a te…- mi avvicinai mettendogli un dito sulle labbra.
-E’ perfetto Edward. Bellissimo. Indescrivibile..è tutto ciò che desideravo..non potevo volerne uno diverso. – sorrisi. E lui sorrise a me. Gli baciai dolcemente le labbra.
-Oh..Non me ne avevi dato ancora uno stamattina! – sorrisi. E appoggiai la fronte alla sua spalla. E poi una domanda sorse spontanea.
-Perché hai pensato a me quando l’hai visto? – rise debolmente, conoscendo la mia curiosità.
-Perché era lì, piccolo, semplice, delicato..brillava ma se ne stava un po’ in disparte rispetto a tutti gli altri..e mi ha colpito. Tu sei semplice, piccola, indifesa, delicata..e mi hai colpito dalla prima volta che ti ho vista. Sei la cosa più importante per me e forse ti meritavi qualcosa di più di questo piccolo brillante ma..è esattamente come ti vedo io. L’importanza che hai per me non si basa sul prezzo, sulla grandezza del diamante e so di certo..che anche per te è così.. – mi strinse più forte ed io sorrisi.
-Ti amo da morire Edward!
-Anche io ti amo tanto!- mi lasciò un bacio sul collo e l’improvviso gesto mi fece gemere. Mi piaceva quando toccava il collo, quando mi baciava in quei punti..perdevo completamente la testa. Si lasciò scappare una debole risata.
-Devi andare a fare la doccia Edward.. – non ne voleva sapere di lasciare il mio collo. Aveva appoggiato anche la tazza sul comodino per avere le mani libere e mi aveva preso di peso e portato su di lui, a cavalcioni.
-Sei bellissima.. – disse prima di prendere le mie labbra e baciarle, profondamente. –E sei morbida.. – mi accarezzò il fianco. Tirò via la maglia velocemente e rimasi solamente con il reggiseno nero di pizzo, che a lui faceva impazzire. –E sei sexy.. – accarezzò con un dito il bordo del reggiseno. Lo guardavo con gli occhi appannati dal desiderio. Ogni suo tocco, ogni sua parola mi faceva rabbrividire. Tolse rapidamente il reggiseno, ora i miei seni svettavano di fronte a lui, ci affondò il viso e soffiò su entrambi e mi mossi inavvertitamente su di lui. L’eccitazione la percepivo chiara appoggiata al mio inguine ed io ero già bagnata. Dio cosa mi faceva.
Prese un capezzolo in bocca e lo succhiò avidamente per poi ripetere l’operazione anche sull’altro. Le mie dita giocavano tra i suoi capelli prima, e poi presero a cercare di togliergli la maglia. Era difficile sentendo la sua bocca su di me. Ma dopo qualche tentativo ci riuscii. I suoi pettorali, non troppo scolpiti, ma giusti..perfetti per me, passavano sotto le mie mani. E mentre l’accarezzavo mi fece alzare in piedi, togliendomi in un colpo solo pantaloni e perizoma. Ero felice, perché cominciavano a darmi fastidio..volevo sentirlo, volevo sentirlo dentro di me. Mi spostai leggermente, prendendo a baciarlo con foga mentre lo aiutavo a stendersi. Gli baciai il collo e poi il petto e poi scesi sulla pancia. Morsi i suoi fianchi e con le mani intanto tirai giù i pantaloni e i boxer, liberando la sua erezione. Con la bocca scesi un po’ fino a lasciargli baci umidi sull’inguine. Le sue mani erano abbandonate lungo i fianchi, in balia delle mie carezze. Gli occhi chiusi a godersi la mia bocca che lasciava una scia umida su tutto il corpo finché non lo sorpresi e presi in bocca la sua asta. Alzò la testa di scatto, tirandosi su con i gomiti e mi guardò.
-Bella.. – sussurrò roco ed eccitato. Cercai di sorridere mentre mi muovevo su di lui, su e giù. –Bel-la.. – disse di nuovo il mio nome quando presi ad aumentare il ritmo. Dio era eccitante guardarlo. I suoi occhi verdi ora erano scuri, e la sue mani stringevano spasmodicamente il lenzuolo attorno a lui. La bocca semiaperta e il viso contornato da un’espressione di pura estasi.
Quando però aumentai di più il ritmo mi prese con forza e mi portò su di lui.
-Basta..o non sarò in grado di trattenermi! – sorrisi soddisfatta mentre mi girava ed ora ero stesa sul letto, con lui sopra di me. Con un movimento veloce era in mezzo alle mie gambe, che aveva aperto forzatamente pochi secondi prima. –Stai diventando troppo brava principessa..e mi farai diventare pazzo! – arrossii di colpo. Era bello che mi facesse complimenti per ciò che gli facevo..ma non ero abituata e mi imbarazzavo. Per non parlare del fatto che ero sempre incerta in certi momenti..credo di non essere abbastanza brava, di non essere all’altezza. E invece..invece lui amava ogni cosa che gli facevo, ogni carezza, ogni bacio..qualsiasi cosa. Mi lasciò qualche bacio all’entrata e poi prese ad accarezzarmi con la lingua. Gemetti forte quando mi prese dal sedere e mi alzò un po’ per avermi più vicina, più comoda, mentre la sua lingua entrava ed usciva da me. Oh porco cane! Le sue mani che mi stringevano il sedere e la sua lingua che prepotente si insinuava in me..Dio! Mi lasciai andare, completamente, le mani abbandonate sul letto, completamente in balia della sua lingua, gemetti il suo nome e venni. Continuò a leccarmi dolcemente ancora un po’ per poi risalire su di me, lentamente, quando fu di fronte a me ci guardammo negli occhi e in un attimo fu dentro di me, con una sola spinta.
-Ahhh – gridai inarcando la schiena.
-Sei mia..mia..mia.. – continuava a ripetermi all’orecchio mentre spingeva in me. Non avevo più la forza di far niente, mi muovevo in equilibrio con i suoi movimenti e le gambe erano aggrappate alle sue. La testa vorticava leggera e gli occhi chiusi a godermi quelle spinte. Le braccia stringevano il suo sedere per incitarlo a spingere in me. E’ come una droga.
Con un movimento veloce aveva invertito le posizioni, ora ero io sopra e neppure me ne ero accorta subito. Sorrise sulla mia spalla, mentre continuavamo a muoverci. Lui si muoveva, fino ad arrivare a stare appoggiato alla testiera del letto, semi-sdraiato e io a cavalcioni su di lui, mi alzavo e mi abbassavo, seguendo i movimenti delle sue mani sui miei fianchi. Finché non cambiai posizione con le gambe, arrivando ad essere quasi inginocchiata, cominciai con movimenti lenti, sinuosi, mi muovevo su e giù strusciandomi addosso a lui, tenendomi con le mani sulle sue spalle. Continuai un po’, mentre lui aveva abbandonato la testa sul muro, e poi aumentai il ritmo, sentendomi al limite. Le sue mani sui miei fianchi a tenermi lì, per strusciarmi su di lui, senza alzarmi troppo. Cominciai a rallentare, ma con movimenti decisi, facendolo affondare completamente in me, mentre il clitoride veniva stuzzicato dalla sua pelle.
-Oh si..si..si..Così amore, così.. – la voce eccitata e la testa abbandonata al muro mi fecero perdere il controllo. Continuai a muovermi così finché le mie pareti si strinsero attorno al suo pene e venni con l’ultimo movimento, mentre lui mi muoveva ancora, tenendomi per i fianchi. –Oh si..si..Ohhhhhh – con un ultimo gemito più prolungato si svuotò in me. Mi accasciai su di lui, sfinita. Dio ogni volta fare l’amore con lui era un’emozione fantastica. –Credo che dovrai fare un’altra doccia! – mi disse sorridendo sulla mia spalla. Girai la testa per guardare la sveglia sul comodino. Cazzo! Mi alzai di colpo e scesi dal letto.
-Muoviti. Siamo in ritardo! Sono le undici e quaranta e a quest’ora dovevamo essere già a casa dei tuoi! – lo tirai per le braccia mentre rideva. Lo accompagnai in bagno e lo spinsi sotto la doccia, mentre rideva ancora e ancora. L’avrei ucciso!
-Ehi..dovevamo pur festeggiare..capiranno! – si beccò la mia occhiataccia in disapprovazione. Quando l’acqua fu calda abbastanza mi tirò verso di lui. Non volevo bagnarmi i capelli ma il getto mi colpì in pieno. La sua fronte appoggiata con la mia. –Principessa..non puoi capire quanto ti amo! – mi baciò le labbra dolcemente, avvicinandomi ancora. Presi il bagnoschiuma e velocemente lo insaponai, accarezzandolo tutto, il suo sguardo scuro si fissò su di me e vedevo chiaramente la sua erezione pulsare. Dio mi voleva ancora! Aiuto..salvatemi! Lo spinsi sotto il getto dell’acqua mentre mi allontanavo per insaponarmi. Uscimmo dalla doccia e ci asciugammo velocemente. Io ripassai i capelli con l’asciugamano e poi li legai di nuovo in uno chignon frettoloso. Tornai in camera dove Edward era già vestito, recuperai dalla valigia un nuovo paio di mutande e le indossai velocemente insieme ai jeans e alla maglia che Edward mi aveva tolto prima.
Mentre indossavo un paio di ballerine comode Edward mi abbracciò da dietro.
-Edward..siamo in ritardo..mostruosamente in ritardo! – sorrisi staccandomi da lui. –Ed è tutta colpa tua..forza vai ad accendere la macchina..io chiudo e ti raggiungo! – lo spinsi alla porta d’ingresso mentre io recuperavo la borsa e prendevo le chiavi di casa dal mobiletto all’ingresso. Chiusi con due mandate e poi scesi le scale velocemente. Edward mi attendeva già in strada. Una volta salita in macchina partì a tutta birra. Era mezzogiorno meno due minuti. Cazzo! Il telefono prese a suonare.
-Pronto? – risposi senza guardare chi fosse.
-Bella tesoro, state bene? – Cavoli!
-Ciao Esme..si scusa..siamo un po’ in ritardo perché ci siamo addormentati. Ieri sera abbiamo fatto una spaghettata con i ragazzi dopo il lavoro..e sistemando siamo andati a dormire che stava albeggiando.. Ma tra dieci minuti siamo lì!– Cercai di inventare una scusa plausibile sul momento, speravo che mi credesse.
-D’accordo allora, vi aspettiamo..- la sentivo sorridere. Probabilmente Alice le aveva raccontato già ogni cosa..! Quella nanetta insolente!
-Tua madre.. – spiegai riponendo nella borsa il telefono. –Voleva sapere se ci era successo qualcosa, dato il nostro ritardo! – incrociai le braccia al petto lanciandogli un’occhiata.
-Oh Bella..smettila di fare così..se non volevi arrivare in ritardo potevi sempre tirarti indietro stamattina..e non mi sembra che tu mi abbia dimostrato che non volevi.. – il sorriso malizioso sul volto. –Anzi..tutto il contrario! Sei stata tu a farmi degenerare! – scoppiò a ridere passandosi una mano tra i capelli. Lo amavo troppo. Sorrisi e gli strinsi la mano sul cambio.
-Non mi tirerei mai indietro, Baby! – gli feci l’occhiolino e lui rise.
Dopo qualche minuto varcammo il cancello di casa Cullen e di corsa scendemmo dall’auto per dirigerci in casa. Suonammo il campanello e Alice venne ad aprirci con lo sguardo sorridente. Non persi tempo e prima di salutarla mi avvicinai.
-Che hai raccontato ai tuoi, piccola ficcanaso? – lei mi guardò oltraggiata e poi mi fece l’occhiolino.
-Si dia il caso che non ho aperto bocca sulle questioni importanti, ma gli ho messo la pulce all’orecchio..brutta indisponente! – mi fece la linguaccia e si spostò per farci entrare sotto le risate di Edward. Prima di arrivare in cucina però mi girai verso di lui.
-Lo tolgo e glielo diciamo dopo il pranzo..oppure vuoi dargli le belle notizie ora? – Prese le mie dita e ci giocò un attimo con l’anello prima di accompagnarmi in cucina, dove c’era Esme e Carlisle intenti a tagliare l’arrosto.
-Oh ragazzi..eccovi qui! Capisco il perché non accettate mai gli inviti della domenica..! – sorrisi ed annuii.
-Il sabato è il giorno che finiamo più tardi al bar..ed Edward ieri sera, che era venerdì e potevamo andare a letto presto, ha avuto la brillante idea di fare una spaghettata alle due e mezzo! – lui mi diede un piccolo pizzicotto che non fece male e rise.
-Ehi! Se tu non avessi lavato i piatti saremmo andati a dormire molto prima! – Esme e Carlisle si misero a ridere.
-Alice ci ha detto che Bella ha già trasferito le cose da te.. – disse con fare ammiccante Carlisle. Menomale che le cose importanti non le aveva dette…Arggg!
-Ecco papà..noi avremmo alcune cose da dirvi..
-Che ne dite se ce lo dite a tavola? Abbiamo fame.. – Alice la solita ficcanaso. Uffa..me la pagherà cara. Adesso come facevo ad aiutare Esme senza farle notare l’anello?! La fulminai con lo sguardo e poi mi spinse in salotto mentre Esme portava la teglia con l’arrosto e Carlisle una bottiglia di vino. Avevano capito che non era il caso di preparare un sacco di cose da mangiare, perché comunque non avremmo finito tutto.
Dopo aver fatto le porzioni Carlisle si schiarì la voce.
-Allora..queste cose che dovete dirci..? – lanciò uno sguardo a Edward. Per fortuna la mia mano sul tavolo era coperta dalla sua. Sorrisi e guardai Edward al mio fianco.
-Si beh..abbiamo pensato che la villa ci piace molto e sarebbe davvero adatta a noi. Ovviamente però l’arredamento vorremmo sceglierlo da soli..avremmo bisogno solo di qualche consiglio ma..ci piacerebbe che fosse essenziale. – disse guardando Esme. Carlisle si mise a ridere compiaciuto.
-Sapevo che a Bella sarebbe piaciuta!
-Beh in realtà Carlisle..non ero così sicura. Finché non l’ho vista dubitavo io stessa..non mi piacciono le case grandi, mi ricordano la mia infanzia..però quella è davvero graziosa..e poi.. – lasciai la frase in sospeso.
-E poi? – Esme sembrava agitata sulla sedia ed Edward si mise a ridere.
-E poi..e poi è perfetta perché la piscina è davvero fantastica e il giardino non troppo grande è davvero grazioso.. – risi anch’io, insieme a Alice e Jasper. Sapevo che si era fatta scappare qualcosa..infatti lo sguardo di Esme parlava chiaro. Sapeva che c’era qualcosa sotto, che le notizie non erano finite lì.
-Solo questo? Non avete altro da dirci? – La voce speranzosa di Esme mi fece voltare il capo verso Alice per lanciarle un’occhiata ammonitrice. Non si tiene mai niente per lei.
-Cara..la notizia della villa è già importante di per sé..Sapere che la vogliono arredare da soli ma che gli piace è davvero grandioso.. – sorrise Carlisle – Potrebbero rallegrarci di più solamente se ci dicessero che si stanno per sposare.. – Carlisle ci fece l’occhiolino ed io ed Edward ci guardammo e scoppiammo a ridere, scoprendo la mia mano.
-Ci sposiamo! – disse semplicemente Edward.
-Che bello! Che Bello! E’ una notizia fantastica! – Esme abbracciò prima il figlio e poi abbracciò me, stretta. –Cara..sono davvero felice! – le sorrisi di rimando e poi venni abbracciata da Carlisle che mi ricordò gli abbracci di Charlie, i pochi che ci scambiavamo.
-Vado a prendere lo spumante per festeggiare! – Alle parole di Esme mi risvegliai dal mio stato catatonico.
-Oh ti prego Esme no..- sorrisi imbarazzata –Davvero non serve. Mangiamo l’arrosto che se no si fredda! Penseremo dopo al festeggiamento.. – sentii le guance arrossarsi. Non mi piaceva stare al centro dell’attenzione, e non serviva davvero un brindisi per noi.
-Ha ragione Bella, mangiamo e poi festeggiamo! – Carlisle mi diede ragione. Ci sedemmo a tavola e iniziammo a mangiare tra le chiacchiere di Alice ed Esme sui preparativi del matrimonio. Già mi veniva l’orticaria. Parlavano degli invitati, delle tovaglie, posate d’argento e fiori in ogni dove. Avrei dovuto parlare con Edward, chiaramente..e spiegargli che non volevo nulla di sfarzoso, solo una cerimonia semplice.
-Tu Bella cosa ne pensi? – di cosa? Perché Alice voleva il mio parere? La guardai interrogativa.
-Scusate..mi sono persa nei miei pensieri..dicevate? – Edward mi strinse la mano sul tavolo.
-C’è ancora tempo per organizzare tutto, sono sicuro che potrete discuterne un altro giorno.. – sorrise dolcemente alla madre che però sembrava di tutt’altro parere.
-Edward, non ti intromettere in cose che non ti riguardano, per cortesia. Un matrimonio richiede un’organizzazione serrata e ben definita..Siamo qui per aiutare Bella.. – era il mio momento. Scossi la testa leggermente e guardai Esme con lo sguardo triste.
-Vi prego..non voglio nulla di sofisticato o esuberante. Voglio invitare poche persone e la cerimonia deve essere sobria..così come tutto il resto. So che volete organizzare il matrimonio del secolo ma preferirei qualcosa di intimo..- lo sguardo deluso di Alice era il contrario di quello di Esme, sorridente.
-Tesoro..lo dici solo per una questione economica? – sbarrai gli occhi e scossi convinta la testa.
-Oh no no! Davvero..! – strinsi la mano di Edward, per cercare un po’ di coraggio –Non amo stare al centro dell’attenzione e temo che fare tutto quello che avete pensato poco fa potrebbe imbarazzarmi molto..Non voglio mongolfiere, maxischermi o altro..
-Ma Bella..! –Alice era contrariata.
-Non è il momento per discutere di questi particolari..per favore! Abbiamo ancora tempo e sono sicuro che Bella sarà felice di accettare il vostro aiuto e i vostri consigli a partire da domani! – io annuii a Carlisle.
-Che ne dite se mangiamo il dolce? – io sorrisi e mi alzai per aiutare Esme in cucina. Non avevo considerato che così saremmo state da sole.
-Bella..posso farti una domanda? – non mi ero resa conto che Alice ci aveva raggiunte.
-Certo.. – sorrisi dolcemente, ma già consapevole che la domanda non mi sarebbe piaciuta.
-Perché non vuoi un matrimonio in grande stile? E’ una cosa che tutte le ragazze sognano..Ed ora mi rendo conto che tu sei completamente l’opposto. La casa minimale, il matrimonio sobrio ed intimo.. – scosse le spalle e guardai Esme che era intenta ad osservarmi. –Spero che non sia una questione di denaro..perchè non credo tu ti debba fare problemi. Ho visto che l’anello che ti ha regalato mio fratello è un po’ piccolino e striminzito..e non ne capisco il motivo, insomma..non gli mancano i soldi e proprio non me lo spiego! – era partita in quarta e non sapevo come fermarla.
-Alice..lascia parlare Bella, magari ora ci spiega tutto.. – io annuii debolmente, appoggiandomi al bancone con la schiena.
-Non voglio sembrare irriconoscente nei vostri confronti, apprezzo molto il fatto che vogliate aiutarmi..e sono ben disposta a lasciarvi fare ogni cosa, se preferite! – sorrisi –Ma amo le cose essenziali. Sono stata cresciuta in una villa fredda, in cui non potevo neppure camminare a piedi nudi perché avrei lasciato le impronte sul pavimento lucido e cerato. Non potevo correre in giardino con i piedi nudi perché non era una cosa adatta a una signorina. E quando sono cresciuta..le cose non sono cambiate. Non potevo fare nulla, neppure in camera mia. Ogni gingillo che era presente sui mobili l’ho odiato dal primo momento in cui è stato appoggiato.. – guardavo per terra, evitando il loro sguardo –Ho partecipato a feste, gala..ricorrenze speciali almeno una volta ogni settimana da quando avevo dodici anni fin quando me ne sono andata..Mi piace la semplicità, l’essenzialità delle cose importanti.. – alzai lo sguardo verso di loro. –So che vi piacerebbe che Edward avesse un matrimonio sfarzoso, elegante, dalle dimensioni gigantesche..ma preferirei trovare un accordo, una via di mezzo..
-Ne sei sicura?
-Si Alice..sono sicurissima! Spero solo che anche lui la pensi come me..- abbassai lo sguardo triste. Forse le avevo deluse. Sapevo che per suo figlio Esme voleva qualcosa di più, ma speravo solamente che avessero scelto una via di mezzo, dopo le mie parole.
-D’accordo Bella..allora parleremo con Edward e se anche lui crede che sia meglio fare qualcosa di intimo e piccolo..organizzeremo qualcosa per i vostri gusti..Anche se Alice è portata per le cose in grande, si adatterà! – sorrisi e la ringraziai.
-E l’anello? Possiamo vederlo meglio? – mi sembrava strano che Alice non me l’avesse ancora chiesto. Mi avvicinai e porsi la mano.
-Temeva che non mi piacesse perché semplice e piccolo. In realtà è l’anello che desideravo. E’ fantastico e semplice, insomma..tutto ciò che piace a me. Non deve essere per forza grande e vistoso, basta ciò che significa a renderlo speciale..no?! – alzai le spalle verso di loro, per chiedere conferma.
-Bella..sei una ragazza fantastica..E non temere..ascolteremo passo, passo i tuoi desideri..
-Grazie..per me è davvero importante! E.. – adesso c’era l’altro scoglio..-E per quanto riguarda la villa..sarei molto felice se mi aiutaste. Edward mi ha lasciato carta bianca, in sostanza, ma vorrei un aiuto da voi, e da mia sorella ovviamente..
-Saremmo ben contente di aiutarti anche in quello! Vero Alice? – lei sorrise.
-Certamente..e vedrai..sarà un gioiello…poco vistoso! – annuii e le ringraziai. Portai la torta alla frutta nel salone e tornai al mio posto. Edward si avvicinò al mio orecchio.
-Di che avete parlato tutto questo tempo? – risposi sotto voce.
-Ho messo in chiaro le cose per il matrimonio e la villa..spero solo che tu sarai d’accordo con me.. – mi guardò negli occhi e poi tornò a dare attenzione al resto dei presenti. Non aveva annuito ma neppure negato. Ecco..forse avevo esultato troppo velocemente.

Capitolo 17: Ring



Capitolo 17: Ring

30 Settembre 2011 Ore 22:30

Pov Bella.

Edward come aveva promesso era arrivato qualche ora più tardi, mi aveva baciato dolcemente al di la del bancone e mi aveva spiegato che aveva passato un po’ di tempo a parlare con Alice, che era entrata nel suo appartamento mentre lui mi accompagnava al lavoro. Non mi ha detto qual’ era l’argomento principale..ma credo che avessero parlato della casa. Sono sicura che della proposta di matrimonio non ne aveva fatto parola con nessuno..come era stato per me. Con Jake al bancone era sempre un divertimento, e forse anche perché ero felice e niente poteva rovinarmi quella giornata, neppure Mike che continuava a ronzarmi attorno e chiedermi come stavo, quand’era il giorno della laurea e tutte queste cose qui. Insomma ancora non se l’era messa via definitivamente..però non mi preoccupavo. Io ero completamente in un altro mondo, grazie ad Edward. Avevamo deciso insieme ad Emmett che anche il venerdì avremmo lavorato tutti fino a chiusura, perché si è reso conto che da sola non ce l’avrei mai fatta, finalmente..l’aveva capito!
Emmett non mi aveva rimproverata più di tanto per il ritardo, gli ho detto che siamo andati a vedere la villa nuova dei genitori di Edward e che abbiamo fatto tardi perché poi ci siamo addormentati a casa. Ovviamente non mi ha creduto. Mi ha fatto un’occhiata abbastanza eloquente e maliziosa. Eh va beh…pazienza..anche perché c’ha ragione!
-Allora Bellina..stasera non ti prendi neppure una pausa? – stavo cercando di smettere di fumare e meno pause facevo, meglio era. Guardai di traverso Emmett che mi rispose lanciando un’occhiata al tavolo tre, dove erano presenti Alice, Jasper, Edward, Veronica e Rose, che ci aveva raggiunto dopo l’incontro con le sue colleghe. –Quel poveretto tra poco cade dalla sedia. Si sta agitando come una piovra! – guardai Edward e mi sorrise.
-Che vuoi dire? – non capivo il suo discorso.
-Avete litigato? – io scossi la testa –Avete questioni irrisolte? – io scossi la testa. Non ero loquace va beh! –E allora ha solo voglia di spupazzarti un po’ perché continua a fissarti e a lanciarti sguardi carichi di significato.. – lui e Jake si scambiarono un’occhiata e poi risero.
-Che volete da me? – incrociai le braccia al petto.
-Prenditi una pausa..e senti cos’ha da dirti..perchè fra poco lo sgabello si rompe! – lo guardai ed ora sul suo volto non c’era più un sorriso normale, e non mi guardava. Fissava il bicchiere di fronte a se con sguardo assorto. Sospirai e annuii con la testa. Feci il giro del bancone e mi avviai verso il tavolo tre, decisa, presi al volo la mano di Edward e lo tirai dietro di me. Ero curiosa di sapere cos’aveva da dirmi. Lo sentivo protestare ma non me ne curai finchè non raggiungemmo il muro dello stabile più nascosto.
-Ehi non serviva trascinarmi! – disse un po’ contrariato.
-Che succede? – incrociai le braccia al petto e lo guardai confusa.
-Niente.. – un’altra occhiataccia.
-Ne sei sicuro? Perché sia Jake che Emmett mi hanno detto che eri un grillo ballerino. Non stavi un attimo fermo..perchè? – sospirò pesantemente e poi passò le sue dita nei suoi capelli. Un attimo solo, e poi le sue labbra furono sulle mie, forti, desiderose, passionali. Le braccia mi avevano circondato la vita.
-Devo darti una cosa.. – sussurrò tra i baci. Ero incapace di rispondere serenamente e allora continuai a baciarlo. La mia lingua dibatteva con la sua, morbida, setosa, delicata ma allo stesso tempo forte, decisa, passionale. Era un continuo ossimoro. –Bella aspetta ..- aveva il fiatone e non capivo cosa voleva darmi.
-Cosa devi darmi? – lo guardai allontanandomi un po’ dal suo viso.
-Bella..Ecco.. – tirò fuori una scatoletta dalla tasca. Ci pensai subito: l’anello. L’anello che aveva lasciato in mezzo al salone della villa, quando gli avevo fatto credere che non volevo sposarlo.
-Edward.. – gli occhi si riempirono di lacrime immediatamente. I suoi occhi lo specchio dei miei.
-Questa volta voglio fare le cose fatte bene.. – si inginocchiò di fronte a me. No in mezzo al marciapiede, di fronte a tutti no.
-Ti prego Edward alzati! – cercavo di tirarlo su per le braccia ma lui sorrideva e non si smuoveva dalla sua posizione.
-Isabella Swan..Ti amo così tanto..ed ora che sono sicuro che anche tu mi ami allo stesso modo..
-Bella..Che sta succedendo? – Mike decise di interromperci proprio in quel momento. Io scoppiai a ridere, con le lacrime agli occhi guardando lo sguardo esasperato di Edward. Non sapevo come mantenesse la calma.
-Ma porca……! – digrignò fra i denti. Mike si avvicinò e mi prese per un braccio.
-Bella, che cazzo sta succedendo? – lo sguardo furioso. Staccai velocemente il braccio dalla sua presa. Ma possibile che non avesse ancora capito? Possibile che non capisse che stavo con Edward e che lo amavo disperatamente?!
-Succede che devi imparare a farti i fatti tuoi e lasciarmi stare. Ora torna dentro! – scosse la testa deluso e tornò dentro al bar. Io sorrisi verso Edward. –Scusa Edward..stavi dicendo? – lui scoppiò a ridere.
-Ce la farò mai a darti questo benedetto anello? – io scoppiai a ridere insieme a lui. –Ti amo Bella..ti amo per tutto ciò che sei, per ciò che hai fatto in questi mesi, per il sorriso che sei capace a donarmi fin dai primi momenti della mattina..Ti amo perché mi sento felice quando sono con te e mi manchi disperatamente quando non ci sei. E sono maledettamente geloso di tutti quelli che ti guardano, di chi ti tocca..di chi ti parla. E ti amo..perché sai far bene l’amore, perché sai capire cosa mi piace, perché ogni tua carezza mi fa rabbrividire..E ti amo..ti amo perché ti guardo negli occhi e mi sciolgo. Vuoi..vuoi sposarmi? – io risi e mi inginocchiai di fronte a lui.
-Si Edward..voglio sposarti! – sorrise e prese l’anello dalla scatoletta per mettermelo all’anulare sinistro. Mi diede un bacio dolcissimo e poi mi sorrise.
-Ce l’abbiamo fatta! – sorrisi.
-Quando lo diciamo agli altri? Perché noteranno che nelle mie mani c’è qualcosa che dieci minuti fa non c’era! – sorrisi e lui mi sorrise. Cavoli..non riuscivamo a toglierci questo sorriso ebete dalla faccia.
-Ora! – si alzò di colpo, prendendomi per le braccia e spingendomi verso il bar. Una volta arrivati al tavolo tre fece segno a Jacob di raggiungerci per un secondo e di farsi sostituire da Mike. Io scossi la testa sorridendo. Quando anche Emmett arrivò vicino a Rose io scoppiai a ridere.
-Dobbiamo dirvi una cosa.. – iniziò Edward.
-Oddio Bella, non dirmi che hai scoperto di essere incinta?! – scossi la testa sorridendo.
-No Alice..NO! Basta con questa storia! – Edward scoppiò a ridere. Quando si calmò e gli sguardi erano curiosi verso di noi, alzai la mano sinistra e la prima a notarlo fu Rose che si mise in piedi a saltare e urlare.
-Oddio! Oddio! Oddio vi sposate! Oddio che bello! – Era corsa dalla nostra parte e mi aveva stritolata nel suo abbraccio. –Sono così contenta! Certo è presto ma…Al diavolo! Siete bellissimi insieme e…Oddio! – non si fermava un attimo e io continuavo a ridere. Sembrava aver preso la vitalità di Alice. Che fu la seconda ad abbracciarmi stretta, imitando mia sorella.
-Bella, sono così felice…Diventerai a tutti gli effetti mia sorella! – io scossi la testa.
-No..sarò solo tua cognata! Sei..sei davvero felice? – lei mi scostò velocemente guardandomi negli occhi. Il suo sguardo mi preoccupava.
-Mi prendi in giro Bella? Sono entusiasta! E poi guarda mio fratello..non la smette un secondo di sorridere! – mi girai e lo vidi mentre gli altri si complimentavano con lui. Il sorriso sul volto, felice e contento. Non potevo che sorridere anch’io. Era presto ma..sono così felice e sono sicura che lui sarà il ragazzo migliore per me. L’uomo perfetto.
Anche gli altri si congratularono ed io ero continuamente sorridente. Finchè Emmett non ci rimandò al bancone ed io lasciai un bacio veloce sulle labbra di Edward. Servii alcuni clienti ma avevo la testa sulle nuvole.

1 Ottobre 2011 Ore 1:25

Il bar era completamente vuoto. C’erano solo gli occupanti del tavolo tre, che continuavano a ridere e scherzare mentre sorseggiavano la loro birra. Mi chiedevo come facevano ogni sabato e venerdì sera ad avere così tante cose da raccontarsi, infondo si vedevano sempre.
Chiusi la cassa, per non rischiare che ci fosse qualche problema e mi avvicinai al tavolo. Anche Leah e Mike erano seduti al tavolo, insieme a Jake che era andato a riposarsi. Mi portai vicino ad Edward che non perse tempo e mi prese per i fianchi, per avvicinarmi a lui e baciarmi sulle labbra, dolcemente.
-Sei stanca principessa? – ogni volta che ero vicina a lui mi sembrava di essere fuori dal mondo, sulle nuvole..completamente isolata da tutto e tutti.
-Un pochino..Vieni a dormire da me stanotte? – domandai lasciandogli un altro bacio.
-Ehi piccioncini..ci degnate di un po’ di attenzione?! – ecco il folletto! Mi girai e le sorrisi.
-Alice, tu l’hai vista la villa che ha sistemato Carlisle? – domandai, conscia di suscitare la sua curiosità. Lei sgranò gli occhi. Sapevo di aver detto una stupidaggine, ora Edward era costretto a portarcela..eppure mi divertivo un mondo a guardarla fremere..Solitamente ero io quella ignara di tutto, più di una volta in quei mesi lei e suo fratello hanno organizzato cose di cui io non sapevo e lei giocava con me perché lei sapeva ed io no! Ora potevo prendermi una piccola rivincita..magari per quella settimana di vacanza ad agosto, organizzata da Edward solo per noi due, ma aveva avuto bisogno delle conoscenze di Alice per cui ha passato due settimane prima della mia partenza a lanciarmi occhiatine e a dirmi “Non ti immagini cosa ti aspetta”. La volevo uccidere.
-Bella..no! – la voce disperata di Jasper ci fece ridere tutti! Edward come al solito rideva sul mio collo, mi ha detto più di una volta che da lì sente bene il profumo della mia pelle, dei miei capelli ed è inebriante per lui. Io invece non faccio altro che godere del fiato caldo della sua risata, degli scossoni del suo corpo quando ride. E’ bellissimo.
-Domani, e dico domani, voglio assolutamente vederla! Non è concepibile che tu l’abbia vista prima di me, Bella! – Edward si scostò un po’ per parlare alla sorella.
-Considerando il fatto che sarà casa nostra..beh è normale che l’abbia vista prima di te! – il resto delle persone, al di fuori di Alice, rimasero allibite e il colorito della mia faccia si arrossò.
-Cosa? Davvero? – risposi a Emmett solo annuendo.
-Oh..troppe emozioni per me stasera! Troppe novità..credo che neppure dormirò! – Jake fece un tono emozionato, felice e stridulo come quello di una gallina e tutti ridemmo.
-Che ne dite..cominciamo a sistemare? Non mi sembra che possa venire qualcun altro.. – annuimmo verso Emmett e iniziammo a sistemare i tavoli. Io li passavo con lo straccio e Jake metteva su gli sgabelli, in modo che potessimo lavare il pavimento più velocemente. I nostri amici ci aiutarono con gli sgabelli e a svuotare i cestini della spazzatura. Emmett pensava a chiudere la tapparella della vetrina.
-Allora, quando lo dite a mamma e papà? – chiese Alice mentre io ero dietro al bancone che sistemavo i bicchieri puliti nella mensola.
-Pensavamo di fare un salto per il dolce, domani.. – spiegò Edward.
-Non ci siete a pranzo? – infatti, me l’ero chiesto anch’io. Va bene che oggi li avevamo visti..ma presentarsi lì solo per il dolce non era per niente carino. Probabilmente Edward vide il mio sguardo confuso e rispose alla sorella.
-Avevo già detto alla mamma che non ci saremmo stati, non credo sarebbe felice di trovarci alla sua porta..sai che odia questo genere di sorprese!
-Oh Fratellone..sei sempre il solito scemo! – in effetti! Risi anch’io e scossi la testa.
-Ci saremo Alice..domattina avvisa pure Esme che ci uniremo a voi per pranzo! – lanciai un’occhiata ammonitrice a Edward che mi sorrise. Se pensava che fossi io a non voler andare bastava solo che mi chiedesse. Sto bene a casa dei suoi genitori..sono come se fossero un po’ anche i miei..Beh..di sicuro Esme è molto più una madre di Reneè, ma questo non conta.
Lavai gli ultimi bicchieri che c’erano nel lavello, per non dover caricare la lavastoviglie e mentre Jake li asciugava e li sistemava nel ripiano. Era così bello il fine turno del venerdì e del sabato sera..c’eravamo tutti, lavoravamo in simbiosi e ci facevamo battute e quattro risate. Un giorno mi sarebbe mancato tutto ciò!
-Allora ragazzi..ho voglia di fare una pazzia! – Edward mi guardò facendomi l’occhiolino. Che diavolo aveva in mente?
-Proponi! – l’orso doveva sempre dargli corda, se no non era contento. Come quella volta che andammo tutti in piscina e si erano accordati per stendersi sopra di noi, completamente bagnati. Io e Rose gridammo all’unisono e loro se la risero profondamente!
-Ho paura delle vostre macchinazioni! – Rose si era avvicinata a me e aveva incrociato le braccia al petto. Alice invece sorrideva abbracciata al suo Jasper.
-Che ne dite di una spaghettata veloce a casa mia?! – Emmett gli batté il cinque e anche Jasper seguito da Jake. Perfetto…avevano deciso tutto loro. Ma diavolo alle due di notte una spaghettata? Ingoiai a fatica..non ne avevo la forza! Edward si stava avvicinando a me. Scossi la testa sorridendo brevemente. –Che ne dici principessa? – mi sussurrò all’orecchio una volta che mi raggiunse e mi prese in un abbraccio.
-Edward..dici che è il caso? È veramente tardi.. – lui si scostò per guardarmi negli occhi, sembrava dispiaciuto.
-Oh..allora d’accordo..Beh..basta rimandare.. – il suo sguardo dispiaciuto mi fece tirare un grande sospiro.
-Va bene. Facciamo questa spaghettata! – mi sorrise subito. Sapeva che ai suoi occhioni dispiaciuti non sapevo dire di no..uffa! Mi diede un bacio veloce sulla bocca e poi si girò verso gli altri.
-D’accordo allora ci vediamo tra poco a casa mia..- ormai eravamo fuori dal bar, sul marciapiede. Ovviamente l’invito era solo per il gruppo perché Mike e Leah erano già andati via. Per fortuna. Mi accorsi che non stavamo andando verso la macchina di Edward, ma quella di mia sorella.
-Ehi..perchè non andiamo con la tua? – chiesi quando mi aprì lo sportello del lato passeggero. Mi intrappolò tra le sue braccia.
-Tu adesso vai con Rose a casa, prendi quella magnifica valigia sul letto e quegli scatoloni e sali in macchina di Emmett. Non ho intenzione di perdere più una sola notte distante da te! – ero strabiliata. Cosa mi stava dicendo?!
-Edward.. – sussurrai. Ma non proseguii perché le sue labbra mi avevano chiuso la bocca. Sorrisi debolmente e poi salii in macchina di mia sorella, confusa. Ma quando guardai nel sedile dietro scoppiai a ridere. Era ora di pettegolezzi! Alice era nel sedile dietro con Veronica. Come ci saremmo state tutte nell’auto di Emmett?
-Allora..posso sapere come ti ha chiesto di sposarti? – la guardai sorridendo allegramente. Amavo mia sorella.
-La prima o la seconda volta? – tutte mi guardarono sorpresa.
-Ti ha fatto due dichiarazioni? – la voce dolce di Veronica mi fece sorridere ed annuii.
-Vogliamo tutte due le versioni. Ovviamente! – sorrisi alla curiosità di Alice.
-Allora..vediamo..la prima proposta me l’ha fatta questo pomeriggio, nella villa che vogliono regalarci Esme e Carlisle. Avevamo appena deciso che ci piaceva e che eravamo d’accordo con la proposta di Carlisle..e abbiamo..ecco..festeggiato! – mi coprì la faccia con le mani, sentivo le guancie accaldarsi. – E poi lui è uscito, è tornato in macchina e mi ha detto quello che provava per me, tirando fuori la scatolina con l’anello.
-Che dolce! – sorrisi a Veronica.
-Mi sono fatta prendere dal panico e non ho risposto, mi sono pietrificata..sapete che non ho avuto un buon esempio di famiglia unita o di matrimonio in casa..per cui..ero veramente allibita e..gli ho fatto credere che la mia risposta fosse no. Infondo..è davvero presto, me ne rendo conto..lui ha lasciato l’anello alla villa..
-E poi? – ormai stavamo arrivando a casa, nonostante Rose avesse mantenuto i trenta allora per tutto il percorso..una lumaca ci aveva superate!
-Quando siamo tornati a casa – diedi l’occhiata comprensiva a Rose – ho capito che in realtà anche se era presto, anche se di sicuro non so cosa sia un matrimonio a tutti gli effetti..beh volevo davvero sposarlo e l’idea non mi dispiaceva così tanto..e allora ho accettato. E poi..stasera si è presentato con l’anello, quando siamo usciti fuori dal locale si è inginocchiato in mezzo al marciapiede e.. – scoppiai a ridere –E Mike si è intromesso chiedendomi che cosa succedeva..Edward aveva il fumo dalle orecchie. Quando l’ho cacciato mi ha semplicemente detto che mi ama, per tutto..e mi ha chiesto di nuovo di sposarlo..stavolta ho detto di si! Ecco tutto.. – alzai le spalle.
-E’ bellissimo! – la voce sognante di Alice mi fece annuire. Proprio lei lo dice, che ha rinunciato al suo sogno in Italia per stare con Jasper.
-Sei sicura Bella? – ecco invece che mia sorella mi riporta alla realtà.
-Si..voglio dire, non sarà mai come la tua sicurezza alla proposta di Emmett.. – sorrisi – Voi state insieme da una vita e anche se l’hai tenuto sulle spine..sapevi fin da subito cosa dirgli. Io invece..lo sai Rose, non credo molto nel matrimonio, probabilmente per colpa di mamma, che ha rovinato la nostra famiglia, ma con Edward..credo che possa essere tutto completamente diverso..La proposta è stata un fulmine a ciel sereno! Ma..ma è stato meraviglioso..e direi altre mille volte si! – sorrisi e lei annuii.
-Bene..ora andiamo, dobbiamo prendere un po’ di cose! – sorrisi e scendemmo dalla macchina. Emmett era già al portone che ci aspettava. Mentre vicino alla macchina di Emmett era parcheggiata quella di Jasper.
-Noi andiamo da Edward..ci vediamo tra poco! – ecco come avrebbero fatto! Sorrisi e mi diressi verso il nostro appartamento. Quando entrai in camera per poco non mi venne un colpo. Non c’era più nulla di mio in giro. I cassetti erano tutti aperti e vuoti, l’armadio svuotato e nel bagno neanche più un bagnoschiuma.
-Rose..cosa..cosa vuol dire? – mi appoggiò una mano sulla spalla e sorrise. Ora capivo il significato delle parole di Edward, una volta usciti dal locale.
-Edward è venuto qui prima di raggiungerti al locale e mi ha chiesto se l’aiutavo a raccogliere tutte le tue cose..vuole che vai da lui a partire da questa sera..ed ora capisco anche perché! – lo sguardo comprensivo e dolce. Sorrisi e avevo già gli occhi lucidi.
-Avete davvero preso tutto? – domandai controllandomi in giro.
-Si..lui ha già portato qualche scatolone..il resto tocca a noi.. – presi la valigia, il computer e un piccolo scatolone e mi diressi fuori, mentre Rose portava uno scatolone più pesante ed Emmett altri due. Possibile che avessi davvero tutta quella roba?!
-Sei elettrizzata Bellina? – scossi la testa.
-Sono confusa. Che bisogno c’era di fare tutto di nascosto? Avrei potuto fare tutto con calma domani e..insomma..non capisco.. – scossi di nuovo la testa e Emmett mi sorrise.
-Bella..che succede? Avete detto voi che avete deciso di andare a vivere insieme no? Eravamo seduti allo stesso tavolo oggi.. – io annuii e poi cominciai a scendere le scale, lentamente. Perché ora avevo tutti questi dubbi?
-Perché non mi ha detto nulla?
-Voleva solo farti una sorpresa..e’ davvero così importante? – io scossi la testa. Scendemmo le ultime rampe di scale e poi caricammo tutto in macchina, andando all’appartamento di Edward.
Una volta arrivati di fronte alla porta suonai il campanello. Mi sentivo agitata nel vederlo. Possibile essere così? Perché ora mi faceva quell’effetto? Le gambe erano molli e le braccia non sarebbero resistite tanto. Alice aprii la porta velocemente e quando vide come eravamo carichi prese lo scatolone dalle mie mani, portandolo in camera di Edward. Appoggiammo tutto lì, e quando mi girai per chiedere ad Alice dove fosse Edward ero sola in camera, le porte erano chiuse. Mi guardai un attimo attorno e vidi che alcune mensole della libreria erano state liberate. La piccola scrivania della camera era stata messa a posto e liberata anche quella. Mi avvicinai all’armadio, conscia che anche quello avrebbe riservato una parte per me e infatti due ante erano completamente vuote. Non guardai anche la cassettiera e il comodino, sapendo che aveva liberato anche quelle. Ma come aveva fatto a farlo in qualche ora? Tutto quello? Di sicuro si era fatto aiutare da Alice e probabilmente anche da qualcun altro..forse Jasper. Scossi la testa e tornai nel salone, chiudendo la porta dietro di me.
Sul divano erano seduti Jasper con Alice e Jake e Veronica, stavano guardando la replica di un quiz televisivo. Emmett e Rose erano vicini alla finestra che guardavano fuori e parlavano. Allora mi avvicinai a Edward, che stava ai fornelli. Mi appoggiai al frigo e lo osservai.
-Ehi principessa..sei qui! – sorrise. Sembrava agitato anche lui. mi avvicinai un po’, per osservarlo meglio.
-Si..e sai quanto poco mi piacciono le sorprese.. – era il momento giusto di parlare. Gli altri erano tutti impegnati in qualcosa e dopo sarebbe stato troppo tardi per dire qualcosa.
-Oh.. – disse solamente abbassando lo sguardo. Non volevo che si sentisse in colpa, volevo solo capire perché aveva fatto tutto da solo, senza parlarmene, senza chiedermi..e tutto così velocemente. Così mi avvicinai un po’ e gli accarezzai un braccio.
-Edward..perchè? – domandai solamente. Sapevo che avrebbe capito. Scosse la testa un po’ e mi venne più vicino, intrappolandomi contro il mobile della cucina e prendendo ad accarezzarmi le dita della mano.
-Perché ti voglio qui..perchè avevamo deciso che saresti venuta a vivere qui e non so che senso ha aspettare. Perché non voglio lasciarti andare più..perché odio doverti accompagnare a casa di Rose per cambiarti, quando principalmente stiamo qui. E odio dovermi allontanare per tornare a cambiarmi quando siamo da te..Voglio averti sempre qui principessa..
-Ma perché hai fatto tutto così in fretta, tutto senza dirmi nulla? – i suoi occhi erano aggrappati ai miei, era una richiesta silenziosa di comprensione.
-Perché ero così contento che avevi detto si..che non stavo più nella pelle. Volevo solo averti qui, vicino a me, sempre e..mi dispiace non averti detto niente volevo solo..pensavo solo che ti piacesse come idea, volevo farti una piccola sorpresa. Non credevo che ti dispiacesse..
-Non mi dispiace Edward.. – gli accarezzai la guancia, delicatamente –E’ solo..conosci la mia avversione per le sorprese..Sono arrivata lì e tutte le mie cose erano rinchiuse in delle scatole..ero..
-Lo so principessa..- si avvicinò ad appoggiare la fronte sulla mia –Mi dispiace è che volevo..lasciarti sorpresa, è più forte di me..Comunque non sei obbligata a stare qui..puoi, puoi lasciare qui qualcosa e continuare come abbiamo fatto in queste settimane..non mi arrabbio davvero.. – scossi la testa e gli sorrisi.
-Starò qui Edward..sono felice! E non voglio andare da nessun’altra parte! – mi sorrise e prese a baciarmi, dolcemente.
Mangiammo allegramente la pasta che aveva cucinato Edward, e dopo un po’ di chiacchiere tutti tornarono a casa propria, mentre io rimanevo da Edward. Avevo iniziato a lavare i piatti, perché odiavo lasciarli sporchi fino la mattina dopo e la lavastoviglie non era il caso di accenderla per una padella e due piatti in croce. Stavo risciacquando gli ultimi piatti quando Edward mi abbracciò da dietro.
-Principessa..li avremmo fatti domattina.. – mi sussurrò all’orecchio.
-Erano solo due.. – scrollai le spalle sorridendo.
-Lascia qui e vieni a letto.. – mi diede un bacio sul collo. Sorrisi e mi staccai un po’.
-Ho finito Edward..solo uno e ti raggiungo! – sbuffò sonoramente e io risi.
-Ti aspetto! – mi accarezzò il fianco e poi si diresse verso la camera. Sciacquai l’ultimo piatto e poi il lavello che aveva ancora della schiuma del sapone per i piatti. Asciugai le gocce d’acqua tutte attorno e preparai le cialde per il caffè per la mattina. Spensi la luce e mi avviai in camera. La luce della lampada sul comodino era fioca e vedevo Edward che mi aspettava semidisteso con le braccia incrociate. Non indossava un vero pigiama, ma un pantalone corto e una maglia a maniche corte, attillata, che evidenziava i muscoli. Era bellissimo. Sorrisi e mi avviai dalla mia parte di letto, ora a tutti gli effetti, a prendere la canotta e il pantaloncino con cui dormivo. Il pigiama lo utilizzavo solo d’inverno, perché ero molto freddolosa, anche se con Edward vicino non ce ne sarebbe stato bisogno..era una stufetta ambulante!
-Vuoi farti una doccia principessa? – ci pensai un attimo e poi scossi la testa.
-La farò domattina, ora sono troppo stanca! – sorrisi e mi spogliai, davanti a lui. Non mi vergognavo più di farmi vedere nuda, anzi alle volte lo facevo apposta per farlo eccitare. Tolsi anche il reggiseno e infilai la canotta e il pantaloncino. Poi mi sdraiai vicino a lui ed appoggiai la testa sul suo petto.
-Riposati principessa.. – io annuii solamente e lui scese debolmente fino a sdraiarsi completamente sul letto, mi circondò la vita con il braccio e la mano accarezzava il mio fianco.
-Buonanotte Edward.. – furono le ultime parole prima di cadere addormentata.